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Benefici dei piselli, legumi di maggio.

Composizione dei piselli

 I piselli sono legumi prodotti dalla pianta Pisum sativum della famiglia botanica delle fabacee come appunto molti altri legumi: fagioli, ceci e lenticchie.

I piselli sono quindi vegetali che vengono utilizzati sin dai tempi antichi nell’alimentazione del uomo e anche di alcuni animali.

Le testimonianze a livello storico trovano l’uso dei piselli antecedente a 5 mila anni fa.

Inoltre i piselli sono utilizzati come rimedi naturali in alcune problematiche di salute e per apportare più benessere al corpo grazie alla ricchezza dei suoi nutrienti.

Infine i piselli sono anche utilizzati nelle ricette di alcuni prodotti cosmetici per rassodare e tonificare la pelle.

Esistono molte diverse varietà di piselli che differiscono come colore, sapore e dimensione. In tutto il mondo vengono coltivati i piselli e l’Italia è uno dei maggiori produttori. I piselli vengono classificati anche per il loro portamenti che li vede divisi in piselli nani, di mezza rama, rampicanti e mangiatutto.

Vengono raccolti freschi dalla pianta intorno al mese di aprile e la produzione può continuare sino alla fine di giugno ma questo dipende dalla varietà scelta e dal clima perché il troppo caldo fa calare e ferma la produzione dei frutti.

I piselli sono i legumi più facilmente digeribili dal nostro corpo questo perché sono meno ricchi di amidi rispetto ai fagioli e ai ceci. Inoltre se continuiamo a confrontarli con i fagioli e i ceci scopriremo che il rischio di fermentazione nel intestino è molto più basso e questo evita così problemi di meteorismo o anche disagi di colite che invece i comuni legumi comportano.

Un etto di piselli freschi ha un apporto calorico di sole 52 calorie e inoltre contiene il 5,5% di proteine vegetali, 6,5% di fibre alimentari vegetali e altrettanti zuccheri con una piccola parte di grassi allo 0,6%.

La ricchezza di vitamine nei piselli è molto alta soprattutto per quanto riguarda la vitamina A, B1, B6, B9, C, K e folati.

I piselli contengono inoltre molti sali minerali come ferro, calcio, fosforo, potassio, magnesio e zinco che li rendono quindi indicati come mineralizzanti del corpo oltre che di aiuto per diversi problemi di salute.

La ricchezza di fibre permette ai piselli di agire in modo benefico nei momenti di stitichezza perché facilita il transito intestinale.

 

Proprietà e benefici dei piselli

Ottima fonte di proteine e dimagranti

I piselli sono ricchi di proteine o meglio di amminoacidi essenziali e l’origine di queste proteine è del tutto vegetale quindi può essere utilizzata anche dalle persone che hanno fatto una scelta vegetariana o vegana.

Inoltre questi legumi hanno un basso contenuto di grassi e un indice glicemico anch’esso limitatodando così la possibilità di essere mangiati da tutti compreso le persone a più rischio di diabete. Inoltre il senso di sazietà dopo aver mangiato i piselli è molto alto quindi è ottimo per chi vuole mantenere la linea o intraprende una dieta a scopo dimagrante.

L’apporto calorico è anche esso moderato e inoltre il contenuto di fibre aiuta per la motilità intestinale alleggerendoci dall’interno. I piselli quindi sono indicati per le diete ipocaloriche e per chi vuole rimanere in forma.

Antinfiammatori: amici del cuore e nemici del colesterolo

I piselli contengono principi attivi e sostanze specifiche con azione antinfiammatoria come ad esempio gli omega 3 e le vitamine A, B, C ed E.

Queste sostanze antinfiammatorie agiscono in generale abbassando lo stato infiammatorio del corpo e nello specifico sono capaci ad esempio di proteggere i vasi sanguigni e la circolazione del sangue. Inoltre il consumo regolare dei piselli aiuta a prevenire i coaguli di sangue e insieme alla capacità di abbassare i livelli di omocisteina i piselli abbassano il rischio di malattie cardiovascolari.

Inoltre la presenza della vitamina B3 è capace di ridurre la produzione dei trigliceridi e riequilibrare le percentuali di colesterolo buono e cattivo.

Sostegno per le ossa

La ricchezza di sali minerali nei piselli li rende degli ottimi integratori naturali per tali sostanze che sono indispensabili in diversi disturbi come ad esempio l’osteoporosi. In particolare le vitamine del gruppo B hanno un’azione di stimolazione del midollo e la vitamina K invece aiuta l’assorbimento del calcio da parte dell’apparato scheletrico.

Bellezza e giovinezza

La ricchezza di molte sostanze ad azione antiossidanti come i polifenoli, i carotenoidi, l’acido folico e i flavonoidi rendono i piselli indicati per mantenere il nostro corpo giovane e in forma. La ricchezza di nutrienti riesce a darci tono ed energia senza appesantirci troppo la giornata.

La pelle riporta effetti positivi quando mangiamo regolarmente i piselli e possiamo anche utilizzarli per qualche prodotto di bellezza fatto in casa.

 

Come consumare i piselli

I piselli freschi devono essere raccolti e mangiati velocemente con una conservazione massima in frigorifero di 4 giorni. Invece se successivamente alla raccolta vogliamo essiccarli la loro conservazione sarà molto maggiore anche di mesi se l’ambiente è fresco, ventilato e vengono mantenuti al buio in contenitori appositi.

Si consiglia di mangiare i legumi almeno 2 volte a settimana e in particolare i piselli sono molto versatili tra primi piatti, contorni, vellutate e altre ricette di cucina.

Cure- naturali.it

 

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Alimenti anticellulite: frutta e verdura drenanti, non solo al tempo del Covid 19.

pineapple smoothie on gray background

Uno dei primi rimedi naturali contro la cellulite consiste in una giusta dieta alimentare, che si basa su cibi sani e genuini.

I frutti di stagione, soprattutto quelli primaverili e dell’estate, sono grandi amici nella guerra per ostacolare ed eliminare la cellulite, nostra nemica che diventa estremamente intollerabile alla vista, con quel irritante aspetto di buccia d’arancia, soprattutto d’estate, quando proviamo a metterci le ultime novità modaiole e ci si prepara alla tanto attesa prova costume, anche se per ora lontana.

 

Alimenti drenanti anti-cellulite: verdura e frutta.

E’ ovvio che una corretta alimentazione ed un sano stile di vita vanno seguiti durante tutto l’anno, ma è altrettanto vero che alimentarsi meglio e senza sforzo, abbinando magari una più determinata attività sportiva (esercizi anti-cellulite), risulta più semplice con l’arrivo della bella stagione, dell’allungarsi delle giornate e con una maggiore disponibilità e varietà di alimenti.

 

Verdure anticellulite drenanti

Le cipolle (di Tropea ad esempio) mangiate crude oltre ad apportare discrete quantità di magnesio e potassio svolgono un’efficace azione diuretica facilitando l’eliminazione dei liquidi accumulati in eccesso nei tessuti (una tra le tante cause che portano alla formazione della cellulite).

Le verdure cotte e crude o centrifugate, tra cui asparagi, barbabietole, carciofi, carote, cavolfiori, finocchi, lattuga, peperoni rossi e spinaci, possono essere consumate in abbondanza, possibilmente in insalata o grigliate senza sale (usate il gomasio), il nemico numero uno della cellulite (trattiene i liquidi) e condite con aceto balsamico, aceto di mele o una spruzzatina di limone e olio.

 

Frutta anticellulite

Tra i tipi di frutta soprattutto ad azione drenante e anticellulite ricordiamoci di mangiare:

ananas, albicocche, arance, pompelmi, frutti di bosco, fragole lamponi, mirtilli, pesche, prugne.

Tutti allo stesso modo benefici e eccellenti anche per combattere la stitichezza e per favorire e prolungare più a lungo l’abbronzatura.

 

Tra gli alimenti da evitare il primo posto spetta al sale perché causa ritenzione idrica e ai cibi che ne contengono in grande quantità come salumi e insaccati e naturalmente no a cibi fritti e alcolici.

Tisane drenanti

Quando si parla di rimedi naturali contro la cellulite, possiamo anche considerare le tisane drenanti ma non aspettatevi effetti miracolosi che come per magia faranno scomparire l’effetto cuscinetto e renderanno le vostre gambe lisce e sode semplicemente sorseggiando qualche tazza di infuso al giorno

Le tisane drenanti (specifiche anticellulite o meno) però sono un valido aiuto contro la ritenzione idrica perché in molti casi aiutano l’organismo a depurarsi e ad espellere le tossine, con benefici diffusi a tutto il corpo e gli organi. Possono essere bevute al naturale o dolcificate con miele o dolcificanti naturali; si sconsiglia l’uso di zucchero bianco raffinato, mentre si possono aggiungere a piacere zenzero e limone. Ed ecco la pilosella, equiseto, gramigna, vite rossa, ciliegia e barba di mais.

Infine, ovviamente, dovete seguire tutte le regole generali di una vita sana e attiva: fare attività fisica, mangiare bene, evitare il più possibile fumo e alcol, dormire almeno 8 ore a notte.

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I semi aromatici

Semi di Cumino

Contengono una buona componente di olio essenziale, proteine (17,8%), grassi (22,3%), carboidrati (33,7%), flavonoidi (con azione antiossidante e antinfiammatoria), mucillagini (fibre utili per l’intestino).

In cucina sono spesso usati per miscele di spezie, salse, piatti a base di cuscus, verdure e carne.

Sono digestivi, antispasmodici, ipoglicemizzanti, oltre ad essere indicati in caso di diarrea, gas intestinali, cattiva digestione; favoriscono anche la formazione del latte materno.

In caso di digestione difficile o meteorismo: versare una tazza di acqua calda su 2 cucchiaini di frutti leggermente pestati; lasciare in infusione per 15 minuti, quindi filtrare e bere dopo i pasti.

 

Semi di Finocchio

Contengono olio essenziale, proteine (15,8%), grassi (14,9%), carboidrati (12,5%), acidi organici e flavonoidi dall’azione antiossidante. Hanno anche una buona percentuale di potassio, utile per i muscoli e la diuresi, ben 1660 mg/100 g.

Sono digestivi, diuretici, calmano i dolori addominali, facilitano la secrezione lattea e l’espulsione dei gas intestinali. Hanno anche proprietà lassative.

In caso di digestione difficile, dolori e gonfiori gastrointestinali, lattazione scarsa, stitichezza: versare una tazza di acqua calda su 2 cucchiaini di frutti, meglio se leggermente pestati; lasciare in infusione per 15 minuti, quindi filtrare e bere all’occorrenza.

 

Semi di Anice

Contengono resine, mucillagini (fibre utili per l’intestino), flavonoidi (con azione antiossidante e antinfiammatoria) e un olio essenziale ricco di anetolo, la sostanza volatile che conferisce all’anice il suo caratteristico aroma.

L’anice è composto per il 9,50% da acqua, carboidrati (50%), proteine (17,7%), fibre (14,6%), ceneri e grassi; i minerali presenti sono calcio, potassio, sodio, fosforo, ferro, magnesio, selenio, manganese, rame e zinco. Discreta la presenza nell’anice delle vitamine: presenti all’appello la vitamina A, le vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6, B9), vitamina C.

Stimolano l’appetito e la digestione, facilitano l’eliminazione dei gas intestinali, attenuano i dolori dovuti a coliche intestinali, calmano la tosse, stimolano la produzione del latte; utili anche in caso di insonnia e stress.

Un cucchiaino di semi di anice in una tazza di acqua bollente in infusione per 10 minuti dà una tisana digestiva e rilassante. Per un migliore risultato si possono usare i tre semi mescolati insieme in proporzioni uguali, magari con l’aggiunta di liquirizia o menta per rendere la tisana un po’ più dolce o fresca. È sempre bene pestarli leggermente, così da favorire il processo di infusione.

Trovano impiego anche in campo culinario, in stufati, minestre a base di latte, pane, olive, fichi secchi, frutta cotta e dolci.

 

Michele Toffolon

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Mandarino: un frutto invernale dalle mille proprietà

Unico frutto dolce della famiglia degli agrumi, il mandarino ha molteplici proprietà benefiche per la nostra salute. Il periodo ideale per gustarlo è quello che va da novembre a febbraio. Durante i mesi invernali con il loro contenuto vitaminico (vitamina C, vitamina A e vitamine del gruppo B, oltre a magnesio, ferro e acido folico) i mandarini contribuiscono a proteggerci da disturbi tipici del periodo, come il raffreddore.

Facilmente digeribile, il mandarino è utile per il corretto funzionamento dell’intestino grazie al suo contenuto di fibre, potassio e calcio. Inoltre regola la pressione arteriosa, favorisce la diuresi e può essere in grado di contrastare la ritenzione idrica.

Il consumo di mandarini contribuisce anche a migliorare le funzioni visive, abbassare il livello di colesterolo nel sangue e rinforzare il sistema immunitario, in particolare nei bambini. I mandarini sono ricchi di antiossidanti e svolgono una funzione purificante dell’organismo, lo rafforzano e proteggono dalle infezioni e dalle malattie. Il consumo di succo di mandarino è inoltre particolarmente consigliato in caso di asma o bronchite.

Alcuni studi scientifici hanno attribuito ai mandarini proprietà antitumorali, soprattutto per quanto riguarda il fegato. Il consumo di questo frutto è stato legato sia ad una riduzione del rischio di cancro all’apparato digerente, sia del rischio di ictus.

 

I mandarini sono poi utilizzati in ambito cosmetico: dalla buccia viene estratto un olio essenziale impiegato per la preparazione di prodotti adatti a contrastare la cellulite, ad eseguire massaggi e a combattere la ritenzione idrica.

 

 

Alessandra Profilio

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Più frutta, meno succhi.

Mangia frutta fresca ogni giorno, possibilmente 3 frutti grandi come il pugno di ciascuno. I benefici della frutta fresca non sono paragonabili a quelli dei succhi di frutta o degli integratori alimentari.

I succhi di frutta sono bibite analcoliche non gassate e confezionate in bottigliette e brik largamente prodotti e distribuiti dall’industria alimentare. Sono spesso scelti dalle mamme come “merenda salutare” per i propri bambini ma anche gli adulti li utilizzano come “sano spuntino” o “energia immediata” ad esempio prima dell’esercizio fisico. Nell’immaginario collettivo sono spesso interpretati come sostituti della frutta e la loro praticità di consumo, aiuta ulteriormente a privilegiarli come “spezzafame”: basta infilare il brik o la bottiglietta nello zainetto e il gioco è fatto. Se paragonato alle merendine confezionate, ricche di grassi e di zuccheri, il succo di frutta è dal punto di vista nutrizionale sicuramente preferibile, tuttavia non rappresenta una scelta così salutare come molti credono: vediamo allora tutti gli aspetti di questo prodotto per poter fare una scelta consapevole.

Il succo di frutta al posto dell’acqua?

No perché non è un alimento a calorie zero , pertanto non può essere utilizzato in alternativa all’acqua e dobbiamo sempre conteggiarlo nell’apporto calorico totale soprattutto quando lo abbiniamo ad altri alimenti per il nostro spuntino.

Un brik da circa 125 millilitri di succo alla pera, ad esempio, contiene 50-60 Kcal, ed è meglio tenerne conto prima di proporlo affiancato a biscotti o prodotti da forno dolci che possono apportare anche 150 kcal per 50 g di prodotto.

Dobbiamo ricordare che lo spuntino di metà mattina e la merenda dovrebbero rappresentare non più del 5-10% delle calorie totali assunte da un bambino durante la giornata e che esse non dovrebbero provenire solo da zuccheri semplici e da grassi.

I succhi di frutta apportano calorie provenienti solo da zuccheri semplici , che sommati ad altri alimenti dolci assunti nella giornata portano spesso ad un eccessivo introito di zuccheri.

Secondo numerosi studi condotti in età prescolare, il consumo di bevande zuccherate (categoria tra le quali rientrano anche i succhi di frutta) aumenterebbe il rischio di obesità per l’abitudine al sapore dolce e per il loro effetto saziante senza nutrimento, cioè forniscono praticamente solo calorie vuote .

 

Un po’ di chiarezza sulla denominazione

I succhi di frutta sono una tipologia ben definita di prodotto, regolamentata da specifiche regole della Ue e dal Ministero italiano delle Politiche Agricole che impongono una denominazione diversa in base al contenuto di frutta.

Quanta frutta è presente effettivamente in queste bevande che chiamiamo indistintamente succhi di frutta?

 

Succo di frutta

Si può denominare Succo di frutta esclusivamente il prodotto costituito da frutta al 100% (spremuta meccanica o succhi concentrati ricostituiti con acqua e aromi distillati dalla lavorazione). Non sono consentiti coloranti, ma solo alcuni additivi antiossidanti (come l’acido ascorbico o la Vitamina C) e acidificanti. Può prevedere opzionalmente l’aggiunta di zucchero e in questo caso la legge vuole che sia esplicitamente indicato con la menzione “zuccherato” accanto alla denominazione.

Spremuta

Il nome Spremuta si applica solo per indicare il succo degli agrumi, anche in questo caso con o senza zuccheri aggiunti. Solitamente questo prodotto, viene conservato solo grazie a un processo di pastorizzazione e tenuto poi nel banco frigo. Come per il succo di frutta, non sono consentiti coloranti.

