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I cibi top per una pelle giovane

Come mantenere la pelle liscia e vellutata, idratata e senza rughe più a lungo possibile? Con la corretta alimentazione e qualche cibo specifico. Tra gli alleati numero uno acqua, pesce, olio d’oliva e cioccolato fondente. A svelarne i segreti, che risiedono in un mix di omega 3 e 6, antiossidanti e vitamina E, è un approfondimento pubblicato sul portale Medicalnewstoday.com.

Partendo dal pesce, quello grasso d’acqua fredda, come le aringhe, le sardine e il salmone, può giovare alla pelle, poiché è fonte abbondante di omega-3. Una dieta che ne è ricca può aiutare a ridurre i sintomi infiammatori e rendere la pelle meno reattiva ai raggi Uv. Il pesce grasso fornisce inoltre anche vitamina E, che protegge dall’infiammazione e dai radicali liberi.

Le noci offrono più o meno gli stessi benefici: sono tra le fonti più ricche di acidi grassi insaturi sia omega-3 che omega-6, mentre le mandorle sono ricche di acidi grassi insaturi e fonte di vitamina E.

Tra i semi si a quelli di girasole, che contengono notevoli quantità di zinco e vitamina E, e si anche a quelli di lino, ricchi di un omega-3 chiamato acido alfa-linolenico. Metterli in un’insalata può essere un modo semplice per mantenere la pelle sana. Semaforo verde anche per la soia, i cui isoflavoni possono svolgere un ruolo importante nella protezione dell’epidermide, soprattutto per le donne, e per l’avocado ricco di grassi salutari e vitamina E.

Tra gli oli, quello d’oliva può essere la scelta più salutare per la pelle. Si riducono in particolare gli effetti del fotoinvecchiamento sul viso. Il tè verde invece è pieno di antiossidanti chiamati catechine, che aumentano il flusso sanguigno alla pelle, cosa che assicura ossigeno e nutrienti freschi.

Senza dimenticare l’acqua, la scelta migliore in assoluto. Via libera anche al cioccolato fondente, di alta qualità, e ai carotenoidi, che proteggono dai danni causati dai radicali liberi e dalla sovraesposizione al sole. Si quindi a mango, papaia, peperoni, spinaci e cavolo.

 

Marzia Caposio

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I cibi che fanno bene alla pelle

Dal salmone ai semi di lino, dall’avocado all’olio d’oliva e il cioccolato fondente. Sono diversi i cibi che fanno bene alla pelle, la mantengono sana e idratata e contrastano l’invecchiamento. Il segreto? Sta negli omega 3 e negli omega 6, negli antiossidanti e nella vitamina E.

Il pesce, quello grasso d’acqua fredda, come le aringhe, le sardine e il salmone, può giovare alla pelle perché è fonte abbondante di omega-3. Una dieta che ne è ricca può aiutare a ridurre i sintomi infiammatori e rendere la pelle meno reattiva ai raggi Uv. Inoltre il pesce grasso fornisce anche vitamina E, che protegge dall’infiammazione e dai radicali liberi.

All’incirca gli stessi benefici sono offerti dalle noci, tra le fonti più ricche di acidi grassi insaturi sia omega-3 che omega-6, mentre le mandorle sono ricche di acidi grassi insaturi e fonte di vitamina E. Tra i semi vengono citati quelli di girasole, che contengono notevoli quantità di zinco e vitamina E, e anche a quelli di lino, ricchi di un omega-3 chiamato acido alfa-linolenico. Un consiglio? Aggiungerli all’insalata può essere un modo semplice per mantenere la pelle sana.

Via libera anche alla soia, i cui isoflavoni possono svolgere un ruolo importante nella protezione dell’epidermide, in particolare per le donne, e per l’avocado ricco di grassi salutari e vitamina E. Tra gli oli, quello d’oliva può rappresentare la scelta più salutare per la pelle. Si riducono in particolare gli effetti del foto invecchiamento sul viso. Il tè verde invece è pieno di antiossidanti chiamati catechine, che aumentano il flusso sanguigno alla pelle assicurando così ossigeno e nutrienti freschi.

Via libera anche al cioccolato fondente, di alta qualità, e ai carotenoidi, che proteggono dai danni causati dai radicali liberi e dalla sovraesposizione al sole. Si quindi a mango, papaia, peperoni, spinaci e cavolo.

Per finire la scelta migliore in assoluto: l’acqua.

fonte :Redazione Informasalus. it

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Omega 3 e cacao proteggono la vista

Omega 3 e cacao possono aiutare a frenare la perdita della vista tamponando lo stress ossidativo, responsabile della produzione di radicali liberi, che porta anche danni visivi come cataratta, glaucoma e maculopatia). Se ne è parlato a Roma nel corso del Congresso su nutraceutica e Occhio organizzato con il patrocinio della Università Sapienza di Roma e della Sinut (Società italiana nutraceutica).

