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Caldo: ecco gli alimenti ideali in estate.

Con il caldo arrivano anche spossatezza, debolezza e fiacchezza. Per combattere questi sintomi è importante prestare attenzione a cosa portiamo in tavola, seguendo un’apposita dieta anti-caldo. Ecco quindi gli alimenti che possono aiutarci ad affrontare al meglio l’estate.

Alimenti freschi e crudi

In estate è meglio dare la preferenza agli alimenti crudi rispetto a quelli cotti. Gli alimenti freschi come frutta e verdura, ricchi di acqua e sali minerali, permettono una reidratazione più veloce del nostro corpo e ci assicurano un buon apporto di sali minerali persi durante la sudorazione. Gli alimenti freddi, inoltre, abbassano la temperatura interna del corpo mentre la verdura cotta aumenta la sensazione di caldo e possiede meno sali minerali e le vitamine preziosi durante l’estate. Per fare incetta di omega 3 e proteine l’ideale è una tartare di pesce crudo.

Anguria
L’anguria è ricca di potassio, ha tanta acqua e poche calorie, è remineralizzante, idrata le cellule e abbassa la temperatura corporea e può essere consumata anche a metà mattina o pomeriggio come spuntino.

Pomodori
Ricco di licopene, acqua e sali minerali, il suo caratteristico colore rosso assicura la presenza di beta-carotene. Inoltre può essere consumato anche crudo nelle insalate e questo favorisce la nostra idratazione, ma anche leggermente scottato in padella con olio extravergine d’oliva: la sua cottura porta all’aumento della biodisponibilità di licopene e beta-carotene.

Carote
Le carote rappresentano un’ottima fonte di beta-carotene, composto antiossidante che contrasta la produzione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare. Le carote, inoltre, sono anche una fonte eccellente di vitamina K, vitamina B6, biotina, vitamina C, ma anche di sali minerali come potassio, rame e manganese. Oltre che nelle insalate, la carota può essere consumata anche come spuntino salutare a metà mattina o metà pomeriggio in risposta allo stimolo della fame.

Insalata
L’insalata è la scelta migliore quando vogliamo stare leggeri. Pur apportando pochissime calorie, è molto ricca di vitamine come la A, B1, B2, B3, B9, C, E e la K, sostanze come la pectina e la lactucina e minerali come il ferro che contrasta l’anemia. Inoltre, aiuta a mantenere la linea, favorendo il senso di sazietà.

Zucchine
Le zucchine sono ricche di potassio, acqua, acido folico, sali minerali e clorofilla, una molecola che ci aiuta a rimanere giovani e combatte i radicali liberi.

Cetriolo
Il cetriolo, ricchissimo di acqua, aiuta a idratare e anche a combattere gli inestetismi della cellulite perché è diuretico e drenante.

Pesca
La pesca è ricca di beta-carotene, vitamine del gruppo B, sali minerali e flavonoidi.

Peperoni
I peperoni sono ricchi di vitamina C, antociani e beta-carotene. Il consiglio degli esperti è quello di consumarli crudi per assumere più vitamina C, una vitamina idrosolubile che si perde durante la cottura. Un’idea è quella di tagliare i peperoni a julienne e aggiungerli nell’ insalata.

Fonte:Redazione Informasalus-it

 

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Bye bye pancia gonfia: stop ai cibi che fermentano.

Quello che è un problema quotidiano per almeno il 20% della popolazione italiana, circa 12 milioni di persone, arrivando a comprometterne la qualità di vita, può essere risolto con una dieta personalizzata in cui si eliminano i cibi che fermentano troppo nell’organismo di cui fanno parte quelli contenenti oligosaccaridi, tipo i legumi, alcune verdure (come carciofi, broccoli, aglio), frutta (come cachi e anguria) e cereali (frumento e segale), alcuni elementi come fruttosio (come mela, pere, pesche, mango), lattosio (latte e formaggi morbidi e freschi), e infine ciliegie, susine), polioli contenuti in frutta (come ciliegie, susine), verdura (come cavolfiori, funghi) e dolcificanti (mannitolo, sorbitolo e xilitolo). A dimostrarlo è una ricerca tutta italiana, in cui per la prima volta una dieta è sottoposta a uno studio scientifico come quelli per valutare i farmaci, che ha dimostrato che un regime alimentare personalizzato permette dei miglioramenti sulla salute complessiva dei pazienti, evitando alimenti ad alta capacità fermentativa.

 

Dalla ricerca è emerso il 40% in meno di giorni di pancia gonfia dopo un mese in chi ha seguito la dieta, una diminuzione del gonfiore del 50% che, dopo 16 mesi, raggiunge il 66% e il dolore addominale che diminuisce del 40% già dopo un mese e la sua percezione è più che dimezzata anche dopo 16 mesi (-56,6%, contro il -10% della dieta dei controlli).

I dati sono stati già oggetto di discussione alla ‘Digestive Disease Week’ di Washington. “La fermentazione dei cibi, in certe persone predisposte può determinare un accumulo di gas che, insieme a un concomitante maggior afflusso di acqua, causano una distensione del lume intestinale. Questo, complice l’ipersensibilità che caratterizza tali soggetti, causa distensione e dolore addominale”. La creazione di una dieta tanto complessa richiede l’esperienza di un medico competente in materia.

 

C’è però qualche consiglio immediato alla portata di tutti che arriva dagli esperti: 1) Scegliere tra i cereali, il farro e i prodotti senza glutine; 2) Preferire i formaggi duri e stagionati, e il latte delattosato, di soia o di riso; 3) Mettere nel piatto sempre la frutta e in particolare la banana, il mirtillo, il pompelmo, il kiwi, il mandarino, il limone, l’arancia, l’uva, il lampone, la fragola; 4)Spazio alla verdura in particolare il sedano, i peperoni, le melanzane, la lattuga, i fagiolini e la zucca; 5) Mangiare il pomodoro ricco di licopene; 6) Come dolcificanti preferire saccarosio, glucosio, sciroppo d’acero e dolcificanti che non terminano in ‘-olo’. Tra i cereali, invece, meglio limitare il consumo di frumento e segale (pane, pasta, couscous, crackers, biscotti), per la frutta meglio evitare mele, pere, albicocche, ciliegie, pesche, mango, anguria, cachi, susine, prugna. Per quanto riguarda i dolcificanti limitare miele, fruttosio e sciroppo di mais, sorbitolo, mannitolo, xilitolo; tra latte e formaggi evitare quelli morbidi e freschi (come la ricotta), tra le verdure carciofi, asparagi, barbabietole, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolo, cavolfiore, finocchio, aglio, scalogno, funghi, piselli. Tra i legumi ceci, lenticchie, fagioli, fave.

fonte :Nutri & Previeni

 

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I semi di salute

semi oleoI semi oleosi possono contribuire alla giusta dose giornaliera di omega 3 nelle persone che non gradiscono il pesce.

Sono stati chiamati “frutta secca” e così le noci, le mandorle sono finite insieme a fichi secchi e uvetta. Insomma una grande confusione, segno di non conoscenza del  valore nutrizionale dei semi.

Ecco un elenco dei semi più diffusi e disponibili: pinolo, lino, chia, nocciola, noce, pistacchio, canapa, girasole, zucca, mandorla, sesamo, cartamo, cotone, papavero, arachide (tostata ma non salata), psillio, amaranto, quinoa, tamarindo, anguria.

Non sono frutti, ma semi!

La frutta secca è ottenuta dai frutti essiccati: fichi secchi, datteri, albicocche, uva, papaya…

 

Questi semi sono alimenti che dopo anni di scarsa considerazione e confuso  inserimento in altri gruppi alimentari hanno trovato oggi la loro carta di identità nutrizionale.

Oggi sono tutti inseriti in una unica voce alimentare di “semi oleosi”, cioè semi vegetali in grado di produrre olio. Anzi i semi interi hanno un valore nutrizionale superiore al loro olio.

 

SEMI: CALORIE e MOLECOLE

 

Le molecole della salute contenute nei semi oleosi sono:

–  Proteine con alto valore biologico, con un particolare aminoacido, ARGININA, essenziale per assicurare una efficiente funzione dell’endotelio vascolare (controllo pressione arteriosa, prevenzione aterosclerosi, efficace microcircolo e nutrizione cellulare), sui neuroni cerebrali, sul sistema genitale.

– Lipidi polinsaturi con interessanti dosi di omega 3, omega 6.

– Minerali (magnesio e zinco in particolare)

– Vitamine idrosolubili e liposolubili (A, E, K, in piccola parte D)

– RIDOTTA DOSE di carboidrati

– BUONA DOSE di  fibra solubile

– PRESENZA di MODULATORI GENICI (molecole capaci di agire sul DNA cellulare)

 

Presentare e sconsigliare la scelta dei semi oleosi perché troppo ricchi in calorie è riduttivo, perché la gran parte delle molecole alimentari contenute nei semi oleosi non partecipano alla produzione di energia, ma entrano nella costituzione della formula vitale di cellule, organi e tessuti del corpo umano. Sono stati confusi ed emarginati perché ritenuti ricchi di calorie.

 

Le loro proteine non partecipano alla produzione di calore all’interno del corpo umano.

I loro lipidi sono per lo più insaturi, utilizzati per generare le membrane cellulari. La buona dose di omega 3 dei semi oleosi contribuisce a ridurre il tasso di colesterolo totale , soprattutto il colesterolo LDL (“cattivo”), alzando invece l’HDL, considerato protettore delle arterie.

I semi oleosi possono contribuire alla giusta dose giornaliera di omega 3 nelle persone che non gradiscono il pesce.

Limitata assai è la loro dose di carboidrati. Non c’è alcuna corrispondenza tra il valore delle calorie dei semi, letto nelle tabelle, e l’energia chimica (non termica) effettiva generata (ATP) all’interno del corpo umano dai nutrienti contenuti nei semi. Quindi le accuse e la emarginazione di noci, mandorle, nocciole e degli altri semi stanno risultando infondate.

 

Da sempre nella dieta mediterranea, oggi i semi sono studiati e riabilitati dalla moderna scienza della alimentazione, che mira allo studio delle loro molecole alimentari e del loro effetto sulla salute e longevità del corpo umano. La conoscenza dei semi è salute. Sempre più numerosi sono gli studi  e ricerche scientifiche sul valore

nutrizionale dei semi.

 

Saggia e sana scelta mangiare ogni giorno una porzione di 20 grammi dei semi più graditi o  direttamente oppure assieme in altri alimenti come verdure, yogurt,  crema Budwig…,invece di assumere integratori chimici, artificiali, così tanto di moda.

 

SEMI INTEGRATORI NATURALI

 

I semi sono veri integratori naturali, sono alimenti vivi perché dal seme nasce una nuova pianta.

Il vantaggio è che sono più attivi, i semi agiscono come complessi molecolari vegetali. Cioè tutte le molecole presenti in un seme interagiscono tra loro per dare la vita ad una nuova pianta. Così all’interno del corpo umano tutte le molecole nutrienti dei semi interagiscono tra loro e le nostre cellule. Il valore nutrizionale di un seme è superiore alle sue singole componenti.

L’insieme delle molecole del seme agisce con maggiore efficacia rispetto ad una sua singola componente.

 

Ciascun seme ha la sua carta di identità nutrizionale.

– I semi di girasole sono i più ricchi in proteine e in aminoacidi essenziali. Meglio mangiare il seme del girasole che assumere il suo olio.

– I pinoli sono un concentrato di aminoacidi ramificati (valina, leucina ed isoleucina) molto indicati a chi fa attività sportiva ed agonistica.

– Le mandorle sono indicate per l’igiene e benessere intestinale, per migliorare il tono dell’umore grazie ai suoi acidi grassi insaturi, fenilalanina e triptofano.

– Le noci sono indicate a chi ha patologie vascolari, a chi ha il colesterolo e trigliceridi nel sangue elevati.

– Per una migliore funzionalità intestinale sono consigliati i semi di chia per la ricchezza in fibra idrosolubile.

– Le arachidi non salate per ottenere un stato di maggiore relax, in particolare alla sera, dopo cena.

 

I semi oleosi sono anche importanti fonti di vitamina E (antiossidante) e di vitamine del gruppo B: in particolare, ricordiamo la B6 fondamentale per il sistema nervoso e la digestione, la B1, che assicura la salute del cuore, la B3 che contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.

 

I semi ci assicurano anche buone quantità di magnesio, minerale attivo nel processo del metabolismo energetico; altri minerali zinco, selenio, potassio e calcio, manganese, rame. I semi oleosi svolgono una azione primaria anti aterosclerosi e anti trombosi. La dose consigliata dei semi è di 20 grammi, al netto degli scarti (guscio), al giorno.

 

Autore: Prof. Pierluigi Rossi

 

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