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Insulina + sodio = ritenzione idrica, il digiuno consapevole la contrasta.

 

IL PIACERE e LA LINEA

Ogni volta che mangiamo il nostro sangue cambia la sua composizione in rapporto agli alimenti ingeriti. Siamo diversi dopo aver mangiato rispetto a prima del pasto. Una delle principali modificazioni dopo il pasto è la variazione della glicemia, cioè la concentrazione di glucosio.

Il glucosio è una molecola contenuta nei carboidrati: pane, pasta, pizza, alimenti ottenuti con farina, dolci, frutta…

La variazione della glicemia dopo il pasto causa una maggiore secrezione dell’ormone insulina da parte del pancreas. L’insulina è l’ormone del dopo pasto.

L’aumento del peso corporeo dopo l’evento pasto abbondante non è l’accumulo di grasso corporeo quanto la ritenzione idrica causata dalla insulina.

Succede che l’aumento della insulina dopo il pasto causa una ritenzione di sodio che trattiene acqua. Ciascuno di noi può essere o non essere sodio-sensibile.

Se sodio-sensibile trattiene acqua, ha ritenzione idrica e il peso sale!

Chi non è invece sodio-sensibile non ha la stessa reazione e il suo peso può restare invariato.

Quindi la causa è il rapporto tra insulina e sodio. Il giorno dopo occorre per modificare questo rapporto.

 

DIGIUNO CONSAPEVOLE

Eseguire una giornata di digiuno consapevole con lo scopo di gestire subito gli effetti dell’eccesso di insulina e del sodio.

Gli effetti di questa giornata alimentare possono essere misurati dall’aumento della diuresi e dalla riduzione del peso corporeo, per eliminazione dei volumi idrici accumulati.

Consiglio di eseguire oltre il controllo del peso sulla bilancia, la misurazione delle circonferenze della vita e dei fianchi.

Il digiuno come scelta consapevole, limitato ad una giornata, ha un valore spirituale ma è anche una sana scelta per migliorare il proprio peso corporeo e benessere.

 

LA GIORNATA ALIMENTARE

Colazione con latti vegetali (riso o soia o avena o altro cereale…) o yogurt e cereali integrali senza aggiunta di zucchero o di cioccolato (sono biscotti camuffati), frutta, semi oleosi come mandorle o noci o nocciole…, tè verde…

Ai pasti (pranzo e cena) durante il digiuno “temporaneo” è necessario mangiare verdura cruda e cotta a piacere, dose libera condita con olio extra vergine di oliva, aceto e alcuni gherigli di noci o mandorle o pinoli o semi di zucca, pane di segale (g 40).

I semi oleosi apportano proteine vegetali, omega 3, fibra alimentare prebiotica (utile per gestire il microbiota intestinale) e minerali. Sono da considerare veri integratori naturali utili nel digiuno temporaneo. Ovviamente non devono essere salati e neppure tostati.

Frutta fresca di stagione nello spuntino della mattina e nel pomeriggio oppure centrifugati di frutta (20%) e verdura fresca cruda di stagione (80%).

Bere almeno un litro di acqua durante la giornata con residuo fisso secco superiore a 500 mg / litro (migliore introduzione di minerali).

 

GLI EFFETTI DEL DIGIUNO TEMPORANEO

Durante il digiuno temporaneo si hanno tre azioni:

1 – una variazione del profilo ormonale con netta riduzione dell’insulina (ormone dell’accumulo di grasso e della sensazione di fame continua).

2 – la riduzione di insulina permette l’attivazione dell’ormone del digiuno: il glucagone, che libera la riserva di glucosio custodito negli epatociti, cioè il glucagone compie un’azione primaria per dimagrire: “scarica “ il fegato dell’eccesso dei carboidrati per garantire adeguato e continuo rifornimento di glucosio al cervello, senza cadere in chetosi, in carestia! Il glucagone fa uscire gli acidi grassi dall’interno degli adipociti, cellule della massa grassa, svuotandoli, così si dimagrisce!

