• Lun - Ven dalle 9:00 a 19:00

  • Via Atto Vannucci, 13 - 50134 Firenze

  • 348 6936286 - 055 241106

Ciliegie: proprietà, valori nutrizionali, calorie.

 Le ciliegie sono il frutto del Prunus avium, una pianta della famiglia delle Rosacee. Grazie alle loro proprietà, sono utili per la salute di fegato e cuore, e sono indicate per chi soffre di diabete. Scopriamole Una ciliegia tira l’altra; le ciliegie sono uno snack rinfrescante e rivitalizzante, perfetto durante la stagione calda. L’elevato indice di sazietà a fronte di un potere calorico abbastanza contenuto, ne fanno uno spuntino indicato anche nelle diete dimagranti. Non conosciamo esattamente da quale parte del mondo provengano questi frutti, ma sappiamo con certezza che l’albero di ciliegie è presente nell’area del Mediterraneo da oltre 3.000 anni. Di aspetto meraviglioso, fiorisce in primavera e dà i suoi frutti tra maggio e giugno.

Esistono tantissime varietà di ciliegie; in Italia sono particolarmente note le ciliegie Ferrovia, molto diffuse in Puglia, dalla caratteristica polpa succosa; la ciliegia Durone, molto pregiata e polposa, caratterizzata dalla polpa scura e dalle grosse dimensioni, e la Ciliegia Anella, di colore rosso acceso.

Le ciliegie contengono proteine; vitamine A e C; sali minerali, tra cui soprattutto calcio, fosforo, potassio, sodio e magnesio. Contengono, inoltre, carboidrati, in particolare il levulosio, uno zucchero che non presenta controindicazioni per i diabetici; dunque, sono un alimento indicato anche per chi soffre di diabete. Sono considerate molto efficaci per il trattamento della gotta, in quanto contengono un antiossidante chiamato antocianine che aiuta ad alleviare l’infiammazione. Questi golosi frutti vantano un buon contenuto di flavonoidi, grazie al quale stimolano la produzione di collagene, e sono un toccasana per la salute cardiovascolare, in quanto aiutano a controllare i livelli di colesterolo nel sangue. Hanno proprietà depurative, diuretiche, disintossicanti e dissetanti. Grazie alla presenza di acido malico stimolano l’attività del fegato. Abbastanza ricche di melatonina, pare che siano in grado di favorire il sonno. Inoltre hanno  proprietà lassative, per questo motivo non ne è consigliato l’uso nei bambini di età inferiore ai tre anni perché potrebbero provocare loro diarrea.

100 g di ciliegie contengono 38 kcal / 158 kj.

 

 

 

MARGHERITA RUSSO

 

 

Tags:
Categories:

Mandarino: un frutto invernale dalle mille proprietà

Unico frutto dolce della famiglia degli agrumi, il mandarino ha molteplici proprietà benefiche per la nostra salute. Il periodo ideale per gustarlo è quello che va da novembre a febbraio. Durante i mesi invernali con il loro contenuto vitaminico (vitamina C, vitamina A e vitamine del gruppo B, oltre a magnesio, ferro e acido folico) i mandarini contribuiscono a proteggerci da disturbi tipici del periodo, come il raffreddore.

Facilmente digeribile, il mandarino è utile per il corretto funzionamento dell’intestino grazie al suo contenuto di fibre, potassio e calcio. Inoltre regola la pressione arteriosa, favorisce la diuresi e può essere in grado di contrastare la ritenzione idrica.

Il consumo di mandarini contribuisce anche a migliorare le funzioni visive, abbassare il livello di colesterolo nel sangue e rinforzare il sistema immunitario, in particolare nei bambini. I mandarini sono ricchi di antiossidanti e svolgono una funzione purificante dell’organismo, lo rafforzano e proteggono dalle infezioni e dalle malattie. Il consumo di succo di mandarino è inoltre particolarmente consigliato in caso di asma o bronchite.

Alcuni studi scientifici hanno attribuito ai mandarini proprietà antitumorali, soprattutto per quanto riguarda il fegato. Il consumo di questo frutto è stato legato sia ad una riduzione del rischio di cancro all’apparato digerente, sia del rischio di ictus.

 

I mandarini sono poi utilizzati in ambito cosmetico: dalla buccia viene estratto un olio essenziale impiegato per la preparazione di prodotti adatti a contrastare la cellulite, ad eseguire massaggi e a combattere la ritenzione idrica.

 

 

Alessandra Profilio

Tags:
Categories:

Disturbi gengivali: i cibi salva gengive

Ascoltare i rimedi della nonna a volte può aiutare. Recenti studi giapponesi e tedeschi hanno infatti rivelato che latte e verdure possono aiutare ad alleviare i disturbi gengivali: un buon apporto quotidiano di latticini e un consumo adeguato di frutta e verdura sarebbero efficaci nel tenere sotto controllo l’infiammazione gengivale.

Latte e vegetali però non bastano: il menù salva-gengive per un sorriso bello e soprattutto sano è presentato dagli esperti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) che, in occasione della Giornata Europea delle gengive sane del 12 maggio, hanno spiegato quali sono i cibi-sì e i cibi-no per una bocca in salute.

Gengive che sanguinano, si arrossano e fanno male sono infatti un problema per 20 milioni di italiani, ma in 8 milioni il disturbo diventa una parodontite, infiammazione estesa che può portare fino alla perdita dei denti: 3 milioni di italiani rischiano di perdere uno o più denti per questo motivo, perciò mantenere la bocca in salute con una buona igiene orale e un’alimentazione proteggi-gengive è molto importante.

La dieta del sorriso non è molto diversa dalla consueta alimentazione mediterranea: abbonda infatti di frutta e verdura per fare il pieno di vitamine, degli acidi grassi ‘buoni’ dell’olio extravergine d’oliva e del pesce, delle proteine da uova e prodotti ittici, ricchi anche di vitamine preziose per la salute orale; messi al bando invece tutti i cibi e le bevande che rendono più acido l’ambiente orale, come gli agrumi consumati in eccesso e le bibite gassate, e gli zuccheri raffinati di cui sono ‘ghiotti’ i batteri che provocano la placca e l’infiammazione gengivale.

 

“La vitamina D è importante non solo per la salute delle ossa, ma anche perché in caso di deficit si può avere bocca secca a causa di una carenza di saliva, che è indispensabile avere in giusta quantità perché è ricca di enzimi che proteggono le gengive – osserva Mario Aimetti, presidente SIdP – Per questo in un menù per preservare la salute della bocca non devono mancare i cibi che ne sono ricchi come il pesce, soprattutto quelli grassi come salmone, sgombro o trota, il fegato e i latticini. E proprio perché le vitamine di cui i vegetali sono ricchi sono fondamentali per mantenere integri e sani tutti i tessuti, gengive comprese, anche il minestrone dei consigli della nonna è un ottimo alimento salva-sorriso”.

Serve anche la vitamina C di kiwi, peperoni, fragole perché previene il decadimento del collagene, essenziale perché le gengive mantengano un buon tono senza cedere; inoltre, riduce il sanguinamento gengivale e l’infiammazione e aiuta nella guarigione delle ferite – rileva Luca Landi, Presidente Eletto SIdP – Per contrastare l’infiammazione è fondamentale poi un giusto apporto di proteine: in caso di gengivite o parodontite una carenza proteica può peggiorare gravità ed estensione dell’infiammazione. Sono antinfiammatori infine anche gli acidi grassi degli oli vegetali come l’olio extravergine d’oliva e soprattutto gli omega-3 del pesce, che hanno pure un effetto anti-carie e agiscono sui batteri che provocano la placca e l’infiammazione gengivale”.

No, invece, ai cibi che rendono acido il pH della bocca come le bevande energetiche e i soft drink, che possono demineralizzare lo smalto favorendo le carie. “Seguire una dieta complessivamente sana ed equilibrata è necessario per la salute di denti e gengive – conclude Landi – e non devono mai mancare i carboidrati, perché danno energia alle cellule per i loro processi riparativi”.

 

I cibi sì per le gengive

Frutta di colore arancione (come albicocche, melone, mango, cachi) e uova per la vitamina A

Pesce, soprattutto grasso come salmone, sgombri e trote, per le vitamine del gruppo B, le proteine ‘buone’ e gli acidi grassi omega-3

Kiwi, peperoni, fragole, agrumi per la vitamina C

Latte, yogurt, latticini e pesce per la vitamina D

 

I cibi no

Bevande energetiche e bibite gassate

Agrumi in quantità eccessiva

Zuccheri raffinati da biscotti, merendine e alimenti dolci in genere

 

Fonte Nutri&Previeni

Tags:
Categories:

5 consigli per combattere il grasso del girovita

Un girovita sottile è il sogno di tutte quelle persone che desiderano avere una silhouette più sensuale e accentuare le proprie forme. Ridurre la circonferenza vita  non è, però, consigliato solo per una questione di estetica, ma anche e soprattutto per una questione di salute. Si tratta di una parte del corpo in cui si tende più facilmente ad accumulare grasso viscerale, il più pericoloso per l’organismo, che spesso si tramuta in quella fastidiosa “pancetta” che non ne vuole sapere di sparire nonostante la dieta e l’attività fisica. Eliminare il grasso localizzato non è semplice, ma seguire alcuni accorgimenti può aiutare a potenziare l’effetto di un buon programma di dimagrimento e a ridurre il girovita.

Il grasso viscerale

Il grasso localizzato a livello dell’addome, la cosiddetta “pancetta”, è chiamato grasso viscerale perché è indicativo della percentuale di grasso più vicino agli organi interni (viscere). Si tratta di quello più pericoloso perché favorisce maggiormente lo sviluppo di malattie a carico del sistema cardiovascolare, del fegato  , del pancreas, dei reni , ecc. ed abbassa l’aspettativa di vita in generale. Le persone in sovrappeso o obese hanno quasi sempre una circonferenza addominale maggiore del normale, ma anche chi è normopeso, quindi con un BMI tra 18,6 e 24,9, può avere un girovita superiore alla misura raccomandata dall’OMS: massimo 80 cm per le donne e 94 cm per gli uomini . Chi ha una circonferenza vita superiore a 88 cm (per le donne) o a 102 cm (per gli uomini) dovrebbe fare maggiore attenzione, perché queste misure sono associate ad obesità viscerale e ad un rischio cardiovascolare elevato. Salute in primis e bellezza dopo, sono quindi le forti motivazioni che ci spingono a ridurre il girovita o quantomeno a tenerlo sotto controllo. Per raggiungere questo obiettivo bisogna svolgere con costanza l’attività fisica che brucia i grassi  , l’ideale sarebbe raggiungere 300 minuti a settimana, e rispettare il proprio bilancio energetico  , cioè introdurre tanta energia quanta effettivamente se ne utilizza.

Limita gli zuccheri semplici

Dolciumi, succhi di frutta, soft drink come cola o aranciata, tè freddi ecc. non andrebbero consumati se il girovita non ha valori ottimali perché questi prodotti contengono molto zucchero , nemico numero uno della pancia piatta e del girovita snello. Ovviamente andrebbero consumati con moderazione tutti gli zuccheri semplici, anche quelli naturali come miele, fruttosio, zucchero di canna, malto, melassa, sciroppo d’acero, succo d’uva ecc. perché apportano sempre 4 kcal per grammo ,  Anche i superalcolici andrebbero aboliti perché contengono quelle che vengono definite calorie “vuote”  , cioè che non apportano nessuna sostanza nutritiva ma solo centimetri di grasso sulla pancia.

Evita il junk food

Patatine, pop-corn, gelati confezionati, merendine, prodotti industriali e tutti gli altri cibi definiti “junk food” (cibo spazzatura) sono ricchissimi di grassi , tra i quali anche quelli trans , nocivi per il punto vita e per la salute perché favoriscono l’aumento del tessuto adiposo. Questi alimenti sono spesso consumati come snack: una buona strategia per diminuire la circonferenza addominale è optare per spuntini  più sani e nutrienti, come una coppetta di yogurt con un po’ di frutta fresca di stagione, un frullato al latte, un pugnetto (ca. 20 g) di frutta secca a guscio come noci, nocciole o mandorle, oppure ancora una bruschetta  integrale (ca. 50 g) con pomodorini e qualche scaglia di Grana Padano DOP.

Scegli alimenti ricchi di fibre

La frutta (fresca, secca ed essiccata), la verdura verde e a foglia larga (spinaci, bietole, ecc.), i legumi e i cereali integrali  sono le principali fonti alimentari di fibre  , che aiutano a raggiungere il senso di sazietà e riducono l’indice glicemico degli alimenti a cui sono abbinate. Non solo, un corretto apporto di fibre aiuta anche a favorire il benessere intestinale sgonfiando la pancia e prevenendo molti disturbi come stitichezza o diverticolosi. Per limitare l’accumulo di grasso viscerale si consiglia quindi di aumentare il consumo di questi alimenti, ricordandosi di mangiare lentamente (ca. 40 masticazioni a boccone) in modo da incrementare ulteriormente l’effetto saziante delle fibre. È inoltre fortemente raccomandato il consumo giornaliero di 3 porzioni di frutta e 2 di verdura preferibilmente cruda.

Bevi abbastanza acqua

Mantenere un adeguato livello di idratazione quotidiana contribuisce al buon funzionamento del cervello, dell’apparato cardiovascolare, dei reni, dell’intestino, dei muscoli, delle articolazioni, della pelle ed è anche utile al trasporto delle sostanze nutritive e all’eliminazione delle scorie dall’organismo. Ogni giorno bisognerebbe bere almeno 8 bicchieri di acqua, minerale o del rubinetto. Se si ha difficoltà a bere acqua durante la giornata si possono consumare tisane, infusi oppure brodi vegetali che, se assunti la sera, aiutano anche a conciliare il sonno , altro elemento essenziale per tenere sotto controllo gli ormoni dello stress (es: cortisolo) che inducono un aumento del girovita. Il consiglio è quindi di bere 1,5-2 L di acqua al giorno .

Svolgi esercizi fisici mirati

Come abbiamo detto l’attività fisica  attività fisica costante, abbinata alla giusta dieta, è la base indispensabile da cui partire per ottenere una riduzione del girovita. Tuttavia, alcuni esercizi mirati possono aiutare a modellare maggiormente i punti più critici come la “pancetta”. Un allenamento di tipo aerobico come la corsa, il fitwalking , il nuoto, il ciclismo , ecc. rappresenta un ottimo aiuto per eliminare il grasso in eccesso, a patto che queste attività siano svolte per un minimo di 30 minuti ogni giorno . Mentre gli esercizi di potenziamento mirati a rinforzare i muscoli della pancia, con sforzi brevi ma intensi (es: sessioni di addominali), permettono di tonificare e ridurre la circonferenza vita. Dalla loro unione nasce il mix perfetto per diminuire il grasso addominale. L’attività fisica inoltre allontana lo stress, che spesso porta a mangiare in modo incontrollato soprattutto cibi ipercalorici e non adatti al nostro girovita né alla nostra salute.

Fonte :Educazione Nutrizionale Grana Padano

Tags:
Categories:

Sei alimenti che proteggono dalle malattie: i risultati delle ultime ricerche.

Dalle verdure contro il parkinsonismo alle uova contro il diabete, dal caffè alleato del fegato ai latticini magri e fermentati contro il cancro del colon retto. Una serie di studi presentati al congresso Nutrition 2018, evidenzia gli effetti protettivi di alcuni alimenti per la salute.

Noci

Ridurre il rischio cardiovascolare con una noce (pecan) al giorno

Dopo quattro settimane di assunzione giornaliera di una piccola manciata di noci pecan intere, un gruppo di adulti in sovrappeso di età pari o superiore a 45 anni ha mostrato cambiamenti favorevoli di una serie di fattori di rischio cardiometabolico, tra cui livelli di zucchero nel sangue, l’insulino-resistenza e la funzione cellulare che produce insulina.

Questi primi risultati sono incoraggianti, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per determinare se una piccola porzione giornaliera di noci pecan può contribuire ad abbassare il rischio di malattie cardiovascolari e di diabete di tipo 2 per gli adulti di mezza età e per gli anziani che sono in sovrappeso o obesi. La ricerca è presentata da Diane L. McKay, Friedman School of Nutrition Science and Policy presso la Tufts University.

 

Le uova contro il diabete

Le uova possono ridurre l’impatto dei fattori di rischio collegati al diabete. È quanto dimostra uno studio di 12 settimane effettuato da Shirin Pourafshar, dell’Università della Virginia, su individui obesi o in sovrappeso con diabete di tipo 2. I partecipanti alla ricerca che hanno mangiato un uovo ogni giorno hanno mostrato miglioramenti nei livelli di zucchero nel sangue (a digiuno) e per quanto riguarda l’insulino-resistenza. Mangiare uova, inoltre, non ha modificato in modo significativo i livelli di colesterolo.

 

Verdure e bacche riducono di parkinsonismo

Uno studio presentato da presentato da Puja Agarwal, Rush University Medical Center, ha coinvolto 706 persone che sono state seguite per una media di 4,6 anni per capire se il consumo di frutta e verdura può essere specificamente associato a un rischio ridotto di parkinsonismo (un gruppo di disturbi neurologici che causano problemi di movimento simili a quelli osservati nel morbo di Parkinson). La ricerca ha mostrato che mangiare più verdure (in particolare verdure a foglia verde) e bacche, ma non altri frutti, può ridurre il rischio di Parkinsonismo e rallentarne la progressione negli anziani.

 

Il caffè è alleato del fegato

Diversi studi hanno associato il consumo di caffè ad una riduzione della mortalità per tutte le cause e di mortalità per patologie specifiche, tra le quali quelle epatiche. Pochi studi, tuttavia, hanno sinora studiato la relazione tra consumo di caffè e ricoveri per patologie del fegato. Tra questi, uno studio condotto su oltre 14 mila persone (i partecipanti allo studio ARIC, AtherosclerosisRisk in Communities) di età compresa tra i 45 e i 64 anni, ha dimostrato che i consumatori di 3 o più tazze di caffè al giorno, presentano un minor rischio di ricoveri collegati a patologie del fegato ( la riduzione è del 21%), ma non di mortalità per problemi epatici, rispetto a chi non beve caffè.

 

I latticini riducono il rischio di cancro al colon retto

Non tutti i prodotti lattiero-caseari sono uguali quando si tratta di ridurre il rischio di cancro del colon-retto. Uno studio, che ha coinvolto 101.677 persone di età compresa tra 54 e 83 anni, ha scoperto che i partecipanti alla ricerca che hanno consumato prodotti lattiero-caseari a bassa percentuale di grassi o fermentati come lo yogurt hanno mostrato un più basso rischio di sviluppare  il cancro del colon-retto. La ricerca è di Yumie Takata, Oregon State University.

 

Funghi contro l’infiammazione

Due polisaccaridi, il PPEP-1 e il PPEP-2, contenuti nel fungo commestibilePleurotuseryngii (il cardoncello o carderello o ferlengo, dal caratteristico profumo di pasta di pane), possono inibire le risposte infiammatorie indotte da lipopolisaccaridi (LPS). E’ la prima volta che vengono dimostrate le proprietà anti-infiammatorie di questi polisaccaridi e ciò suggerisce la possibilità di usarli come supplementi dietetici per combattere le reazioni infiammatorie.

Fonte:Redazione Informasalus.It

 

Tags:
Categories: