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Arriva il pane con l’acqua di mare

Più saporito ma senza l’aggiunta di sale: è il pane fatto con acqua di mare, ricca di minerali naturali, proposto con successo da alcuni panifici vesuviani, e approdato ora nella grande distribuzione, per il momento solo in alcuni supermercati napoletani. Un alimento che suscita grande curiosità, che porta con sé tutta la suggestione della cultura mediterranea.

 

I vantaggi rispetto al pane comune sono notevoli. In primo luogo, la drastica riduzione del sodio, che lo rende ideale per chi deve seguire una dieta povera di sale, ma anche la presenza di minerali essenziali: magnesio, iodio, potassio, ferro e calcio. E, considerato che è il cibo più basilare, può fornire una preziosa integrazione all’alimentazione quotidiana, andando incontro al tempo stesso ad una platea di consumatori sempre più attenta alla salute.

 

“Gli studi approfonditi sinora compiuti attestano le qualità del pane prodotto con l’acqua di mare, che è naturalmente ricco di elementi essenziali per la salute, oltre a essere un ottimo antiossidante”, ha dichiarato Maria Grazia Volpe, ricercatrice del Cnr – Istituto di Scienze dell’alimentazione. “Il suo consumo è indicato per chi deve seguire una dieta povera di sodio e consente di arricchire la dieta di componenti fondamentali”.

 

Il Ministero della Salute raccomanda di non superare la soglia del 1,3% di sodio nel pane, che è la principale fonte di sale nella nostra alimentazione. Il pane all’acqua di mare ne contiene solo l’1%. Un risultato importante, che ha attirato l’interesse di istituzioni come la Sinu (Società Italiana di Nutrizione Umana).

 

 

Fonte:Vanity fair

 

 

Marzia Caposio

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Gli integratori ,quando assumerli .

integratotiLa dieta e lo stile di vita occidentali possono causare carenze nutrizionali, per esempio di ferro, calcio, magnesio, acido folico, vitamine B6, B12, C e D. La maggior parte delle amministrazioni pubbliche produce e diffonde dati sulle quantità giornaliere raccomandate dei vari nutrienti (RDA, Recommended Dietary Allowances) per persone di ogni età o genere. Queste sono la base per le dosi giornaliere di riferimento (RDI, Reference Daily Intake), usate per formulare i valori giornalieri (DV, Daily Value) riportati sulle etichette degli alimenti. Le RDA esprimono il livello minimo di ogni nutriente necessario per prevenire malattie dovute a carenze alimentari, come scorbuto e rachitismo, ma non ne indicano il livello ottimale richiesto per uno stato di salute ottimale (pp. 338-341). Questa è la ragione per cui i livelli degli integratori alimentari sono spesso molto più alti di quelli fissati nelle RDA. Chi trae maggiori benefici dagli integratori? I preparati multivitaminici e gli altri integratori possono risultare utili anche a chi gode di buona salute perché servono a prevenire eventuali carenze di vitamine o di minerali. Inoltre essi arricchiscono la dieta di elementi nutritivi, contribuendo a prevenire o a tenere sotto controllo varie malattie. Tuttavia, particolari categorie di persone possono trarre maggiori vantaggi dall’assunzione giornaliera di integratori:

• Persone che hanno perso peso e il cui organismo potrebbe essere carente di una vasta gamma di vitamine e minerali. • Vegetariani, che potrebbero essere carenti di: vitamina B12, ferro, vitamina D, zinco, iodio, riboflavina, calcio e selenio. • Vegani, i quali – ancor più dei vegetariani – hanno probabilmente carenza di proteine, selenio e vitamina B12. • Chi vive la tipica “vita da studente” e chiunque non segua una dieta equilibrata. • Anziani, la cui dieta è spesso povera di vitamine D, A ed E, di calcio e di zinco e, talvolta, anche delle vitamine B1 e B2. • Fumatori, che hanno una elevata probabilità di essere carenti di vitamina C e di zinco. • Donne in fase di pre-menopausa, che spesso assumono insufficienti quantità di calcio, ferro, vitamine A e C. • Donne in gravidanza, cui si consiglia di assumere acido folico; le ricerche hanno dimostrato che assumere un integratore multivitaminico prima e durante la gravidanza contribuisce a far nascere un bambino più sano. • Chiunque viva in climi freddi e non si esponga a sufficienza ai raggi solari ha probabilmente carenze di vitamina D, la cui mancanza può portare, insieme ad altri inconvenienti, a un aumento delle probabilità di cancro al seno e allo stomaco, depressione, osteoporosi, malattia di Parkinson e problemi cardiaci. • Chiunque attraversi un periodo particolarmente stressante potrebbe trarre beneficio dall’assunzione di vitamine del gruppo B. • Molti uomini e donne che hanno problemi di fertilità presentano carenze di zinco.

In linea generale, gli integratori alimentari prodotti da ditte affermate sono decisamente sicuri; ciò non significa, però, che qualunque integratore sia adatto a ogni tipo di persona. È opportuno informarsi sui potenziali rischi e benefici di ciascun integratore; a tale proposito sono accessibili molte fonti da cui trarre informazioni esaurienti e soprattutto parlare con uno specialista, prima di assumerli

Fonte :I Cibi della Salute di Susan Curtis

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Piu’ iodio in gravidanza aiuta l’intelligenza dei bambini

babiAssumere alimenti naturalmente ricchi di iodio può essere utile in gravidanza.
Durante tutto il periodo della gravidanza potrebbe essere utile assumere una quantità di iodio doppia rispetto al resto della vita consumando più alimenti che lo contengano come il latte, la panna, il formaggio, lo yogurt, il burro e anche il gelato.

Secondo uno studio scientifico dell’Università del Surrey pubblicato sulla rivista Lancet, infatti, una carenza di iodio durante la gravidanza si tradurrebbe in un  Quoziente Intellettivo più basso nei figli. Lo studio, condotto su 1000 donne monitorate durante tutto l’arco della gravidanza, è arrivato a queste conclusioni dopo aver valutato il QI dei loro figli all’età di 8 anni e 9 anni,  attraverso un esame della loro capacità di lettura.

Fonte: Rayman M. et al. Effect of inadequate iodine status in UK pregnant women on cognitive outcomes in their children: results from the Avon Longitudinal Study of Parents and Children (ALSPAC) The Lancet, Early Online Publication, 22 May 2013 doi:10.1016/S0140-6736(13)60436-5

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