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L’esercizio fisico in gravidanza salva i figli dall’obesità

Fare esercizio fisico durante la gravidanza può aiutare i figli ad evitare problemi di salute una volta adulti. Infatti, l’obesità genitoriale predispone i più piccoli a sviluppare il diabete e i problemi metabolici. E’ questo quanto emerge da uno studio condotto condotto sui topi dall’Università della Virginia e pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Applied Physiology.

Se la scoperta dovesse aver riscontro sugli esseri umani, secondo i ricercatori ci saranno “enormi implicazioni” per aiutare le donne incinte a garantire ai loro figli una vita più sana possibile, attraverso una vera e propria prescrizione di un programma di esercizio fisico per le donne in gravidanza.

I figli maschi di madri sedentarie che seguivano diete molto grasse avevano molte più probabilità di sviluppare livelli elevati di zucchero nel sangue e altri problemi metabolici in età adulta. Gli studiosi hanno analizzato il Dna dei cuccioli e hanno scoperto differenze significative sulla salute metabolica e sull’attività di alcuni geni tra chi aveva genitori obesi e chi no.

L’esercizio materno, però, è stato notato come un lato positivo: fatto durante la gravidanza ha impedito una serie di cambiamenti che influenzano il funzionamento dei geni della prole. Il movimento, quando le cavie erano in attesa dei loro piccoli, ha bloccato nei figli gli effetti negativi dell’obesità dei genitori.

Fonte Nutri&Previeni

 

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Muoversi, che la fame passa.

L’esercizio fisico migliora il rapporto col cibo

19 giovani adulti sani di peso normale (21 ± 0,5 anni, 10 uomini) con un peso corporeo medio di 66,7 ± 9,2 kg, indice di massa corporea 22,3 ± 2,9 kg / m2 e massa grassa % 18,7 ± 6,8% sono stati arruolati per confrontare  3 sessioni sperimentali:

– sessione di controllo senza esercizio (CON);

– sessione di allenamento ad alta intensità (HIE);

– sessione di allenamento a bassa intensità (LIE).

L’effetto degli esercizi iso-calorici a bassa e alta intensità è stato valutato sul quoziente di sazietà (SQ) e sulla soddisfazione alimentare in risposta a un pasto. Sono state valutate le misurazioni antropometriche, composizione corporea (BIA), la capacità aerobica (VO2 max) e le preferenze alimentari.

Trenta minuti dopo l’esercizio o il riposo, hanno consumato un pranzo fisso. La soddisfazione alimentare (Questionario sulle preferenze alimentari di Leeds) è stata valutata prima e dopo il pasto. Le sensazioni di appetito sono state valutate a intervalli regolari, il SQ  è stato calcolato al pasto del pranzo ed è stata raccolta l’assunzione di cibo auto-segnalata per il resto della giornata.

La sensazione di appetito non differiva tra le 3 sessioni e non era influenzata dall’esercizio. SQ per la sazietà non era diverso tra le condizioni ma la fame da SQ con CON era significativamente più alta rispetto a LIE e HIE (p≤0,05) senza alcuna differenza tra le condizioni di esercizio.

SQ per il desiderio di mangiare era significativamente più alto nel CON rispetto a HIE (p≤0,01) senza differenze tra CON e LIE e tra le sessioni di allenamento.

La ricompensa alimentare non era significativamente diversa tra le tre condizioni, così come l’assunzione totale di cibo e di macronutrienti auto-segnalata per il resto della giornata.

L’esercizio fisico acuto, a seconda della sua intensità, potrebbe influire sulla risposta saziante all’assunzione di cibo negli adulti sani, senza alterare la soddisfazione alimentare.

 

 

Autori: Thivel D, Fillon A, Genin PM, Miguet M, Khammassi M, Pereira B, Boirie Y, Duclos M, Drapeau V, Blundell JE, Tremblay A, Finlayson G, Mathieu ME, Metz L.

Fonte:  Appetite. 2019 Oct 23;145:104500. doi: 10.1016/j.appet.2019.104500.

Link della fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31655090

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La caffeina migliora le prestazioni sportive

Assumere caffeina prima dell’esercizio fisico può migliorare le prestazioni durante l’esecuzione di una vasta gamma di esercizi fisici.

In particolare, la sua assunzione è in grado di potenziare velocità, potenza, forza e resistenza.

Tutto questo emerge da una revisione degli studi a riguardo, pubblicata online il 29 marzo dal British Journal of Sports Medicine.

“L’assunzione di caffeina, anche attraverso integratori, è molto diffusa tra gli atleti. Uno studio del 2011 ha registrato che circa il 75% dei campioni di urina di atleti partecipanti alle Olimpiadi contengono livelli misurabili di caffeina”, dice l’autore principale della review degli studi, Jozo Grgic della Victoria University di Melbourne.

Nel 2004, l’Agenzia mondiale anti-doping ha rimosso la caffeina dall’elenco delle sostanze proibite durante le competizioni. “Da allora, il consumo di caffeina da parte degli atleti è solo aumentato, senza alcun segno di rallentamento”, aggiunge Grgic.

La review

Grgic e colleghi hanno condotto una “umbrella review” di 11 revisioni di 21 metanalisi condotte tra il 2004 e il 2018, che hanno analizzato una media di 19 studi ciascuna.

Il team ha scoperto che la caffeina contribuisce ad aumentare resistenza muscolare e forza muscolare, prestazione nei salti, velocità di esercizio, potenza anaerobica e resistenza aerobica.

Tre revisioni, che hanno incluso una media di 13 studi ciascuna, sostengono l’effetto ergogenico,o potenziatore, della caffeina sulla forza.

Due revisioni, che hanno esaminato un totale di 39 studi, hanno indicato un effetto sulla resistenza.

Una revisione, infine, ha sostenuto un effetto della caffeina sull’altezza del salto in alto e un’altra ha osservato che la caffeina aumenta la velocità durante corsa, ciclismo e canottaggio.

In generale, l’effetto della caffeina è maggiore nell’esercizio aerobico che per quello anaerobico.

Le osservazioni

“La dose ottimale di caffeina non è stata ancora indicata”, sottolinea Grgic. Sebbene il caffè sia la bevanda a base di caffeina più diffusa in tutto il mondo, non viene comunemente studiato come potenziatore delle prestazioni durante l’esercizio fisico.

La dose di caffeina dipende dal tipo di chicco di caffè, dal metodo di preparazione, dalla grandezza della tazza, dalla marca e dagli aromi aggiunti.“Come regola generale, due tazze di caffè, consumate circa 60 minuti prima dell’esercizio fisico, dovrebbero esercitare un effetto ergogenico nella maggior parte degli individui, ma la risposta all’assunzione di caffeina varia da persona a persona”, osserva Grgic.

 

Fonte: British Journal of Sports Medicine 2019 Carolyn Crist

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Sport: i dispositivi conta-calorie spesso “mentono”

(Reuters Health) – Nonostante molte persone facciano affidamento sui fitness tracker per perdere peso e restare in forma, una recente review mette in discussione la reale capacità di questi dispositivi di misurare la quantità di energia che bruciamo. L’indagine, coordinata da Ruairi O’Driscoll, dell’Università di Leeds, nel Regno Unito, è stata pubblicata da British Journal of Sports Medicine.

 

Lo studio

I ricercatori hanno esaminato i dati provenienti da 60 studi precedentemente pubblicati che testavano l’accuratezza delle misurazioni del dispendio energetico di 40 diversi dispositivi da indossare al braccio o al polso. Tutti gli studi avevano analizzato il dispendio energetico in diversi modi e con differenti tipi di attività. I ricercatori, inoltre, hanno confrontato i dati dei fitness tracker con metodi di monitoraggio del dispendio energetico usati nella ricerca clinica.

 

I risultati

I ricercatori hanno così scoperto che, presi in gruppo, i dispositivi tendevano a sottostimare leggermente il dispendio energetico. Inoltre, i dispositivi tendevano a essere più precisi nel misurare il dispendio energetico quando monitoravano anche frequenza cardiaca o calore corporeo.

 

L’accuratezza risultava legata al tipo di esercizio fisico svolto. I fitness trackers non offrirebbero una buona capacità di misurare movimenti meno vigorosi, come camminare, salire le scale o svolgere lavori domestici. E inoltre, i risultati potrebbero essere diversi per le persone anziane o obese, dato che la media dei partecipanti di tutti gli studi considerati era di 35 anni e per la gran parte non si trattava di persone sovrappeso.

 

Il commento

“Il nostro lavoro mostra che le stime variano a seconda dell’attività svolta”, sottolinea O’Driscoll,“I consumatori dovrebbero essere consapevoli dei possibili errori dei loro dispositivi, soprattutto se li usano per regolarsi in relazione alle abitudini alimentari”.

 

Fonte: British Journal of Sports Medicine

Lisa Rapaport

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Muoversi per sentirsi meglio

La costanza nel praticare un’attività fisica giova sulla riduzione del peso corporeo, sulla salute e sulla qualità della vita in generale.

Di questo sono convinti alcuni ricercatori americani che hanno studiato un gruppo di adulti di mezza età (N = 202) randomizzati a 12 mesi di esercizio aerobico (360 minuti / settimana) o far parte del gruppo di controllo. In tutti i partecipanti, al basale e dopo 12 mesi, venivano controllati: peso, circonferenza vitamassa grassa %, fitness cardiopolmonare, HRQOL (SF-36 – questionario per la misura della qualità della vita) e l’aderenza al programma d’attività fisica consigliato (minuti/giorno da registri delle attività).

Si è così dimostrato che una migliore aderenza al programma di attività fisica era associata a una riduzione del dolore fisico, al miglioramento della salute generale e della vitalità e a una riduzione dei punteggi relativi a ruoli emotivi stressanti.  Un generale incremento del fitness è risultato associato a un miglioramento delle funzioni fisiche, del dolore fisico e della salute generale.

La riduzione del peso e della percentuale di massa grassa, sono stati associati a un miglioramento della funzionalità fisica e della salute generale e lo stesso valeva per la riduzione della circonferenza vita, ma con minori effetti sullo stress di ruolo. In somma, un’elevata adesione all’esercizio fisico era associata a un miglioramento complessivo della qualità di vita dei soggetti studiati che corrispondeva anche a una auto-promozione al mantenimento dell’attività fisica.

Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23036856 J Phys Act Health. 2012 Oct 4. [Epub ahead of print]Exercise Adherence, Cardiopulmonary Fitness and Anthropometric Changes Improve Exercise Self-Efficacy and Health-Related Quality of Life.

 

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