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Arriva il pane con l’acqua di mare

Più saporito ma senza l’aggiunta di sale: è il pane fatto con acqua di mare, ricca di minerali naturali, proposto con successo da alcuni panifici vesuviani, e approdato ora nella grande distribuzione, per il momento solo in alcuni supermercati napoletani. Un alimento che suscita grande curiosità, che porta con sé tutta la suggestione della cultura mediterranea.

 

I vantaggi rispetto al pane comune sono notevoli. In primo luogo, la drastica riduzione del sodio, che lo rende ideale per chi deve seguire una dieta povera di sale, ma anche la presenza di minerali essenziali: magnesio, iodio, potassio, ferro e calcio. E, considerato che è il cibo più basilare, può fornire una preziosa integrazione all’alimentazione quotidiana, andando incontro al tempo stesso ad una platea di consumatori sempre più attenta alla salute.

 

“Gli studi approfonditi sinora compiuti attestano le qualità del pane prodotto con l’acqua di mare, che è naturalmente ricco di elementi essenziali per la salute, oltre a essere un ottimo antiossidante”, ha dichiarato Maria Grazia Volpe, ricercatrice del Cnr – Istituto di Scienze dell’alimentazione. “Il suo consumo è indicato per chi deve seguire una dieta povera di sodio e consente di arricchire la dieta di componenti fondamentali”.

 

Il Ministero della Salute raccomanda di non superare la soglia del 1,3% di sodio nel pane, che è la principale fonte di sale nella nostra alimentazione. Il pane all’acqua di mare ne contiene solo l’1%. Un risultato importante, che ha attirato l’interesse di istituzioni come la Sinu (Società Italiana di Nutrizione Umana).

 

 

Fonte:Vanity fair

 

 

Marzia Caposio

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La giusta alimentazione per contrastare la cellulite

Si sa, la maggior parte delle donne prima o poi nella vita si ritrova a dover lottare contro la  pelle a buccia d’arancia ed i buchi della cellulite. Prima di capire come eliminarlo, scopriamo però quali sono le cause di questo diffuso inestetismo. All’origine della cellulite ci sono tutto un insieme di cause, tra cui quelle genetiche. Esistono molte donne, infatti, che sono più predisposte alla cellulite e che per eliminarla devono faticare molto di più. Altri fattori che possono causare o peggiorare la cellulite sono lo stile di vita eccessivamente sedentario, il fumo di sigaretta, le cattive abitudini alimentari, gli squilibri ormonali ed i contraccettivi ormonali. Anche le scarpe scomode ed i vestiti eccessivamente stretti possono peggiorare il problema. Esistono, inoltre, 4 stadi della cellulite. Il primo stadio è caratterizzato da pochi buchi che si vedono solo con determinate luci. Il primo è quello meno grave, quindi è ovviamente molto più semplice da combattere. Nel secondo stadio, invece, la cellulite è più profonda e la pelle diventa pallida e pastosa. Il terzo stadio è caratterizzato dalla classica pelle a buccia d’arancia, mentre il quarto è dai macronoduli riconoscibili alla palpazione.

La  cellulite deve essere curata sin dalla prima comparsa per evitare che il problema peggiori nel tempo. La pelle a buccia d’arancia fa la sua comparsa, di solito su glutei e gambe,solitamente intorno ai 20 anni di età ed è quindi sin da allora che bisogna intervenire per tentare di contrastarla. La cellulite non può essere curata solo ed esclusivamente con trattamenti esterni, ma c’è bisogno di migliorare il proprio stile di vita a partire dall’alimentazione. Avere un ‘alimentazione sana è quindi fondamentale per migliorare gambe e glutei. Quali sono ora gli alimenti anti-cellulite da integrare nella propria dieta? Gli alimenti più adatti sono quelli che contengono la vitamina C, come l’ananas, il kiwi, le fragole e le ciliegie. Le verdure più adatte sono il radicchio, gli spinaci, i broccoli, i cavoli, i peperoni e le patate novelle. Ottimi per il microcircolo sono il mirtillo, il cetriolo, la centella, l’ippocastano, i frutti di bosco, il pompelmo rosa, le prugne ecc… La frutta e la verdura può essere mangiata cruda o cotta o nelle tisane. Ricordatevi di bere molto e ridurre in generale l’assunzione di grassi, zuccheri e sale.

Roberta Fiorentino

 

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Mangiare meglio per mangiare meno

Il 18-21 settembre scorsi si è tenuta la Conferenza EFSA a Parma.

Bernhard Url, direttore esecutivo dell’EFSA, è intervenuto al termine dei quattro giorni dell’evento, che ha visto la partecipazione di più di 1.100 delegati da tutto il mondo, oltre a 800 spettatori collegati alla diretta video.

Le discussioni hanno spaziato su tutta una serie di questioni, dai nuovi orizzonti della scienza della valutazione dei rischi, dal coinvolgimento della società alla comunicazione sino allo sviluppo delle competenze per il futuro.

 

Riformulare i piatti ipercalorici per combattere l’alimentazione non equilibrata e collaborare, collaborare, collaborare…

Ecco una nuova linea in merito alla nutrizione umana: non alimenti light, che spesso inducono a mangiare di più pensando di introdurre meno calorie, non alimenti senza sale o senza zucchero o senza grassi, perché eliminare un solo nutrimento non è abbastanza, ma produrre alimenti utilizzando bassi livelli di sale, zucchero e grassi, con più fibre, vitamine e gusto.

 

Nella conferenza Efsa 2018, John Sievenpiper dell’Università di Toronto, sosteneva che i prodotti vanno modificati eliminando il 50% degli zuccheri e il 20% dei grassi.

In questo modo i cittadini non dovrebbero cambiare abitudini alimentari, non farebbero una dieta dovendo mangiare prodotti dietetici, ma mangerebbero meglio e forse anche meno.

 

Si tratta di un orientamento nuovo e in parziale contrasto con la politica dei claim nutrizionali e salutistici permessi da Efsa.

 

Vedremo se l’industria alimentare farà sua questa raccomandazione.

 

Intanto si è concluso a Mar de la Plata il G20 Salute in cui si è parlato di nutrizione: per ridurre il sovrappeso e l’obesità nei ragazzi, nelle ragazze e negli adolescenti, i ministri della salute e gli alti funzionari raccomandano di migliorare le “scelte alimentari sane attraverso sforzi intersettoriali”. In questo senso, la dichiarazione promuove azioni come la riformulazione del cibo e l’etichettatura alimentare e nutrizionale, e incentiva l’uso di porzioni appropriate e stili di vita sani basati su diete sane.

 

 

Fonti:

https://conference.efsa.europa.eu/event/sessions/efsa-2018/nutrition

http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/180921

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I  cibi industriali possono favorire l’insorgenza del cancro

I  cibi industriali possono favorire l’insorgenza del cancro. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul British Medican Journal (BMJ) e condotto in Francia dall’Istituto nazionale per la ricerca agricola (Inra) e dall’Équipe di ricerca in epidemiologia nutrizionale (Eren) dell’Université Paris 13.

 

I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti dal progetto NutriNet-Santé riguardo al consumo abituale di 3.300 prodotti alimentari diversi da parte di 104.980 persone (con un’età media di circa 43 anni e il 78 per cento delle quali donne) e hanno concluso che un aumento del 10 per cento di cibi industriali ultra elaborati nella dieta corrisponde a un aumento del 12 per cento del rischi di contrarre un tumore , in particolare al seno (11 per cento). I risultati hanno tenuto conto dei fattori sociodemografici, dell’età e del livello di istruzione dei partecipanti, del consumo di alcol e sigarette, dell’attività fisica praticata.

 

Ad essere sotto accusa  sono: bevande zuccherate, zuppe istantanee, piatti pronti surgelati, dolci industriali con una lunga lista di ingredienti, piccoli panini confezionati, carni lavorate, margarine e salse, tutti gli alimenti trasformati con l’aggiunta di zucchero, conservanti, coloranti, edulcoranti, emulsionanti o altri additivi alimentari, oltre che di sale.

 

Il problema è particolarmente rilevante se si considera che secondo l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza alimentare (Anses) i cibi ultra elaborati costituiscono più della metà dell’apporto energetico della dieta in molti dei paesi occidentali.

 

Precedenti ricerche avevano dimostrato la correlazione di questi alimenti con il rischio di sviluppare disturbi cardiometabolici, obesità, ipertensione e dislipidemia (livelli anomali di lipidi nel sangue).

 

Spesso i cibi ultra elaborati contengono quantità elevate di grassi saturi, zuccheri e sali aggiunti e sono invece scarsi di fibre, vitamine e altri micronutrienti: un aspetto legato alla possibilità di sviluppare malattie.

 

Oltre alla composizione degli alimenti, è importante il metodo di lavorazione. In particolare la cottura  ad alta temperatura può produrre contaminanti di nuova formazione come l’acrilammide. Il problema può anche derivare dagli imballaggi in plastica che possono contenere bisfenolo A, interferente endocrino, e dagli additivi, alcuni dei quali sono considerati cancerogeni.

fonte : Redazione informasalus

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Dieta e psoriasi

psoriasiCome regola generale per la prevenzione della psoriasi prediligere una dieta ipocalorica ed evitare assolutamente gli alcolici e il fumo.
Alimenti Sconsigliati
Alcol e superalcolici: il consumo regolare o l’abuso di questi peggiorano il quadro clinico, da una parte, influenzando negativamente l’aspetto della pelle ma anche creando interazioni con alcuni farmaci, assunti proprio per la cura della psoriasi, che vengono eliminati attraverso il fegato, allo stesso modo dell’alcol.
Altri alimenti da evitare sono quelli ad alto contenuto di acido arachidonico. Di questi fanno parte i salumi e le carni rosse, ma anche la panna, il burro e le uova. Si dovrebbe ridurre, in generale, l’assunzione di alimenti quali proteine e grassi animali, che oltre agli alimenti già citati comprendono: insaccati, margarina, panna, fritture, sale, formaggi stagionati, latte e derivati, zucchero.
Limitate i cibi acidi come l’aceto, il caffè, la cioccolata.
Un fattore molto importante, aggravante la psoriasi, è il sovrappeso. I casi di psoriasi infatti sono diminuiti sensibilmente in tempi di scarsa disponibilità di alimenti (ad esempio dopo le due guerre mondiali) mentre aumentano con il crescente benessere.
Questo legame è ben dimostrato dal fatto che la psoriasi è spesso accompagnata dalla sindrome metabolica, la cosiddetta sindrome del benessere legata a superalimentazione e insufficiente movimento.
La sindrome metabolica è caratterizzata da diabete mellito (Tipo II), ipertensione, ipercolesterolemia e un valore elevato di acido urico (gotta). Il sovrappeso e l’adiposità aumentano il rischio di sviluppare queste malattie che a loro volta aggravano la psoriasi, spesso già presente, in un circolo vizioso autoalimentantesi.
Già il solo alleggerimento meccanico conseguente alla perdita di peso porta tanti vantaggi per quanto riguarda il decorso della malattia. Questo vale particolarmente per la psoriasi che colpisce le pieghe cutanee (psoriasi invertita) e per la psoriasi artritica.
Alimenti Consigliati
Tenuto conto che ogni malato di psoriasi reagisce in modo diverso e può sviluppare un’ipersensibilità verso un alimento piuttosto che un altro, si consiglia a chi è affetto da questa patologia di bere molta acqua in modo da contrastare la secchezza della pelle e di privilegiare il consumo di:
fibre presenti in cereali integrali e legumi
fermenti lattici (yogurt)
frutta
verdura : va incrementato il consumo di verdure amare quali cicoria, radicchio, zucca amara, crescione, soja, barbabietola, cetrioli, tarassaco, bietole e di verdure contenenti beta-carotene come carote e pomodori.
pesce : l’effetto benefico di questo alimento è dato dal suo alto contenuto di Omega 3 e di acidi grassi a catena lunga, non saturi. Il loro effetto protettivo nei confronti dell’aterosclerosi è conosciuto da tempo, e più recentemente sono stati impiegati anche nelle malattie reumatiche e nella psoriasi come inibitori dell’infiammazione grazie alla loro funzione di antagonisti dell’acido arachidonico, che gioca un ruolo importante nella genesi e nel mantenimento del processo infiammatorio.
Non tutta la verdura e la frutta, però, sono indicate: melanzane, pomodori crudi, peperoni e peperoncino crudi e cotti, alimenti particolarmente speziati, patate e cachi sono da evitare.
Grano, mela, crostacei, carne, uova e caffè sono alimenti che risultano maggiormente incriminati come causa di intolleranze e che di conseguenza possono essere coinvolti anche nelle crisi di psoriasi.
Per contrastare la psoriasi è necessario che nella dieta ci siano tutte le vitamine che riparano e proteggono la pelle come le vitamine del gruppo B, le vitamine A, C, D e E.
Infine è importante equilibrare l’assunzione di omega 3 e 6, e assumere zinco, conosciuto anche per la sua capacità di riparare le lesioni della pelle. Risulta molto efficace anche un integratore a base di calcio e magnesio che, assunti insieme, attenuano gli stati d’ansia e riducono la frequenza degli episodi psoriasici.

fonte :Torrino medica

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