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Evviva i fichi !

Durante tutti i mesi estivi l’albero del fico regala dei frutti gustosissimi, ricchi di benefici e dalle mille proprietà nutritive.

 

I fichi che vengono raccolti nel mese di maggio chiamati anche fioroni, sono più grandi di quelli raccolti nel mese di settembre, chiamati fichi veri. Esistono oltre 150 varietà di fichi, bianchi, marroni, viola, verdi e neri, ma dal punto di vista commerciale i più importanti sono: Fico nero Fico piuttosto asciutto e zuccherino, risulta essere il meno delicato. Fico viola Il più succoso, dolce, molto delicato. Fico verde Il più comune, è succoso e ha buccia sottile. In Italia la regione con la maggiore produzione di fichi è la Puglia.

 

I fichi sono frutti dagli effetti lassativi, ricchi di acqua, fibre e sali minerali, oltre ad essere una buona fonte di vitamine: soprattutto vitamina B, vitamina A e vitamina C. Inoltre, le mucillagini contenute al suo interno, li rendono digeribili oltre a favorire l’assorbimento dei nutrienti.

 

Proprietà nutritive dei fichi

Un valido aiuto per l’intestino: chi soffre di stipsi o intestino pigro può fare ricorso ai fichi, dalle proprietà lassative dovute alle fibre, alla lignina e alle mucillagini che lo compongono. L’ideale sarebbe mangiarne uno al mattino prima di colazione.

Apportano energia:per questo sono consigliati anche a bambini, anziani e donne incinte. Donano molta energia grazie agli zuccheri che contengono e che sono facilmente assimilabili, dando un effetto energizzante immediato.

Benefici per l’apparato cardiocircolatorio: i fichi sono frutti ricchi di potassio che aiuta a tenere sotto controllo la pressione arteriosa, inoltre sono poveri di sodio che, al contrario può essere dannoso, e favorire l’ipertensione. Ciò apporta anche benefici al cuore.

Utili contro le infiammazioni: mangiare il frutto aiuta a lenire le infiammazioni delle vie urinarie, e quelle legate a gastriti e infiammazioni polmonari

Aiutano la digestione: i fichi contengono degli enzimi che favoriscono la digestione aiutandoci ad assimilare meglio i cibi. Inoltre, il contenuto di prebiotici aiuta anche il benessere dell’intestino combattendo il gonfiore addominale, soprattutto i i fichi fioroni che maturano all’inizio dell’estate che hanno proprietà drenanti e aiutano in caso di stipsi.

Benefici per le ossa: i fichi contengono molto calcio che, unito ad altri minerali come magnesio e potassio, è utile a prevenire l’osteoporosi e anche a mantenere sani e forti i denti. vitamina A ed i minerali apportano benefici alle ossa.

Consigliati in gravidanza: forse molti non lo sanno ma, i fichi freschi, possono essere mangiati in gravidanza grazie all’apporto di calcio che donano alla mamma, ma che aiuta anche a rafforzare la spina dorsale del piccolo che dovrà nascere.

Pelle e vista: i fichi hanno proprietà benefiche anche per la nostra pelle e per la vista grazie soprattutto alla vitamina A, ma anche ad alcuni minerali come ferro, calcio e potassio.

Antiossidanti: contengono polifenoli che conferiscono ai fichi proprietà antiossidanti proteggendo le cellule dai danni dei radicali liberi e aiutando anche a prevenire

Proprietà nutrizionali: anche se i fichi sono molto dolci hanno un contenuto calorico non troppo eccessivo: 74 calorie per 100 grammi. Ma le calorie salgono per i fichi secchi: 227 per 100 grammi.

Controindicazioni

I fichi devono essere consumati con moderazione dalle persone obese e da chi soffre di diabete a causa degli zuccheri contenuti nel frutto che possono favorire l’aumento di peso e, nei diabetici, della glicemia. Inoltre i fichi contengono ossalati che lo rendono un frutto non consigliato a chi soffre di calcoli ai reni o alla cistifellea

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Il cervello si protegge a tavola : i cibi che aiutano la memoria

cervL’alimentazione incide sul nostro cervello. Alcuni cibi, in particolare, consumati con una certa regolarità possono costituire un valido aiuto all’intero sistema nervoso grazie soprattutto alla presenza di due elementi fondamentali: la vitamina B e la colina che, insieme, mantengono intatta la struttura cellulare e le funzionalità dell’intero sistema nervoso.

Cioccolato fondente: contiene flavonoidi che rappresentano un valido aiuto per far fronte alla perdita di memoria.

Caffè: migliora l’acutezza mentale grazie alla caffeina che aiuta anche a prevenire la depressione nelle donne.

Questi due alimenti sono in cima alla lista stilata dalla ricercatrice. “Cioccolato fondente e caffè – spiega Elisabetta Menna – sembra essere un buon abbinamento per il cervello. Infatti, se da una parte il cioccolato fondente contiene flavonoidi che rappresentano un valido aiuto per far fronte alla perdita di memoria, dall’altra il caffè migliora l’acutezza mentale grazie alla caffeina che, oltre a essere una fonte di antiossidanti che aiutano a mantenere il cervello in salute, aiuta anche a prevenire la depressione nelle donne. Questi cibi, quando consumati regolarmente, aiutano a migliorare, insieme alla memoria a lungo termine, anche la funzionalità del sistema nervoso, la capacità di attenzione e partecipazione”.

Broccoli: insieme ad altre brassicacee o crucifere come cavoli, cavolini, cavolfiori, che contengono vitamina C e acido folico, hanno un effetto positivo sulla memoria, la concentrazione e l’attenzione.
Spinaci: ricchi di luteina, un importante antiossidante, proteggono il cervello dal declino cognitivo.
Uova: sono una grande fonte di colina, soprattutto il tuorlo.
Merluzzo: ricco di iodio, acidi grassi omega 3 e di fosforo

Germe di grano: contengono vitamina B6 e folati e soprattutto tiamina, che migliora le prestazioni cognitive.
Arachidi: insieme alle noci, sono tra i cibi più salutari per il cervello perché contengono acidi grassi omega3 e omega6, vitamina E e B6 che sono molto efficaci nel mantenimento della funzionalità del sistema nervoso.
Mirtilli: ricchi di antocianine e cianidine ad azione antinfiammatoria sono un valido alleato contro l’invecchiamento del cervello perché contrastano l’azione dei radicali liberi.
Curcuma: la curcumina contenuta in questa spezia offre un valido aiuto per prevenire l’Alzheimer.

 

Fonte :redazione Informasalus

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Vegani d’Italia: sono 400mila

Dicono no a latte e uova, ma anche a lana e piumoni

 

Non solo non mangiano carne o pesce, ma escludono dalla loro alimentazione anche latte e uova. Non solo: modificano il loro stile di vita in modo da escludere l’utilizzo della pelle e persino di lana e piumoni. Sono i vegan, ovvero i “vegetariani estremi”. Secondo il rapporto Eurispes in Italia sono circa 400mila i vegan in Italia, su 4,5-5 milioni di vegetariani: rappresentano dunque il dieci per cento 10% di una coorte nutrita di cultori del “tutto vegetale” e del biologico, una quota di persone comunque in crescita.

A fare il punto sui vegan in Italia è Leonardo Pinelli, vicepresidente della Società scientifica di nutrizione vegetariana,. Scelgono la dieta verde soprattutto le donne: sono il 7,2% contro il 5,3% degli uomini. Predilige diete senza carne anche il 13,5% di giovanissimi tra i 18 e i 24 anni, e persino il 9,3% degli over 65. Tra i motivi che spingono ad adottare questo stile di vita “è molto alta la percentuale di coloro che sono mossi da ideologie animaliste (44%) e ambientaliste – spiega Pinelli – E se da più parti ci si preoccupa di eventuali errori nutrizionali dei vegan, mi chiedo però quando mai si parla degli sbagli degli onnivori”,

Pinelli precisa che in effetti nell’alimentazione vegana può esserci carenza di vitamina B12, “ma solo perché viviamo in un modo senza germi, praticamente sterilizzato. La vitamina B12, infatti, è prodotta dai batteri dell’intestino, nelle dosi giuste, oltre a essere presente in alimenti di origine animale. Ma certo chi vive in ambienti sterilizzati può ricorrere a cibi fortificati, diffusi soprattutto all’estero, oppure ai supplementi. Per i bambini ne occorrono poche gocce al dì, mentre negli adulti l’integrazione è settimanale”.

Per il resto, assicura l’esperto, la rinuncia ai cibi di origine animale “non presenta problemi: si tratta di una dieta sicura in tutte le fasi della vita dell’uomo, se ben studiata. Prova ne è che anche molti atleti sono vegan, specie quelli impiegati in sport in cui sono fondamentali potenza e leggerezza”.

Aggiunge Pinelli: “Consiglio anche di seguire le indicazioni che ci arrivano dal nostro corpo. Personalmente, nel tempo, ho rinunciato al pesce e alle uova, e sto eliminando quasi del tutto il latte. Questo perché e’ il mio stesso organismo a indicarmi che certi alimenti non li digerisco, mi danno fastidio”.

E i bambini? Anche se la questione è controversa e suscita sempre un dibattito piuttosto acceso nel mondo scientifico, l’esperto non ha dubbi: “Dopo i due anni, in pratica, non c’è più bisogno di latte: i nutrienti presenti in questo alimento si trovano anche in altri cibi. Non è un caso che gli enzimi che digeriscono le lattasi scompaiano di solito con il tempo, tanto che due terzi della popolazione mondiale sono intolleranti al lattosio”, aggiunge Pinelli. “Quindi fin dallo svezzamento, dunque dal sesto mese, si può adottare questo regime alimentare, come afferma l’American Dietetic Association già nel 2009”.

fonte RAPPORTO EURISPES

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