3 – La riduzione dell’insulina elimina l’effetto del sodio sulla ritenzione idrica, aumenta la diuresi.

Buona giornata in salute.

Dott.Pier Luigi Rossi

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Le guaine dimagranti bruciano i grassi in eccesso ?

Eliminare i chili in eccesso, snellire i fianchi e il girovita sono un desiderio comune a molte donne e uomini che, per raggiungere l’obiettivo, si affidano spesso a guaine “dimagranti” .Si tratta di fasce addominali ,panciere o pantacollant di varia lunghezza realizzati generalmente in materiale elastico, come poliestere , nylon o gomma sintetica , che, avvolgendo la zona del corpo interessata, fanno sudare e perdere molti liquidi, promettendo un effetto dimagrante o brucia grassi. Il nostro corpo è composto principalmente da acqua (circa il 60-70%), è perciò indubbio che la perdita di liquidi favorisce il calo di peso, si arrivano a perdere anche 1 o 2 chili a settimana, che poi però riprendiamo con la normale reidratazione. Tuttavia, nei casi di sovrappeso od obesità ciò che è necessario ridurre è la astenia, crampi muscolari che non si riducono affatto perdendo liquidi. Pertanto, la convinzione che usare guaine dimagranti sia un buon metodo per dimagrire e bruciare i grassi in eccesso è priva di basi scientifiche.

 

La verità scientifica:

 

Sudore e perdita di peso

Come detto, il peso certamente diminuisce se togliamo acqua al nostro organismo, ma questa condizione è solo momentanea: il nostro corpo reintegrerà la perdita di peso trattenendo i liquidi che torneremo successivamente ad introdurre con l’equilibrata alimentazione, bevendo acqua o mangiando frutta e verdura. Se così non fosse, la sudorazione produrrebbe una cospicua perdita di minerali elettroliti , causando una grave disidratazione . Sudare in modo eccessivo non conduce ad alcuna diminuzione di grasso, ma può invece provocare astenia, crampi muscolari e cali di pressione improvvisi che possono anche indurre lo svenimento. Dopo un’eccessiva sudorazione è buona regola bere abbondante acqua e mangiare alimenti idratanti, come frutta e verdura, per reintrodurre correttamente tutti i liquidi e i micronutrienti essenziali persi.

Bruciare i grassi in eccesso

Per perdere i chili di troppo in modo sano e funzionale bisogna agire sul tessuto adiposo . È quindi opportuno conoscere la propria percentuale di massa grassa . Per bruciare il grasso superfluo occorre non introdurre più calorie di quelle che effettivamente consumiamo, ridurre gli zuccheri in eccesso (zucchero aggiunto a cibi e bevande, dolci, etc.) che, se non utilizzati dal corpo, si trasformano in grassi , oltre che svolgere una regolare attività fisica (ottimali 300 minuti a settimana, minimo 150 minuti ), alternando esercizi aerobici e anaerobici  . Unendo l’esercizio fisico costante a una dieta sana, varia ed equilibrata in nutrienti e calorie sarà più facile raggiungere il proprio peso forma e bruciare i grassi in eccesso.

Ricorda:

La perdita di liquidi non equivale alla perdita di grassi in eccesso.

 

Fonte : Educazione Nutrizionale Grana Padano

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Consigli alimentari in tempi di isolamento

 

Lo smart working ed il telelavoro sono utili strumenti per proseguire le attività lavorative da casa, ma che purtroppo aumentano la sedentarietà. Anche essere costretti a trascorrere molto tempo a casa potrebbe indurre ad eccessi alimentari per noia o per il maggior tempo dedicato alla preparazione di cibi non sempre salutari.

Se peso corporeo tende ad aumentare, allora bisogna analizzare criticamente sia l’alimentazione che l’ attività abituali: e soprattutto questo periodo a casa non va considerato come causa inevitabile di aumento del peso corporeo. Essere attenti al proprio peso corporeo significa realizzare un’alimentazione saggia e razionale, che non rinunci alla piacevolezza di sapori vari e gradevoli.

Un risultato soddisfacente è garantito dalla somma di tante piccole e costanti attenzioni: non avere in casa pronti per il consumo, ad esempio, alimenti a elevata densità energetica, non assaggiare durante la preparazione dei pasti, portare a tavola solamente ciò che si vuol mangiare, ecc. Taluni accorgimenti nella preparazione del cibo tutelano dagli eccessi senza nulla togliere al gusto. Vanno riconsiderati alcuni pregiudizi diffusi: diminuire i grassi non significa necessariamente ridurre sapore e gradevolezza. Ad esempio, nei dolci, burro e margarina possono essere sostituiti dallo yogurt, le torte possono essere farcite con frutta fresca, le crostate di frutta vanno preferite alle torte ripiene.

Un’attenzione particolare deve essere dedicata alle modalità di cottura: i condimenti vanno usati in modo ragionevole e per quanto necessari, possono essere utilizzate pentole a pressione, padelle antiaderenti, ecc. Fra gli spuntini deve essere incoraggiato il consumo di spremute di frutta, frutta fresca (banane, pesche, carote, ecc.), alcune preparazioni di verdura.
Frutta anche a colazione: l’occasione di stare a casa e di non essere pressati da impegni mattutini è importante per imparare e riprendere a fare una buona colazione che contribuisce in maniera significativa ad aumentare gli apporti di minerali e vitamine utili per la protezione delle infezioni.

Per quanto riguarda l’infanzia, è fondamentale l’esempio offerto dai genitori; approfittate di questo momento per coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti ed aumentare la varietà dell’alimentazione. Il cibo deve essere sempre presentato in modo attraente e gradevole, con l’offerta della massima varietà possibile di cibi e di preparazioni in termini di odore, sapore, colore e temperatura.

Non esistono diete miracolose contro le infezioni virali.
Sicuramente, però, seguire uno stile di vita alimentare corretto aiuta a facilitare il processo di guarigione e in tempi come questi, di smart working e mobilità ridotta tra le mura di casa, a evitare di mettere su chili di troppo. Suggerimenti utili per una sana alimentazione durante l’isolamento sociale arrivano dalla Società italiana di nutrizione umana. Eccoli.

1. Per evitare un aumento di peso, porta in tavola solo quello che hai deciso di mangiare, serviti una porzione “giusta” di ogni portata e non aggiungere altro, riduci il consumo di bevande zuccherate e di altri prodotti ricchi di zuccheri, evita l’abuso di sale e di condimenti ricchi di grassi.

2. Soprattutto consuma almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura fonti di minerali e vitamine (particolarmente vit C e vit. A) utili a rafforzare le difese immunitarie e la protezione delle vie respiratorie.

3. Sforzati di mantenere una regolare sia pur limitata attività motoria, ad es. cyclette, tapis roulant, ma anche ginnastica a corpo libero 1 o 2 volte al giorno e cerca se possibile di esporre ogni giorno braccia e gambe al sole per 15-30 minuti per favorire la sintesi endogena di vitamina D.

4. Rifletti che la necessità di restare a casa e in famiglia può essere un’opportunità per dedicare maggiore attenzione e un po’ più di tempo alla preparazione di cibi più salutari e più gustosi, nel rispetto delle nostre tradizioni mediterranee: ne gioveranno la salute, ma anche l’umore.

5. Non assaggiare durante la preparazione dei piatti e non mangiare mai in piedi e frettolosamente, ma apparecchia ogni volta la tavola: dedica tempo alla convivialità nei pasti perchè momento di aggregazione con la famiglia e di utilità per incoraggiare i ragazzi ad avere ogni giorno un’alimentazione varia, ricca di frutta, verdura e legumi, fornendo loro il buon esempio.

6. Fai in modo che i bambini ti aiutino nella preparazione del cibo: in questo modo eviterai la noia e i capricci ed è sempre più divertente e più facile mangiare ciò che si è scelto e si è aiutato a preparare.

Autori: SINU
Fonte: Ministero della Salute
Link della fonte: http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4262

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I semi aromatici

Semi di Cumino

Contengono una buona componente di olio essenziale, proteine (17,8%), grassi (22,3%), carboidrati (33,7%), flavonoidi (con azione antiossidante e antinfiammatoria), mucillagini (fibre utili per l’intestino).

In cucina sono spesso usati per miscele di spezie, salse, piatti a base di cuscus, verdure e carne.

Sono digestivi, antispasmodici, ipoglicemizzanti, oltre ad essere indicati in caso di diarrea, gas intestinali, cattiva digestione; favoriscono anche la formazione del latte materno.

In caso di digestione difficile o meteorismo: versare una tazza di acqua calda su 2 cucchiaini di frutti leggermente pestati; lasciare in infusione per 15 minuti, quindi filtrare e bere dopo i pasti.

 

Semi di Finocchio

Contengono olio essenziale, proteine (15,8%), grassi (14,9%), carboidrati (12,5%), acidi organici e flavonoidi dall’azione antiossidante. Hanno anche una buona percentuale di potassio, utile per i muscoli e la diuresi, ben 1660 mg/100 g.

Sono digestivi, diuretici, calmano i dolori addominali, facilitano la secrezione lattea e l’espulsione dei gas intestinali. Hanno anche proprietà lassative.

In caso di digestione difficile, dolori e gonfiori gastrointestinali, lattazione scarsa, stitichezza: versare una tazza di acqua calda su 2 cucchiaini di frutti, meglio se leggermente pestati; lasciare in infusione per 15 minuti, quindi filtrare e bere all’occorrenza.

 

Semi di Anice

Contengono resine, mucillagini (fibre utili per l’intestino), flavonoidi (con azione antiossidante e antinfiammatoria) e un olio essenziale ricco di anetolo, la sostanza volatile che conferisce all’anice il suo caratteristico aroma.

L’anice è composto per il 9,50% da acqua, carboidrati (50%), proteine (17,7%), fibre (14,6%), ceneri e grassi; i minerali presenti sono calcio, potassio, sodio, fosforo, ferro, magnesio, selenio, manganese, rame e zinco. Discreta la presenza nell’anice delle vitamine: presenti all’appello la vitamina A, le vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6, B9), vitamina C.

Stimolano l’appetito e la digestione, facilitano l’eliminazione dei gas intestinali, attenuano i dolori dovuti a coliche intestinali, calmano la tosse, stimolano la produzione del latte; utili anche in caso di insonnia e stress.

Un cucchiaino di semi di anice in una tazza di acqua bollente in infusione per 10 minuti dà una tisana digestiva e rilassante. Per un migliore risultato si possono usare i tre semi mescolati insieme in proporzioni uguali, magari con l’aggiunta di liquirizia o menta per rendere la tisana un po’ più dolce o fresca. È sempre bene pestarli leggermente, così da favorire il processo di infusione.

Trovano impiego anche in campo culinario, in stufati, minestre a base di latte, pane, olive, fichi secchi, frutta cotta e dolci.

 

Michele Toffolon

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Uomo e donna a tavola

Il ruolo degli ormoni

Chiedete alle donne il loro cibo preferito, la maggior parte risponderà la cioccolata / il cioccolato o comunque un alimento di origine vegetale composto con carboidrati – dolci!

Chiedete agli uomini, la maggioranza risponderà la carne o comunque un alimento proteico – acido di origine animale!

Il perchè sta nella diversa fisiologia del gusto femminile e maschile, funzionale al profilo ormonale e cerebrale!

Le donne hanno più gusto degli uomini, hanno una maggiore sensibilità gustativa, olfattiva rispetto agli uomini.I maschi sono monotoni a tavola e sono attratti da alimenti proteici. Tutte le nostre cellule hanno un sesso!

Le cellule femminili hanno due voluminosi cromosomi XX.

Le cellule maschili hanno un solo cromosoma X ed un Y!

Le cellule maschili e femminili reagiscono in modo diverso allo stesso cibo! La scienza che studia questa diversa reazione al cibo si chiama nutrigenomica di genere! Genomica nutrizionale di genere.

 

IL SESSO ALIMENTARE

Esiste un sesso alimentare governato dai nostri cinque sensi, in particolare dal gusto e dall’olfatto.

Donna attratta da alimenti di origine vegetale, ricchi in carboidrati.

Uomo onnivoro, attratto da alimenti di origine animale, ricchi in proteine, lipidi, con netta riduzione in carboidrati.

Sembra questa la linea scelta dalla natura. Donne e uomini siamo diversi a tavola, metabolizziamo in modo diverso il cibo. Il cibo vegetale e il cibo animale condizionano la produzione di due neurotrasmettitori: serotonina e dopamina, responsabili di emozioni e comportamenti nella donna e nell’uomo, ad ogni età.

Gli alimenti vegetali con dominanza in carboidrati possono far entrare nelle cellule entero cromaffini dell’intestino e nei neuroni del cervello il triptofano, un aminoacido precursore della serotonina. È un neurotrasmettitore che regola il tono dell’umore, la distensione, una sessualità dolce ed accogliente, serenità, socialità, gioia.

Gli alimenti di origine animale (serotonina e dopamina…), più ricchi in proteine fanno entrare nelle cellule del cervello altri aminoacidi che portano alla dopamina, un neurotrasmettitore cerebrale che genera maggiore sensazione di forza, aggressività, una sessualità predatoria, vitalità!

Questi due neurotrasmettitori possono essere modulati nella loro produzione all’interno del corpo umano attraverso la scelta degli alimenti!

Osservate la natura.

Gli animali erbivori, vegetariani, sono mansueti e dolci!

Gli animali carnivori sono aggressivi!

Mangiare alimenti vegetali oppure mangiare carnivoro genera comportamenti, emozioni diverse!

 

LA DONNA DEVE MANGIARE MENO DELL’UOMO

Affermazione forte, ma vera. È una scelta della natura.

In tempi passati quando dominava l’incertezza e la disponibilità del cibo, un limitato apporto alimentare consentiva alla donna di sopravvivere. La donna ha un metabolismo più basso del’uomo. L’uomo poteva anche morire in carenza di cibo, la donna doveva sopravvivere per garantire il genere umano.

Una maggiore disponibilità del cibo, di alimenti, poteva essere accumulata nel corpo della donna sotto forma di grasso corporeo, riserva di energia necessaria per la gravidanza e allattamento. Oggi nella società dell’abbondanza alimentare questo dono protettivo della natura si è trasformato in handicap per la donna.

Se la donna mangia come il marito in quantità e qualità degli alimenti, la donna tende ad ingrassare! Quindi la donna deve mangiare di meno rispetto all’uomo. Così ha voluto la natura!

 

CARBOIDRATI E GRASSO

La donna ha una minore massa magra muscolare, ha un metabolismo più basso, richiede meno cibo per vivere, accumula quindi con facilità grasso quando ha un carico alimentare superiore alla sua domanda di energia giornaliera.

I carboidrati, in netta prevalenza contenuti negli alimenti di origine vegetale, sono i nutrienti preferiti dalla donna, ma deve stare attenta alla dose giornaliera di carboidrati glicemici, alimenti composti con farina (pasta, pizza, pane, biscotti, fette biscottate, prodotti da forno…frutta in abbondanza..). Il gusto dolce è il gusto dominate nella donna.

Ma è la sua strada per accumulare grasso.

Il dono naturale oggi si è trasformato in handicap. Perché i carboidrati si trasformano in grasso nel corpo femminile?

Nulla è lasciato al caso dalla Natura.

Succede che la donna possiede nel suo corpo il 30% in meno di muscolo rispetto all’uomo. Quindi il glucosio, derivato dai carboidrati, non può entrare nei muscoli.

Entra allora sotto l’azione dell’ormone insulina dentro il fegato, dove si trasforma in grasso, che viene accumulato nei depositi adiposi.

Il cibo è molto di più di un banale calcolo delle calorie giornaliere.

Buona giornata in salute!

 

 

Prof. Pier Luigi Rossi

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