• Lun - Ven dalle 9:00 a 19:00

  • Via Atto Vannucci, 13 - 50134 Firenze

  • 055241106 - 348 6936286 

Menopausa: snack e cibi grassi aumentano i sintomi

 

I

(Reuters Health) – Le donne che mangiano molta frutta e verdura lamentano meno sintomi fisici e psicologici durante la menopausa rispetto a quelle coloro che mangiano dolci, grassi e snack. È quanto emerge da uno studio iraniano pubblicato da Menopause.

 

Lo studio

I ricercatori hanno intervistato 400 donne, già entrate in menopausa, sulle abitudini alimentari e sulla frequenza dei sintomi caratteristici come sudorazione vampate di calore, notturna, dolorii muscolari e articolari e problemi alla vescica.

Il gruppo di studio – guidato da Gity Sotoudeh della Teheran University of Medical Sciences – ha identificato tre modelli alimentari distinti: alcune diete per donne erano abbondanti in frutta e verdura; altre consumavano molta maionese, oli, dolci e dessert; un terzo gruppo privilegiava un’ampia varietà di cibi grassi e snack.

 

I ricercatori hanno suddiviso le donne in gruppi in base al modo in cui aderivano a uno di questi tre modelli. Rispetto alle donne che consumavano la minor quantità di frutta e verdura, quelle che ne assumevano di più nella dieta riferivano un impatto molto minore sul loro benessere generale e sulla salute fisica e mentale.

Le donne che abbondavano in cibi e snack grassi hanno più frequentemente riferito di soffrire di sintomi della menopausa che hanno compromesso la qualità della loro vita e inciso sulla loro salute fisica e mentalecommenti

“La dieta ad alto contenuto di grassi e di zuccheri presenta elevate quantità di carboidrati semplici e grassi malsani, specialmente grassi saturi e trans, e un contenuto relativamente basso di fibre, che può aumentare i livelli di biomarcatori infiammatori e il peso corporeo. Tutti questi fattori sono legati ai sintomi alla menopausa “, spiega Gity Sotoudeh.

“Frutta e verdura hanno un basso contenuto di grassi, sono una buona fonte di micronutrienti, antiossidanti, in quanto aiutano il corpo ad abbassare l’infiammazione e mantenere un giusto peso corporeo durante la menopausa – aggiungeSotoudeh – Frutta e verdura sono anche ricchi di fibre, che possono modificare il metabolismo degli estrogeni e diminuire la fluttuazione dei livelli di estrogeni, che riducono il rischio dei sintomi legati alla menopausa”.

 

Fonte: Menopause

Lisa Rapaport

(Versione italiana quotidiano Sanità/Popular Science)

 

Tags:
Categories:

Uomo e donna a tavola

Il ruolo degli ormoni

Chiedete alle donne il loro cibo preferito, la maggior parte risponderà la cioccolata / il cioccolato o comunque un alimento di origine vegetale composto con carboidrati – dolci!

Chiedete agli uomini, la maggioranza risponderà la carne o comunque un alimento proteico – acido di origine animale!

Il perchè sta nella diversa fisiologia del gusto femminile e maschile, funzionale al profilo ormonale e cerebrale!

Le donne hanno più gusto degli uomini, hanno una maggiore sensibilità gustativa, olfattiva rispetto agli uomini.I maschi sono monotoni a tavola e sono attratti da alimenti proteici. Tutte le nostre cellule hanno un sesso!

Le cellule femminili hanno due voluminosi cromosomi XX.

Le cellule maschili hanno un solo cromosoma X ed un Y!

Le cellule maschili e femminili reagiscono in modo diverso allo stesso cibo! La scienza che studia questa diversa reazione al cibo si chiama nutrigenomica di genere! Genomica nutrizionale di genere.

 

IL SESSO ALIMENTARE

Esiste un sesso alimentare governato dai nostri cinque sensi, in particolare dal gusto e dall’olfatto.

Donna attratta da alimenti di origine vegetale, ricchi in carboidrati.

Uomo onnivoro, attratto da alimenti di origine animale, ricchi in proteine, lipidi, con netta riduzione in carboidrati.

Sembra questa la linea scelta dalla natura. Donne e uomini siamo diversi a tavola, metabolizziamo in modo diverso il cibo. Il cibo vegetale e il cibo animale condizionano la produzione di due neurotrasmettitori: serotonina e dopamina, responsabili di emozioni e comportamenti nella donna e nell’uomo, ad ogni età.

Gli alimenti vegetali con dominanza in carboidrati possono far entrare nelle cellule entero cromaffini dell’intestino e nei neuroni del cervello il triptofano, un aminoacido precursore della serotonina. È un neurotrasmettitore che regola il tono dell’umore, la distensione, una sessualità dolce ed accogliente, serenità, socialità, gioia.

Gli alimenti di origine animale (serotonina e dopamina…), più ricchi in proteine fanno entrare nelle cellule del cervello altri aminoacidi che portano alla dopamina, un neurotrasmettitore cerebrale che genera maggiore sensazione di forza, aggressività, una sessualità predatoria, vitalità!

Questi due neurotrasmettitori possono essere modulati nella loro produzione all’interno del corpo umano attraverso la scelta degli alimenti!

Osservate la natura.

Gli animali erbivori, vegetariani, sono mansueti e dolci!

Gli animali carnivori sono aggressivi!

Mangiare alimenti vegetali oppure mangiare carnivoro genera comportamenti, emozioni diverse!

 

LA DONNA DEVE MANGIARE MENO DELL’UOMO

Affermazione forte, ma vera. È una scelta della natura.

In tempi passati quando dominava l’incertezza e la disponibilità del cibo, un limitato apporto alimentare consentiva alla donna di sopravvivere. La donna ha un metabolismo più basso del’uomo. L’uomo poteva anche morire in carenza di cibo, la donna doveva sopravvivere per garantire il genere umano.

Una maggiore disponibilità del cibo, di alimenti, poteva essere accumulata nel corpo della donna sotto forma di grasso corporeo, riserva di energia necessaria per la gravidanza e allattamento. Oggi nella società dell’abbondanza alimentare questo dono protettivo della natura si è trasformato in handicap per la donna.

Se la donna mangia come il marito in quantità e qualità degli alimenti, la donna tende ad ingrassare! Quindi la donna deve mangiare di meno rispetto all’uomo. Così ha voluto la natura!

 

CARBOIDRATI E GRASSO

La donna ha una minore massa magra muscolare, ha un metabolismo più basso, richiede meno cibo per vivere, accumula quindi con facilità grasso quando ha un carico alimentare superiore alla sua domanda di energia giornaliera.

I carboidrati, in netta prevalenza contenuti negli alimenti di origine vegetale, sono i nutrienti preferiti dalla donna, ma deve stare attenta alla dose giornaliera di carboidrati glicemici, alimenti composti con farina (pasta, pizza, pane, biscotti, fette biscottate, prodotti da forno…frutta in abbondanza..). Il gusto dolce è il gusto dominate nella donna.

Ma è la sua strada per accumulare grasso.

Il dono naturale oggi si è trasformato in handicap. Perché i carboidrati si trasformano in grasso nel corpo femminile?

Nulla è lasciato al caso dalla Natura.

Succede che la donna possiede nel suo corpo il 30% in meno di muscolo rispetto all’uomo. Quindi il glucosio, derivato dai carboidrati, non può entrare nei muscoli.

Entra allora sotto l’azione dell’ormone insulina dentro il fegato, dove si trasforma in grasso, che viene accumulato nei depositi adiposi.

Il cibo è molto di più di un banale calcolo delle calorie giornaliere.

Buona giornata in salute!

 

 

Prof. Pier Luigi Rossi

Tags:
Categories:

Rughe? Frutta e verdura fresca meglio di creme

Creme costose e ricercate, sieri antirughe e filler vari addio. Il segreto per una pelle più giovane dopo i 50 anni non è custodito in barattolo, ma in una dieta ricca di frutta e verdura fresca con l’aggiunta di pesce. Niente effetti positivi per l’uomo narciso però: questi cibi agiscono solo sulle donne che rispetto all’altro sesso hanno una pelle più sottile e con meno densità di collagene e quindi più soggetta alle tante odiate rughe.

Secondo la ricerca, condotta dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam e pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology, le donne che consumano con regolarità questi alimenti, ricchi di vitamine e flavonoidi che proteggono dall’invecchiamento e stimolano la produzione di collagene, hanno meno segni del tempo dopo i 50 anni. Per arrivare a questa conclusione gli studiosi hanno condotto un sondaggio su 2.700 uomini e donne over 50 sulle loro abitudini alimentari. Ognuno di loro è stato poi sottoposto a una scansione facciale 3D per misurare il numero di rughe.

I risultati hanno mostrato che le donne che avevano il più alto apporto di frutta fresca, verdura e pesce avevano il minor numero di segni del tempo sul volto. Al contrario, quelle che mangiavano regolarmente grandi quantità di carne rossa, pane e dolci ne avevano di più. L’alcol, poi, risultava essere un elemento essenziale di cui tenere conto, perché bastavano uno o due drink con cadenza giornaliera per ‘cancellare’ parte dei benefici derivanti dal mangiare i cibi giusti.

“Oltre a non fumare e a proteggere la pelle dal sole – spiega una delle ricercatrici, Selma Mekic – questo lavoro suggerisce che le donne che desiderano sembrare più giovani più a lungo possibile possono ora avere un altro modo per ritardare lo sviluppo delle rughe. Le donne con punteggi alti per frutta, verdura e pesce e bassi per carni, zuccheri, grassi saturi e alcol – conclude – hanno mostrato significativamente meno rughe”.

Marzia Caposio

 

Tags:
Categories:

Malattie cardiovascolari e diabete: come prevenirle con il magnesio

magnesioIl magnesio ci protegge contro problemi di cuore (in particolare delle coronarie), ictus e diabete. Una dieta ricca di questo minerale riduce infatti l’insorgenza di tali malattie, come conferma una ricerca della Zhejiang University e della Zhengzhou University pubblicata sulla rivista Bmi Medicine.

Gli studiosi hanno analizzato i dati di 40 studi precedenti che hanno coinvolto in totale oltre un milione di persone in nove Paesi. Dai risultati, che sono stati resi omogenei, è emerso che coloro che assumevano più magnesio tramite la dieta, presentavano un rischio del 10% più basso di andare incontro a malattie delle coronarie, del 12% più basso di ictus e del 26% più basso di diabete di tipo 2. Inoltre 100 mg in più al giorno di magnesio nella dieta potrebbero ridurre il rischio di ictus del 7% e diabete di tipo 2 del 19%.

“Le linee guida per la salute attuali raccomandano un apporto di magnesio di circa 300mg al giorno per gli uomini e 270mg al giorno per le donne – ha spiegato l’autore principale della ricerca Fudi Wang – nonostante ciò, la carenza di questo minerale è relativamente comune, colpisce tra il 2,5% e il 15% della popolazione generale. I nostri risultati sono importanti per informare i responsabili pubblici e politici sulle linee guida dietetiche per ridurre i rischi per la salute dovuti a carenza di magnesio”.

Altri benefici del magnesio
Molti disturbi, infatti, sono dovuti alla carenza di questo minerale : in particolar modo tra le donne, insonnia, irritabilità, stanchezza, tensione, gonfiore addominale. Specialmente in alcuni momenti della vita di una donna, come il periodo premestruale, la gravidanza, l’allattamento il fabbisogno di questo minerale cresce.

Oltre a partecipare all’attività di circa 300 enzimi essenziali al metabolismo dei carboidrati e degli aminoacidi, ha un’azione rilassante sulle contrazioni neuromuscolari, favorisce l’assorbimento di altri minerali, contribuendo a regolare l’equilibrio acido-alcalino dell’organismo. Aiuta ad utilizzare le vitamine C ed E oltre quelle del complesso B, che aiutano a trasformare il nutrimento in energia  e sono importanti per la salute del sistema nervoso.

Come si può assumere più magnesio? 
Questo minerale è presente in tutte quelle verdure a foglia verde, meglio se consumate fresche e crude. Altra ottima fonte è il germe di grano, da mangiare non macinato, la crusca, la soia, i fichi, il mais, noci e mandorle, i fagioli secchi, il riso integrale. Buona fonte di magnesio sono anche il cioccolato fondente e cacao amaro.

Fonte :RedazioneInformasalus.it

Tags:
Categories:

Lo stress e l’alimentazione

stressLo stress, sembra influenzare i comportamenti alimentari e può essere un fattore importante da considerare nei programmi che promuovono una sana alimentazione.

Lo studio

In diversi studi sull’uomo,lo stress è stato associato ad abitudini alimentari particolari con le differenze dovute al tipo e la durata di stress, il tipo di cibo, e ai fattori di suscettibilità individuale. Gli studi di laboratorio e i piccoli studi epidemiologici hanno riportato lo stress associato principalmente ai consumi di cibi ricchi di zuccheri e grassi e le associazioni sono state trovate tra le donne e le persone che sono obese. Ma occorrono studi più ampi per testare queste relazioni in maniera esaustiva.

 

In proposito è stato condotto un ampio studio di popolazione in California (USA – Vitamins and Lifestyle – VITAL Study) per valutare le associazioni tra il tipo di stress auto-riferito e le assunzioni di nutrienti (percentuale di energia da grassi, carboidrati,( zuccheri aggiunti) e i comportamenti alimentari (frequenza dei consumi di verdura e frutta, snack ricchi di grassi, prodotti fast-food e bevande zuccherate) tenendo conto del sesso, della presenza di obesità, e della vulnerabilità.

 

Sono state stimate le associazioni tra lo stress percepito e i modelli alimentari di 65.235 adulti più anziani, con aggiustamento per fattori demografici, indice di massa corporea, attività fisica, assunzione di alcol, numero di comorbilità e di altre covarianti rilevanti. In sintesi, un più forte stress percepito è stato associato con un maggiore apporto di energia da grassi, snack ricchi di grassi e prodotti fast-food, così come con un minore consumo di energia dai carboidrati.

 

E tra i soggetti con forte vulnerabilità e stress percepito, lo stress percepito è stato associato con un minor numero di occasioni di consumo. Altre associazioni di minore entità sono state trovate, specie nella popolazione bianca. Questi risultati, secondo gli autori, hanno forti implicazioni nella salute pubblica.

 

In pratica

Nella raccolta dell ‘anamnesi dei pazienti, è sempre importante soffermarsi sulle preferenze di consumo di certi alimenti che, nella maggior parte dei casi, sottendono una componente dovuta allo stress.

 

Autore: Patrizia Maria Gatti

Tags:
Categories: