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Covid-19: dal latte al rosmarino, le fake news smascherate dal Ministero della salute.

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ll latte ha un’azione protettiva o curativa nei confronti dell’infezione da Sars-CoV-2 come anche il peperoncino? Tutto falso, non c’è alcun fondamento scientifico che bere latte o mangiare peperoncino abbia un qualche effetto sulla malattia Covid-19. A dirlo con forza è il Ministero della Salute che prosegue la sua battaglia con le tante fake news che purtroppo circolano sul web.Tra le notizie non veritiere anche il fatto che il nuovo coronavirus si curi con acqua e bicarbonato. Neppure le piante aromatiche come basilico, rosmarino, origano e gli oli essenziali derivanti risulta che proteggano dal nuovo coronavirus. Smentite anche due fake news su mosche e zecche come possibili vettori o diffusori dell’infezione: in entrambi i casi non è così.

Per quanto riguarda le zecche il ministero della Salute ricorda che “ad oggi non c’è alcuna evidenza, scientifica di una trasmissione attraverso artropodi vettori, quali zecche, zanzare o altri insetti che invece possono veicolare altri tipi di virus (detti arbovirus ), responsabili di malattie completamente diverse dalla COVID-19, come ad esempio la dengue e la febbre gialla”.

Inoltre, viene anche evidenziato che “le lampade a raggi ultravioletti non devono essere utilizzate per disinfettare le mani o altre aree della pelle”. Ozono per sterilizzare l’aria e gli ambienti e non infettarsi? Anche in questo caso la risposta è che si tratta di una fake news.  Così come quella sull’utilizzo del vapore per pulire pavimenti e superfici e così sterilizzarle. “Le azioni più efficaci per la pulizia – conclude il ministero – sono lavare pavimenti e altre superfici prima con acqua e sapone o altri detergenti per rimuovere lo sporco e poi disinfettarle con una soluzione di cloro attivo allo 0,1% .

Per la pulizia dei servizi igienici e delle superfici toccate più frequentemente, come maniglie, cellulari, la percentuale di cloro attivo sale allo 0,5%. Per la decontaminazione delle superfici che potrebbero essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, dopo la pulizia con un detergente neutro, è possibile utilizzare un disinfettante a base di alcol. Sia durante che dopo è necessario arieggiare gli ambienti”.

 

 

Fonte: Nutri&Previeni

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Ogni scherzo vale?

Le fake news sull’alimentazione.

La metà degli italiani (48%) dichiara di aver creduto almeno qualche volta nell’ultimo anno a una notizia relativa al mondo agro-alimentare, che poi si è rivelata non vera e fuorviante; di questi addirittura uno su tre (37%) ha anche condiviso la notizia falsa sui social network, contribuendo alla diffusione delle “bufale alimentari”.

Paradossalmente, sono proprio le persone più attente all’alimentazione a “cascarci”. E’ quanto emerge da una ricerca condotta dal Centro di ricerca EngageMinds HUB su un campione di 1004 casi rappresentativo della popolazione italiana per sesso, età, professione, ampiezza del centro abitato e area geografica di provenienza. In particolare, 497 (50%) sono maschi ed il restante 507 (50%) sono donne con un’età compresa fra i 18 ed i 75 anni ed un’età media di 46 anni.

 

Sono tre gli identikit differenti per orientamenti di consumo e predisposizione psicologica.

 

  1. DISTRATTO

Preda dell’influenza sociale / Poco attivi nella ricerca di informazioni / Stile di vita poco salutare ma dichiarano di non essere intenzionati a cambiarlo / Più deleganti nella spesa / Celibi e Nubili

 

I distratti rappresentano il 42% di coloro che credono alle fake news: sono piuttosto disattenti rispetto alle loro scelte alimentari, hanno uno stile di vita poco sano ma sembrano non problematizzarlo e non dichiarano intenzione di migliorarlo. Tendono a provare le nuove mode alimentari ma più per esperimento che per un vero piano di innovazione. Non hanno un regime alimentare coerente e pianificato.

 

  1. DISORIENTATO

Followers / Disorganizzati nella ricerca di informazioni / Innovation seeker / Fortemente intenzionati a cambiare dieta nei sei mesi / Responsabili spesa unici / Sposati e Conviventi.

 

I disorientati costituiscono il 33% di coloro che credono alle fake news: sono molto proattivi nella raccolta di informazioni in campo alimentare perché si dichiarano preoccupati per la loro salute e alla ricerca di indicazioni autorevoli; tuttavia si lasciano spesso influenzare dall’opinione altrui, soprattutto di amici e parenti. Sono aperti alle novità del mercato alimentare, ma non sono soddisfatti del loro regime alimentare e del loro stile di vita e dichiarano di essere fortemente intenzionati a cambiarlo nei prossimi sei mesi.

 

  1. NARCISO

Leaders / Mediamente proattivi nella ricerca di informazioni / Più conservativi e ancorati alle tradizioni / Stile di vita sano e perciò non intenzionati a cambiarlo / Nord-ovest / Separati e Divorziati / Laureati

 

I narcisi corrispondono al restante al 25% di coloro che credono alle fake news. I consumatori “narcisi” ricercano abbastanza spesso informazioni riguardanti l’alimentazione, anche al fine di mantenere uno stile di vita sano. Si ritengono soddisfatti del loro stile alimentare che è generalmente più tradizionale. Non problematizzano le loro convinzioni in ambito di salute e di alimentazione e per questo appaiono meno critici verso le fonti di informazione, fino a dimostrarsi quasi “integralisti” nelle loro scelte alimentari, che sono spesso basate su argomentazioni di valori e politiche.

 

In generale, coloro che tendono a credere alle fake news sono più propensi a consumare tutti i giorni cibi etichettati con le diciture “a Km 0”, “con l’aggiunta di…”, “sostenibili” e “vegetariani/vegani”.

 

L’attuale periodo è un po’ “un’era di notizie false” in cui la disinformazione, generata intenzionalmente o non intenzionalmente, si diffonde rapidamente, grazie ai social. Sebbene colpisca tutte le aree della vita, pone particolari problemi nel campo della salute, dove può ritardare o prevenire cure efficaci, in alcuni casi minacciare la vita delle persone. Ad esempio, Syed-Abdul et al. (2013) hanno studiato il modo in cui l’anoressia è promossa come moda e collegata alle idee di bellezza nei video di YouTube, guadagnando grande popolarità tra le giovani spettatrici.

 

Nel campo degli integratori e delle diete, sono molte le notizie fuorvianti. Ad esempio, non ci sono prove che eliminare il glutine o il lattosio (senza esserne intolleranti) faccia dimagrire, o che bere acqua e limone la mattina disintossichi l’organismo o che lo zucchero di canna sia migliore dello zucchero bianco, o che il sale rosa dell’Himalaya abbia proprietà miracolose .

 

Le diete strane delle star, poi, possono creare molta confusione.

 

Lo sappiamo bene, la dieta che funziona è quella personalizzata, cucita come un abito su misura da parte di un esperto in nutrizione. Può comprendere integratori alimentari o meno, ma questo dipende dalle esigenze fisiologiche del paziente. Il paziente va conosciuto, visitato e seguito, proprio come una star.

 

Fonte D.S Medica

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