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Scopri tutti gli alimenti che mantengono la pelle giovane

Frutti rossi e frutta secca, tè verde, curcuma, cereali integrali, cioccolato crudo fondente e semi in particolare di lino. Sono questi gli alimenti che, oltre a far parte di un’alimentazione sana, fanno bene alla pelle mantenendola più giovane grazie ai loro effetti antiossidanti.

Come spiega all’ANSA la dottoressa Maria Teresa Viviano, responsabile di Dermocosmetologia dell’Idi di Roma, il cioccolato fondente crudo è ricco di polifenoli, ha un’azione antiossidante e antiradicalica. Si trova anche in polvere, con la quale si possono realizzare dolci con farina integrale, uova e zucchero grezzo. Inoltre, il germe di grano, in pane e pasta integrale, ha la vitamina E  ed il te’ verde è ricco di polifenoli, in particolare l’epigallocatechingallato, con azione anti tumorale e anti-infiammatoria. Ha un’azione drenante sul microcircolo e può essere utilizzato per lo schiarimento naturale delle occhiaie grazie a un’azione data dalla vitamina k.

 

La curcuma ha un’azione antinfiammatoria però, sottolinea Viviano, ha il difetto di essere poco assimilabile. Per assorbirla si può accostare a olio d’oliva, avocado, salmone. Si attiva con piatti caldi, come zuppa di legumi o uova.

In base all’età, poi, la pelle, necessita di cure diverse. Nei giovani, più soggetti ad acne e dermatite seborroica, è consigliato evitare carboidrati raffinati, ridurre i latticini e no agli integratori per lo sport e agli energy drink. In età adulta, l’ideale e’ una dieta ricca di vitamina E. Via libera alle mandorle, all’avocado e agli spinaci. Anche la vitamina C è utile e la si può trovare in kiwi, fragole, pomodori, peperoni. Ottimi anche gli omega 3 del pesce azzurro e i carotenoidi, come carote, zucca, albicocche e il licopene del pomodoro, che hanno un effetto di stimolo sul collagene.

Per la pelle matura luteina e reaxantina proteggono la pelle esposta al sole e aiutano a prevenire le macchie: si possono trovare in kiwi, uva, cavoli spinaci, zucchine.

Fonte:Redazione Informasalus.it

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I benefici degli antiossidanti e dove possiamo trovarli

Sono molecole in grado di difendere l’organismo dall’azione dei radicali liberi, ovvero le particelle formate durante il metabolismo cellulare nella trasformazione dei nutrienti in energia, ma possono essere generate anche da:una prolungata esposizione ai raggi Uv ,fumo di sigaretta, inquinamento atmosferico,additivi e sostanze tossiche presenti negli alimenti o sviluppate durante la loro cottura.

I radicali liberi:

accelerano i processi di invecchiamento cellulare (un esempio su tutti, la pelle frequentemente esposta al sole);

agiscono negativamente sul corretto funzionamento del sistema immunitario;

favoriscono l’insorgenza di numerose malattie comuni, ma anche patologie neurodegenerative (malattia di Parkinson, Alzheimer), cardiovascolari (aterosclerosi) e tumorali.

Assumere una buona dose di antiossidanti è uno dei metodi migliori per fare prevenzione e combattere lo stress ossidativo. La concentrazione degli antiossidanti varia da cibo a cibo, anche in funzione di come vengono cotti e conservati.

 

Quantità necessarie di antiossidanti

Per soddisfare il fabbisogno di antiossidanti di una persona, con un contributo d’energia che rispetta il bilancio energetico, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di assumere quotidianamente 2 porzioni di frutta e almeno 3 di verdura di colori diversi, visto che gli antiossidanti sono i diretti responsabili della colorazione dei vegetali.

La necessità di antiossidanti aumenta in caso di attività fisica intensa e frequente o sport, in particolare quello agonistico, perché la maggiore richiesta di energia aumenta lo stress ossidativo.

Dove si trovano gli antiossidanti

limoni, mandarini, arance, pompelmi, melone, albicocche, pesche, nespole, zucca, carote, peperoni (flavonoidi, carotenoidi e vitamina C).

peperoni, pomodori, rape, ravanelli, barbabietole, anguria, arance rosse, ciliegie, fragole (licopene e antocianine).

aglio, cavolfiore, cipolla, finocchio, mele, pere, porri, sedano (  polifenoli, flavonoidi, potassio, vitamina C, selenio.)

melanzane, radicchio, fichi, frutti di bosco, susine, uva nera, (antocianine, carotenoidi, vitamina C, potassio e magnesio).

asparagi, agretti, basilico, bieta, broccoli, cavoli, carciofi, cetrioli, cicoria, lattuga, rucola, prezzemolo, spinaci, zucchine, kiwi, (clorofilla, carotenoidi, magnesio, vitamina C, acido folico e luteina).

Oltre a frutta e verdura, gli alimenti che apportano più antiossidanti, in rapporto al peso, sono le erbe aromatiche (origano, rosmarino, timo, salvia e basilico), le spezie (cannella, curcuma, bacche di vaniglia essiccate, pepe e noce moscata, curry), la rosa canina, il cacao amaro e il cioccolato fondente. Ricca di antiossidanti è anche la frutta secca, soprattutto le noci pecan. Considerando invece la frutta fresca, i frutti di bosco, la melagrana, le mele, le ciliegie e i fichi apportano ottime quantità di antiossidanti. Tra la verdura, i vegetali che ne sono più ricchi sono i carciofi e la famiglia delle Crucifere: broccoli, cavoli.  Non indifferente è il valore delle leguminose, soprattutto i fagioli rossi (azuki). Antiossidanti essenziali come zinco, selenio e vitamina A si trovano anche in alimenti di origine animale come il latte.

Dal momento in cui la frutta e la verdura vengono raccolte inizia la deperibilità degli antiossidanti, in particolare di alcune vitamine idrosolubili come la C, che è fotosensibile e termosensibile. C’è una sostanziale differenza tra una verdura raccolta nell’orto e una comprata al supermercato: si consiglia di quindi di preferire sempre frutta e verdura di stagione, possibilmente a chilometro zero. La maggior quantità di antiossidanti è disponibile quando il vegetale è maturo.

L’industria alimentare che prepara la verdura e la frutta segue logiche industriali che spesso non favoriscono la presenza dei nutrienti, che viene dispersa. La stessa cosa avviene quando prepariamo gli alimenti in casa. La bollitura dissolve nell’acqua gran parte dei minerali e delle vitamine idrosolubili, le temperature del forno o del fritto possono far deteriorare alcuni antiossidanti ed anche formare sostanze tossiche che daranno radicali liberi. Per cui privilegiare cotture rapide, a vapore o con pentola a pressione, e possibilmente utilizzare anche l’acqua di cottura nel caso di minestroni o risotti. La frutta è preferibile mangiarla cruda, con la buccia ben lavata, o tagliata, e consumata subito. Le spremute di arancia o i frullati a base di altri frutti che contengono molta vitamina C, come kiwi e fragole, è bene berli subito dopo averli preparati per evitare che la luce e l’acqua deteriorino la vitamina.

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Luteina: proprietà e benefici

Scopriamo di cosa si tratta, quali sono le sue proprietà e quali benefici è possibile ricavare dalla sua assunzione

La luteina è un carotenoide. Dal punto di vista chimico, quindi, è correlata a molecole come il beta-carotene e la vitamina A. La sua funzione principale è però quella di agire come filtro della luce che entra nell’occhio. protegge l’occhio dai danni dovuti all’esposizione alle radiazioni ultraviolette e presenti nei raggi solari e alla luce blu.

Insieme alla zeaxantina (un altro carotenoide) compone il pigmento presente nella zona della retina in cui si forma l’immagine osservata (la macula). Rispetto alla ze. axantina, però, è più concentrata nelle aree più periferiche della retina. Un’assunzione adeguata di luteina e di zeaxantina favorisce buone capacità visive e protegge da due importanti cause di perdita della vista: la degenerazione maculare senile e la cataratta.

L’organismo umano non è in grado di sintetizzare la luteina; per questo deve essere assunta con l’alimentazione. Fra i cibi più ricchi di questo carotenoide sono inclusi i vegetali a foglia verde (come il cavolo nero, gli spinaci, la lattuga, i cavolini di Bruxelles e i broccoli) il cui contenuto di luteina può variare tra il 15 e il 47% circa, ma non solo.

 

La quota di luteina è infatti pari al 54% nel kiwi e al 60% nel mais, e anche fra gli alimenti di origine animale se ne trova un’ottima fonte: il tuorlo d’uovo, con un contenuto pari a quello del kiwi. Altre possibili fonti di luteina sono: l’uva, l’anguria, il melone d’inverno, il succo d’arancia, la mela “Red Delicious,i cipollotti, il sedano, le zucchine, la zucca, il peperone verde, i fagiolini, i piselli. mandorle, noci, pistacchi, arachidi

La luteina può essere assunta anche sotto forma di integratori alimentari; è però necessario ricordare che:

il suo assorbimento è migliore se viene assunta con un pasto ricco di grassi;

l’assunzione contemporanea di beta-carotene può ridurre l’assorbimento di luteina;

l’assunzione contemporanea di vitamina E può ridurre l’assorbimento e l’efficacia di quest’ultima;

il suo assorbimento può essere ridotto in caso di fibrosi cistica.

 

In generale, secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) la dose di luteina sicura è di 1 mg per kg di peso corporeo al giorno, fatta eccezione per i fumatori, che non dovrebbero superare i 10 mg al giorno.

Inoltre, l’assunzione di dosi elevate di luteina può portare a ingiallimenti della pelle. Il problema è reversibile, ma per evitarlo alla radice è bene non superare un dosaggio di 14 mg al giorno per periodi superiori a 2-5 mesi.

 

Per quanto riguarda le possibili controindicazioni, alcuni dati suggeriscono che livelli ematici elevati di luteina siano associati a un lieve aumento del rischio di tumori della pelle in persone ad alto rischio che hanno una storia di tumori della pelle.

L’assunzione di luteina sotto forma di integratori dovrebbe essere non più di 6 mg al giorno.

 

 

A Giacomo Abbuzzese, oculista, che vede sempre nuovi mondi !

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Pelle: i 7 alimenti per renderla perfetta

Cioccolato crudo fondente, frutti rossi, semi in particolare di lino, cereali integrali, curcuma, tè verde e frutta secca. Per mantenere la pelle bella sono questi i 7 alimenti che non devono mai mancare dalla tavola. A suggerirlo è Maria Teresa Viviano, responsabile di Dermocosmetologia dell’Idi di Roma. In generale, alla pelle fa bene un’alimentazione con pochi cibi che possono provocare infiammazione, ricca di vitamine e antiossidanti, meno di carboidrati raffinati, latticini e insaccati.

 

“Il cioccolato fondente crudo – evidenzia l’esperta – è ricco di polifenoli, ha un’azione antiossidante e antiradicalica. Si trova anche in polvere, con la quale si possono realizzare dolci con farina integrale, uova e zucchero grezzo”. Il germe di grano, in pane e pasta integrale, ha la vitamina E, e il tè verde è ricco di polifenoli, in particolare l’epigallocatechingallato, con azione anti tumorale e anti- infiammatoria. Ha un’azione drenante sul microcircolo e può essere utilizzato per lo schiarimento naturale delle occhiaie grazie a un’azione data dalla vitamina K.  La curcuma ha un’azione antinfiammatoria. “Ha il problema però – sottolinea Viviano – di essere poco assimilabile. Per assorbirla si può accostare a olio d’oliva, avocado, salmone. E si attiva con piatti caldi, come zuppa di legumi o uova”.

 

Infine, la pelle, in base all’età ha bisogno di cure diverse. Nei giovani, più soggetti ad acne e dermatite seborroica, meglio evitare carboidrati raffinati, ridurre i latticini e no agli integratori per lo sport e agli energy drink. In età adulta, l’ideale è una dieta ricca di vitamina E. Via libera alle mandorle, all’avocado e agli spinaci. Anche la vitamina C serve, e la si può trovare in kiwi, fragole, pomodori, peperoni. Ottimi anche gli e i carotenoidi, come carote, zucca, albicocche e il licopene del pomodoro, che hanno un effetto di stimolo sul collagene. Per la pelle matura luteina e reaxantina proteggono la pelle esposta al Sole e aiutano a prevenire le macchie: si trovano in kiwi, uva, cavoli spinaci, zucchine.

Fonte Nutri e Previeni

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Le uova amplificano i benefici delle verdure

uovaLe uova sempre additate per l’alto contenuto di colesterolo e pertanto spesso allontanate dai nostri menù, vivono ora un momento di ‘gloria’ grazie ad un recente studio americano condotto da un gruppo di ricercatori della Purdue University, negli Usa.

Lo studio ha coinvolto 16 uomini in condizioni fisiologiche. Questi sono stati invitati a consumare tre tipi diversi di insalate. Tutte prevedevano una base comune composta da carote,pomodori, spinaci, lattuga romana e bacche di goji. La differenza era rappresentata dall’uovo infatti in una si chiedeva aggiungere 1 uovo, nell’altra 1 uovo e mezzo fino a 3 uova strapazzate e in una nulla.

Dall’analisi dei dati è emerso che coloro che avevano mangiato la quantità maggiore di uova hanno registrato un assorbimento dei carotenoidi maggiore da tre a nove volte. I carotenoidi presenti nell’insalata erano il beta-carotene, l’alfa-carotene, il licopene, la luteina e la zeaxantina.

In particolare, lo studio ha dimostrato che tre uova intere hanno contribuito al 10% della luteina totale consumata e il 14% della zeaxantina totale consumata, mentre gli altri tre tipi di carotenoidi secondo gli studiosi sono stati ricavati esclusivamente dall’insalata.

“Tale aumento è di notevole importanza perchè un incremento significativo di nutrienti assorbiti dalle verdure, in particolar modo i carotenoidi, permette di incidere positivamente sulla prevenzione di alcune malattie quali cancro e patologie cardiovascolari. Sappiamo che le principali fonti di carotenoidi sono pomodori, lattuga e carote ma lo studio ha evidenziato che l’aggiunta di uovo permette il loro migliore assorbimento

fonte :Funiber

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