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I semi aromatici

Semi di Cumino

Contengono una buona componente di olio essenziale, proteine (17,8%), grassi (22,3%), carboidrati (33,7%), flavonoidi (con azione antiossidante e antinfiammatoria), mucillagini (fibre utili per l’intestino).

In cucina sono spesso usati per miscele di spezie, salse, piatti a base di cuscus, verdure e carne.

Sono digestivi, antispasmodici, ipoglicemizzanti, oltre ad essere indicati in caso di diarrea, gas intestinali, cattiva digestione; favoriscono anche la formazione del latte materno.

In caso di digestione difficile o meteorismo: versare una tazza di acqua calda su 2 cucchiaini di frutti leggermente pestati; lasciare in infusione per 15 minuti, quindi filtrare e bere dopo i pasti.

 

Semi di Finocchio

Contengono olio essenziale, proteine (15,8%), grassi (14,9%), carboidrati (12,5%), acidi organici e flavonoidi dall’azione antiossidante. Hanno anche una buona percentuale di potassio, utile per i muscoli e la diuresi, ben 1660 mg/100 g.

Sono digestivi, diuretici, calmano i dolori addominali, facilitano la secrezione lattea e l’espulsione dei gas intestinali. Hanno anche proprietà lassative.

In caso di digestione difficile, dolori e gonfiori gastrointestinali, lattazione scarsa, stitichezza: versare una tazza di acqua calda su 2 cucchiaini di frutti, meglio se leggermente pestati; lasciare in infusione per 15 minuti, quindi filtrare e bere all’occorrenza.

 

Semi di Anice

Contengono resine, mucillagini (fibre utili per l’intestino), flavonoidi (con azione antiossidante e antinfiammatoria) e un olio essenziale ricco di anetolo, la sostanza volatile che conferisce all’anice il suo caratteristico aroma.

L’anice è composto per il 9,50% da acqua, carboidrati (50%), proteine (17,7%), fibre (14,6%), ceneri e grassi; i minerali presenti sono calcio, potassio, sodio, fosforo, ferro, magnesio, selenio, manganese, rame e zinco. Discreta la presenza nell’anice delle vitamine: presenti all’appello la vitamina A, le vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6, B9), vitamina C.

Stimolano l’appetito e la digestione, facilitano l’eliminazione dei gas intestinali, attenuano i dolori dovuti a coliche intestinali, calmano la tosse, stimolano la produzione del latte; utili anche in caso di insonnia e stress.

Un cucchiaino di semi di anice in una tazza di acqua bollente in infusione per 10 minuti dà una tisana digestiva e rilassante. Per un migliore risultato si possono usare i tre semi mescolati insieme in proporzioni uguali, magari con l’aggiunta di liquirizia o menta per rendere la tisana un po’ più dolce o fresca. È sempre bene pestarli leggermente, così da favorire il processo di infusione.

Trovano impiego anche in campo culinario, in stufati, minestre a base di latte, pane, olive, fichi secchi, frutta cotta e dolci.

 

Michele Toffolon

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Ciliegie: proprietà, valori nutrizionali, calorie.

 Le ciliegie sono il frutto del Prunus avium, una pianta della famiglia delle Rosacee. Grazie alle loro proprietà, sono utili per la salute di fegato e cuore, e sono indicate per chi soffre di diabete. Scopriamole Una ciliegia tira l’altra; le ciliegie sono uno snack rinfrescante e rivitalizzante, perfetto durante la stagione calda. L’elevato indice di sazietà a fronte di un potere calorico abbastanza contenuto, ne fanno uno spuntino indicato anche nelle diete dimagranti. Non conosciamo esattamente da quale parte del mondo provengano questi frutti, ma sappiamo con certezza che l’albero di ciliegie è presente nell’area del Mediterraneo da oltre 3.000 anni. Di aspetto meraviglioso, fiorisce in primavera e dà i suoi frutti tra maggio e giugno.

Esistono tantissime varietà di ciliegie; in Italia sono particolarmente note le ciliegie Ferrovia, molto diffuse in Puglia, dalla caratteristica polpa succosa; la ciliegia Durone, molto pregiata e polposa, caratterizzata dalla polpa scura e dalle grosse dimensioni, e la Ciliegia Anella, di colore rosso acceso.

Le ciliegie contengono proteine; vitamine A e C; sali minerali, tra cui soprattutto calcio, fosforo, potassio, sodio e magnesio. Contengono, inoltre, carboidrati, in particolare il levulosio, uno zucchero che non presenta controindicazioni per i diabetici; dunque, sono un alimento indicato anche per chi soffre di diabete. Sono considerate molto efficaci per il trattamento della gotta, in quanto contengono un antiossidante chiamato antocianine che aiuta ad alleviare l’infiammazione. Questi golosi frutti vantano un buon contenuto di flavonoidi, grazie al quale stimolano la produzione di collagene, e sono un toccasana per la salute cardiovascolare, in quanto aiutano a controllare i livelli di colesterolo nel sangue. Hanno proprietà depurative, diuretiche, disintossicanti e dissetanti. Grazie alla presenza di acido malico stimolano l’attività del fegato. Abbastanza ricche di melatonina, pare che siano in grado di favorire il sonno. Inoltre hanno  proprietà lassative, per questo motivo non ne è consigliato l’uso nei bambini di età inferiore ai tre anni perché potrebbero provocare loro diarrea.

100 g di ciliegie contengono 38 kcal / 158 kj.

 

 

 

MARGHERITA RUSSO

 

 

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Intolleranze alimentari: quale test funziona?

Al giorno d’oggi il termine intolleranza alimentare è sempre più spesso usato impropriamente, letteralmente abusato. Tantissime persone, infatti, sono convinte che i loro disturbi siano legati al consumo di specifici alimenti considerati dannosi (spesso per sentito dire) oppure perché ritenuti la causa della loro difficoltà nel perdere peso e quindi ricercano conferme alle proprie convinzioni. Per queste ed altre ragioni spesso si ricorre a test “alternativi” che promettono di indentificare, con metodiche diverse da quelle basate su evidenze scientifiche, quegli alimenti responsabili di allergie o appunto “intolleranze” alimentari. Questi test sembrano innocui perché, nell’immediato, non producono particolari danni ma, nel lungo periodo, possono essere pericolosi, specialmente quando, sulla base di una diagnosi errata, proibiscono alimenti importanti per la nutrizione umana e di conseguenza espongono al rischio di malnutrizione. È il caso, per esempio, della supposta intolleranza al lattosio, che spesso priva i malcapitati di nutrienti essenziali come proteine, calcio e vitamine, mentre la proibizione dovrebbe riguardare solo il latte e i deproteine, calcio e vitamine, rivati che contengono lattosio: la giusta dieta, in questo caso, dovrebbe prevedere latte e latticini delattosati o senza lo zucchero del latte come il Grana Padano DOP, un concentrato di tutti i nutrienti del latte ad eccezione del lattosio che viene naturalmente rimosso durante la lavorazione. I test “alternativi” possono sembrare scientificamente validi perché eseguiti in ambulatori dove è presente anche personale sanitario, come medici, farmacisti, dietisti, biologi nutrizionisti, ed anche perché consigliati da naturopati, chiropratici ecc. La diffusione di tali metodiche, spesso ampliata anche da pubblicità ingannevoli in rete, attraverso i vari mass media e/o riviste non scientifiche, ma anche con cartelli apposti in bella vista in alcune farmacie, ha raggiunto livelli allarmanti, tanto da rendere necessaria la presa di posizione delle più importanti Società di Allergologia e della Federazione Nazionale dei medici.

 

Le intolleranze alimentari non sono allergie

È necessario innanzitutto precisare che intolleranze e allergie alimentari non sono sinonimi . Le prime sono definite come delle reazioni avverse dell’organismo conseguenti all’ingestione di alimenti che, talvolta, possono provocare sintomi simili a quelli delle allergie, ma differiscono da queste ultime per due aspetti fondamentali

 

le intolleranze alimentari non sono reazioni immunomediate, ovvero dovute a una reazione del sistema immunitario (come accade invece per le allergie), ma sono principalmente legate all’incapacità del nostro corpo di digerire e assimilare alcuni componenti degli alimenti;

i sintomi delle intolleranze alimentari variano in relazione alla quantità ingerita dell’alimento non tollerato, a differenza della reazione allergica che è dose indipendente: se una persona è allergica alle arachidi non importa quante ne mangerà poiché la reazione allergica si manifesterà a prescindere dalla quantità consumata di alimento non tollerato. Proprio per questo motivo i soggetti allergici devono seguire una rigida dieta di eliminazione dell’alimento verso il quale sono sensibilizzati, mentre chi è intollerante può assumere piccole quantità dell’alimento incriminato senza sviluppare alcun sintomo.

Secondo la classificazione delle reazioni avverse ad alimenti, le intolleranze alimentari si suddividono in:

 

intolleranze da difetti enzimatici , determinate cioè dalla carenza o dall’assenza di enzimi necessari alla metabolizzazione di alcuni substrati come l’intolleranza al lattosio o il favismo;

intolleranze da sostanze farmacologicamente attive , ossia risposte a componenti alimentari farmacologicamente attivi come le ammine vasoattive. È il caso, per esempio, delle intolleranze alla tiramina o all’istamina;

intolleranze da meccanismi non definiti oppure risposte su base psicologica o neurologica, come le intolleranze agli additivi.

Sintomi delle intolleranze alimentari

Come fare a riconoscere un’intolleranza alimentare? Iniziate prestando attenzione ai sintomi. Di solito le intolleranze si manifestano principalmente con disturbi localizzati nell’apparato gastrointestinale, quali:

 

gonfiore addominale

diarrea

stipsi

difficoltà di digestione gastrica e/o intestinale

dolori addominali

vomito

gastrite

ma possono coinvolgere anche la cute con pruriti, eruzioni cutanee, rash eritematoso ecc., e molto più raramente altri apparti con cefalea, palpitazioni, stanchezza ecc. In linea di massima, le manifestazioni cliniche di intolleranza alimentare sono meno gravi rispetto a quelle tipiche delle allergie alimentari.

 

Diagnosi delle intolleranze alimentari

Se sospettate di avere un’intolleranza alimentare rivolgetevi a medici specialisti ospedalieri, in quanto:

 

Riveste un ruolo fondamentale fare un’accurata anamnesi . La raccolta anamnestica, ovvero delle informazioni, notizie e sensazioni riportate dalla voce diretta del paziente o dei suoi famigliari, ha lo scopo di indentificare una correlazione tra l’ingestione dell’alimento incriminato e la comparsa dei sintomi.

È fondamentale escludere che si tratti di allergia e valutare le condizioni cliniche internistiche associate .

L’iter diagnostico deve essere multidisciplinare e coinvolgere passo dopo passo lo specialista allergologo, il gastroenterologo e il dietologo o il nutrizionista.

È opportuno effettuare una diagnosi differenziale con allergie per escludere la sindrome da sovracrescita batterica intestinale e la sindrome dell’intestino tenue . Quest’ultima, in particolare, è caratterizzata da dolore/gonfiore addominale e alterazioni del canale intestinale in assenza di anomalie organiche dell’intestino. Questi sintomi possono essere aggravati dall’introduzione di cibo a volte a causa di vere e proprie intolleranze alimentari, altre volte anche a causa di un’ipersensibilità viscerale o a modificazioni del microbiota intestinale.

Bisogna sottoporsi a test utili per l’accertamento , quali breath test per glucosio o lattulosio al fine di valutare la possibile presenza della sindrome da sovracrescita batterica nell’intestino tenue e porre una diagnosi differenziale, breath test per lattosio al fine di valutare un’eventuale intolleranza al lattosio e “ test di provocazione ”, che prevede la somministrazione dell’additivo sospettato per valutare la presenza di intolleranze da meccanismi non definiti.

Effettuare protocolli diagnostici ben delineati (dosaggi ematici di markers specifici, assetto genetico, EGDS, biopsie duodeno-digiunali) per le patologie correlate al glutine che comprendono attualmente la celiachia , l’allergia al grano e la sensibilità al glutine non allergica, non celiaca o non-coeliac gluten sensitivity (NCGS). Molto spesso il grano viene eliminato dalla dieta sulla base di mode o test della medicina alternativa con risoluzione di sintomi non sempre dipendenti dall’assunzione di grano, quanto piuttosto da un’alimentazione non attenta e non salutare nel suo insieme.

Il parere dei medici sui test “alternativi”

Le più importanti Società di Allergologia e la Federazione Nazionale dei medici si sono opposte all’utilizzo di test che seguono metodiche diverse da quelle basate su evidenze scientifiche per la diagnosi di allergie e intolleranze alimentari. Questo soprattutto perché, contrariamente a quello che richiede la medicina moderna che utilizza percorsi diagnostici e terapeutici evidence based, tali test “alternativi” non hanno basi scientifiche dimostrate. Pur essendo in uso da anni, non ci sono studi scientifici eseguiti secondo i criteri necessari per valutarne l’efficacia (randomizzati, controllati in doppio cieco). Al contrario, la loro scarsa attendibilità data dalla non riproducibilità – perché se ripetuti possono restituire risultati differenti anche nello stesso soggetto – è una chiara dimostrazione della loro inefficacia. Inoltre, questi test alternativi costituiscono un vero spreco di soldi. L’uso di apparecchi complessi, apparentemente sofisticati, non deve far nascere l’opinione che tale diagnostica sia sorretta da una tecnologia all’avanguardia. Anche alcuni test eseguiti “sul sangue” in questo ambito, purtroppo, non sono sempre garanzia di professionalità. Il risultato, spesso, è che per effettuarli vengono spesi centinaia di euro senza però trovare la vera causa del disturbo.

 

I test di cui non ti devi fidare

Dosaggio IgG 4 : esame di facile accesso, molto praticato nei laboratori di analisi o nelle farmacie. Valuta la presenza nel sangue di una sottoclasse di anticorpi IgG. In realtà, il livello di questi anticorpi è connesso con la regolare ingestione dei corrispettivi alimenti (normale processo di sensibilizzazione a quello che introduciamo), mentre non è mai stata dimostrata la correlazione tra i livelli di questi anticorpi e una vera intolleranza alimentare.

Test citotossico o test di Bryan e sua variante : test “in vitro” che si effettua su sangue intero o su una sospensione leucocitaria a cui viene aggiunto un allergene al fine di valutare le successive modificazioni morfologiche delle cellule. Alcat test è la variante automatizzata che si basa sul principio dei coulter-counter, attualmente è la versione più pubblicizzata. La lisi cellulare aspecifica, l’interpretazione soggettiva dei risultati, la variazione nelle condizioni di esecuzione del test lo rendono inaffidabile nella diagnostica come concluso dalla American Academy of Allergy.

Test elettrodermici (Bioscreening, Biostrenght test, Sarm test, Moratest, Vega test) : si sono sviluppati a partire dalle osservazioni dell’elettroagopuntura secondo Voll sulle variazioni del potenziale elettrico in relazione al contatto con alimenti “nocivi”. I test si propongono di misurare gli “squilibri energetici” attraverso specifiche apparecchiature. Si tratta di test non riproducibili, non attendibili . Il principio che una reazione allergica modifichi il potenziale elettrico cutaneo non è mai stato dimostrato scientificamente.

Test kinesiologico : si basa su una misurazione soggettiva della forza muscolare . Si effettua facendo tenere nella mano del paziente una boccetta contenente l’alimento (alternativamente la bottiglia può essere posta sul torace del paziente o vicino allo stesso, senza tuttavia che avvenga un contatto diretto fra l’estratto di cibo e il soggetto da esaminare). L’esaminatore valuta la forza muscolare dell’altra mano. Non esiste ovviamente una base teorica a supporto. È inattendibile perché non è mai stato documentato un interessamento dell’apparato scheletrico in corso di reazioni allergiche, inoltre il fatto che l’allergene non sia posto a diretto contatto del soggetto ma con l’intermezzo della bottiglia esclude ogni possibile spiegazione razionale.

Dria test : consiste nella somministrazione per via sublinguale, dell’estratto allergenico seguito dalla valutazione della forza muscolare per mezzo di un ergometro. Il test è considerato positivo quando si manifesta una riduzione della forza muscolare dopo 4 minuti dalla somministrazione sublinguale dell’estratto. Il test è stato introdotto a partire dal 1944; gli studi successivi non sono mai stati controllati con placebo come richiesto da un protocollo di validazione e pertanto sono giudicati non attendibili . In particolare, il Food Allergy Committee dell’American College of Allergists ha valutato per alcuni anni l’uso di questo test giungendo alla conclusione di sconsigliarlo nella diagnostica delle allergopatie.

Biorisonanza : si basa sull’ipotesi che l’organismo possa emettere onde elettromagnetiche (buone o cattive). Si propone di misurare con un apparecchio specifico il campo magnetico delle persone indotto dagli alimenti. È stato dimostrato che l’apparecchio in commercio non è in grado di misurare quel tipo di onda elettromagnetica coinvolta. Non esiste alcuna prova scientifica a dimostrazione di questo test.

Analisi del capello : valuta le sostanze chimiche presenti nel capello, utile per lo studio della carenza di oligoelementi ed eventuale eccesso di metalli pesanti, ma non è emersa nessuna correlazione con gli allergeni e le intolleranze alimentari

Iridologia : valuta attraverso l’osservazione diretta dell’ iride il livello di salute di un soggetto. Non è basato su evidenze scientifiche .

Pulse test o riflesso cardiaco auricolare : si basa sull’ipotesi che la reazione avversa all’alimento somministrato per bocca, per iniezione o per inalazione, ma anche posto a 1 cm dalla cute, sia in grado di modificare la frequenza cardiaca. Privo di alcun fondamento scientifico.

Dieta per intolleranza alimentare

Una volta verificato che i sintomi avvertiti non siano causati da un’altra malattia, ma da un’effettiva intolleranza con iter diagnostico corretto, è opportuno rivolgersi ad un medico specializzato in Scienza dell’Alimentazione poiché capace di correggere le abitudini alimentari sbagliate e di  indirizzare verso uno stile di vita salutare, con un’alimentazione personalizzata in calorie per rispettare il bilancio energetico e variata in micro e macronutrienti al fine di garantire il benessere del soggetto affetto da intolleranza alimentare. Anche con un test affidabile occorre seguire una dieta che, pur eliminando qualche alimento, non porti a malnutrizione, tenendo conto che spesso le intolleranze alimentari non durano per tutta la vita, ma possono essere superate e gli alimenti eliminati possono essere gradualmente reinseriti nella dieta.

Fonte:Educazione Nutrizionale Grana Padano

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Cosa fai per avere la pancia piatta ?

Cosa fai per avere la pancia piatta? Semplice, mi sdraio!”. Magari fosse così facile. Per avere un ventre piatto e superare degnamente – in vista dell’estate – la prova costume, ci sono in realtà tanti preziosi accorgimenti da seguire. Naturalmente accompagnati da abitudini virtuose che richiedono costanza. In generale, e ormai lo sappiamo bene, la ricetta ideale è mantenere nel tempo una dieta equilibrata condita da un esercizio fisico continuativo e da una spruzzata di massaggi, all’occorrenza. A completare il tutto tanta tanta acqua. Ma se il countdown dell’estate è già partito e i nostri comportamenti non sono stati così impeccabili, cosa bisogna fare senza esagerare e soprattutto senza ricorrere a soluzioni drastiche, che non solo possono essere poco efficaci, ma anche dannose per la salute? La prima regola da seguire è conoscere la nostra pancia. “Possiamo migliorare il nostro addome solo se lo guardiamo nella sua interezza – spiega Pier Luigi Rossi, specialista in scienza dell’alimentazione – l’adiposità dell’addome è determinata, oltre che dallo sviluppo di gas intestinali, dall’ accumulo di grasso sottocutaneo e viscerale, il più pericoloso e compromettente per la salute perché produce la maggior parte delle citochine, proteine infiammatorie che danneggiano l’intero organismo, cervello compreso”. Per contrastarlo un’arma è “mettere le briglie” all’insulina, il cosiddetto ormone del dopo pasto, che regola la quantità di zuccheri nel sangue: “Tenerla bassa dopo il pranzo è il primo obiettivo per eliminare il grasso addominale” aggiunge Rossi. Come fare? Bollino rosso a dolci ed alimenti zuccherini dopo o durante i pasti, ma anche a tutti gli alimenti ad elevato “indice glicemico”. Ci sono cibi, come ad esempio il riso, che sono in grado di determinare un veloce rilascio di zuccheri nel sangue. Quando questo accade, a contrastare il fenomeno interviene l’insulina che “sequestra” questi zuccheri (glucosio) in circolazione e ne favorisce la conversione in grasso. In questo caso, le giuste associazioni possono fare la differenza: associare ai carboidrati una piccola quota di lipidi sani, come olio di oliva o noci e mandorle, rallenta il rilascio di zucchero nel sangue e quindi di insulina. E per un ventre piatto è importante fare attenzione anche alla parete muscolare addominale. “Se non si mantengono tonici gli addominali – aggiunge l’esperto – il grasso della cavità viscerale, e lo stesso intestino, tendono ad espandersi creando una maggiore globosità intestinale proprio perché non c’è la parete di contenimento del muscolo”.

Ripartiamo dall’intestino
Ma quello che dobbiamo imparare a conoscere è il nostro intestino. Soprattutto imparare a trattarlo bene: perché la nostra salute, e quindi anche la pancia piatta, passano anche da qui. È nell’intestino che possiamo trovare i nostri amici, ma anche i nostri nemici: qui alberga infatti microbiota, conosciuto anche come flora intestinale. Un insieme di miliardi di batteri che vivono in pacifica coesistenza fino a quando, con una cattiva alimentazione, andiamo ad “armare” quelli aggressivi che crescono e restituiscono gas intestinale. “La centralità della salute – spiega Rossi – è nell’intestino tenue, tra lo stomaco e il colon, dove troviamo i villi intestinali, strutture straordinarie in grado di garantire la completa digestione enzimatica di quello che mangiamo. Se subiscono un’alterazione della loro funzionalità perché, ad esempio, c’è troppo glutine e o troppo lattosio, o microbiota mancano fibra idrosolubile o modulatori genici della crusca o della verdura, perché c’è un eccesso di acidi grassi saturi di elevazione animale, queste strutture soffrono, si riducono o si atrofizzano, e la digestione enzimatica non avviene. Risultato? Il cibo transita, va avanti nel suo cammino e arriva nel colon non completamente digerito dove viene catturato dal microbiota. È in questo passaggio – prosegue – che nascono tutti i sintomi o gran parte dei sintomi legati al colon: spasmi, stipsi, diarrea, tutti sintomi del colon irritabile fino anche al cancro. Insomma, il risultato finale di una non efficiente digestione gastrica ed enzimatica del tenue, causa disturbi funzionali all’interno del colon”. E allora cosa fare? Una soluzione per riportare la pace nel nostro microbiota e far avanzare i batteri amici è concedere all’intestino una settimana di riposo. “Mettere l’intestino a riposo significa sospendere sia la carne bianca sia la rossa, eliminare gli alimenti con farine e prodotti da farina – prosegue Rossi – quindi niente pane, pasta, riso bianco, nessun dolce, ma neanche farine dai cereali grezzi. Nessun formaggio stagionato, né salumi. E naturalmente niente alcol”. Soprattutto, “non bisogna preoccuparsi se nel corso della settimana vediamo la pancia gonfiarsi. Paradossalmente è un buon segno, vuol dire che i batteri amici si stanno attivando cacciando via il microbiota nemico. E in ogni caso è un gonfiore temporaneo”.

Le regole della settimana detox per l’intestino
Per concedere una tregua al nostro intestino, suggerisce Rossi, bisogna innanzitutto aprire la giornata con una bevanda calda, tè verde, orzo o latte vegetale come riso e avena (il primo se necessitiamo di più carboidrati, il secondo di proteine). Ottimo il latte di mandorla “ma fatto in casa”, suggerisce l’esperto. Per quanto riguarda il pasto, l’entrée deve essere rigorosamente a base di verdura cruda a foglia verde e sminuzzata, con un’aggiunta di verdure fibrose, come sedano, finocchio, ravanelli, cipolla e peperoni, arricchite con semi oleosi (mandorle, pinoli, noci, semi di zucca, di lino, ecc.). Tutto sempre triturato per facilitare la digestione e il transito nello stomaco. Per condimento si può utilizzare un cucchiaio di olio extra vergine oliva e dell’aceto di mele, “un ottimo espediente per evitare di aggiungere sale: l’acidità dell’aceto elimina, infatti, l’esigenza di sapidità”. A questo antipasto può seguire un piatto di cereali come farro, avena, orzo, o anche una zuppa di legumi preferendo in primis le lenticchie o in alternativa i ceci e poi i fagioli. Infine un piatto di verdura cotta (finocchi o passati di verdura di stagione). La sera, un passato di verdure o una crema vegetale alle quali però si possono aggiungere 50 grammi di farro o di quinoa (che cotti diventano circa 150 grammi), pesce o uova o una piccola porzione di formaggio a pasta dura, che non contiene lattosio, per avere un apporto proteico. E se proprio non si vuole rinunciare al pane si può optare per una piccola porzione di quello di segale che contiene pochi carboidrati. Anche questo, ricorda l’esperto “impariamo a farlo in casa”. Per lo spuntino preferire un frutto o un estratto vegetale composto per l’80% di verdura e il 20% di frutta. Un ultimo piccolo consiglio: mettere l’acqua nella caraffa per ossigenarla. “Più ossigeno c’è nell’acqua è più l’intestino ringrazia – conclude l’esperto – e bere acqua calda durante il pranzo. Hanno la funzione di creare un riflesso gastro colico che favorisce e combatte la stipsi migliorando l’igiene dell’intestino”.

I rimedi naturali
“Keep calm and kerry on”, ossia “mantieni la calma e vai avanti”. Lasciare spazio a momenti di calma e relax, fare esercizi di respirazione per evitare di ingerire aria sono alcuni dei rimedi naturali e “fai da te” per contribuire a sgonfiare la pancia. Vita frenetica, stress e tensioni quotidiane sono i nemici del nostro intestino, ci costringono infatti a mangiare in fretta, disordinatamente e soprattutto a non masticare bene. Tutti cattivi comportamenti da combattere che possono provocare non solo gonfiore, ma anche a dolori intestinali, stipsi o al contrario diarrea. Aiuta anche assumere una postura eretta, specialmente quando siamo seduti, facendo in modo che l’addome rimanga teso e non perda tonicità. Quanto ai cibi il finocchio è il migliore alimento naturale per chi vuole mantenere un addome piatto: in insalata o anche da sgranocchiare lontano dai pasti è perfetto e aiuta a contrastare il meteorismo. Benefici arrivano anche dai semi, sempre di lino, canapa, girasole, zucca, sesamo, papavero e naturalmente di finocchio: ne bastano grammi da mangiare da soli o per arricchire insalate o zuppe.

Addome tonico? Ecco lo sport da praticare e gli esercizi da fare
Gli sport più indicati per avere una pancia piatta e allenata sono sicuramente quelli aerobici. Via libera, dunque, a nuoto, corsa, bicicletta (e cyclette) e aerobica, da praticare almeno 30, 40 minuti continuativi, 3 volte alla settimana. Ma la parola chiave sono gli addominali. Si possono allenare anche stando in casa: basta un tappetino da palestra e naturalmente molta buona volontà. Gli esercizi più semplici sono i “crunch”, cioè i piegamenti addominali in avanti, stando supini. Servono a tenere tonico il muscolo centrale agendo sulla postura. Gli stessi movimenti vanno poi eseguiti cercando di alzarsi prima verso destra e poi verso sinistra. Chiamati “plank laterali”, questi esercizi stimolano i muscoli addominali obliqui aiutando a delineare i fianchi. Regole fondamentali sono: modulare il respiro, espirando quando si sale e inspirando quando si scende; non inarcare la schiena; tenere il bacino schiacciato a terra. Infine, anche per le più pigre vale un’indicazione: 10 minuti al giorno di addominali, alternando delle serie di 10 o 20 esercizi ad una pausa, e continuativi nel tempo ,aiutano a restare tonici senza troppi sforzi.

Ester Malago’

 

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I vari tipi di cereali

cerealiI cereali botanicamente fanno parte della famiglia delle Graminacee, sono piante erbacee che hanno un fusto eretto, tubulare, diviso da nodi da cui partono le foglie, l’abbondanza in silicio dà la caratteristica della forza e della robustezza. Sebbene le pareti del fusto siano sottili, la sua resistenza ed elasticità reggono il confronto con le più ardite costruzioni dell’uomo. Il fiore è poco appariscente, il frutto è la cariosside, il seme è una sostanza altamente nutritiva (germe), è l’embrione di una nuova pianta. Il tempo di maturazione è molto lungo (dai 5 ai 9 mesi).

Il cereale è un seme e come tale ha la proprietà di ridare vita a un’altra pianta. La spiga presenta una forma d’ordine e d’equilibrio, le forze elettromagnetiche del cielo sono raccolte dalle lunghe reste del seme del cereale e sono trasmesse all’uomo che se ne nutre. Il cereale cresce verso l’alto rivolgendosi al sole, all’aria, alla luce.

Osservando attentamente la pianta di cui ci nutriamo possiamo scoprire particolari e caratteristiche che diventeranno esattamente la forma energetica che plasma colui che se ne nutre. Il chicco resta sotto la terra dove marcisce e produce la nuova spiga dopo un lungo tempo di maturazione. Il chicco può mantenersi vitale per tempi lunghissimi e a distanza di millenni può di nuovo riprodurre la pianta, contiene in qualche modo un messaggio di grande energia a lungo, lunghissimo termine, quasi un messaggio d’eternità.

Il cereale nutre in particolare la vita mentale, la scioltezza e la flessibilità del pensiero, la lenta maturazione delle idee. Rallenta l’impulsività e gli eccessi emozionali per portare alla riflessione, all’organizzazione, a una sorta d’ordine che consente una migliore comprensione. Un’alimentazione che utilizzi i cereali come alimento base sarà particolarmente utile per chi studia, o per chi ha bisogno di un buon carburante per la mente.

I cereali contengono carboidrati, proteine, fibre, enzimi, oli, vitamine, sali minerali. I carboidrati dei cereali (amidi) sono a lento assorbimento pertanto forniscono energia continua, in questo modo il bisogno di glucidi da parte dell’organismo è mantenuto in modo costante. L’assimilazione è favorita dalla presenza di vitamine B che essi contengono. I carboidrati raffinati esauriscono le riserve minerali dell’organismo, soprattutto di calcio e scompensano la flora batterica per la carenza di vitamine ed enzimi.

Le proteine sono contenute nei cereali integrali in una buona quantità ma non sono complete.I grassi sono contenuti in particolare nel germe che contiene un olio ricco di fosfati naturali e di vitamina E. Nei cereali raffinati il germe è eliminato. I sali minerali contenuti sono numerosi: calcio, fosforo, magnesio, silicio, manganese, rame, ferro. Le vitamine contenute nei cereali integrali sono: la provitamina A, diverse vitamine del gruppo B, le vitamine C, D, E, K, PP.


È importante che i cereali siano integrali, biologici, non ossidati. La raffinazione conserva solo l’amido ed elimina tutti i nutrienti, d’altra parte eliminando le parti esterne del chicco riduce la tossicità dovuta ai moderni metodi di coltivazione. Inoltre l’uso di concimi chimici fa sì che i cereali contengano fino a quattro volte di più la normale quantità di potassio, due volte di più di acido fosforico, la metà della quantità di magnesio, sei volte di meno di sodio, tre volte di meno di rame, ecc.

Considerando i vari livelli dell’uomo: fisico, emotivo, mentale e spirituale, i cereali in generale nutrono l’intero essere e danno particolarmente energia alla mente. Ognuno di essi poi nutre un particolare livello della mente che a sua volta può essere distinta in un piano più fisico o materiale, emotivo, mentale e spirituale.

Procedendo lungo i diversi piani dal basso verso l’alto troveremo al livello più materiale la quinoa, il farro, poi il grano e l’avena nel passaggio tra fisico ed emotivo. Quindi il saraceno, il mais e la segale che sono colorati; con il suo giallo il mais è l’estremo emozionale che già si riduce leggermente con la segale. In seguito sul piano razionale avremo il miglio, poi l’orzo ed il riso integrale. Sul piano più alto avremo il riso basmati bianco col suo chicco allungato e sottile. Riassumendo:
– Spirituale: riso basmati bianco;

– Mentale: riso basmati integrale, riso integrale, orzo, miglio;

– Emotivo: saraceno, segale, mais;

– Fisico: avena, grano, farro e quinoa.

Attraverso questa chiave di comprensione è possibile alimentarsi in funzione della parte di noi che abbiamo bisogno di sviluppare o di limitare per un nostro equilibrio, per guarire o semplicemente per il raggiungimento di un obiettivo. È possibile inoltre individuare in base alla fisiognomica e ai temperamenti quali sono i cibi più graditi o sgraditi alle persone, quali alimenti attenuano un eccesso e quali lo portano all’esasperazione.

Dal punto di vista della dietetica cinese i cereali sono alla base del Qi, essi rappresentano la base del nutrimento, tutti agiscono sul sistema Milza-Pancreas e Stomaco con delle piccole differenze nella loro azione. Rispetto ai sapori si distinguono:

– Dolce: riso;

– Piccante: miglio;

– Salato: orzo e avena;

– Acido: mais;

– amaro: trigonella (fieno greco).

I cereali hanno una natura equilibrata essendo neutri, appena tiepidi o leggermente freschi. Essendo tutti dolci di base hanno effetto tonificante, ognuno poi ha una sfumatura d’azione, il riso è solo dolce, il miglio è dolce e piccante, ecc. Dire che il miglio è piccante significa che è in grado di mobilizzare l’energia pertanto può essere utile per trattare il gonfiore addominale che si presenta dopo i pasti per un deficit della Milza.

Riso

Il riso è il cereale più consumato al mondo, contiene vitamina B, in particolare B1. Il suo contenuto proteico è il più basso tra i cereali (7,5%), in compenso la qualità nutrizionale è superiore a quella delle proteine del frumento.

Il riso integrale ha il nome commerciale di sbramato di risone perché al riso raccolto (risone) vengono tolte solo le bucce più esterne (lolla). Resta comunque molto ricco di proteine, vitamine e sali.
Il riso raffinato può essere “brillato” o “camolino” a seconda che, alla fine delle operazioni di raffinazione, venga trattato con talco o con olio di vaselina. Queste aggiunte si rendono necessarie per evitare la degradazione del seme non più protetto dai suoi tegumenti. Al talco si imputa un’azione irritante sulle mucose, l’olio di vaselina è di derivazione chimica.

Dal punto di vista energetico il riso ha natura neutra, leggermente tiepida, sapore dolce, i meridiani destinatari sono Milza e Stomaco. Tonifica la Milza e il Triplice riscaldatore medio, armonizza lo Stomaco, tonifica il Qi e il sangue, purifica lievemente il calore, seda la sete, regola la produzione dei liquidi, è antidiarroico, regolarizza le attività dei cinque Organi. Ha dunque proprietà tonica, sedativa, dissetante, antidiarroica. Il riso glutinoso è tiepido ed è utile per l’iperidrosi.
Il riso è molto utile nelle condizioni da deficit in particolare di Stomaco e Milza; inoltre si consiglia nel calore da deficit post-febbrile (la febbre consuma il Qi e i liquidi dando astenia).

Impieghi clinici:

– Irritabilità, sete, sterilità, minzione difficoltosa da fuoco in eccesso che danneggia i fluidi: zuppa di riso non glutinoso (tonifica e nutre lo yin di stomaco e intestini, promuove la diuresi; non si utilizza in caso di freddo nello stomaco: diarrea acquosa, anoressia, lombalgia, estremità fredde).
Si fanno bollire 30-50 g di riso senza alzare il coperchio, a fine cottura si aggiunge un pizzico di zucchero di canna;
– Sterilità maschile, disordini urinari, costituzione debole: zuppa di riso salata (nutre lo yin dei 5 Organi, promuove la diuresi. Tonifica i fluidi e il Jing, beneficia le costituzioni deboli).
Si fanno bollire 250 g di riso in acqua fino a formare una zuppa morbida, una volta cotta si utilizza la schiumatura, si sala e si beve una volta al dì;
– Debolezza, sudorazione eccessiva per deficit di Milza e Stomaco, soprattutto nei bambini e nelle donne con facile irritabilità ed esaurimento nervoso: zuppa di riso e grano (effetto calmante e tonificante sul Cuore, astringente per l’ipersudorazione, tonificante per Stomaco e Intestini, ricostituente).
Far cuocere 500 g di riso e 600 g di grano fino ad ottenere una zuppa abbastanza fluida, ben cotta, a fine cottura aggiungere un po’ di zucchero di canna;
– Diarrea (da freddo).
Cuocere 100 g di riso fino ad ottenere una zuppa cremosa, poi aggiungere 30 g di aglio pestato, consumare caldo.

Orzo

L’orzo è una pianta erbacea a coltivazione annua destinata prevalentemente alla fabbricazione di malto per l’industria della birra. Viene consumato prevalentemente in chicchi e fiocchi. Ne esistono due varietà: l’orzo perlato, cui sono stati eliminati i tegumenti esterni per cui è stato impoverito di tutti i nutrienti principali, soprattutto vitamine e minerali, e l’orzo mondo o mondato o decorticato, completo dei tegumenti esterni. È ricco di magnesio, vitamina E, vitamina PP, vitamina B12 (solo nell’orzo mondo, non in quello perlato), contiene calcio, potassio, fosforo.
Dal punto di vista energetico l’orzo ha natura fresca, il sapore è dolce, leggermente salato, i meridiani destinatari sono Milza e Stomaco, ha proprietà rinfrescante, diuretica, depurativa. Rafforza la Milza, favorisce la digestione, promuove la diuresi, purifica il calore, disintossica, accelera la rimarginazione delle ulcere del tratto digerente. L’orzo germinato ha la proprietà di arrestare la lattazione.

Impieghi clinici:
– Gonfiore post-prandiale, pienezza gastrica: polvere d’orzo (azione digestiva). Si polverizza l’orzo e si utilizzano circa 6-9 g ogni volta. Si mette la polvere in acqua fredda, si porta a bollire e si lascia decuocere per 15-30 minuti;
– Diarrea, patologie infiammatorie croniche del digerente, morbo di Chron: zuppa di orzo (azione rinfrescante sul digerente, drena il calore tossico, rafforza la capacità di trasformazione della Milza).
Si cuociono 60 g di orzo in acqua fino ad ottenere una zuppa densa e cremosa, si suddivide in tre parti e si consuma durante la giornata;
– Itteri da eccesso di calore di Fegato e deficit di Milza: zuppa d’orzo;
– Disturbi urinari con urine torbide e disuria, cistite: decotto di orzo con succo di zenzero (azione diuretica, rinfrescante, drena il calore e la torpidità delle urine, rafforza la capacità di trasformazione della Milza). Si fanno bollire 100 g di orzo, si filtra il liquido e si aggiunge del succo di zenzero, un cucchiaio di miele e si mescola bene. Si beve 3 volte al dì prima dei pasti.

Miglio
La provenienza di questo cereale è piuttosto incerta, alcuni lo fanno risalire al continente asiatico, altri all’Africa. Il miglio è molto ricco di lecitina, fosforo, ferro, silicio, in quantità minore fluoro, manganese, vitamina A e B, unico cereale alcalino. È il cibo base di molte popolazione africane e dei russi. Il tenore di proteine è intorno all’11%, più del mais e dell’orzo.
È consumato in chicchi decorticati perché il sottile tegumento che copre il seme è inattaccabile dai succhi digestivi, la sua eliminazione non comporta grandi perdite nutrizionali come succede per frumento, riso e orzo.

Il miglio diminuisce e neutralizza l’acidità, combatte l’anemia, cura disfunzioni di pancreas e fegato, rinforza la memoria grazie al contenuto in lecitina e fosforo, e ha un effetto positivo su unghie, capelli e pelle per il contenuto in silicio.
Dal punto di vista energetico questo cereale è di natura fresca, il sapore è dolce, salato, leggermente piccante. I meridiani destinatari sono: Milza, Stomaco, Polmone, Intestino. Tonifica il Qi, attiva la Milza, nutre lo Stomaco regolandone l’attività discendente, promuove la diuresi, purifica il calore, ha azione sedativa ed un effetto antitossico, elimina l’umidità e i catarri (tan). Ha proprietà tonica, digestiva, antiemetica, antidiarroica, diuretica, rinfrescante, sedativa sul Cuore.

Impieghi clinici:
– Astenia, vomito, diarrea: miglio bollito (tonifica la Milza e rafforza la sua capacità di trasformazione).
Cuocere 80 g di miglio in poca acqua finché non si sia ben asciugato e cominci a formarsi una crosticina attorno al tegame. Mangiare spesso, anche durante i pasti;
– Calore e fuoco di Stomaco con sete eccessiva, irrequietezza, apprensività, afte orali, diabete (miglio bollito);
– Accumulo di calore in Vescica con disuria, stranguria e dolore alla minzione, cistite: zuppa di miglio (drena il calore e la torpidità della vescica con effetto diuretico).
Cuocere 80 g di miglio in acqua fino ad ottenere una zuppa morbida. Per potenziarne l’azione cuocere a parte della soia verde e aggiungerla al miglio facendo ulteriormente cuocere il tutto sino ad ottenere una zuppa omogenea.

Frumento

Il frumento è il cereale base della nostra alimentazione, il suo progenitore è il farro. Ha un alto contenuto di proteine: 13-14% il grano duro, 12% il grano tenero (la carne, per fare un confronto, ne contiene circa il 20%), sono però proteine incomplete, in particolare è carente di lisina. Con il grano duro si ottengono la pasta, il cuscus e il semolino. La farina di grano tenero è la base per pane, dolci e molte altre preparazioni.
Dal punto di vista energetico è fresco, più dell’orzo, di sapore dolce. I meridiani destinatari sono Milza, Cuore, Rene. Nutre il Cuore e la Milza, ha azione sedativa, purifica il calore e il fuoco di Fegato, calma la sete, promuove la diuresi, arresta la sudorazione. Indicato per diarrea e disturbi gastrici se tostato, diabete, ansia, agitazione, eccesso di calore con irrequietezza, sete e gola secca, disurie degli anziani.

Mais o granoturco

Il mais è un cereale originario del centro America. È ricco di fosforo, ferro, potassio e grassi, soprattutto acidi grassi insaturi contenuti soprattutto nel germe da cui si estrae l’olio. È carente in vitamina PP e triptofano. Il contenuto proteico è intorno al 9-10%, è l’unico cereale che contiene pro-vitamina A. È rinfrescante nei periodi caldi, ha un’azione moderatrice sulla tiroide, utile per disturbi dei surreni. Dal punto di vista energetico ha natura neutra, sapore dolce, acido. I meridiani destinatari sono Stomaco e Intestino crasso. Regolarizza le funzioni di Stomaco e Milza, promuove la diuresi quindi è adatto negli edemi e nelle disurie, abbassa il colesterolo. Indicato per anoressia, dispepsia, disuria, ritenzione di umidità, edemi, ritenzione di liquidi, dislipidemia, ipercolesterolemia, coronaropatia.

Avena

Coltivata soprattutto nel Nord Europa e in parte dell’Asia, l’avena è uno tra i cereali più nutrienti, sicuramente quello con il potere calorico più elevato. L’avena è ricca di lipidi, minerali, sostanze stimolanti e tonificanti. Il contenuto proteico è poco più basso di quello del frumento (13%) ed è, tra i cereali, quello con il più alto contenuto di lisina, l’aminoacido più carente nei cereali. Sotto forma di fiocchi è utilizzata per minestre e creme, ma soprattutto per la preparazione del muesli. È ideale per i bambini, i convalescenti, le donne che allattano.
Dal punto di vista energetico ha natura tiepida, sapore dolce, insipido e salato. Tonifica la Milza, mobilizza il Qi dirigendolo verso il basso, consolida tendini e ossa, purifica il calore, promuove la diuresi eliminando l’umidità. Indicata per anoressia, astenia, gonfiore addominale, dispepsia, diarrea, diabete, dolori articolari da deficit, ipotiroidismo, patologie dell’apparato locomotore, dolori articolari.

Farro

La coltivazione del farro si diffuse in epoca romana; è una varietà di grano duro adottato come base dell’alimentazione del popolo e dei legionari. Il farro è ricco di proteine, contiene tutti gli aminoacidi essenziali, i sali minerali principali (sodio, calcio, magnesio, silicio, fosforo, zolfo, ferro), molte vitamine (B1, B2, D, E, K, PP) e oligoelementi (zinco, rame, manganese, iodio, ecc.).
Dal punto di vista energetico è tiepido, di sapore dolce. Ha azione analoga al frumento ma rispetto a questo non crea umidità, dunque è più adatto ai soggetti che soffrono di allergie e patologie cutanee.

Segale

La segale è una pianta robusta e adattabile a qualsiasi tipo di clima e di latitudine. È ricca di calcio, sodio, potassio, iodio, fluoro, contiene vitamina D. Rispetto al frumento è leggermente più povera di proteine e sali. Ha un effetto depurativo, rivitalizza la muscolatura, dà energia e resistenza, utile in caso di ipertensione e arteriosclerosi, per le malattie cardiovascolari.

Grano saraceno

Il grano saraceno non è propriamente un cereale, poiché non appartiene alla famiglia delle Graminacee, bensì a quella delle Poliganacee, tuttavia è affine ai cereali in virtù dei suoi principi nutritivi e degli usi cui viene destinato. Popolare soprattutto in Russia, è coltivato in alcune regioni italiane di montagna. È ricco di calcio, sodio, magnesio, fosforo, ferro, vitamina B-P-E, molti aminoacidi. Il contenuto proteico è intorno all’11% con un contenuto discreto di lisina, rispetto alla media degli altri cereali.
Dal punto di vista energetico ha natura fresca, sapore dolce. I meridiani destinatari sono Stomaco, Milza, Intestino crasso. Sostiene le funzioni della Milza, drena l’umidità, elimina la stasi di cibo, regola il Qi mantenendone il flusso verso il basso, regolarizza l’intestino, ha azione antiipertensiva. Indicato per astenia, diarrea da umidità-calore, gonfiore e dolore addominale da stasi del Qi, dispepsia da stasi di cibo, emorroidi e fragilità capillare, ipertensione, leucorrea.

Quinoa

Come il grano saraceno, nemmeno la quinoa può dirsi a regola un cereale. Si tratta di una Chenopodiacea che cresce in Perù, sugli altopiani in quanto predilige i climi freschi. Dopo il mais era il secondo cereale conosciuto e coltivato dagli Atzechi. Ancor oggi rappresenta l’alimento base per le popolazioni rurali delle Ande. La quinoa non contiene glutine, è un alimento molto equilibrato e ricco di proteine, contiene tutti gli aminoacidi essenziali. È ottima per la crescita.
I cereali botanicamente fanno parte della famiglia delle Graminacee, sono piante erbacee che hanno un fusto eretto, tubulare, diviso da nodi da cui partono le foglie, l’abbondanza in silicio dà la caratteristica della forza e della robustezza. Sebbene le pareti del fusto siano sottili, la sua resistenza ed elasticità reggono il confronto con le più ardite costruzioni dell’uomo. Il fiore è poco appariscente, il frutto è la cariosside, il seme è una sostanza altamente nutritiva (germe), è l’embrione di una nuova pianta. Il tempo di maturazione è molto lungo (dai 5 ai 9 mesi).

Il cereale è un seme e come tale ha la proprietà di ridare vita a un’altra pianta. La spiga presenta una forma d’ordine e d’equilibrio, le forze elettromagnetiche del cielo sono raccolte dalle lunghe reste del seme del cereale e sono trasmesse all’uomo che se ne nutre. Il cereale cresce verso l’alto rivolgendosi al sole, all’aria, alla luce.

Osservando attentamente la pianta di cui ci nutriamo possiamo scoprire particolari e caratteristiche che diventeranno esattamente la forma energetica che plasma colui che se ne nutre. Il chicco resta sotto la terra dove marcisce e produce la nuova spiga dopo un lungo tempo di maturazione. Il chicco può mantenersi vitale per tempi lunghissimi e a distanza di millenni può di nuovo riprodurre la pianta, contiene in qualche modo un messaggio di grande energia a lungo, lunghissimo termine, quasi un messaggio d’eternità.

Il cereale nutre in particolare la vita mentale, la scioltezza e la flessibilità del pensiero, la lenta maturazione delle idee. Rallenta l’impulsività e gli eccessi emozionali per portare alla riflessione, all’organizzazione, a una sorta d’ordine che consente una migliore comprensione. Un’alimentazione che utilizzi i cereali come alimento base sarà particolarmente utile per chi studia, o per chi ha bisogno di un buon carburante per la mente.

I cereali contengono carboidrati, proteine, fibre, enzimi, oli, vitamine, sali minerali. I carboidrati dei cereali (amidi) sono a lento assorbimento pertanto forniscono energia continua, in questo modo il bisogno di glucidi da parte dell’organismo è mantenuto in modo costante. L’assimilazione è favorita dalla presenza di vitamine B che essi contengono. I carboidrati raffinati esauriscono le riserve minerali dell’organismo, soprattutto di calcio e scompensano la flora batterica per la carenza di vitamine ed enzimi.

Le proteine sono contenute nei cereali integrali in una buona quantità ma non sono complete.I grassi sono contenuti in particolare nel germe che contiene un olio ricco di fosfati naturali e di vitamina E. Nei cereali raffinati il germe è eliminato. I sali minerali contenuti sono numerosi: calcio, fosforo, magnesio, silicio, manganese, rame, ferro. Le vitamine contenute nei cereali integrali sono: la provitamina A, diverse vitamine del gruppo B, le vitamine C, D, E, K, PP.


È importante che i cereali siano integrali, biologici, non ossidati. La raffinazione conserva solo l’amido ed elimina tutti i nutrienti, d’altra parte eliminando le parti esterne del chicco riduce la tossicità dovuta ai moderni metodi di coltivazione. Inoltre l’uso di concimi chimici fa sì che i cereali contengano fino a quattro volte di più la normale quantità di potassio, due volte di più di acido fosforico, la metà della quantità di magnesio, sei volte di meno di sodio, tre volte di meno di rame, ecc.

Considerando i vari livelli dell’uomo: fisico, emotivo, mentale e spirituale, i cereali in generale nutrono l’intero essere e danno particolarmente energia alla mente. Ognuno di essi poi nutre un particolare livello della mente che a sua volta può essere distinta in un piano più fisico o materiale, emotivo, mentale e spirituale.

Procedendo lungo i diversi piani dal basso verso l’alto troveremo al livello più materiale la quinoa, il farro, poi il grano e l’avena nel passaggio tra fisico ed emotivo. Quindi il saraceno, il mais e la segale che sono colorati; con il suo giallo il mais è l’estremo emozionale che già si riduce leggermente con la segale. In seguito sul piano razionale avremo il miglio, poi l’orzo ed il riso integrale. Sul piano più alto avremo il riso basmati bianco col suo chicco allungato e sottile. Riassumendo:
– Spirituale: riso basmati bianco;

– Mentale: riso basmati integrale, riso integrale, orzo, miglio;

– Emotivo: saraceno, segale, mais;

– Fisico: avena, grano, farro e quinoa.

Attraverso questa chiave di comprensione è possibile alimentarsi in funzione della parte di noi che abbiamo bisogno di sviluppare o di limitare per un nostro equilibrio, per guarire o semplicemente per il raggiungimento di un obiettivo. È possibile inoltre individuare in base alla fisiognomica e ai temperamenti quali sono i cibi più graditi o sgraditi alle persone, quali alimenti attenuano un eccesso e quali lo portano all’esasperazione.

Dal punto di vista della dietetica cinese i cereali sono alla base del Qi, essi rappresentano la base del nutrimento, tutti agiscono sul sistema Milza-Pancreas e Stomaco con delle piccole differenze nella loro azione. Rispetto ai sapori si distinguono:

– Dolce: riso;

– Piccante: miglio;

– Salato: orzo e avena;

– Acido: mais;

– amaro: trigonella (fieno greco).

I cereali hanno una natura equilibrata essendo neutri, appena tiepidi o leggermente freschi. Essendo tutti dolci di base hanno effetto tonificante, ognuno poi ha una sfumatura d’azione, il riso è solo dolce, il miglio è dolce e piccante, ecc. Dire che il miglio è piccante significa che è in grado di mobilizzare l’energia pertanto può essere utile per trattare il gonfiore addominale che si presenta dopo i pasti per un deficit della Milza.

Riso

Il riso è il cereale più consumato al mondo, contiene vitamina B, in particolare B1. Il suo contenuto proteico è il più basso tra i cereali (7,5%), in compenso la qualità nutrizionale è superiore a quella delle proteine del frumento.

Il riso integrale ha il nome commerciale di sbramato di risone perché al riso raccolto (risone) vengono tolte solo le bucce più esterne (lolla). Resta comunque molto ricco di proteine, vitamine e sali.
Il riso raffinato può essere “brillato” o “camolino” a seconda che, alla fine delle operazioni di raffinazione, venga trattato con talco o con olio di vaselina. Queste aggiunte si rendono necessarie per evitare la degradazione del seme non più protetto dai suoi tegumenti. Al talco si imputa un’azione irritante sulle mucose, l’olio di vaselina è di derivazione chimica.

Dal punto di vista energetico il riso ha natura neutra, leggermente tiepida, sapore dolce, i meridiani destinatari sono Milza e Stomaco. Tonifica la Milza e il Triplice riscaldatore medio, armonizza lo Stomaco, tonifica il Qi e il sangue, purifica lievemente il calore, seda la sete, regola la produzione dei liquidi, è antidiarroico, regolarizza le attività dei cinque Organi. Ha dunque proprietà tonica, sedativa, dissetante, antidiarroica. Il riso glutinoso è tiepido ed è utile per l’iperidrosi.
Il riso è molto utile nelle condizioni da deficit in particolare di Stomaco e Milza; inoltre si consiglia nel calore da deficit post-febbrile (la febbre consuma il Qi e i liquidi dando astenia).

Impieghi clinici:

– Irritabilità, sete, sterilità, minzione difficoltosa da fuoco in eccesso che danneggia i fluidi: zuppa di riso non glutinoso (tonifica e nutre lo yin di stomaco e intestini, promuove la diuresi; non si utilizza in caso di freddo nello stomaco: diarrea acquosa, anoressia, lombalgia, estremità fredde).
Si fanno bollire 30-50 g di riso senza alzare il coperchio, a fine cottura si aggiunge un pizzico di zucchero di canna;
– Sterilità maschile, disordini urinari, costituzione debole: zuppa di riso salata (nutre lo yin dei 5 Organi, promuove la diuresi. Tonifica i fluidi e il Jing, beneficia le costituzioni deboli).
Si fanno bollire 250 g di riso in acqua fino a formare una zuppa morbida, una volta cotta si utilizza la schiumatura, si sala e si beve una volta al dì;
– Debolezza, sudorazione eccessiva per deficit di Milza e Stomaco, soprattutto nei bambini e nelle donne con facile irritabilità ed esaurimento nervoso: zuppa di riso e grano (effetto calmante e tonificante sul Cuore, astringente per l’ipersudorazione, tonificante per Stomaco e Intestini, ricostituente).
Far cuocere 500 g di riso e 600 g di grano fino ad ottenere una zuppa abbastanza fluida, ben cotta, a fine cottura aggiungere un po’ di zucchero di canna;
– Diarrea (da freddo).
Cuocere 100 g di riso fino ad ottenere una zuppa cremosa, poi aggiungere 30 g di aglio pestato, consumare caldo.

Orzo

L’orzo è una pianta erbacea a coltivazione annua destinata prevalentemente alla fabbricazione di malto per l’industria della birra. Viene consumato prevalentemente in chicchi e fiocchi. Ne esistono due varietà: l’orzo perlato, cui sono stati eliminati i tegumenti esterni per cui è stato impoverito di tutti i nutrienti principali, soprattutto vitamine e minerali, e l’orzo mondo o mondato o decorticato, completo dei tegumenti esterni. È ricco di magnesio, vitamina E, vitamina PP, vitamina B12 (solo nell’orzo mondo, non in quello perlato), contiene calcio, potassio, fosforo.
Dal punto di vista energetico l’orzo ha natura fresca, il sapore è dolce, leggermente salato, i meridiani destinatari sono Milza e Stomaco, ha proprietà rinfrescante, diuretica, depurativa. Rafforza la Milza, favorisce la digestione, promuove la diuresi, purifica il calore, disintossica, accelera la rimarginazione delle ulcere del tratto digerente. L’orzo germinato ha la proprietà di arrestare la lattazione.

Impieghi clinici:
– Gonfiore post-prandiale, pienezza gastrica: polvere d’orzo (azione digestiva). Si polverizza l’orzo e si utilizzano circa 6-9 g ogni volta. Si mette la polvere in acqua fredda, si porta a bollire e si lascia decuocere per 15-30 minuti;
– Diarrea, patologie infiammatorie croniche del digerente, morbo di Chron: zuppa di orzo (azione rinfrescante sul digerente, drena il calore tossico, rafforza la capacità di trasformazione della Milza).
Si cuociono 60 g di orzo in acqua fino ad ottenere una zuppa densa e cremosa, si suddivide in tre parti e si consuma durante la giornata;
– Itteri da eccesso di calore di Fegato e deficit di Milza: zuppa d’orzo;
– Disturbi urinari con urine torbide e disuria, cistite: decotto di orzo con succo di zenzero (azione diuretica, rinfrescante, drena il calore e la torpidità delle urine, rafforza la capacità di trasformazione della Milza). Si fanno bollire 100 g di orzo, si filtra il liquido e si aggiunge del succo di zenzero, un cucchiaio di miele e si mescola bene. Si beve 3 volte al dì prima dei pasti.

Miglio
La provenienza di questo cereale è piuttosto incerta, alcuni lo fanno risalire al continente asiatico, altri all’Africa. Il miglio è molto ricco di lecitina, fosforo, ferro, silicio, in quantità minore fluoro, manganese, vitamina A e B, unico cereale alcalino. È il cibo base di molte popolazione africane e dei russi. Il tenore di proteine è intorno all’11%, più del mais e dell’orzo.
È consumato in chicchi decorticati perché il sottile tegumento che copre il seme è inattaccabile dai succhi digestivi, la sua eliminazione non comporta grandi perdite nutrizionali come succede per frumento, riso e orzo.

Il miglio diminuisce e neutralizza l’acidità, combatte l’anemia, cura disfunzioni di pancreas e fegato, rinforza la memoria grazie al contenuto in lecitina e fosforo, e ha un effetto positivo su unghie, capelli e pelle per il contenuto in silicio.
Dal punto di vista energetico questo cereale è di natura fresca, il sapore è dolce, salato, leggermente piccante. I meridiani destinatari sono: Milza, Stomaco, Polmone, Intestino. Tonifica il Qi, attiva la Milza, nutre lo Stomaco regolandone l’attività discendente, promuove la diuresi, purifica il calore, ha azione sedativa ed un effetto antitossico, elimina l’umidità e i catarri (tan). Ha proprietà tonica, digestiva, antiemetica, antidiarroica, diuretica, rinfrescante, sedativa sul Cuore.

Impieghi clinici:
– Astenia, vomito, diarrea: miglio bollito (tonifica la Milza e rafforza la sua capacità di trasformazione).
Cuocere 80 g di miglio in poca acqua finché non si sia ben asciugato e cominci a formarsi una crosticina attorno al tegame. Mangiare spesso, anche durante i pasti;
– Calore e fuoco di Stomaco con sete eccessiva, irrequietezza, apprensività, afte orali, diabete (miglio bollito);
– Accumulo di calore in Vescica con disuria, stranguria e dolore alla minzione, cistite: zuppa di miglio (drena il calore e la torpidità della vescica con effetto diuretico).
Cuocere 80 g di miglio in acqua fino ad ottenere una zuppa morbida. Per potenziarne l’azione cuocere a parte della soia verde e aggiungerla al miglio facendo ulteriormente cuocere il tutto sino ad ottenere una zuppa omogenea.

Frumento

Il frumento è il cereale base della nostra alimentazione, il suo progenitore è il farro. Ha un alto contenuto di proteine: 13-14% il grano duro, 12% il grano tenero (la carne, per fare un confronto, ne contiene circa il 20%), sono però proteine incomplete, in particolare è carente di lisina. Con il grano duro si ottengono la pasta, il cuscus e il semolino. La farina di grano tenero è la base per pane, dolci e molte altre preparazioni.
Dal punto di vista energetico è fresco, più dell’orzo, di sapore dolce. I meridiani destinatari sono Milza, Cuore, Rene. Nutre il Cuore e la Milza, ha azione sedativa, purifica il calore e il fuoco di Fegato, calma la sete, promuove la diuresi, arresta la sudorazione. Indicato per diarrea e disturbi gastrici se tostato, diabete, ansia, agitazione, eccesso di calore con irrequietezza, sete e gola secca, disurie degli anziani.

Mais o granoturco

Il mais è un cereale originario del centro America. È ricco di fosforo, ferro, potassio e grassi, soprattutto acidi grassi insaturi contenuti soprattutto nel germe da cui si estrae l’olio. È carente in vitamina PP e triptofano. Il contenuto proteico è intorno al 9-10%, è l’unico cereale che contiene pro-vitamina A. È rinfrescante nei periodi caldi, ha un’azione moderatrice sulla tiroide, utile per disturbi dei surreni. Dal punto di vista energetico ha natura neutra, sapore dolce, acido. I meridiani destinatari sono Stomaco e Intestino crasso. Regolarizza le funzioni di Stomaco e Milza, promuove la diuresi quindi è adatto negli edemi e nelle disurie, abbassa il colesterolo. Indicato per anoressia, dispepsia, disuria, ritenzione di umidità, edemi, ritenzione di liquidi, dislipidemia, ipercolesterolemia, coronaropatia.

Avena

Coltivata soprattutto nel Nord Europa e in parte dell’Asia, l’avena è uno tra i cereali più nutrienti, sicuramente quello con il potere calorico più elevato. L’avena è ricca di lipidi, minerali, sostanze stimolanti e tonificanti. Il contenuto proteico è poco più basso di quello del frumento (13%) ed è, tra i cereali, quello con il più alto contenuto di lisina, l’aminoacido più carente nei cereali. Sotto forma di fiocchi è utilizzata per minestre e creme, ma soprattutto per la preparazione del muesli. È ideale per i bambini, i convalescenti, le donne che allattano.
Dal punto di vista energetico ha natura tiepida, sapore dolce, insipido e salato. Tonifica la Milza, mobilizza il Qi dirigendolo verso il basso, consolida tendini e ossa, purifica il calore, promuove la diuresi eliminando l’umidità. Indicata per anoressia, astenia, gonfiore addominale, dispepsia, diarrea, diabete, dolori articolari da deficit, ipotiroidismo, patologie dell’apparato locomotore, dolori articolari.

Farro

La coltivazione del farro si diffuse in epoca romana; è una varietà di grano duro adottato come base dell’alimentazione del popolo e dei legionari. Il farro è ricco di proteine, contiene tutti gli aminoacidi essenziali, i sali minerali principali (sodio, calcio, magnesio, silicio, fosforo, zolfo, ferro), molte vitamine (B1, B2, D, E, K, PP) e oligoelementi (zinco, rame, manganese, iodio, ecc.).
Dal punto di vista energetico è tiepido, di sapore dolce. Ha azione analoga al frumento ma rispetto a questo non crea umidità, dunque è più adatto ai soggetti che soffrono di allergie e patologie cutanee.

Segale

La segale è una pianta robusta e adattabile a qualsiasi tipo di clima e di latitudine. È ricca di calcio, sodio, potassio, iodio, fluoro, contiene vitamina D. Rispetto al frumento è leggermente più povera di proteine e sali. Ha un effetto depurativo, rivitalizza la muscolatura, dà energia e resistenza, utile in caso di ipertensione e arteriosclerosi, per le malattie cardiovascolari.

Grano saraceno

Il grano saraceno non è propriamente un cereale, poiché non appartiene alla famiglia delle Graminacee, bensì a quella delle Poliganacee, tuttavia è affine ai cereali in virtù dei suoi principi nutritivi e degli usi cui viene destinato. Popolare soprattutto in Russia, è coltivato in alcune regioni italiane di montagna. È ricco di calcio, sodio, magnesio, fosforo, ferro, vitamina B-P-E, molti aminoacidi. Il contenuto proteico è intorno all’11% con un contenuto discreto di lisina, rispetto alla media degli altri cereali.
Dal punto di vista energetico ha natura fresca, sapore dolce. I meridiani destinatari sono Stomaco, Milza, Intestino crasso. Sostiene le funzioni della Milza, drena l’umidità, elimina la stasi di cibo, regola il Qi mantenendone il flusso verso il basso, regolarizza l’intestino, ha azione antiipertensiva. Indicato per astenia, diarrea da umidità-calore, gonfiore e dolore addominale da stasi del Qi, dispepsia da stasi di cibo, emorroidi e fragilità capillare, ipertensione, leucorrea.

Quinoa

Come il grano saraceno, nemmeno la quinoa può dirsi a regola un cereale. Si tratta di una Chenopodiacea che cresce in Perù, sugli altopiani in quanto predilige i climi freschi. Dopo il mais era il secondo cereale conosciuto e coltivato dagli Atzechi. Ancor oggi rappresenta l’alimento base per le popolazioni rurali delle Ande. La quinoa non contiene glutine, è un alimento molto equilibrato e ricco di proteine, contiene tutti gli aminoacidi essenziali. È ottima per la crescita.

I cereali botanicamente fanno parte della famiglia delle Graminacee, sono piante erbacee che hanno un fusto eretto, tubulare, diviso da nodi da cui partono le foglie, l’abbondanza in silicio dà la caratteristica della forza e della robustezza. Sebbene le pareti del fusto siano sottili, la sua resistenza ed elasticità reggono il confronto con le più ardite costruzioni dell’uomo. Il fiore è poco appariscente, il frutto è la cariosside, il seme è una sostanza altamente nutritiva (germe), è l’embrione di una nuova pianta. Il tempo di maturazione è molto lungo (dai 5 ai 9 mesi).

Il cereale è un seme e come tale ha la proprietà di ridare vita a un’altra pianta. La spiga presenta una forma d’ordine e d’equilibrio, le forze elettromagnetiche del cielo sono raccolte dalle lunghe reste del seme del cereale e sono trasmesse all’uomo che se ne nutre. Il cereale cresce verso l’alto rivolgendosi al sole, all’aria, alla luce.

Osservando attentamente la pianta di cui ci nutriamo possiamo scoprire particolari e caratteristiche che diventeranno esattamente la forma energetica che plasma colui che se ne nutre. Il chicco resta sotto la terra dove marcisce e produce la nuova spiga dopo un lungo tempo di maturazione. Il chicco può mantenersi vitale per tempi lunghissimi e a distanza di millenni può di nuovo riprodurre la pianta, contiene in qualche modo un messaggio di grande energia a lungo, lunghissimo termine, quasi un messaggio d’eternità.

Il cereale nutre in particolare la vita mentale, la scioltezza e la flessibilità del pensiero, la lenta maturazione delle idee. Rallenta l’impulsività e gli eccessi emozionali per portare alla riflessione, all’organizzazione, a una sorta d’ordine che consente una migliore comprensione. Un’alimentazione che utilizzi i cereali come alimento base sarà particolarmente utile per chi studia, o per chi ha bisogno di un buon carburante per la mente.

I cereali contengono carboidrati, proteine, fibre, enzimi, oli, vitamine, sali minerali. I carboidrati dei cereali (amidi) sono a lento assorbimento pertanto forniscono energia continua, in questo modo il bisogno di glucidi da parte dell’organismo è mantenuto in modo costante. L’assimilazione è favorita dalla presenza di vitamine B che essi contengono. I carboidrati raffinati esauriscono le riserve minerali dell’organismo, soprattutto di calcio e scompensano la flora batterica per la carenza di vitamine ed enzimi.

Le proteine sono contenute nei cereali integrali in una buona quantità ma non sono complete.I grassi sono contenuti in particolare nel germe che contiene un olio ricco di fosfati naturali e di vitamina E. Nei cereali raffinati il germe è eliminato. I sali minerali contenuti sono numerosi: calcio, fosforo, magnesio, silicio, manganese, rame, ferro. Le vitamine contenute nei cereali integrali sono: la provitamina A, diverse vitamine del gruppo B, le vitamine C, D, E, K, PP.


È importante che i cereali siano integrali, biologici, non ossidati. La raffinazione conserva solo l’amido ed elimina tutti i nutrienti, d’altra parte eliminando le parti esterne del chicco riduce la tossicità dovuta ai moderni metodi di coltivazione. Inoltre l’uso di concimi chimici fa sì che i cereali contengano fino a quattro volte di più la normale quantità di potassio, due volte di più di acido fosforico, la metà della quantità di magnesio, sei volte di meno di sodio, tre volte di meno di rame, ecc.

Considerando i vari livelli dell’uomo: fisico, emotivo, mentale e spirituale, i cereali in generale nutrono l’intero essere e danno particolarmente energia alla mente. Ognuno di essi poi nutre un particolare livello della mente che a sua volta può essere distinta in un piano più fisico o materiale, emotivo, mentale e spirituale.

Procedendo lungo i diversi piani dal basso verso l’alto troveremo al livello più materiale la quinoa, il farro, poi il grano e l’avena nel passaggio tra fisico ed emotivo. Quindi il saraceno, il mais e la segale che sono colorati; con il suo giallo il mais è l’estremo emozionale che già si riduce leggermente con la segale. In seguito sul piano razionale avremo il miglio, poi l’orzo ed il riso integrale. Sul piano più alto avremo il riso basmati bianco col suo chicco allungato e sottile. Riassumendo:
– Spirituale: riso basmati bianco;

– Mentale: riso basmati integrale, riso integrale, orzo, miglio;

– Emotivo: saraceno, segale, mais;

– Fisico: avena, grano, farro e quinoa.

Attraverso questa chiave di comprensione è possibile alimentarsi in funzione della parte di noi che abbiamo bisogno di sviluppare o di limitare per un nostro equilibrio, per guarire o semplicemente per il raggiungimento di un obiettivo. È possibile inoltre individuare in base alla fisiognomica e ai temperamenti quali sono i cibi più graditi o sgraditi alle persone, quali alimenti attenuano un eccesso e quali lo portano all’esasperazione.

Dal punto di vista della dietetica cinese i cereali sono alla base del Qi, essi rappresentano la base del nutrimento, tutti agiscono sul sistema Milza-Pancreas e Stomaco con delle piccole differenze nella loro azione. Rispetto ai sapori si distinguono:

– Dolce: riso;

– Piccante: miglio;

– Salato: orzo e avena;

– Acido: mais;

– amaro: trigonella (fieno greco).

I cereali hanno una natura equilibrata essendo neutri, appena tiepidi o leggermente freschi. Essendo tutti dolci di base hanno effetto tonificante, ognuno poi ha una sfumatura d’azione, il riso è solo dolce, il miglio è dolce e piccante, ecc. Dire che il miglio è piccante significa che è in grado di mobilizzare l’energia pertanto può essere utile per trattare il gonfiore addominale che si presenta dopo i pasti per un deficit della Milza.

Riso

Il riso è il cereale più consumato al mondo, contiene vitamina B, in particolare B1. Il suo contenuto proteico è il più basso tra i cereali (7,5%), in compenso la qualità nutrizionale è superiore a quella delle proteine del frumento.

Il riso integrale ha il nome commerciale di sbramato di risone perché al riso raccolto (risone) vengono tolte solo le bucce più esterne (lolla). Resta comunque molto ricco di proteine, vitamine e sali.
Il riso raffinato può essere “brillato” o “camolino” a seconda che, alla fine delle operazioni di raffinazione, venga trattato con talco o con olio di vaselina. Queste aggiunte si rendono necessarie per evitare la degradazione del seme non più protetto dai suoi tegumenti. Al talco si imputa un’azione irritante sulle mucose, l’olio di vaselina è di derivazione chimica.

Dal punto di vista energetico il riso ha natura neutra, leggermente tiepida, sapore dolce, i meridiani destinatari sono Milza e Stomaco. Tonifica la Milza e il Triplice riscaldatore medio, armonizza lo Stomaco, tonifica il Qi e il sangue, purifica lievemente il calore, seda la sete, regola la produzione dei liquidi, è antidiarroico, regolarizza le attività dei cinque Organi. Ha dunque proprietà tonica, sedativa, dissetante, antidiarroica. Il riso glutinoso è tiepido ed è utile per l’iperidrosi.
Il riso è molto utile nelle condizioni da deficit in particolare di Stomaco e Milza; inoltre si consiglia nel calore da deficit post-febbrile (la febbre consuma il Qi e i liquidi dando astenia).

Impieghi clinici:

– Irritabilità, sete, sterilità, minzione difficoltosa da fuoco in eccesso che danneggia i fluidi: zuppa di riso non glutinoso (tonifica e nutre lo yin di stomaco e intestini, promuove la diuresi; non si utilizza in caso di freddo nello stomaco: diarrea acquosa, anoressia, lombalgia, estremità fredde).
Si fanno bollire 30-50 g di riso senza alzare il coperchio, a fine cottura si aggiunge un pizzico di zucchero di canna;
– Sterilità maschile, disordini urinari, costituzione debole: zuppa di riso salata (nutre lo yin dei 5 Organi, promuove la diuresi. Tonifica i fluidi e il Jing, beneficia le costituzioni deboli).
Si fanno bollire 250 g di riso in acqua fino a formare una zuppa morbida, una volta cotta si utilizza la schiumatura, si sala e si beve una volta al dì;
– Debolezza, sudorazione eccessiva per deficit di Milza e Stomaco, soprattutto nei bambini e nelle donne con facile irritabilità ed esaurimento nervoso: zuppa di riso e grano (effetto calmante e tonificante sul Cuore, astringente per l’ipersudorazione, tonificante per Stomaco e Intestini, ricostituente).
Far cuocere 500 g di riso e 600 g di grano fino ad ottenere una zuppa abbastanza fluida, ben cotta, a fine cottura aggiungere un po’ di zucchero di canna;
– Diarrea (da freddo).
Cuocere 100 g di riso fino ad ottenere una zuppa cremosa, poi aggiungere 30 g di aglio pestato, consumare caldo.

Orzo

L’orzo è una pianta erbacea a coltivazione annua destinata prevalentemente alla fabbricazione di malto per l’industria della birra. Viene consumato prevalentemente in chicchi e fiocchi. Ne esistono due varietà: l’orzo perlato, cui sono stati eliminati i tegumenti esterni per cui è stato impoverito di tutti i nutrienti principali, soprattutto vitamine e minerali, e l’orzo mondo o mondato o decorticato, completo dei tegumenti esterni. È ricco di magnesio, vitamina E, vitamina PP, vitamina B12 (solo nell’orzo mondo, non in quello perlato), contiene calcio, potassio, fosforo.
Dal punto di vista energetico l’orzo ha natura fresca, il sapore è dolce, leggermente salato, i meridiani destinatari sono Milza e Stomaco, ha proprietà rinfrescante, diuretica, depurativa. Rafforza la Milza, favorisce la digestione, promuove la diuresi, purifica il calore, disintossica, accelera la rimarginazione delle ulcere del tratto digerente. L’orzo germinato ha la proprietà di arrestare la lattazione.

Impieghi clinici:
– Gonfiore post-prandiale, pienezza gastrica: polvere d’orzo (azione digestiva). Si polverizza l’orzo e si utilizzano circa 6-9 g ogni volta. Si mette la polvere in acqua fredda, si porta a bollire e si lascia decuocere per 15-30 minuti;
– Diarrea, patologie infiammatorie croniche del digerente, morbo di Chron: zuppa di orzo (azione rinfrescante sul digerente, drena il calore tossico, rafforza la capacità di trasformazione della Milza).
Si cuociono 60 g di orzo in acqua fino ad ottenere una zuppa densa e cremosa, si suddivide in tre parti e si consuma durante la giornata;
– Itteri da eccesso di calore di Fegato e deficit di Milza: zuppa d’orzo;
– Disturbi urinari con urine torbide e disuria, cistite: decotto di orzo con succo di zenzero (azione diuretica, rinfrescante, drena il calore e la torpidità delle urine, rafforza la capacità di trasformazione della Milza). Si fanno bollire 100 g di orzo, si filtra il liquido e si aggiunge del succo di zenzero, un cucchiaio di miele e si mescola bene. Si beve 3 volte al dì prima dei pasti.

Miglio
La provenienza di questo cereale è piuttosto incerta, alcuni lo fanno risalire al continente asiatico, altri all’Africa. Il miglio è molto ricco di lecitina, fosforo, ferro, silicio, in quantità minore fluoro, manganese, vitamina A e B, unico cereale alcalino. È il cibo base di molte popolazione africane e dei russi. Il tenore di proteine è intorno all’11%, più del mais e dell’orzo.
È consumato in chicchi decorticati perché il sottile tegumento che copre il seme è inattaccabile dai succhi digestivi, la sua eliminazione non comporta grandi perdite nutrizionali come succede per frumento, riso e orzo.

Il miglio diminuisce e neutralizza l’acidità, combatte l’anemia, cura disfunzioni di pancreas e fegato, rinforza la memoria grazie al contenuto in lecitina e fosforo, e ha un effetto positivo su unghie, capelli e pelle per il contenuto in silicio.
Dal punto di vista energetico questo cereale è di natura fresca, il sapore è dolce, salato, leggermente piccante. I meridiani destinatari sono: Milza, Stomaco, Polmone, Intestino. Tonifica il Qi, attiva la Milza, nutre lo Stomaco regolandone l’attività discendente, promuove la diuresi, purifica il calore, ha azione sedativa ed un effetto antitossico, elimina l’umidità e i catarri (tan). Ha proprietà tonica, digestiva, antiemetica, antidiarroica, diuretica, rinfrescante, sedativa sul Cuore.

Impieghi clinici:
– Astenia, vomito, diarrea: miglio bollito (tonifica la Milza e rafforza la sua capacità di trasformazione).
Cuocere 80 g di miglio in poca acqua finché non si sia ben asciugato e cominci a formarsi una crosticina attorno al tegame. Mangiare spesso, anche durante i pasti;
– Calore e fuoco di Stomaco con sete eccessiva, irrequietezza, apprensività, afte orali, diabete (miglio bollito);
– Accumulo di calore in Vescica con disuria, stranguria e dolore alla minzione, cistite: zuppa di miglio (drena il calore e la torpidità della vescica con effetto diuretico).
Cuocere 80 g di miglio in acqua fino ad ottenere una zuppa morbida. Per potenziarne l’azione cuocere a parte della soia verde e aggiungerla al miglio facendo ulteriormente cuocere il tutto sino ad ottenere una zuppa omogenea.

Frumento

Il frumento è il cereale base della nostra alimentazione, il suo progenitore è il farro. Ha un alto contenuto di proteine: 13-14% il grano duro, 12% il grano tenero (la carne, per fare un confronto, ne contiene circa il 20%), sono però proteine incomplete, in particolare è carente di lisina. Con il grano duro si ottengono la pasta, il cuscus e il semolino. La farina di grano tenero è la base per pane, dolci e molte altre preparazioni.
Dal punto di vista energetico è fresco, più dell’orzo, di sapore dolce. I meridiani destinatari sono Milza, Cuore, Rene. Nutre il Cuore e la Milza, ha azione sedativa, purifica il calore e il fuoco di Fegato, calma la sete, promuove la diuresi, arresta la sudorazione. Indicato per diarrea e disturbi gastrici se tostato, diabete, ansia, agitazione, eccesso di calore con irrequietezza, sete e gola secca, disurie degli anziani.

Mais o granoturco

Il mais è un cereale originario del centro America. È ricco di fosforo, ferro, potassio e grassi, soprattutto acidi grassi insaturi contenuti soprattutto nel germe da cui si estrae l’olio. È carente in vitamina PP e triptofano. Il contenuto proteico è intorno al 9-10%, è l’unico cereale che contiene pro-vitamina A. È rinfrescante nei periodi caldi, ha un’azione moderatrice sulla tiroide, utile per disturbi dei surreni. Dal punto di vista energetico ha natura neutra, sapore dolce, acido. I meridiani destinatari sono Stomaco e Intestino crasso. Regolarizza le funzioni di Stomaco e Milza, promuove la diuresi quindi è adatto negli edemi e nelle disurie, abbassa il colesterolo. Indicato per anoressia, dispepsia, disuria, ritenzione di umidità, edemi, ritenzione di liquidi, dislipidemia, ipercolesterolemia, coronaropatia.

Avena

Coltivata soprattutto nel Nord Europa e in parte dell’Asia, l’avena è uno tra i cereali più nutrienti, sicuramente quello con il potere calorico più elevato. L’avena è ricca di lipidi, minerali, sostanze stimolanti e tonificanti. Il contenuto proteico è poco più basso di quello del frumento (13%) ed è, tra i cereali, quello con il più alto contenuto di lisina, l’aminoacido più carente nei cereali. Sotto forma di fiocchi è utilizzata per minestre e creme, ma soprattutto per la preparazione del muesli. È ideale per i bambini, i convalescenti, le donne che allattano.
Dal punto di vista energetico ha natura tiepida, sapore dolce, insipido e salato. Tonifica la Milza, mobilizza il Qi dirigendolo verso il basso, consolida tendini e ossa, purifica il calore, promuove la diuresi eliminando l’umidità. Indicata per anoressia, astenia, gonfiore addominale, dispepsia, diarrea, diabete, dolori articolari da deficit, ipotiroidismo, patologie dell’apparato locomotore, dolori articolari.

Farro

La coltivazione del farro si diffuse in epoca romana; è una varietà di grano duro adottato come base dell’alimentazione del popolo e dei legionari. Il farro è ricco di proteine, contiene tutti gli aminoacidi essenziali, i sali minerali principali (sodio, calcio, magnesio, silicio, fosforo, zolfo, ferro), molte vitamine (B1, B2, D, E, K, PP) e oligoelementi (zinco, rame, manganese, iodio, ecc.).
Dal punto di vista energetico è tiepido, di sapore dolce. Ha azione analoga al frumento ma rispetto a questo non crea umidità, dunque è più adatto ai soggetti che soffrono di allergie e patologie cutanee.

Segale

La segale è una pianta robusta e adattabile a qualsiasi tipo di clima e di latitudine. È ricca di calcio, sodio, potassio, iodio, fluoro, contiene vitamina D. Rispetto al frumento è leggermente più povera di proteine e sali. Ha un effetto depurativo, rivitalizza la muscolatura, dà energia e resistenza, utile in caso di ipertensione e arteriosclerosi, per le malattie cardiovascolari.

Grano saraceno

Il grano saraceno non è propriamente un cereale, poiché non appartiene alla famiglia delle Graminacee, bensì a quella delle Poliganacee, tuttavia è affine ai cereali in virtù dei suoi principi nutritivi e degli usi cui viene destinato. Popolare soprattutto in Russia, è coltivato in alcune regioni italiane di montagna. È ricco di calcio, sodio, magnesio, fosforo, ferro, vitamina B-P-E, molti aminoacidi. Il contenuto proteico è intorno all’11% con un contenuto discreto di lisina, rispetto alla media degli altri cereali.
Dal punto di vista energetico ha natura fresca, sapore dolce. I meridiani destinatari sono Stomaco, Milza, Intestino crasso. Sostiene le funzioni della Milza, drena l’umidità, elimina la stasi di cibo, regola il Qi mantenendone il flusso verso il basso, regolarizza l’intestino, ha azione antiipertensiva. Indicato per astenia, diarrea da umidità-calore, gonfiore e dolore addominale da stasi del Qi, dispepsia da stasi di cibo, emorroidi e fragilità capillare, ipertensione, leucorrea.

Quinoa

Come il grano saraceno, nemmeno la quinoa può dirsi a regola un cereale. Si tratta di una Chenopodiacea che cresce in Perù, sugli altopiani in quanto predilige i climi freschi. Dopo il mais era il secondo cereale conosciuto e coltivato dagli Atzechi. Ancor oggi rappresenta l’alimento base per le popolazioni rurali delle Ande. La quinoa non contiene glutine, è un alimento molto equilibrato e ricco di proteine, contiene tutti gli aminoacidi essenziali. È ottima per la crescita.

Fonte :Fondamenti di nutrizione .Aspetti chimici,energetici e simboli degli alimenti di Catia Trevisani

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