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Farina di lenticchie rosse: una soluzione gluten free e ricca di antiossidanti.

Il mondo delle farine gluten free è davvero ricco di soluzioni interessanti. Quando arriva la diagnosi di celiachia non è davvero il caso di disperarsi, dal momento che, come dimostra l’esistenza della farina di lenticchie rosse, le alternative per cucinare in maniera gustosa ci sono.

La farina di lenticchie rosse è una soluzione congeniale al proposito. A differenza di quella a base di frumento non contiene glutine. Caratterizzata da benefici molto importanti, contiene un’ottima quantità di sostanze antiossidanti. Assumerla significa infatti lavorare bene dal punto di vista della prevenzione del tumore.

Sceglierla significa anche migliorare l’apporto di un minerale come il ferro, un principio nutritivo molto importante per la formazione dei globuli rossi. Le lenticchie rosse sono anche una fonte di acido folico. Questa sostanza è decisiva per favorire la fertilità e per il corretto sviluppo del feto.

Proprietà della farina di lenticchie rosse, eccellente fonte di fibre

La farina di lenticchie rosse non è solo un punto di riferimento importantissimo per chi deve cucinare gluten free. Ricchissima di fibre, è perfetta per tenere sotto controllo la regolarità intestinale e per evitare di mangiare fuori pasto per via dei picchi glicemici.

 

Le fibre contribuiscono inoltre al raggiungimento della sazietà. Non c’è storia: la farina di lenticchie rosse è decisiva anche per quanto riguarda il mantenimento della forma fisica. La cucina per i celiaci è un mondo da scoprire che, come dimostra questo caso, può anche affascinare le numerose soluzioni disponibili e per la possibilità di guardare in maniera globale alla propria salute.

 

Dove si può trovare la farina di lenticchie rosse?

La farina di lenticchie rosse, a differenza di altre farine gluten free, è difficile da trovare sia nei piccoli punti vendita sia nella grande distribuzione. Ecco perché può essere utile avere qualche idea su come prepararla. Il punto di partenza al proposito sono le lenticchie rosse essiccate. Molto utile a questo punto è il robot da cucina, che serve per triturare le lenticchie.

 

In questo modo è anche possibile ottimizzare il costo e coniugare cucina sana e attenzione al risparmio domestico. Fantastico, vero? Il mondo della cucina ci riserva davvero tantissime sorprese e la farina di lenticchie rosse è una delle tante! A questo punto non resta che provarla per una focaccia o una torta!

 

Tiziana Colombo

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Anemia e dieta vegetariana

Esistono varie forme di anemia che riguardano diverse tipologie di valori insufficienti dell’emoglobina. Scopriamo quali alimenti della dieta vegetariana sono in grado di apportare buone quantità di ferro.

Una delle principali funzioni del sangue è il trasporto dell’ossigeno dai polmoni, dove viene captato dall’aria inspirata, ai tessuti, dove viene consumato dalle cellule durante i processi vitali che in esse si svolgono.  Il trasporto dell’ossigeno viene effettuato dai globuli rossi, e più precisamente dall’emoglobina in essi contenuta e che lega la molecola dell’ossigeno. L’anemia, dunque, è una condizione morbosa caratterizzata dalla riduzione del patrimonio emoglobinico dell’organismo o, più semplicemente, della concentrazione dell’emoglobina nel sangue circolante.  L’anemia è certamente una delle condizioni morbose più diffuse nel mondo. Essendo il ferro un componente fondamentale della molecola dell’emoglobina, la mancanza di ferro è una delle cause più frequenti di anemia la cui carenza ha una prevalenza elevata anche nei Paesi occidentali.  I gruppi della popolazione più a rischio sono i bambini e gli adolescenti, le donne in età fertile e le persone anziane. Durante la crescita, i giovani hanno bisogno di molto ferro per espandere le masse corporee e questo contrasta spesso con un apporto dietetico inadeguato.  Le donne in età fertile sono a rischio elevato di carenza non solo per le perdite mestruali, ma anche per le gravidanze, ciascuna delle quali richiede mediamente circa 700 mg di ferro.  Le emorragie, spesso occulte, a carico del tubo digerente sono la causa più frequente di carenza nelle persone anziane. Esistono differenti forme di anemia, non tutte responsive al trattamento nutrizionale. Tra quelle che lo sono, la più comune è l’anemia sideropenica (anemia cronica caratterizzata da globuli rossi piccoli e pallidi e da riduzione di ferro) e l’anemia da malassorbimento di vitamina B12, tra le cui principali cause troviamo: dieta inadeguata, malassorbimento, aumentata richiesta e/o aumentata secrezione.

