• Lun - Ven dalle 9:00 a 19:00

  • Via Atto Vannucci, 13 - 50134 Firenze

  • 348 6936286 - 055 241106

Bye bye pancia gonfia: stop ai cibi che fermentano.

Quello che è un problema quotidiano per almeno il 20% della popolazione italiana, circa 12 milioni di persone, arrivando a comprometterne la qualità di vita, può essere risolto con una dieta personalizzata in cui si eliminano i cibi che fermentano troppo nell’organismo di cui fanno parte quelli contenenti oligosaccaridi, tipo i legumi, alcune verdure (come carciofi, broccoli, aglio), frutta (come cachi e anguria) e cereali (frumento e segale), alcuni elementi come fruttosio (come mela, pere, pesche, mango), lattosio (latte e formaggi morbidi e freschi), e infine ciliegie, susine), polioli contenuti in frutta (come ciliegie, susine), verdura (come cavolfiori, funghi) e dolcificanti (mannitolo, sorbitolo e xilitolo). A dimostrarlo è una ricerca tutta italiana, in cui per la prima volta una dieta è sottoposta a uno studio scientifico come quelli per valutare i farmaci, che ha dimostrato che un regime alimentare personalizzato permette dei miglioramenti sulla salute complessiva dei pazienti, evitando alimenti ad alta capacità fermentativa.

 

Dalla ricerca è emerso il 40% in meno di giorni di pancia gonfia dopo un mese in chi ha seguito la dieta, una diminuzione del gonfiore del 50% che, dopo 16 mesi, raggiunge il 66% e il dolore addominale che diminuisce del 40% già dopo un mese e la sua percezione è più che dimezzata anche dopo 16 mesi (-56,6%, contro il -10% della dieta dei controlli).

I dati sono stati già oggetto di discussione alla ‘Digestive Disease Week’ di Washington. “La fermentazione dei cibi, in certe persone predisposte può determinare un accumulo di gas che, insieme a un concomitante maggior afflusso di acqua, causano una distensione del lume intestinale. Questo, complice l’ipersensibilità che caratterizza tali soggetti, causa distensione e dolore addominale”. La creazione di una dieta tanto complessa richiede l’esperienza di un medico competente in materia.

 

C’è però qualche consiglio immediato alla portata di tutti che arriva dagli esperti: 1) Scegliere tra i cereali, il farro e i prodotti senza glutine; 2) Preferire i formaggi duri e stagionati, e il latte delattosato, di soia o di riso; 3) Mettere nel piatto sempre la frutta e in particolare la banana, il mirtillo, il pompelmo, il kiwi, il mandarino, il limone, l’arancia, l’uva, il lampone, la fragola; 4)Spazio alla verdura in particolare il sedano, i peperoni, le melanzane, la lattuga, i fagiolini e la zucca; 5) Mangiare il pomodoro ricco di licopene; 6) Come dolcificanti preferire saccarosio, glucosio, sciroppo d’acero e dolcificanti che non terminano in ‘-olo’. Tra i cereali, invece, meglio limitare il consumo di frumento e segale (pane, pasta, couscous, crackers, biscotti), per la frutta meglio evitare mele, pere, albicocche, ciliegie, pesche, mango, anguria, cachi, susine, prugna. Per quanto riguarda i dolcificanti limitare miele, fruttosio e sciroppo di mais, sorbitolo, mannitolo, xilitolo; tra latte e formaggi evitare quelli morbidi e freschi (come la ricotta), tra le verdure carciofi, asparagi, barbabietole, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolo, cavolfiore, finocchio, aglio, scalogno, funghi, piselli. Tra i legumi ceci, lenticchie, fagioli, fave.

fonte :Nutri & Previeni

 

Tags:
Categories:

I benefici degli antiossidanti e dove possiamo trovarli

Sono molecole in grado di difendere l’organismo dall’azione dei radicali liberi, ovvero le particelle formate durante il metabolismo cellulare nella trasformazione dei nutrienti in energia, ma possono essere generate anche da:una prolungata esposizione ai raggi Uv ,fumo di sigaretta, inquinamento atmosferico,additivi e sostanze tossiche presenti negli alimenti o sviluppate durante la loro cottura.

I radicali liberi:

accelerano i processi di invecchiamento cellulare (un esempio su tutti, la pelle frequentemente esposta al sole);

agiscono negativamente sul corretto funzionamento del sistema immunitario;

favoriscono l’insorgenza di numerose malattie comuni, ma anche patologie neurodegenerative (malattia di Parkinson, Alzheimer), cardiovascolari (aterosclerosi) e tumorali.

Assumere una buona dose di antiossidanti è uno dei metodi migliori per fare prevenzione e combattere lo stress ossidativo. La concentrazione degli antiossidanti varia da cibo a cibo, anche in funzione di come vengono cotti e conservati.

 

Quantità necessarie di antiossidanti

Per soddisfare il fabbisogno di antiossidanti di una persona, con un contributo d’energia che rispetta il bilancio energetico, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di assumere quotidianamente 2 porzioni di frutta e almeno 3 di verdura di colori diversi, visto che gli antiossidanti sono i diretti responsabili della colorazione dei vegetali.

La necessità di antiossidanti aumenta in caso di attività fisica intensa e frequente o sport, in particolare quello agonistico, perché la maggiore richiesta di energia aumenta lo stress ossidativo.

Dove si trovano gli antiossidanti

limoni, mandarini, arance, pompelmi, melone, albicocche, pesche, nespole, zucca, carote, peperoni (flavonoidi, carotenoidi e vitamina C).

peperoni, pomodori, rape, ravanelli, barbabietole, anguria, arance rosse, ciliegie, fragole (licopene e antocianine).

aglio, cavolfiore, cipolla, finocchio, mele, pere, porri, sedano (  polifenoli, flavonoidi, potassio, vitamina C, selenio.)

melanzane, radicchio, fichi, frutti di bosco, susine, uva nera, (antocianine, carotenoidi, vitamina C, potassio e magnesio).

asparagi, agretti, basilico, bieta, broccoli, cavoli, carciofi, cetrioli, cicoria, lattuga, rucola, prezzemolo, spinaci, zucchine, kiwi, (clorofilla, carotenoidi, magnesio, vitamina C, acido folico e luteina).

Oltre a frutta e verdura, gli alimenti che apportano più antiossidanti, in rapporto al peso, sono le erbe aromatiche (origano, rosmarino, timo, salvia e basilico), le spezie (cannella, curcuma, bacche di vaniglia essiccate, pepe e noce moscata, curry), la rosa canina, il cacao amaro e il cioccolato fondente. Ricca di antiossidanti è anche la frutta secca, soprattutto le noci pecan. Considerando invece la frutta fresca, i frutti di bosco, la melagrana, le mele, le ciliegie e i fichi apportano ottime quantità di antiossidanti. Tra la verdura, i vegetali che ne sono più ricchi sono i carciofi e la famiglia delle Crucifere: broccoli, cavoli.  Non indifferente è il valore delle leguminose, soprattutto i fagioli rossi (azuki). Antiossidanti essenziali come zinco, selenio e vitamina A si trovano anche in alimenti di origine animale come il latte.

Dal momento in cui la frutta e la verdura vengono raccolte inizia la deperibilità degli antiossidanti, in particolare di alcune vitamine idrosolubili come la C, che è fotosensibile e termosensibile. C’è una sostanziale differenza tra una verdura raccolta nell’orto e una comprata al supermercato: si consiglia di quindi di preferire sempre frutta e verdura di stagione, possibilmente a chilometro zero. La maggior quantità di antiossidanti è disponibile quando il vegetale è maturo.

L’industria alimentare che prepara la verdura e la frutta segue logiche industriali che spesso non favoriscono la presenza dei nutrienti, che viene dispersa. La stessa cosa avviene quando prepariamo gli alimenti in casa. La bollitura dissolve nell’acqua gran parte dei minerali e delle vitamine idrosolubili, le temperature del forno o del fritto possono far deteriorare alcuni antiossidanti ed anche formare sostanze tossiche che daranno radicali liberi. Per cui privilegiare cotture rapide, a vapore o con pentola a pressione, e possibilmente utilizzare anche l’acqua di cottura nel caso di minestroni o risotti. La frutta è preferibile mangiarla cruda, con la buccia ben lavata, o tagliata, e consumata subito. Le spremute di arancia o i frullati a base di altri frutti che contengono molta vitamina C, come kiwi e fragole, è bene berli subito dopo averli preparati per evitare che la luce e l’acqua deteriorino la vitamina.

Tags:
Categories:

I rimedi naturali contro le allergie primaverili

alleTorna la primavera e, con la bella stagione, per molti arrivano anche le allergie . contrastarne i sintomi alcuni rimedi naturali  sono molto utili a contenere il rilascio di istamina da parte del nostro organismo. L’istamina è una proteina che viene prodotta nel momento in cui il corpo si trova a contatto con un allergene, provocando reazioni come naso che cola, occhi arrossati e eritemi.

Un vero e proprio antistaminico naturale è rappresentato dalla vitamina C . Tra gli alimenti più ricchi di vitamina C troviamo arance, peperoni, carote, pompelmo, kiwi, pomodori, broccoli, cavolfiori, fragole, spinaci, limoni,  lattuga e banane.

Anche i flavonoidi, in particolare la quercitina, rappresentano degli antistaminici naturali che aiutano l’organismo a prevenire il rilascio di istamina e di altri composti che possono provocare infiammazioni ed allergie. Sono considerate buone fonti di quercitina : gli agrumi, le cipolle, le mele, il prezzemolo, i pomodori, i broccoli, i legumi e la lattuga.
Utili in caso di allergia sono poi alcune erbe aromatiche poiché ricche di componenti in grado di prevenire o di ridurre il rilascio di istamina. Tra queste lo zenzero, la camomilla, l’echinacea, il basilico, il finocchio, l’aglio, la radice di liquirizia, il ginkgo biloba e l’alga spirulina.
Un vero e proprio antistaminico naturale è poi il ribes nigrum ricco di vitamina C e utile per rafforzare il sistema immunitario.
Anche il  the verde , per il suo contenuto di quercitina e di catechina contribuisce a prevenire e a ridurre il rilascio di istamina.
Particolarmente efficace contro le allergie stagionali è poi l’ aceto di mele ,che rappresenta un rimedio curativo ed un antistaminico naturale di facile assunzione: due cucchiaini di aceto di mele possono essere diluiti in un bicchiere d’acqua.
Agli acidi grassi essenziali omega 3  ,viene riconosciuta infine la capacità di ridurre le reazioni allergiche attraverso le loro proprietà antinfiammatorie. Importanti fonti di omega 3 sono i semi di canapa e l’olio di semi di lino.

fonte: Redazione Informasalus

Tags:
Categories:

Luteina: proprietà e benefici

Scopriamo di cosa si tratta, quali sono le sue proprietà e quali benefici è possibile ricavare dalla sua assunzione

La luteina è un carotenoide. Dal punto di vista chimico, quindi, è correlata a molecole come il beta-carotene e la vitamina A. La sua funzione principale è però quella di agire come filtro della luce che entra nell’occhio. protegge l’occhio dai danni dovuti all’esposizione alle radiazioni ultraviolette e presenti nei raggi solari e alla luce blu.

Insieme alla zeaxantina (un altro carotenoide) compone il pigmento presente nella zona della retina in cui si forma l’immagine osservata (la macula). Rispetto alla ze. axantina, però, è più concentrata nelle aree più periferiche della retina. Un’assunzione adeguata di luteina e di zeaxantina favorisce buone capacità visive e protegge da due importanti cause di perdita della vista: la degenerazione maculare senile e la cataratta.

L’organismo umano non è in grado di sintetizzare la luteina; per questo deve essere assunta con l’alimentazione. Fra i cibi più ricchi di questo carotenoide sono inclusi i vegetali a foglia verde (come il cavolo nero, gli spinaci, la lattuga, i cavolini di Bruxelles e i broccoli) il cui contenuto di luteina può variare tra il 15 e il 47% circa, ma non solo.

 

La quota di luteina è infatti pari al 54% nel kiwi e al 60% nel mais, e anche fra gli alimenti di origine animale se ne trova un’ottima fonte: il tuorlo d’uovo, con un contenuto pari a quello del kiwi. Altre possibili fonti di luteina sono: l’uva, l’anguria, il melone d’inverno, il succo d’arancia, la mela “Red Delicious,i cipollotti, il sedano, le zucchine, la zucca, il peperone verde, i fagiolini, i piselli. mandorle, noci, pistacchi, arachidi

La luteina può essere assunta anche sotto forma di integratori alimentari; è però necessario ricordare che:

il suo assorbimento è migliore se viene assunta con un pasto ricco di grassi;

l’assunzione contemporanea di beta-carotene può ridurre l’assorbimento di luteina;

l’assunzione contemporanea di vitamina E può ridurre l’assorbimento e l’efficacia di quest’ultima;

il suo assorbimento può essere ridotto in caso di fibrosi cistica.

 

In generale, secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) la dose di luteina sicura è di 1 mg per kg di peso corporeo al giorno, fatta eccezione per i fumatori, che non dovrebbero superare i 10 mg al giorno.

Inoltre, l’assunzione di dosi elevate di luteina può portare a ingiallimenti della pelle. Il problema è reversibile, ma per evitarlo alla radice è bene non superare un dosaggio di 14 mg al giorno per periodi superiori a 2-5 mesi.

 

Per quanto riguarda le possibili controindicazioni, alcuni dati suggeriscono che livelli ematici elevati di luteina siano associati a un lieve aumento del rischio di tumori della pelle in persone ad alto rischio che hanno una storia di tumori della pelle.

L’assunzione di luteina sotto forma di integratori dovrebbe essere non più di 6 mg al giorno.

 

 

A Giacomo Abbuzzese, oculista, che vede sempre nuovi mondi !

Tags:
Categories:

Evviva i broccoli !

OLYMPUS DIGITAL CAMERASecondo un gruppo di studiosi dell’Institute of Food Esearch Di Norwich (Regno Unito), per le qualità in essi contenuti i broccoli sono in grado di conservare in salute i mitocondri, cioè le batterie delle nostre cellule tenendole per più tempo ,giovani e forti e contenendo così il pericolo di problemi di salute, come cancro e malattie cardiache. I soggetti implicati nella ricerca sono stati distribuiti in due gruppi. :il primo ha seguito un’alimentazione che prevedeva il consumo di broccoli tutti i giorni,  il secondo utilizzava una dieta a base di un super-broccolo contenente un quantitativo aumentato di glucorafanina, mentre al terzo gruppo non era somministrato il peculiare tipo di vegetale. I ricercatori hanno quindi scoperto che la glucorafanina dei super-broccoli porta a trasformazioni positive nelle molteplici reazioni chimiche che hanno luogo all’interno dei mitocondri, le ‘batterie’ nelle cellule, mantenendole giovani e in salute più a lungo, e che gli stessi benefici possono essere ottenuti mangiando i broccoli comuni. Secondo altri studi risulta che il sulforafano ,derivante dalla digestione della glucorafanina ,presente in ortaggi della famiglia delle crucifere come cavoli ,cavoletti e broccoli è in grado di contrastare l’enzima che provoca il danneggiamento delle cartilagini e delle articolazioni.

 

 

Tags:
Categories: