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Estate e vitamina D

L’estate è la stagione propizia per fare scorte di vitamina D  e per la salute delle ossa :è bene pensarci in tempo .

Lo stato della vitamina D  può essere valutato dalle misure delle concentrazioni di 25-idrossivitamina D (25) (OH) D nel siero. La luce solare è la più importante fonte naturale di vitamina D e stimola la produzione di vitamina D3 nella pelle durante l’estate, a seconda dell’età, della pigmentazione della pelle, dello stile di abbigliamento, e dell’impiego delle creme solari.

La variazione stagionale nel siero della 25 (OH) D è compresa tra 10 e 20 nmol/L negli adulti e quasi assente nei residenti delle case di cura. Utilizzare la protezione solare diminuisce, ma non abolisce, la produzione di vitamina D nella pelle. Lo stile dell’abbigliamento ha una grande influenza sulla produzione di vitamina D.

Inoltre, lo stato della vitamina D può essere migliorato con l’ingestione di pesce grasso e la fortificazione del latte o del succo d’arancia. Un elevato apporto di calcio nella dieta ha un effetto vitamina D-risparmiatore, perché aumenta l’emivita della 25 (OH) D. Dunque, l’esposizione alla luce solare dell’estate combinata con la giusta nutrizione fortificata, sono sufficienti per avere scorte di vitamina D per tutto l’anno.

fonte: Ds nutrition

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Menopausa: ecco cosa mangiare per rafforzare le ossa.

L’alimentazione può avere un impatto notevole sulla salute delle ossa delle donne in menopausa. Cosa mangiare quindi per rafforzare le ossa ed evitare fratture?

Una dieta ricca elementi antinfiammatori può frenare la perdita di densità minerale ossea che affligge molte donne a partire dall’età della menopausa. Cereali integrali, spezie (in particolare la curcuma), verdure a foglia larga e pesce ricco di omega-3: sono questi alcuni degli alimenti che non dovrebbero mai mancare sulla tavola delle donne in postmenopausa per avere ossa più forti e ridurre il rischio di fratture.

 

È quanto emerge da uno studio statunitense dello Ohio State University condotto al fine di verificare quanto l’influenza della dieta sul processo di “erosione” delle ossa e l’eventuale rischio di fratture legato all’età. I ricercatori hanno analizzato gli stili alimentari di oltre 160 mila donne arruolate nella Women’s Health Initiative, la più grande indagine statunitense mai realizzata sui disturbi delle donne in menopausa.

 

È così emerso che le donne che prediligevano una dieta particolarmente ricca di alimenti antinfiammatori andavano incontro una minor riduzione della massa minerale ossea nell’arco di 6 anni. Questo tipo di dieta, inoltre, abbatteva del 50% il rischio di fratture nelle donne fino ai 63 anni. “Questo suggerisce – scrivono i ricercatori – che nelle donne in età più avanzata, una dieta salutare può impattare fortemente sulla salute delle ossa”.

fonte :Ds nutrition

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Vegetarianesimo e salute ossea,esiste un rischio?

menpopausaContrariamente a quanto atteso,la dieta di tipo vegetariano non sembra aumentare la perdita di osso e il rischio di frattura

La dieta vegetariana è generalmente considerata uno stile di vita altamente salutare, in quanto è dato che gli individui vegetariani presentano globalmente un rischio inferiore di incorrere in patologie croniche rispetto alla popolazione generale.

La salute ossea delle persone vegetariane costituisce però da qualche tempo motivo di preoccupazione da parte dei medici.

La densità minerale ossea degli individui vegetariani, e ancor di più dei vegani, risulta infatti mediamente inferiore rispetto ai soggetti onnivori, tuttavia non è chiaro se queste abitudini alimentari favoriscano il rischio di fratture da fragilità.

Il presente lavoro ha esaminato l’associazione tra vegetarianesimo e la riduzione della massa ossea in donne in post menopausa, analizzando l’effetto della dieta sui markers del turn-over osseo.

Lo studio, condotto in forma di analisi prospettica, ha coinvolto 210 donne, ugualmente ripartite in due gruppi di vegetariane e onnivore. Dal 2008 al 2010 è stata valutata la densità minerale ossea delle partecipanti. I ricercatori hanno quindi valutato le concentrazioni sieriche del telopeptide C-terminale del collagene di tipo I e del propeptide N-terminale del procollagene di tipo I, così come quelle di 25-idrossivitamina D e di ormone paratiroide.

Nelle donne che hanno superato la menopausa il contenuto minerale osseo riflette il risultato della somma tra il picco minerale osseo raggiunto in giovane età e la perdita fisiologica di matrice associata all’invecchiamento, la quale origina da uno squilibrio tra i processi di formazione e riassorbimento.

Contrariamente a quanto atteso, la rapidità nella perdita di osso non differiva tra i due gruppi, così come non variava l’incidenza di fratture. Allo stesso modo, non sono state osservate differenze importanti nelle concentrazioni dei marker serici analizzati e non vi era alcuna associazione tra questi marker e la rapidità nella perdita di osso.

Negli individui vegani è stata rilevata una più spiccata insufficienza di vitamina D accompagnata da una minore assunzione di calcio. Tuttavia questi due fattori non risultavano associati alla perdita di osso.

Globalmente, un basso peso corporeo, l’elevata assunzione di proteine animali e lipidi e l’utilizzo di farmaci corticosteroidi sono emersi quali fattori associati ad una maggiore velocità della perdita di osso da questo sito scheletrico. Il ruolo delle proteine di origine animale era già emerso da studi precedenti e sarebbe riconducibile alla produzione di eccessive quantità di acidi endogeni, i quali favorirebbero un più rapido riassorbimento del tessuto e quindi una maggiore riduzione di matrice ossea.

fonte:DS nutrition

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