Troviamo, infine, anche forme di anemia da carenza di acido folico (anemia macrocitica). Anemia e scelte alimentari. Nella prevenzione dell’anemia è indispensabile un’alimentazione ricca di ferro, acido folico e vitamina B12.  Generalmente, però, è difficile con la sola alimentazione assumere una quantità di ferro sufficiente al ripristino delle scorte, quindi non si può contare solo sull’apporto alimentare nel caso in cui la diagnosi di sideropenia sia già certa.  Una volta ripristinate le scorte mediante supplementazione, sarà più facile mantenerle con una adeguata alimentazione. E’ per questo che risulta importante studiare con un medico specialista o un nutrizionista la dieta specifica per la propria condizione di anemia. Il ferro nella dieta vegetariana. Il ferro che si trova negli alimenti di origine animale è il ferro eme che viene assorbito più facilmente dal nostro intestino.  Negli alimenti di origine vegetale troviamo il ferro non eme, il cui assorbimento è favorito dall’assunzione di vitamina C all’interno dello stesso pasto (assorbimento di ferro non-eme esaltato fino a 6 volte).  In generale, l’assorbimento del ferro è influenzato positivamente da tutti gli alimenti che, stimolando le secrezioni dello stomaco, contribuiscono a mantenere elevata l’acidità dell’ambiente digestivo: anche la vitamina A, il complesso B, il rame e la cisteina sono in grado di far assorbire di 2 o 3 volte in più il ferro non eme presente nella verdura.  A parità di biodisponibilità (assimilazione più lenta e difficile), il ferro da fonti proteiche come la carne è consigliabile maggiormente in questi pazienti, ma se l’anemia è di grado modesto e non richiede trasfusioni (prima è fondamentale capirne la causa), è possibile assumere una dieta equilibrata a base di cibi vegetali.  Alimenti più ricchi di ferro sono i legumi -100 g di fagioli, ad esempio, possono contenerne fino a 9 mg contro i 4 scarsi della carne di cavallo – cereali in chicco e alcune verdure come rucola e radicchio, ma non spinaci!  Il processo di assorbimento del ferro non eme può essere aiutato da piccoli accorgimenti: ammollando cereali e legumi prima della cottura o evitando di abbinare alimenti ricchi di ferro con caffè, tè, latte e derivati poiché sia il calcio che i tannini, ossalati e le stesse fibre ne rallentano e riducono l’assorbimento.  Per questo le bevande contenenti caffè, tè, latte dovrebbero perciò essere assunti alcune ore prima di un pasto ricco di ferro.

Ecco una lista degli alimenti vegetariani/vegani che apportano buone quantità di ferro: > 1 tazza di soia cotta apporta 8,8 mg di ferro; > 1 tazza di lenticchie cotte apporta 6,6 mg di ferro;  > la quinoa cotta apporta 6,3 mg di ferro; > 1 tazza di cardo cotto apporta 4 mg di ferro;  > ¼ di tazza di anacardi apporta 2 mg di ferro.

 

 

 

Bibliografia: Anderson BM RS Gibson and JH Sabry The iron and zinc status of long-term vegetarian women, Am J Clin Nutr 1981 Jun;34(6):1042-1048.Latta D, Liebman M Iron and zinc status of vegetarian and non-vegetarian males, Nutr Rep Int 1984;30:141-149.Helman AD, Darnton-Hill I Vitamin and iron status in new vegetarians, Am J Clin Nutr 1987 Apr;45(4):785-789.

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IL FINOCCHIO

finocchioPoche calorie e tante proprietà benefiche. Il finocchio aiuta a mantenersi in forma e fa bene alla salute. Una porzione di finocchio crudo da circa 200 grammi contiene 70 calorie, tracce di grassi e 0 milligrammi di colesterolo, oltre a 1,7 grammi di carboidrati.
Tra le vitamine contenute in questo ortaggio, la vitamina C è quella maggiormente rappresentata, seguita dalla A (6% del fabbisogno giornaliero in 200 grammi di finocchio) e al 5% di vitamina B 6, oltre all’acido folico e alla vitamina K.
Le vitamine A e C hanno entrambe potere antiossidante in grado di preservare le cellule dai danni dei radicali liberi; la vitamina B 6 è importante per l’integrità del sistema nervoso e indispensabile per la sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore “del benessere”; l’acido folico è fondamentale per la salute del nascituro e svolge un ruolo di primaria importanza nella sintesi e nella riparazione del Dna cellulare; la vitamina K è essenziale per la salute delle ossa.
Tra i minerali sono il potassio, il calcio, il magnesio e il ferro quelli presenti in maggiori quantità.
Il potassio svolge un ruolo cruciale nel bilancio idrico, nel mantenimento della pressione sanguigna e nel regolare l’eccitabilità neuromuscolare e la ritmicità del cuore; il calcio è essenziale per la salute di denti e ossa, ma anche per il buon funzionamento del cuore e del sistema nervoso; il magnesio è importante per le attività e l’equilibrio del sistema nervoso;  il ferro favorisce la produzione di emoglobina e di globuli rossi, assicurando una corretta ossigenazione di tutti i tessuti dell’organismo.

fonte :redazione Informasalus.it

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