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Colesterolo: c’è differenza tra carne rossa e bianca?

A differenza di quanto sinora creduto, la carne bianca (ad esempio il pollame) potrebbe non essere più salutare per il cuore della carne rossa. È quanto emerge, perlomeno, da uno studio svolto presso la University of California, San Francisco e pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition.

La ricerca clinica ha coinvolto 100 individui di età compresa tra i 22 ed i 65 anni ai quali sono state fatta seguire, a rotazione, tre tipi di diete: una dieta con carne rossa, una dieta con carne bianca e una senza carne. Per una maggiore affidabilità dello studio, dopo ogni 4 settimane i partecipanti dovevano ‘disintossicarsi’ da ciascuna dieta ritornando per alcuni giorni alla loro alimentazione abituale.

Alla fine di ciascuna dieta gli esperti hanno misurato il colesterolo nel sangue dei partecipanti ed hanno riscontrato che i livelli sono simili dopo aver mangiato per 4 settimane carne rossa o carne bianca. L’unica dieta che si mostra vantaggiosa contro il colesterolo nel sangue è risultata quella priva di carne.

Quando abbiamo pianificato questo studio, ci aspettavamo che la carne rossa avesse un effetto peggiore sui livelli di colesterolo nel sangue rispetto alle carne bianca, ma siamo rimasti sorpresi che non fosse così: i loro effetti sul colesterolo sono identici quando i livelli di grassi saturi sono equivalenti”, ha spiegato Ronald Krauss, tra gli autori dello studio.

Commentando i risultati, gli studiosi sottolineano che vanno eseguite ulteriori ricerche per svelare se altri fattori sono in gioco oltre al colesterolo nel far sì che pollame e carni simili siano comunque più salutari.

Fonte:Redazione Informasalus

 

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Rughe? Frutta e verdura fresca meglio di creme

Creme costose e ricercate, sieri antirughe e filler vari addio. Il segreto per una pelle più giovane dopo i 50 anni non è custodito in barattolo, ma in una dieta ricca di frutta e verdura fresca con l’aggiunta di pesce. Niente effetti positivi per l’uomo narciso però: questi cibi agiscono solo sulle donne che rispetto all’altro sesso hanno una pelle più sottile e con meno densità di collagene e quindi più soggetta alle tante odiate rughe.

Secondo la ricerca, condotta dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam e pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology, le donne che consumano con regolarità questi alimenti, ricchi di vitamine e flavonoidi che proteggono dall’invecchiamento e stimolano la produzione di collagene, hanno meno segni del tempo dopo i 50 anni. Per arrivare a questa conclusione gli studiosi hanno condotto un sondaggio su 2.700 uomini e donne over 50 sulle loro abitudini alimentari. Ognuno di loro è stato poi sottoposto a una scansione facciale 3D per misurare il numero di rughe.

I risultati hanno mostrato che le donne che avevano il più alto apporto di frutta fresca, verdura e pesce avevano il minor numero di segni del tempo sul volto. Al contrario, quelle che mangiavano regolarmente grandi quantità di carne rossa, pane e dolci ne avevano di più. L’alcol, poi, risultava essere un elemento essenziale di cui tenere conto, perché bastavano uno o due drink con cadenza giornaliera per ‘cancellare’ parte dei benefici derivanti dal mangiare i cibi giusti.

“Oltre a non fumare e a proteggere la pelle dal sole – spiega una delle ricercatrici, Selma Mekic – questo lavoro suggerisce che le donne che desiderano sembrare più giovani più a lungo possibile possono ora avere un altro modo per ritardare lo sviluppo delle rughe. Le donne con punteggi alti per frutta, verdura e pesce e bassi per carni, zuccheri, grassi saturi e alcol – conclude – hanno mostrato significativamente meno rughe”.

Marzia Caposio

 

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Rughe: la prevenzione inizia a tavola.

La salute della pelle e la prevenzione delle  rughe parte prima di tutto da quello che mangiamo giorno dopo giorno.

Se le creme naturali rappresentano un valido alleato contro l’invecchiamento, una  dieta ricca di frutta e verdura, oltre che di pesce, è il segreto per avere una pelle più giovane dopo i 50 anni. È quanto emerge da uno studio dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam, pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology. Secondo la ricerca le donne che consumano con regolarità questi alimenti, ricchi di vitamine e flavonoidi che proteggono dall’invecchiamento e stimolano la produzione di collagene, dopo i 50 anni presentano segni del tempo meno evidenti.

 

Per giungere a tale questa conclusione gli studiosi hanno condotto un sondaggio su 2.700 uomini e donne over 50 sulle loro abitudini alimentari. Ognuno di loro è stato quindi sottoposto ad una scansione facciale 3D per misurare il numero di rughe.

 

È così emerso che le donne che avevano il più alto apporto di frutta fresca, verdura e pesce mostravano il minor numero di segni del tempo sul volto. Al contrario, quelle che mangiavano regolarmente grandi quantità di carne rossa, pane e dolci ne avevano di più. L’alcol, inoltre, risultava essere un elemento essenziale di cui tenere conto, perché bastavano uno o due drink con cadenza giornaliera per ‘cancellare’ parte dei benefici derivanti dal mangiare i cibi giusti.

“Oltre a non fumare e a proteggere la pelle dal sole – ha spiegato una delle ricercatrici, Selma Mekic – questo lavoro suggerisce che le donne che desiderano sembrare più giovani più a lungo possono ora avere un altro modo per ritardare lo sviluppo delle rughe”. “Quelle con punteggi alti per frutta, verdura e pesce e bassi per carni, zuccheri, grassi saturi e alcol – conclude – hanno mostrato significativamente meno rughe”.

 

I ricercatori sottolineano che gli effetti positivi di questi cibi si osservano solo nelle donne, che rispetto agli uomini sono ‘penalizzate’ da una pelle più sottile e con meno densità di collagene e pertanto più soggetta alle tanto odiate rughe.

 

Fonte: Redazione Informasalus.it

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Vegetariani piu’ longevi e in salute

vegetI vegetariani  vivono più a lungo. A confermarlo è una nuova ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Jama Internal Medicine della American Medical Association ha coinvolto 73.308 volontari, tra uomini e donne, appartenenti alla Chiesa Avventista del Settimo Giorno (nota per promuovere tra i fedeli una dieta vegetariana) i quali sono stati seguiti per un periodo della durata di quasi 6 anni.
I ricercatori hanno utilizzato un questionario per suddividere i partecipanti in gruppi basati sulla dieta seguita. Le categorie individuate comprendevano i non-vegetariani (onnivori), i semi-vegetariani (coloro che mangiano carne più di una volta al mese, ma meno di una volta alla settimana), i vegani (che oltre alla carne ed al pesce escludono anche uova, miele e latticini) ed i pescetariani, che escludono la carne ma consumano pesce, latticini e uova. Per molte delle analisi condotte, i ricercatori avrebbero superato le singole categorie ed utilizzato semplicemente il termine vegetariani per includerle tutte (ad eccezione degli onnivori, chiamati anche non-vegetariani).
Dallo studio è emerso che coloro che seguono una dieta vegetariana hanno il 19% in meno di possibilità di morire a causa di problemi cardiaci. Nel complesso, gli studiosi della Loma Linda University hanno scoperto che i vegetariani hanno un rischio di morte inferiore di circa il 12% rispetto a coloro che consumano carne. Nel gruppo dei vegetariani è stato calcolato inoltre un numero inferiore di decessi per via di diabete e patologie renali. I vantaggi di una dieta vegetariana sono risultati maggiori per gli uomini rispetto alle donne. I benefici associati alla dieta vegetariana non sarebbero correlati all’apporto calorico: i partecipanti dei differenti gruppi introducevano infatti attraverso la propria alimentazione circa lo stesso apporto di calorie ed energia.
Sebbene al momento i ricercatori sembrano non conoscere con certezza il motivo per cui una dieta vegetariana o vegana possa comportare benefici per la salute, ma una delle ragioni potrebbe essere la ricchezza di fibre e dalla minore presenza di grassi saturi. Inoltre, come comunicano gli esperti, i vegetariani tendono ad essere più magri e a non eccedere con fumo ed alcolici.

fonte redazione Informasalus

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