• Lun - Ven dalle 9:00 a 19:00

  • Via Atto Vannucci, 13 - 50134 Firenze

  • 055241106 - 348 6936286 

Combatti la ritenzione idrica

Ogni giorno devi eliminare le tossine e le scorie del metabolismo utilizzando il sistema venoso, i tuoi “canali di smaltimento”. Mantenere in forma il sistema venoso e il metabolismo cellulare aiuta ad evitare il ristagno di liquidi e di tossine, combatte gli inestetismi come la cellulite, evita il gonfiore agli arti inferiori e dona benessere. Come fare per evitare la ritenzione idrica?

La ritenzione idrica è una problematica molto diffusa che colpisce milioni di persone e in particolar modo la popolazione femminile per circa il 30-40%.

La tendenza a trattenere liquidi può essere dovuta a vari fattori, in particolare ad una poco efficiente circolazione venosa con accumulo di tossine che alterano il metabolismo della cellula.

Spesso si confonde la ritenzione idrica con la cellulite ( pannicolopatia edemato-fibrosclerotica ) che invece è un processo infiammatorio a carico del tessuto adiposo sottocutaneo dovuto a ipertrofia delle cellule adipose e ad alterazioni del sistema venoso e linfatico che provocano il ristagno dei liquidi presenti tra le cellule. Eliminare la ritenzione idrica, quindi favorire la circolazione venosa, è uno dei fattori importanti per combattere la cellulite.

Cause della ritenzione idrica

Quando si accumulano liquidi si forma un edema che causa il rigonfiamento dei tessuti. Premendo con le dita nella parte rigonfia e togliendo la pressione dopo qualche secondo si può capire se c’è ritenzione quando rimane il segno delle dita nel punto esaminato. Spesso l’edema presenta una superficie a buccia d’arancia che non sempre significa cellulite, ma può essere l’inizio di una pannicolopatia che se trascurata  può assumere forme severe che richiederanno terapie specifiche.

Alcune malattie producono ritenzione idrica, in particolare quelle a carico del sistema cardiovascolare e renale o del fegato ma anche l’ipertensione o l’uso di contraccettivi e preparati per la terapia ormonale sostitutiva, oltre all’abuso di farmaci come gli antinfiammatori (FANS) e i cortisonici. Anche la sindrome premestruale e soprattutto l’alimentazione e la sedentarietà sono fattori aggravanti. Questi ultimi determinano il “ bilancio energetico ” e quando s’introduce più energia con il cibo di quanta se ne consumi con l’attività, si corre il rischio di sovrappeso e obesità. Il peso eccessivo non favorisce la diuresi e spesso si ritiene che il sovrappeso sia dovuto anche all’eccesso di acqua, ma questa è una leggenda metropolitana. L’acqua normalmente presente nei muscoli è circa il 70% contro il 50% di quella contenuta nel tessuto adiposo, quindi i “grassi” hanno meno acqua dei “magri”. Una donna di 50 kg normopeso può avere 1 o 2 litri d’acqua in circolo, oltre a quella naturalmente presente nei tessuti, che determina un aumento di peso tra il 2 e il 4%, quindi via gli alibi! il peso in eccesso non è dovuto all’acqua. Il corpo umano è composto di acqua per circa il 50-55% nella donna e per il 60-65% nell’uomo; più una persona è muscolosa più aumenta la percentuale d’acqua. Le abitudini alimentari però non influiscono sulla ritenzione idrica solo a causa delle calorie in eccesso, ma dalla qualità e quantità dei nutrienti. Una sana ed equilibrata alimentazione non favorisce ritenzione idrica ed in particolare se vi è un equilibrio minerale, soprattutto tra sodio e potassio.

 

Alimentazione e ritenzione idrica

L’eccesso di alcuni alimenti la favorisce, debbono quindi essere consumati con moderazione.:

Bevande alcoliche.

Caffè, tè, karcadè e bevande che contengono sostanze simili alla caffeina come la cola.

L’abuso di sale.