Nettare

La parola Nettare identifica un prodotto composto di acqua, zucchero e frutta per un massimo del 20% del peso totale del succo. Sono nettari anche i succhi derivati da purea di frutta, in pratica in un brik da 1 litro alla pera troviamo una pera da 200 g, quindi bevendo un bicchiere da 200 ml “mangiamo” uno spicchio scarso del frutto. La percentuale minima presente nei nettari è fissata per legge e varia a seconda del tipo di frutta e deve comparire in etichetta con la dicitura “frutta XX% minimo”. Gli additivi aggiunti possono essere acido ascorbico, acido citrico, acido lattico, tartrati di potassio e carbonati di calcio. Vengono usati anche dei prodotti detti “coadiuvanti tecnologici” come l’anidride solforosa e i tannini, il cui utilizzo serve a conservare più a lungo il prodotto e purtroppo, sotto una certa quantità, non v’è obbligo di citarli in etichetta (es. l’anidride solforosa non deve essere citata tra gli additivi se la sua quantità non supera i 10 mg per litro).

Bevanda alla frutta

Le Bevande alla frutta o Bevande al gusto di…, possono contenere anche solo il 12% di frutta. Un esempio è l’aranciata, che nonostante sappia vagamente di arancia, la frutta in essa contenuta è davvero pochina. Queste bibite contengono molta acqua e zucchero (es. in un bicchiere di aranciata sono presenti circa 25 grammi di zucchero pari a 3 bustine e mezzo e 100 Kcal). Qui sono consentiti aromi e additivi come conservanti e coloranti.

I succhi di frutta al posto della frutta fresca?

Un altro errore frequente è quello di considerare i succhi di frutta come un valido sostituto della frutta fresca , nonostante le caratteristiche nutrizionali siano differenti. La frutta fresca, intera e soprattutto con la buccia (se commestibile e ben lavata), rappresenta una fonte nutrizionale veramente molto importante per l’alimentazione umana. Essa apporta quantità elevatissime di acqua, sali minerali come potassio e magnesio, vitamine, soprattutto del tipo β-carotene (gruppo A) e acido ascorbico ( vitamina C ) anche se non mancano tracce più o meno consistenti di vitamine E, K e del gruppo B; inoltre, rappresenta una delle 4 fonti primarie di fibra alimentare , importantissima per numerose funzionalità dell’organismo.

Le spremute sono il risultato della “spremitura meccanica” della frutta intera. Sono derivati assolutamente genuini perché mantengono elevatissime quantità d’acqua, di zuccheri della frutta (fruttosio) ma anche di sali minerali e di vitamine. Tuttavia, la grande differenza che li separa dal prodotto iniziale è la quantità di fibra solubile e insolubile la cui quantità varia a seconda del tipo di spremitura e poche altre componenti solide (lipidi insaturi essenziali e qualche proteina a basso valore biologico).

I succhi di frutta, anche quelli senza zuccheri aggiunti, sono sempre sottoposti a lavorazioni industriali che ne incrementano la conservabilità come la pastorizzazione o trattamenti termici, aggiunta di conservanti, oltre alla correzione dell’acidità, aggiunta di aromi per avvicinarli al gusto della frutta.

La lavorazione riduce la carica vitaminica originariamente presente nella frutta, o la distrugge, in particolare le vitamine più sensibili sono quelle idrosolubili, fotosensibili e termosensibili come la C. Dal punto di vista nutrizionale il succo di frutta non deve sostituire la frutta fresca intera, di cui sono consigliate 3 porzioni al giorno, in quanto risulta carente di fibra, vitamine e sali minerali oltre ad essere più calorico, poco saziante e con un indice glicemico-insulinico maggiore.

 

Come scegliere:

Quando scegli tieni sempre in considerazione questi fattori:

 

Privilegia succhi naturali o senza zuccheri aggiunti (il succo per sua natura contiene già il fruttosio che è lo zucchero della frutta).

Leggi attentamente l’etichetta per capire quanta frutta contiene e poter escludere quei prodotti dove compaiono additivi (come l’anidride solforosa).

Evita quelli che contengono aromi: è un tentativo di esaltare il gusto di frutta che in realtà è pressoché assente.

I succhi di frutta sono una classe alimentare “non essenziale” (nel senso che si bevono per piacere, più che per dovere alimentare) pertanto se occorre tenere sotto controllo il peso e la glicemia è meglio evitare il loro consumo anche se l’etichetta riporta la dicitura “addizionati con dolcificanti”.

 

 

 

Educazione Nutrizionale Grana Padano

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