“Una dieta ricca in acidi grassi omega-3 produce una riduzione della pressione intraoculare e un aumento del deflusso di umor acqueo, suggerendo che una corretta dieta alimentare potrebbe rappresentare un fattore importante nella prevenzione oftalmica”, ha spiegato  Gianluca Scuderi, professore associato del Dipartimento di neuroscienze, salute mentale e organi di senso (Nesmos) della Sapienza e responsabile dell’Unità operativa di oculistica dell’Ospedale Sant’Andrea.

Ad esempio, l’estratto di ginkgo biloba contiene più di 60 composti bioattivi tra cui flavonoidi, terpenoidi, proantocianidine.

Vari studi hanno inoltre dimostrato che le catechine del cacao possono migliorare il flusso sanguigno alla retina e al cervello: “A livello mondiale – continua Scuderi – si studiano da tempo gli effetti protettivi delle catechine in ambito cardiovascolare tant’è vero che l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) raccomanda l’introduzione di 10 grammi al giorni di cioccolato fondente al 75% come potenziale prevenzione a livello cardiovascolare. All’Ospedale Sant’Andrea abbiamo condotto un primo studio pilota sull’utilizzo delle catechine del cioccolato fondente in campo oculistico con interessanti ipotesi per studi futuri”.

Fonte: Redazione Informasalus

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Il te’ verde ,sorsi di benessere

teMa il rito inglese del Five o’ Clock Tea è solo uno dei numerosi rituali numerosi rituali legati al tè. Ogni società che ha fatto uso di questa amatissima bevanda ha creato un cerimoniale per celebrare l’estasi del bello, dell’armonia, della convivialità o semplicemente della mondanità e della gola che il tè in sé stesso riassume.
In questo articolo parleremo più specificamente del tè verde, arrivato dal Giappone molti anni fa, ma solo oggi considerato in modo più ampio. Perché parlare del tè proprio ora che sta arrivando il caldo? Perché, a differenza di quanto pensiamo, il tè, in special modo quello verde, è un prodotto che andrebbe consumato preferibilmente d’estate, per le sue proprietà rinfrescanti. Ma il tè verde non è solo rinfrescante! Contrariamente al tè nero, che è quello che usiamo comunemente, quello verde viene essiccato senza fermentazione, cosicché le componenti attive della pianta – polifenoli e catechine – non vanno disperse. Queste sostanze hanno dimostrato un’importantissima azione nel prevenire i tumori all’esofago, ai polmoni, alla prostata, senza contare che i flavonoidi, antiossidanti di cui il tè verde è ricchissimo, sono efficaci nel combattere il colesterolo cattivo. Ecco come orientarsi tra le varie qualità di tè per cogliere tutto il meglio che hanno da offrire.
Il tè verde viene coltivato in cespugli bassi, modellati per assomigliare a morbide onde, che rendono i giardini assolutamente splendidi da vedere. La varietà più pregiata si chiama Gyokuro ed è coltivata nella zona di Ujii. È un tè meravigliosamente dolce che produce un infuso chiaro e profumato, molto fresco e dal gusto persistente. Nei paesi caldi lo si usa per alleviare il senso di pesantezza che l’organismo avverte quando c’é troppa afa. Altro tè del Giappone è il Matcha, il tè in polvere che si usa nel Cha-no-yu, la famosa cerimonia del tè. La sua preparazione è laboriosa e richiede un’attrezzatura particolare, ha un gusto amarognolo ed è ricavato dalle foglie più grosse della stessa pianta del Gyokuro.
Il Sencha e il Bancha sono i tè correnti, cioè per il consumo giornaliero, e producono un gradevolissimo infuso giallo-verde. Il Bancha viene prodotto con le foglie più grosse e dure della pianta, a cui sono aggiunti anche i rametti, e in Giappone è dato ai bambini o agli ammalati. Le foglie di questo tè vengono anche tostate e vendute con il nome di Hojicha e si trovano facilmente in Italia nei supermercati, negozi di alimentari o farmacie. In ultimo merita una menzione il Genmaicha, prodotto sempre con il Bancha a cui però sono aggiunti riso e grano soffiato che danno all’infuso un sapore caratteristico. Anche quest’ultimo è molto diffuso nei negozi specializzati.
Ricordatevi che il tè è innanzitutto rito, e questa sua caratteristica non è da sottovalutare. La ritualità sta, ovviamente, nella preparazione oltre che nella consumazione della bevanda. La preparazione familiare dona calma e serenità, è un momento che rubiamo ai nostri impegni per il piacere di rilassarsi e di stare anche in compagnia. Indispensabile, per una perfetta riuscita dell’infuso, è la teiera. Tutto ruota attorno a questo elemento, ma in realtà basterebbe anche una tazza per tisane con coperchio, o un chung, la tazza cinese con coperchio e senza manico. Il concetto di base è che il tè ha bisogno di un ambiente chiuso e confortevole per sviluppare tutto il suo aroma in infusione.

fonte:donna.it

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