È invece buona abitudine osservare queste regole:

Consuma 3 frutti e 2 porzioni di verdura al giorno per assumere sali minerali e vitamine antiossidanti che combattono i radicali liberi.

Bevi almeno 1,5 o 2 litri di acqua al giorno, per favorire il corretto ricambio dei liquidi e mantenere una buona idratazione.

Abituarsi a bere tisane o infusi durante il giorno o dopo cena, aiuta l’eliminazione delle tossine in eccesso e favorisce la circolazione linfatica e sanguigna. Sono consigliati erbe ed estratti facilmente reperibili in erboristeria: tarassaco, betulla, centella asiatica, gambo dell’ananas, ippocastano. È inoltre un’ottima abitudine, quando è stagione, consumare verdure che favoriscono la diuresi: carciofi, asparagi, cavoli in genere.

 

Il sale trattiene l’acqua

Il sale da cucina è per circa il 40% sodio, un minerale necessario ma abusato, se ne assume mediamente più del doppio di quanto occorra al nostro organismo. Un esperimento interessante è quello di adottare una dieta iposodica per 2 o 3 giorni: niente sale nella pasta e nelle preparazioni, niente aggiunto ai cibi, assumere solo quello naturalmente contenuto negli alimenti evitando per quei giorni prodotti industriali in scatola, conserve di pomodoro, insaccati e pesci o carne sotto sale. Dopo circa 24 ore, ma anche meno, inizierete ad eliminare acqua in grande quantità e comincerete a sentirvi meno “gonfi”.

 

La dieta iposodica è un ottimo metodo per combattere la ritenzione idrica . L’eccesso di sodio può anche essere combattuto con l’aumento del potassio, attenzione però ad usare integratori senza controllo, una diminuzione di sodio o una sua rapida fuoriuscita dalle cellule può anche farvi svenire. Meglio quindi bere tanta acqua, non necessariamente a basso contenuto di sodio o con percentuali basse di residui fissi. I minerali dell’acqua sono utili all’organismo, in particolare il calcio il cui fabbisogno è difficilmente raggiungibile se non si beve a sufficienza Attività fisica e ritenzione idrica

Non ci avrete fatto caso, ma molte campionesse sportive, quando abbandonano l’attività, accumulano molta più cellulite di chi non lo ha mai praticato. Questo non significa che fare sport induca alla pannicolopatia o aumenti la ritenzione idrica; l’attività fisica aiuta a contrastare la cellulite se è scelta e praticata con i dovuti accorgimenti.

Sono da evitare possibilmente gli sport di potenza (di tipo anaerobico) che, per via di uno sforzo intenso prodotto in un breve lasso di tempo, portano alla formazione di acido lattico. Questo metabolita è alleato della cellulite, poiché la formazione di tossine muscolari ha effetti negativi sulla circolazione e sull’ossigenazione dei tessuti.

Per questo motivo, ad esempio, la corsa veloce, lo spinning (pedalata veloce) o il sollevamento pesi, che presentano un’intensità elevata, risultano non solo inutili ma addirittura controproducenti per combattere questo disturbo .I ripetuti impatti sul terreno esercitati dalla corsa possono causare delle microlacerazioni alle membrane delle cellule adipose che, a lungo andare, possono peggiorare la situazione, ed anche la posizione seduta sul sellino, a cui obbliga lo spinning o le pedalate intense, ostacola la circolazione dei glutei, uno dei distretti corporei dove ristagna l’acqua e si forma la cellulite.

 

L’attività fisica più indicata è sicuramente quella aerobica di bassa intensità e di lunga durata, come camminare, andare in bicicletta o nuotare per 30-40 minuti almeno 2-3 volte la settimana. Nuotare o fare acquagym permette di unire 2 vantaggi: il movimento consente di consumare calorie, mentre l’acqua che vi circonda esercita un massaggio che favorisce la circolazione periferica e dello strato sottocutaneo.

In tutti i tipi di attività aerobica è importante mantenere una velocità (intensità) bassa ,che potete facilmente controllare eseguendo da soli il talk test: se mentre fate l’esercizio (ad esempio camminate o pedalate) sentite di respirare più frequentemente, ma siete comunque in grado di parlare senza eccessivo affanno, significa che la velocità che state mantenendo è corretta e adeguata al vostro stato di allenamento. Il beneficio maggiore che otterrete facendo movimento a bassa intensità e a lunga durata è che l’energia che consumerete proverrà dai grassi che avete accumulato e favorirà la funzione del microcircolo.

Al termine di ogni attività aerobica si consiglia comunque lo stretching abbinato ad esercizi di controllo respiratorio eseguiti con le gambe in alto, per favorire il ritorno venoso e l’eliminazione delle tossine prodotte. É importante non dimenticare di mantenere una postura corretta per ogni attività svolta durante la giornata: accavallare le gambe o sedersi in posizioni sbagliate rischiano, col tempo, di creare disagi all’apparato circolatorio degli arti inferiori, aumentando il rischio di ritenzione idrica.

 

Fonte:Educazione Nutrizionale Grana Padano

.

 

Tags:
Categories:

Glutei perfetti per le vacanze :i consigli del personal trainer.

La prova costume è sempre più vicina, ma niente panico: con qualche accortezza a tavola e esercizi fisici mirati possiamo arrivare a sfoggiare un lato b invidiabile. A patto di ricordare che le piccole imperfezioni non vanno per forza nascoste. Al di là dell’estetica i glutei sono muscoli fondamentali perché permettono la nostra posizione eretta, stabilizzano la colonna vertebrale e consentono al bacino di ruotare. Quindi mantenerli tonici fa bene non solo al nostro ego, ma anche al nostro corpo. Per ridare tono muscolare al fondoschiena – e non solo – servono prima di tutto esercizi mirati e una corretta alimentazione.

L’esercizio fisico
Partendo dall’attività fisica, sono molti gli esercizi mirati che si possono praticare anche a casa e che promettono di restituirci un “lato b” perfetto o quasi. I più semplici, efficaci e alla portata di tutte sono il ponte, gli affondi, lo step e gli squat. “Queste attività sono adatte a tutte, senza distinzioni d’età.

Quello che fa la differenza è il livello di allenamento di ciascuna”. Vediamo quelli replicabili anche a casa e che non necessitano di strumenti particolari, ricordandoci che, oltre alla qualità, è importante anche la quantità, che non deve essere eccessiva: “Per tutti questi esercizi la frequenza consigliata è al massimo tre volte a settimana, 12-15 ripetizioni per esercizio”, chiarisce il personal trainer Losi .

Ponte da supine
Sdraiate a terra con le gambe piegate, sollevare il bacino contraendo i muscoli dei glutei e gli addominali e mantenendo le spalle ben fissate a terra e lo sguardo rivolto verso il soffitto. Dopo qualche secondo si può tornare lentamente alla posizione di partenza. “Questo è l’esercizio base, accessibile a tutte e dal quale si comincia per l’attivazione muscolare”.

Step
Si parte in piedi, portando un piede su un rialzo (che può essere lo stepper da palestra, ma anche una panca o un gradino), stendendo la gamba e portando anche l’altra sul rialzo. Dopodiché si scende, con la gamba con cui si è salite. Per aumentare il carico di possono aggiungere manubri o il bilanciere, prestando sempre molta attenzione alla schiena.

Squat
Si parte in posizione eretta, con piedi paralleli. L’esercizio consiste nel piegare le gambe come se ci si stesse sedendo, senza inarcare la schiena e allungando le braccia di fronte a noi per mantenere l’equilibrio mentre “ci si siede”. Ci possiamo anche aiutare con una sedia o una panca che ci faccia capire fin dove dobbiamo piegarci. Il rischio infatti è fermarsi troppo presto rendendo inefficace l’esercizio. Questo tipo di attività sollecita la muscolatura di glutei e gambe.

Affondo camminato 
Una volta effettuato un passo in avanti, per sollecitare i muscoli dei glutei basta piegare la gamba del piede che si trova dietro, cercando di formare un angolo retto e fermandosi prima che il ginocchio tocchi terra. Mantenere la posizione per qualche secondo, poi alzarsi, fare un passo in avanti e ripetere quindi l’esercizio con le gambe invertite. Per aumentare il carico dell’esercizio anche in questo caso ci si può aiutare con due manubri, mantenendo la schiena dritta e le braccia lungo il corpo durante i piegamenti delle gambe.

Le accortezze che fanno la differenza
Accanto a questi quattro “must” del gluteo sodo, ci sono piccoli accorgimenti quotidiani per massimizzare i risultati. Lo step, per esempio, può essere sostituito o quasi dalle scale di casa: in questo senso, abitare al quinto piano senza ascensore acquisisce un nuovo fascino per molte di noi. “Se si è un po’ allenate e si ha la possibilità, salire i gradini a due a due è un esercizio che tonifica i glutei .L’ideale per bruciare grassi sarebbe salirne una sessantina e poi scendere con calma, riprendendo fiato e rilassando la parte, ripetendo poi l’esercizio per otto volte”. Altro suggerimento che tutte possiamo mettere in pratica è la camminata in salita: anche qui un’andatura decisa favorisce l’esercizio: “Non è necessario correre, basta seguire il percorso che ci siamo dati con un buon passo”, prosegue il personal trainer. Una camminata in montagna con le giuste accortezze può quindi mantenerci in allenamento facendoci divertire. Con la bella stagione, poi, si può sfruttare l’effetto modellante e anticellulite dell’acqua, passando un pomeriggio con le amiche in piscina oppure direttamente al mare. E durante le vacanze ci si può mantenere in forma divertendosi: sport come il beach volley allenano moltissimi muscoli del corpo (anche quelli che non credevate di avere e che “sentite” il giorno dopo una partita!), compresi i glutei.

Il mattino ha l’oro in bocca
Che sia un’attività in palestra, una sgambata in bicicletta o una corsa, il momento migliore per praticare esercizio fisico è la mattina, “quando abbiamo la migliore condizione a livello ormonale”, come spiega l’esperto. Per massimizzare l’allenamento, il consiglio è quello di “restare a digiuno e iniziare l’esercizio fisico dopo aver bevuto un bicchiere d’acqua. Non mangiare consente infatti di mantenere l’intestino libero e far sì che il sangue possa affluire ai muscoli. Se questo non è possibile, occorre aspettare almeno 3-4 ore dal pasto prima di svolgere attività fisica”.

L’alimentazione
L’esercizio fisico da solo non basta: “Per avere glutei tonici, all’attività fisica bisogna unire un apporto di proteine che varia in base al metabolismo della singola persona e non dimenticare l’idratazione”. Ovviamente quando si pratica esercizio a digiuno è fondamentale concedersi una buona colazione a fine sessione: frutta fresca e secca sono gli alimenti top per rigenerarsi. Durante la giornata è bene abbondare di proteine vegetali e prodotti dell’orto, ma attenzione ai tempi: “Occorre mangiare 2-3 frutti al giorno e due porzioni di verdura, una a pranzo e una a cena. Con un occhio di riguardo alla frutta, che dovrebbe essere consumata nella prima parte della giornata: dopo le 16 infatti gli zuccheri contenuti al suo interno sono prevalentemente convertiti in grasso durante la notte”. Via libera invece ai liquidi: “Durante l’attività, qualunque sia, bisogna ricordarsi di idratarsi .È importante avere con sé sempre un mezzo litro d’acqua da consumare durante l’allenamento. A questo si deve aggiungere il ‘classico’ litro e mezzo da consumare durante la giornata”. L’acqua aiuta anche a combattere la ritenzione idrica e contrastare la pelle a buccia d’arancia.

Per combattere la cellulite via tacchi e sale
Il costume non solo mette alla prova la tonicità dei nostri glutei, ma mette anche a nudo la cellulite, problema che colpisce quasi il 90% delle donne, sia quelle magre sia quelle più in carne. L’inestetismo è tipico delle donne perché dipende – anche – dagli ormoni sessuali femminili che favoriscono la ritenzione idrica causando la classica “buccia d’arancia”.

Dire addio a fumo e alcol, per esempio, è un buon inizio, così come fare attività fisica, bere acqua e consumare frutta. Un alimento che si sta dimostrando particolarmente efficace in questo senso è l’ananas: l’alimento contiene (soprattutto nella parte legnosa) bromelina, un enzima che favorisce l’assimilazione delle proteine più complesse e migliora la ritenzione idrica, per combattere la cellulite c’è “l’eliminazione del sale, non solo quello aggiunto, ma anche quello ‘nascosto’ in alimenti come insaccati,formaggi stagionati e cibi confezionati. E poi limitare l’utilizzo di tacchi molto alti: 10-12 cm alterano il passo con conseguenze negative anche per i nostri glutei”,

L’anatomia del gluteo
Si fa presto a dire glutei, ma sappiamo davvero come sono fatti questi muscoli così importanti per la nostra postura? Ciascuna natica è composta da tre muscoli: il grande gluteo, il medio gluteo e il piccolo gluteo. Situati tutti tra la coscia e il femore, si trovano a diversi livelli di profondità: il grande gluteo è quello più esterno, quello che vediamo e che va allenato e tonificato. “Spesso si compiono alcuni errori nel tentativo di rimodellare i glutei – spiega  Losi  – Il primo è un carico troppo leggero, che non stimola abbastanza il gluteo, e poi l’esecuzione di alcuni esercizi che poco utili per tonificare questa parte del corpo perché sollecitano altri muscoli”. Gli slanci, l’abductor machine e la pressa sono solo alcuni esempi che sottolineano l’importanza di rivolgersi a professionisti quando si inizia il proprio percorso di allenamento .

Michela Perrone :Nutri &Previeni

Tags:
Categories:

Mango e chia: protagonisti del benessere.

 

Granita al mango, gelato al mango, chutney di mango e smoothie a non finire… Pare proprio che questa estate a dominare come re della frutta sia l’arancione tropicale! Eccovi, per non farvi mancare nulla e riportarvi indietro ai rilassanti giorni caldi e oziosi dell’estate che ci sta salutando, anche la ricetta del pudding – una specie di budino – al mango e ai semi di chia.

Vi state forse chiedendo se faccia bene una merenda così? Sappiate che i semi di chia, ricchi di calcio, vitamina C e omega 3, sono utili per la salute dell’intestino e del sistema nervoso, ma non solo; mentre il mango ricco di vitamina A, è utile contro stitichezza, ritenzione idrica e stress. Basta un giro in un negozietto etnico o in un supermercato ben fornito per reperire tutto ciò che serve.

La ricetta del pudding al mango e semi di chia

Ingredienti

30 g di semi di chia;

200 ml di latte di cocco;

qualche semino di vaniglia;

150 ml di acqua (o acqua di cocco se la trovate);

un mango maturo;

succo di lime a piacere fiocchi di cerali o frutta secca e cocco tostati per decorare.

 

Preparazione

Mettere i semi di chia in una bacinella o ciotola capiente, aggiungere il latte di cocco, l’acqua e qualche semino di vaniglia. Mescolare bene con un cucchiaio, chiudere il tutto ermeticamente o con una pellicola e lasciare a riposo per circa due ore.

Nel frattempo pulite e sbucciate il mango, tagliatelo in pezzi, mettetelo in un frullatore e azionare. Conservate qualche pezzetto per decorare. Aggiungere il succo di lime filtrato e azionare per un ‘ultima volta, ottenendo una purea spessa e morbida.

 

Per la preparazione il pudding, prendere dei vasetti di vetro (vanno benissimo anche quelli riciclati di yogurt, miele e marmellate), date vita al vostro pudding, facendo uno strato di purea di mango e uno di pudding chia, alternandoli. Decorare a piacere con mango a cubetti e frutta secca o cereali. Servire così com’è o metterlo in frigo per mezz’ora per renderlo ancora più fresco.

 

Varianti: al posto del latte e dell’acqua di cocco, si può anche usare il latte vegetale, per esempio quello di mandorla o di nocciola.

Fonte:Cure naturali.it

 

Tags:
Categories:

Oscillazioni di peso e intestino

pesolI peso corporeo  letto sulla bilancia esprime la somma di acqua, muscolo, grasso, ossa. Il peso corporeo non è solo grasso!

Leggere il proprio peso corporeo sulla bilancia e pensare solo al grasso accumulato vuol dire considerare una parte e non tutto il corpo.

Le oscillazioni giornaliere anche di un kg non sono date da accumulo o perdita di grasso ma sopratutto dalla variazione dell’acqua. Noi siamo soprattutto composti di acqua.
Al nostro interno abbiamo un grande mare, regolato da ormoni, da minerali, dalla composizione corporea. Chi ha troppo grasso e poco muscolo ha un mare interno prosciugato, anche se ha la sensazione di ritenzione idrica di avere un eccesso di acqua.
La fastidiosa sensazione di ritenzione idrica è causata dallo spostamento dell’acqua dal muscolo verso la parte extracellulare, verso il sistema vascolare e linfatico.

ACQUA e PESO CORPOREO 
Verificare le oscillazioni del peso è un dialogo che noi realizziamo con il nostro corpo. Le oscillazioni giornaliere del peso sono un linguaggio non verbale del nostro corpo. Ascoltiamo le “parole” nel nostro corpo. Le oscillazioni giornaliere del peso sono messaggi che il nostro corpo ci invia.

L’acqua corporea è causa di oscillazioni giornaliere del peso. Ormoni, il variare del profilo ormonale mensile, dose di sodio  / sale da cucina possono interferire con ritenzione idrica e variazione di peso.
In presenza di oscillazioni di peso consiglio di controllare le circonferenze dell’addome e dei fianchi, non soggette ad oscillazioni dell’acqua.

PESO CORPOREO e INTESTINO
Lo stato del proprio intestino ha un ruolo nella ritenzione idrica, nelle oscillazioni del peso tra un giorno e l’altro.
Nell’intestino tenue (lungo 4 metri) sono presenti i villi intestinali, straordinarie strutture in grado di assicurare la digestione completa degli alimenti ingeriti.
Sono anche le “porte” attraverso le quali le molecole alimentari entrano nel sangue (fase di assorbimento).
I villi intestinali sono capaci di produrre enzimi essenziali per la digestione. Ma i villi intestinali sono molto sensibili e possono perdere la loro integrità strutturale e funzionale, a causa di errata alimentazione (eccesso di glutine, di acidi grassi saturi, carenza di fibra alimentare idrosolubile…).

In queste condizioni si può avere INTOLLERANZA alla ISTAMINA per carenza di un enzima chiamato, diaminossidasi (DAO) in grado di eliminare l’istamina presente nell’intestino tenue o perché ingerita con gli alimenti o perché formata all’interno dell’intestino per trasformazione dell’aminoacido istidina contenuto negli alimenti ingeriti, causata da batteri intestinali non amici del nostro intestino (microbiota aggressivo).

La presenza di una dose elevata di istamina  nell’organismo causa:
1- ritenzione idrica con oscillazioni di peso corporeo
2 – disturbi intestinali
3 – emicrania/ cefalea
4 – orticaria e prurito diffuso su intero organismo
5 – variazione di pressione arteriosa
6 – aumento degli eosinofili nel sangue (controllare la formula leucocitaria dell’emocromo).

L’intolleranza all’istamina è sempre più diffusa.
Avete notato se le oscillazioni giornaliere del peso corporeo possono essere correlate con i segni e i sintomi clinici citati prima, con igiene e benessere intestinale?

Pier Luigi Rossi

Tags:
Categories: