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I semi della salute

I semi racchiudono al loro interno la massima concentrazione di valori nutrizionali di una pianta, perché devono essere in grado di garantire la sopravvivenza della specie. Per questo motivo al loro interno è presente tutto il codice genetico e i primi nutrienti per far crescere la nuova piantina.

 

Numerosi tipi di semi vengono usati da millenni nell’alimentazione umana, come quelli dei cereali. Frumento, riso, segale e molti altri sono presenti praticamente in ogni pasto, e anche le leguminose come piselli, soia, fagioli e simili compaiono spesso sulle nostre tavole.

 

Quelli forse che trascuriamo di più sono i semi oleosi, come mandorle, noci, nocciole, semi di girasole, semi di sesamo e simili. Le caratteristiche dei semi sono piuttosto diverse: i cereali forniscono prevalentemente carboidrati; le leguminose apportano proteine in quantità anche maggiori rispetto alla carne; i semi oleosi, come fa capire il nome, sono particolarmente ricchi di lipidi, anche se in composizione e percentuale diversa.

 

Un altro particolare importante: i semi oleosi si possono mangiare anche crudi! Essi costituiscono uno spuntino ideale, e ne bastano pochi per dare un piacevole senso di sazietà ed una carica di energia, senza la pesantezza spesso trasmessa da altri cibi confezionati. Sono indicati soprattutto per bambini e sportivi.

 

 

Valori nutrizionali

I semi oleosi sono sicuramente calorici, ma si tratta di un falso problema. Infatti è necessario tenere in considerazione il rapporto tra i vari nutrienti, soprattutto di quelli più preziosi come vitamine, sali minerali, oligoelementi, enzimi, acidi grassi, flavonoidi. Tenendo conto di questi aspetti, è migliore un alimento con un numero maggiore di calorie ma molto ricco in micronutrienti e con buon effetto saziante, rispetto ad uno ipocalorico ma con “calorie vuote”, cioè scarso apporto di elementi indispensabili all’organismo e magari, per giunta, poco gratificante. Oltre tutto, uno studio americano di qualche anno fa ha dimostrato come la percentuale di obesità fosse minore tra la popolazione che mangiava abitualmente delle noci.

 

I semi oleosi sono anche importanti fonti di vitamina E (antiossidante) e di vitamine del gruppo B: in particolare, ricordiamo la B6 fondamentale per il sistema nervoso e la digestione, la B1, che assicura la salute del cuore, la B3 che contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. I semi ci assicurano anche buone quantità di zinco e selenio, due minerali noti per la loro efficace azione antiossidante in grado di contrastare l’invecchiamento delle cellule.

 

Contengono anche una quantità di fibre tali da favorire un ottimo bilancio finale tra entrate e uscite. Bastano poche mandorle o noci oppure un cucchiaio di semi di girasole o di sesamo per darci un piacevole e abbastanza duraturo senso di sazietà e una sferzata di energia.

 

Ultimo ma non meno importante, sono una buona fonte di acidi grassi insaturi “omega”, protettivi a livello vasale e cardiaco. Contribuiscono anche a ridurre il tasso di colesterolo totale, soprattutto quello LDL (“cattivo”), alzando invece l’HDL, considerato protettore delle arterie.

 

Per chi sono indicati

Il consumo di semi è utile per i bambini, che ne traggono vantaggio per la crescita del corpo e lo sviluppo della mente; per gli adulti, in quanto rappresentano un’importante fonte di energia, oltre a migliorare l’umore ed evitare carenze di principi fondamentali per la salute; per le persone di una certa età, per potenziare la memoria, ridurre i livelli di colesterolo e migliorare la fluidità del sangue.

 

Per le donne, che ne traggono beneficio in caso di sindrome premestruale, e in gravidanza per avere a disposizione le sostanze che aiutano il feto a svilupparsi regolarmente.

 

di Michele Toffolon

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Bye bye pancia gonfia: stop ai cibi che fermentano.

Quello che è un problema quotidiano per almeno il 20% della popolazione italiana, circa 12 milioni di persone, arrivando a comprometterne la qualità di vita, può essere risolto con una dieta personalizzata in cui si eliminano i cibi che fermentano troppo nell’organismo di cui fanno parte quelli contenenti oligosaccaridi, tipo i legumi, alcune verdure (come carciofi, broccoli, aglio), frutta (come cachi e anguria) e cereali (frumento e segale), alcuni elementi come fruttosio (come mela, pere, pesche, mango), lattosio (latte e formaggi morbidi e freschi), e infine ciliegie, susine), polioli contenuti in frutta (come ciliegie, susine), verdura (come cavolfiori, funghi) e dolcificanti (mannitolo, sorbitolo e xilitolo). A dimostrarlo è una ricerca tutta italiana, in cui per la prima volta una dieta è sottoposta a uno studio scientifico come quelli per valutare i farmaci, che ha dimostrato che un regime alimentare personalizzato permette dei miglioramenti sulla salute complessiva dei pazienti, evitando alimenti ad alta capacità fermentativa.

 

Dalla ricerca è emerso il 40% in meno di giorni di pancia gonfia dopo un mese in chi ha seguito la dieta, una diminuzione del gonfiore del 50% che, dopo 16 mesi, raggiunge il 66% e il dolore addominale che diminuisce del 40% già dopo un mese e la sua percezione è più che dimezzata anche dopo 16 mesi (-56,6%, contro il -10% della dieta dei controlli).

I dati sono stati già oggetto di discussione alla ‘Digestive Disease Week’ di Washington. “La fermentazione dei cibi, in certe persone predisposte può determinare un accumulo di gas che, insieme a un concomitante maggior afflusso di acqua, causano una distensione del lume intestinale. Questo, complice l’ipersensibilità che caratterizza tali soggetti, causa distensione e dolore addominale”. La creazione di una dieta tanto complessa richiede l’esperienza di un medico competente in materia.

 

C’è però qualche consiglio immediato alla portata di tutti che arriva dagli esperti: 1) Scegliere tra i cereali, il farro e i prodotti senza glutine; 2) Preferire i formaggi duri e stagionati, e il latte delattosato, di soia o di riso; 3) Mettere nel piatto sempre la frutta e in particolare la banana, il mirtillo, il pompelmo, il kiwi, il mandarino, il limone, l’arancia, l’uva, il lampone, la fragola; 4)Spazio alla verdura in particolare il sedano, i peperoni, le melanzane, la lattuga, i fagiolini e la zucca; 5) Mangiare il pomodoro ricco di licopene; 6) Come dolcificanti preferire saccarosio, glucosio, sciroppo d’acero e dolcificanti che non terminano in ‘-olo’. Tra i cereali, invece, meglio limitare il consumo di frumento e segale (pane, pasta, couscous, crackers, biscotti), per la frutta meglio evitare mele, pere, albicocche, ciliegie, pesche, mango, anguria, cachi, susine, prugna. Per quanto riguarda i dolcificanti limitare miele, fruttosio e sciroppo di mais, sorbitolo, mannitolo, xilitolo; tra latte e formaggi evitare quelli morbidi e freschi (come la ricotta), tra le verdure carciofi, asparagi, barbabietole, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolo, cavolfiore, finocchio, aglio, scalogno, funghi, piselli. Tra i legumi ceci, lenticchie, fagioli, fave.

fonte :Nutri & Previeni

 

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I vari tipi di cereali

cerealiI cereali botanicamente fanno parte della famiglia delle Graminacee, sono piante erbacee che hanno un fusto eretto, tubulare, diviso da nodi da cui partono le foglie, l’abbondanza in silicio dà la caratteristica della forza e della robustezza. Sebbene le pareti del fusto siano sottili, la sua resistenza ed elasticità reggono il confronto con le più ardite costruzioni dell’uomo. Il fiore è poco appariscente, il frutto è la cariosside, il seme è una sostanza altamente nutritiva (germe), è l’embrione di una nuova pianta. Il tempo di maturazione è molto lungo (dai 5 ai 9 mesi).

Il cereale è un seme e come tale ha la proprietà di ridare vita a un’altra pianta. La spiga presenta una forma d’ordine e d’equilibrio, le forze elettromagnetiche del cielo sono raccolte dalle lunghe reste del seme del cereale e sono trasmesse all’uomo che se ne nutre. Il cereale cresce verso l’alto rivolgendosi al sole, all’aria, alla luce.

Osservando attentamente la pianta di cui ci nutriamo possiamo scoprire particolari e caratteristiche che diventeranno esattamente la forma energetica che plasma colui che se ne nutre. Il chicco resta sotto la terra dove marcisce e produce la nuova spiga dopo un lungo tempo di maturazione. Il chicco può mantenersi vitale per tempi lunghissimi e a distanza di millenni può di nuovo riprodurre la pianta, contiene in qualche modo un messaggio di grande energia a lungo, lunghissimo termine, quasi un messaggio d’eternità.

Il cereale nutre in particolare la vita mentale, la scioltezza e la flessibilità del pensiero, la lenta maturazione delle idee. Rallenta l’impulsività e gli eccessi emozionali per portare alla riflessione, all’organizzazione, a una sorta d’ordine che consente una migliore comprensione. Un’alimentazione che utilizzi i cereali come alimento base sarà particolarmente utile per chi studia, o per chi ha bisogno di un buon carburante per la mente.

I cereali contengono carboidrati, proteine, fibre, enzimi, oli, vitamine, sali minerali. I carboidrati dei cereali (amidi) sono a lento assorbimento pertanto forniscono energia continua, in questo modo il bisogno di glucidi da parte dell’organismo è mantenuto in modo costante. L’assimilazione è favorita dalla presenza di vitamine B che essi contengono. I carboidrati raffinati esauriscono le riserve minerali dell’organismo, soprattutto di calcio e scompensano la flora batterica per la carenza di vitamine ed enzimi.

Le proteine sono contenute nei cereali integrali in una buona quantità ma non sono complete.I grassi sono contenuti in particolare nel germe che contiene un olio ricco di fosfati naturali e di vitamina E. Nei cereali raffinati il germe è eliminato. I sali minerali contenuti sono numerosi: calcio, fosforo, magnesio, silicio, manganese, rame, ferro. Le vitamine contenute nei cereali integrali sono: la provitamina A, diverse vitamine del gruppo B, le vitamine C, D, E, K, PP.


È importante che i cereali siano integrali, biologici, non ossidati. La raffinazione conserva solo l’amido ed elimina tutti i nutrienti, d’altra parte eliminando le parti esterne del chicco riduce la tossicità dovuta ai moderni metodi di coltivazione. Inoltre l’uso di concimi chimici fa sì che i cereali contengano fino a quattro volte di più la normale quantità di potassio, due volte di più di acido fosforico, la metà della quantità di magnesio, sei volte di meno di sodio, tre volte di meno di rame, ecc.

Considerando i vari livelli dell’uomo: fisico, emotivo, mentale e spirituale, i cereali in generale nutrono l’intero essere e danno particolarmente energia alla mente. Ognuno di essi poi nutre un particolare livello della mente che a sua volta può essere distinta in un piano più fisico o materiale, emotivo, mentale e spirituale.

Procedendo lungo i diversi piani dal basso verso l’alto troveremo al livello più materiale la quinoa, il farro, poi il grano e l’avena nel passaggio tra fisico ed emotivo. Quindi il saraceno, il mais e la segale che sono colorati; con il suo giallo il mais è l’estremo emozionale che già si riduce leggermente con la segale. In seguito sul piano razionale avremo il miglio, poi l’orzo ed il riso integrale. Sul piano più alto avremo il riso basmati bianco col suo chicco allungato e sottile. Riassumendo:
– Spirituale: riso basmati bianco;

– Mentale: riso basmati integrale, riso integrale, orzo, miglio;

– Emotivo: saraceno, segale, mais;

– Fisico: avena, grano, farro e quinoa.

Attraverso questa chiave di comprensione è possibile alimentarsi in funzione della parte di noi che abbiamo bisogno di sviluppare o di limitare per un nostro equilibrio, per guarire o semplicemente per il raggiungimento di un obiettivo. È possibile inoltre individuare in base alla fisiognomica e ai temperamenti quali sono i cibi più graditi o sgraditi alle persone, quali alimenti attenuano un eccesso e quali lo portano all’esasperazione.

Dal punto di vista della dietetica cinese i cereali sono alla base del Qi, essi rappresentano la base del nutrimento, tutti agiscono sul sistema Milza-Pancreas e Stomaco con delle piccole differenze nella loro azione. Rispetto ai sapori si distinguono:

– Dolce: riso;

– Piccante: miglio;

– Salato: orzo e avena;

– Acido: mais;

– amaro: trigonella (fieno greco).

I cereali hanno una natura equilibrata essendo neutri, appena tiepidi o leggermente freschi. Essendo tutti dolci di base hanno effetto tonificante, ognuno poi ha una sfumatura d’azione, il riso è solo dolce, il miglio è dolce e piccante, ecc. Dire che il miglio è piccante significa che è in grado di mobilizzare l’energia pertanto può essere utile per trattare il gonfiore addominale che si presenta dopo i pasti per un deficit della Milza.

Riso

Il riso è il cereale più consumato al mondo, contiene vitamina B, in particolare B1. Il suo contenuto proteico è il più basso tra i cereali (7,5%), in compenso la qualità nutrizionale è superiore a quella delle proteine del frumento.

Il riso integrale ha il nome commerciale di sbramato di risone perché al riso raccolto (risone) vengono tolte solo le bucce più esterne (lolla). Resta comunque molto ricco di proteine, vitamine e sali.
Il riso raffinato può essere “brillato” o “camolino” a seconda che, alla fine delle operazioni di raffinazione, venga trattato con talco o con olio di vaselina. Queste aggiunte si rendono necessarie per evitare la degradazione del seme non più protetto dai suoi tegumenti. Al talco si imputa un’azione irritante sulle mucose, l’olio di vaselina è di derivazione chimica.

Dal punto di vista energetico il riso ha natura neutra, leggermente tiepida, sapore dolce, i meridiani destinatari sono Milza e Stomaco. Tonifica la Milza e il Triplice riscaldatore medio, armonizza lo Stomaco, tonifica il Qi e il sangue, purifica lievemente il calore, seda la sete, regola la produzione dei liquidi, è antidiarroico, regolarizza le attività dei cinque Organi. Ha dunque proprietà tonica, sedativa, dissetante, antidiarroica. Il riso glutinoso è tiepido ed è utile per l’iperidrosi.
Il riso è molto utile nelle condizioni da deficit in particolare di Stomaco e Milza; inoltre si consiglia nel calore da deficit post-febbrile (la febbre consuma il Qi e i liquidi dando astenia).

Impieghi clinici:

– Irritabilità, sete, sterilità, minzione difficoltosa da fuoco in eccesso che danneggia i fluidi: zuppa di riso non glutinoso (tonifica e nutre lo yin di stomaco e intestini, promuove la diuresi; non si utilizza in caso di freddo nello stomaco: diarrea acquosa, anoressia, lombalgia, estremità fredde).
Si fanno bollire 30-50 g di riso senza alzare il coperchio, a fine cottura si aggiunge un pizzico di zucchero di canna;
– Sterilità maschile, disordini urinari, costituzione debole: zuppa di riso salata (nutre lo yin dei 5 Organi, promuove la diuresi. Tonifica i fluidi e il Jing, beneficia le costituzioni deboli).
Si fanno bollire 250 g di riso in acqua fino a formare una zuppa morbida, una volta cotta si utilizza la schiumatura, si sala e si beve una volta al dì;
– Debolezza, sudorazione eccessiva per deficit di Milza e Stomaco, soprattutto nei bambini e nelle donne con facile irritabilità ed esaurimento nervoso: zuppa di riso e grano (effetto calmante e tonificante sul Cuore, astringente per l’ipersudorazione, tonificante per Stomaco e Intestini, ricostituente).
Far cuocere 500 g di riso e 600 g di grano fino ad ottenere una zuppa abbastanza fluida, ben cotta, a fine cottura aggiungere un po’ di zucchero di canna;
– Diarrea (da freddo).
Cuocere 100 g di riso fino ad ottenere una zuppa cremosa, poi aggiungere 30 g di aglio pestato, consumare caldo.

Orzo

L’orzo è una pianta erbacea a coltivazione annua destinata prevalentemente alla fabbricazione di malto per l’industria della birra. Viene consumato prevalentemente in chicchi e fiocchi. Ne esistono due varietà: l’orzo perlato, cui sono stati eliminati i tegumenti esterni per cui è stato impoverito di tutti i nutrienti principali, soprattutto vitamine e minerali, e l’orzo mondo o mondato o decorticato, completo dei tegumenti esterni. È ricco di magnesio, vitamina E, vitamina PP, vitamina B12 (solo nell’orzo mondo, non in quello perlato), contiene calcio, potassio, fosforo.
Dal punto di vista energetico l’orzo ha natura fresca, il sapore è dolce, leggermente salato, i meridiani destinatari sono Milza e Stomaco, ha proprietà rinfrescante, diuretica, depurativa. Rafforza la Milza, favorisce la digestione, promuove la diuresi, purifica il calore, disintossica, accelera la rimarginazione delle ulcere del tratto digerente. L’orzo germinato ha la proprietà di arrestare la lattazione.

Impieghi clinici:
– Gonfiore post-prandiale, pienezza gastrica: polvere d’orzo (azione digestiva). Si polverizza l’orzo e si utilizzano circa 6-9 g ogni volta. Si mette la polvere in acqua fredda, si porta a bollire e si lascia decuocere per 15-30 minuti;
– Diarrea, patologie infiammatorie croniche del digerente, morbo di Chron: zuppa di orzo (azione rinfrescante sul digerente, drena il calore tossico, rafforza la capacità di trasformazione della Milza).
Si cuociono 60 g di orzo in acqua fino ad ottenere una zuppa densa e cremosa, si suddivide in tre parti e si consuma durante la giornata;
– Itteri da eccesso di calore di Fegato e deficit di Milza: zuppa d’orzo;
– Disturbi urinari con urine torbide e disuria, cistite: decotto di orzo con succo di zenzero (azione diuretica, rinfrescante, drena il calore e la torpidità delle urine, rafforza la capacità di trasformazione della Milza). Si fanno bollire 100 g di orzo, si filtra il liquido e si aggiunge del succo di zenzero, un cucchiaio di miele e si mescola bene. Si beve 3 volte al dì prima dei pasti.

Miglio
La provenienza di questo cereale è piuttosto incerta, alcuni lo fanno risalire al continente asiatico, altri all’Africa. Il miglio è molto ricco di lecitina, fosforo, ferro, silicio, in quantità minore fluoro, manganese, vitamina A e B, unico cereale alcalino. È il cibo base di molte popolazione africane e dei russi. Il tenore di proteine è intorno all’11%, più del mais e dell’orzo.
È consumato in chicchi decorticati perché il sottile tegumento che copre il seme è inattaccabile dai succhi digestivi, la sua eliminazione non comporta grandi perdite nutrizionali come succede per frumento, riso e orzo.

Il miglio diminuisce e neutralizza l’acidità, combatte l’anemia, cura disfunzioni di pancreas e fegato, rinforza la memoria grazie al contenuto in lecitina e fosforo, e ha un effetto positivo su unghie, capelli e pelle per il contenuto in silicio.
Dal punto di vista energetico questo cereale è di natura fresca, il sapore è dolce, salato, leggermente piccante. I meridiani destinatari sono: Milza, Stomaco, Polmone, Intestino. Tonifica il Qi, attiva la Milza, nutre lo Stomaco regolandone l’attività discendente, promuove la diuresi, purifica il calore, ha azione sedativa ed un effetto antitossico, elimina l’umidità e i catarri (tan). Ha proprietà tonica, digestiva, antiemetica, antidiarroica, diuretica, rinfrescante, sedativa sul Cuore.

Impieghi clinici:
– Astenia, vomito, diarrea: miglio bollito (tonifica la Milza e rafforza la sua capacità di trasformazione).
Cuocere 80 g di miglio in poca acqua finché non si sia ben asciugato e cominci a formarsi una crosticina attorno al tegame. Mangiare spesso, anche durante i pasti;
– Calore e fuoco di Stomaco con sete eccessiva, irrequietezza, apprensività, afte orali, diabete (miglio bollito);
– Accumulo di calore in Vescica con disuria, stranguria e dolore alla minzione, cistite: zuppa di miglio (drena il calore e la torpidità della vescica con effetto diuretico).
Cuocere 80 g di miglio in acqua fino ad ottenere una zuppa morbida. Per potenziarne l’azione cuocere a parte della soia verde e aggiungerla al miglio facendo ulteriormente cuocere il tutto sino ad ottenere una zuppa omogenea.

Frumento

Il frumento è il cereale base della nostra alimentazione, il suo progenitore è il farro. Ha un alto contenuto di proteine: 13-14% il grano duro, 12% il grano tenero (la carne, per fare un confronto, ne contiene circa il 20%), sono però proteine incomplete, in particolare è carente di lisina. Con il grano duro si ottengono la pasta, il cuscus e il semolino. La farina di grano tenero è la base per pane, dolci e molte altre preparazioni.
Dal punto di vista energetico è fresco, più dell’orzo, di sapore dolce. I meridiani destinatari sono Milza, Cuore, Rene. Nutre il Cuore e la Milza, ha azione sedativa, purifica il calore e il fuoco di Fegato, calma la sete, promuove la diuresi, arresta la sudorazione. Indicato per diarrea e disturbi gastrici se tostato, diabete, ansia, agitazione, eccesso di calore con irrequietezza, sete e gola secca, disurie degli anziani.

Mais o granoturco

Il mais è un cereale originario del centro America. È ricco di fosforo, ferro, potassio e grassi, soprattutto acidi grassi insaturi contenuti soprattutto nel germe da cui si estrae l’olio. È carente in vitamina PP e triptofano. Il contenuto proteico è intorno al 9-10%, è l’unico cereale che contiene pro-vitamina A. È rinfrescante nei periodi caldi, ha un’azione moderatrice sulla tiroide, utile per disturbi dei surreni. Dal punto di vista energetico ha natura neutra, sapore dolce, acido. I meridiani destinatari sono Stomaco e Intestino crasso. Regolarizza le funzioni di Stomaco e Milza, promuove la diuresi quindi è adatto negli edemi e nelle disurie, abbassa il colesterolo. Indicato per anoressia, dispepsia, disuria, ritenzione di umidità, edemi, ritenzione di liquidi, dislipidemia, ipercolesterolemia, coronaropatia.

Avena

Coltivata soprattutto nel Nord Europa e in parte dell’Asia, l’avena è uno tra i cereali più nutrienti, sicuramente quello con il potere calorico più elevato. L’avena è ricca di lipidi, minerali, sostanze stimolanti e tonificanti. Il contenuto proteico è poco più basso di quello del frumento (13%) ed è, tra i cereali, quello con il più alto contenuto di lisina, l’aminoacido più carente nei cereali. Sotto forma di fiocchi è utilizzata per minestre e creme, ma soprattutto per la preparazione del muesli. È ideale per i bambini, i convalescenti, le donne che allattano.
Dal punto di vista energetico ha natura tiepida, sapore dolce, insipido e salato. Tonifica la Milza, mobilizza il Qi dirigendolo verso il basso, consolida tendini e ossa, purifica il calore, promuove la diuresi eliminando l’umidità. Indicata per anoressia, astenia, gonfiore addominale, dispepsia, diarrea, diabete, dolori articolari da deficit, ipotiroidismo, patologie dell’apparato locomotore, dolori articolari.

Farro

La coltivazione del farro si diffuse in epoca romana; è una varietà di grano duro adottato come base dell’alimentazione del popolo e dei legionari. Il farro è ricco di proteine, contiene tutti gli aminoacidi essenziali, i sali minerali principali (sodio, calcio, magnesio, silicio, fosforo, zolfo, ferro), molte vitamine (B1, B2, D, E, K, PP) e oligoelementi (zinco, rame, manganese, iodio, ecc.).
Dal punto di vista energetico è tiepido, di sapore dolce. Ha azione analoga al frumento ma rispetto a questo non crea umidità, dunque è più adatto ai soggetti che soffrono di allergie e patologie cutanee.

Segale

La segale è una pianta robusta e adattabile a qualsiasi tipo di clima e di latitudine. È ricca di calcio, sodio, potassio, iodio, fluoro, contiene vitamina D. Rispetto al frumento è leggermente più povera di proteine e sali. Ha un effetto depurativo, rivitalizza la muscolatura, dà energia e resistenza, utile in caso di ipertensione e arteriosclerosi, per le malattie cardiovascolari.

Grano saraceno

Il grano saraceno non è propriamente un cereale, poiché non appartiene alla famiglia delle Graminacee, bensì a quella delle Poliganacee, tuttavia è affine ai cereali in virtù dei suoi principi nutritivi e degli usi cui viene destinato. Popolare soprattutto in Russia, è coltivato in alcune regioni italiane di montagna. È ricco di calcio, sodio, magnesio, fosforo, ferro, vitamina B-P-E, molti aminoacidi. Il contenuto proteico è intorno all’11% con un contenuto discreto di lisina, rispetto alla media degli altri cereali.
Dal punto di vista energetico ha natura fresca, sapore dolce. I meridiani destinatari sono Stomaco, Milza, Intestino crasso. Sostiene le funzioni della Milza, drena l’umidità, elimina la stasi di cibo, regola il Qi mantenendone il flusso verso il basso, regolarizza l’intestino, ha azione antiipertensiva. Indicato per astenia, diarrea da umidità-calore, gonfiore e dolore addominale da stasi del Qi, dispepsia da stasi di cibo, emorroidi e fragilità capillare, ipertensione, leucorrea.

Quinoa

Come il grano saraceno, nemmeno la quinoa può dirsi a regola un cereale. Si tratta di una Chenopodiacea che cresce in Perù, sugli altopiani in quanto predilige i climi freschi. Dopo il mais era il secondo cereale conosciuto e coltivato dagli Atzechi. Ancor oggi rappresenta l’alimento base per le popolazioni rurali delle Ande. La quinoa non contiene glutine, è un alimento molto equilibrato e ricco di proteine, contiene tutti gli aminoacidi essenziali. È ottima per la crescita.
I cereali botanicamente fanno parte della famiglia delle Graminacee, sono piante erbacee che hanno un fusto eretto, tubulare, diviso da nodi da cui partono le foglie, l’abbondanza in silicio dà la caratteristica della forza e della robustezza. Sebbene le pareti del fusto siano sottili, la sua resistenza ed elasticità reggono il confronto con le più ardite costruzioni dell’uomo. Il fiore è poco appariscente, il frutto è la cariosside, il seme è una sostanza altamente nutritiva (germe), è l’embrione di una nuova pianta. Il tempo di maturazione è molto lungo (dai 5 ai 9 mesi).

Il cereale è un seme e come tale ha la proprietà di ridare vita a un’altra pianta. La spiga presenta una forma d’ordine e d’equilibrio, le forze elettromagnetiche del cielo sono raccolte dalle lunghe reste del seme del cereale e sono trasmesse all’uomo che se ne nutre. Il cereale cresce verso l’alto rivolgendosi al sole, all’aria, alla luce.

Osservando attentamente la pianta di cui ci nutriamo possiamo scoprire particolari e caratteristiche che diventeranno esattamente la forma energetica che plasma colui che se ne nutre. Il chicco resta sotto la terra dove marcisce e produce la nuova spiga dopo un lungo tempo di maturazione. Il chicco può mantenersi vitale per tempi lunghissimi e a distanza di millenni può di nuovo riprodurre la pianta, contiene in qualche modo un messaggio di grande energia a lungo, lunghissimo termine, quasi un messaggio d’eternità.

Il cereale nutre in particolare la vita mentale, la scioltezza e la flessibilità del pensiero, la lenta maturazione delle idee. Rallenta l’impulsività e gli eccessi emozionali per portare alla riflessione, all’organizzazione, a una sorta d’ordine che consente una migliore comprensione. Un’alimentazione che utilizzi i cereali come alimento base sarà particolarmente utile per chi studia, o per chi ha bisogno di un buon carburante per la mente.

I cereali contengono carboidrati, proteine, fibre, enzimi, oli, vitamine, sali minerali. I carboidrati dei cereali (amidi) sono a lento assorbimento pertanto forniscono energia continua, in questo modo il bisogno di glucidi da parte dell’organismo è mantenuto in modo costante. L’assimilazione è favorita dalla presenza di vitamine B che essi contengono. I carboidrati raffinati esauriscono le riserve minerali dell’organismo, soprattutto di calcio e scompensano la flora batterica per la carenza di vitamine ed enzimi.

Le proteine sono contenute nei cereali integrali in una buona quantità ma non sono complete.I grassi sono contenuti in particolare nel germe che contiene un olio ricco di fosfati naturali e di vitamina E. Nei cereali raffinati il germe è eliminato. I sali minerali contenuti sono numerosi: calcio, fosforo, magnesio, silicio, manganese, rame, ferro. Le vitamine contenute nei cereali integrali sono: la provitamina A, diverse vitamine del gruppo B, le vitamine C, D, E, K, PP.


È importante che i cereali siano integrali, biologici, non ossidati. La raffinazione conserva solo l’amido ed elimina tutti i nutrienti, d’altra parte eliminando le parti esterne del chicco riduce la tossicità dovuta ai moderni metodi di coltivazione. Inoltre l’uso di concimi chimici fa sì che i cereali contengano fino a quattro volte di più la normale quantità di potassio, due volte di più di acido fosforico, la metà della quantità di magnesio, sei volte di meno di sodio, tre volte di meno di rame, ecc.

Considerando i vari livelli dell’uomo: fisico, emotivo, mentale e spirituale, i cereali in generale nutrono l’intero essere e danno particolarmente energia alla mente. Ognuno di essi poi nutre un particolare livello della mente che a sua volta può essere distinta in un piano più fisico o materiale, emotivo, mentale e spirituale.

Procedendo lungo i diversi piani dal basso verso l’alto troveremo al livello più materiale la quinoa, il farro, poi il grano e l’avena nel passaggio tra fisico ed emotivo. Quindi il saraceno, il mais e la segale che sono colorati; con il suo giallo il mais è l’estremo emozionale che già si riduce leggermente con la segale. In seguito sul piano razionale avremo il miglio, poi l’orzo ed il riso integrale. Sul piano più alto avremo il riso basmati bianco col suo chicco allungato e sottile. Riassumendo:
– Spirituale: riso basmati bianco;

– Mentale: riso basmati integrale, riso integrale, orzo, miglio;

– Emotivo: saraceno, segale, mais;

– Fisico: avena, grano, farro e quinoa.

Attraverso questa chiave di comprensione è possibile alimentarsi in funzione della parte di noi che abbiamo bisogno di sviluppare o di limitare per un nostro equilibrio, per guarire o semplicemente per il raggiungimento di un obiettivo. È possibile inoltre individuare in base alla fisiognomica e ai temperamenti quali sono i cibi più graditi o sgraditi alle persone, quali alimenti attenuano un eccesso e quali lo portano all’esasperazione.

Dal punto di vista della dietetica cinese i cereali sono alla base del Qi, essi rappresentano la base del nutrimento, tutti agiscono sul sistema Milza-Pancreas e Stomaco con delle piccole differenze nella loro azione. Rispetto ai sapori si distinguono:

– Dolce: riso;

– Piccante: miglio;

– Salato: orzo e avena;

– Acido: mais;

– amaro: trigonella (fieno greco).

I cereali hanno una natura equilibrata essendo neutri, appena tiepidi o leggermente freschi. Essendo tutti dolci di base hanno effetto tonificante, ognuno poi ha una sfumatura d’azione, il riso è solo dolce, il miglio è dolce e piccante, ecc. Dire che il miglio è piccante significa che è in grado di mobilizzare l’energia pertanto può essere utile per trattare il gonfiore addominale che si presenta dopo i pasti per un deficit della Milza.

Riso

Il riso è il cereale più consumato al mondo, contiene vitamina B, in particolare B1. Il suo contenuto proteico è il più basso tra i cereali (7,5%), in compenso la qualità nutrizionale è superiore a quella delle proteine del frumento.

Il riso integrale ha il nome commerciale di sbramato di risone perché al riso raccolto (risone) vengono tolte solo le bucce più esterne (lolla). Resta comunque molto ricco di proteine, vitamine e sali.
Il riso raffinato può essere “brillato” o “camolino” a seconda che, alla fine delle operazioni di raffinazione, venga trattato con talco o con olio di vaselina. Queste aggiunte si rendono necessarie per evitare la degradazione del seme non più protetto dai suoi tegumenti. Al talco si imputa un’azione irritante sulle mucose, l’olio di vaselina è di derivazione chimica.

Dal punto di vista energetico il riso ha natura neutra, leggermente tiepida, sapore dolce, i meridiani destinatari sono Milza e Stomaco. Tonifica la Milza e il Triplice riscaldatore medio, armonizza lo Stomaco, tonifica il Qi e il sangue, purifica lievemente il calore, seda la sete, regola la produzione dei liquidi, è antidiarroico, regolarizza le attività dei cinque Organi. Ha dunque proprietà tonica, sedativa, dissetante, antidiarroica. Il riso glutinoso è tiepido ed è utile per l’iperidrosi.
Il riso è molto utile nelle condizioni da deficit in particolare di Stomaco e Milza; inoltre si consiglia nel calore da deficit post-febbrile (la febbre consuma il Qi e i liquidi dando astenia).

Impieghi clinici:

– Irritabilità, sete, sterilità, minzione difficoltosa da fuoco in eccesso che danneggia i fluidi: zuppa di riso non glutinoso (tonifica e nutre lo yin di stomaco e intestini, promuove la diuresi; non si utilizza in caso di freddo nello stomaco: diarrea acquosa, anoressia, lombalgia, estremità fredde).
Si fanno bollire 30-50 g di riso senza alzare il coperchio, a fine cottura si aggiunge un pizzico di zucchero di canna;
– Sterilità maschile, disordini urinari, costituzione debole: zuppa di riso salata (nutre lo yin dei 5 Organi, promuove la diuresi. Tonifica i fluidi e il Jing, beneficia le costituzioni deboli).
Si fanno bollire 250 g di riso in acqua fino a formare una zuppa morbida, una volta cotta si utilizza la schiumatura, si sala e si beve una volta al dì;
– Debolezza, sudorazione eccessiva per deficit di Milza e Stomaco, soprattutto nei bambini e nelle donne con facile irritabilità ed esaurimento nervoso: zuppa di riso e grano (effetto calmante e tonificante sul Cuore, astringente per l’ipersudorazione, tonificante per Stomaco e Intestini, ricostituente).
Far cuocere 500 g di riso e 600 g di grano fino ad ottenere una zuppa abbastanza fluida, ben cotta, a fine cottura aggiungere un po’ di zucchero di canna;
– Diarrea (da freddo).
Cuocere 100 g di riso fino ad ottenere una zuppa cremosa, poi aggiungere 30 g di aglio pestato, consumare caldo.

Orzo

L’orzo è una pianta erbacea a coltivazione annua destinata prevalentemente alla fabbricazione di malto per l’industria della birra. Viene consumato prevalentemente in chicchi e fiocchi. Ne esistono due varietà: l’orzo perlato, cui sono stati eliminati i tegumenti esterni per cui è stato impoverito di tutti i nutrienti principali, soprattutto vitamine e minerali, e l’orzo mondo o mondato o decorticato, completo dei tegumenti esterni. È ricco di magnesio, vitamina E, vitamina PP, vitamina B12 (solo nell’orzo mondo, non in quello perlato), contiene calcio, potassio, fosforo.
Dal punto di vista energetico l’orzo ha natura fresca, il sapore è dolce, leggermente salato, i meridiani destinatari sono Milza e Stomaco, ha proprietà rinfrescante, diuretica, depurativa. Rafforza la Milza, favorisce la digestione, promuove la diuresi, purifica il calore, disintossica, accelera la rimarginazione delle ulcere del tratto digerente. L’orzo germinato ha la proprietà di arrestare la lattazione.

Impieghi clinici:
– Gonfiore post-prandiale, pienezza gastrica: polvere d’orzo (azione digestiva). Si polverizza l’orzo e si utilizzano circa 6-9 g ogni volta. Si mette la polvere in acqua fredda, si porta a bollire e si lascia decuocere per 15-30 minuti;
– Diarrea, patologie infiammatorie croniche del digerente, morbo di Chron: zuppa di orzo (azione rinfrescante sul digerente, drena il calore tossico, rafforza la capacità di trasformazione della Milza).
Si cuociono 60 g di orzo in acqua fino ad ottenere una zuppa densa e cremosa, si suddivide in tre parti e si consuma durante la giornata;
– Itteri da eccesso di calore di Fegato e deficit di Milza: zuppa d’orzo;
– Disturbi urinari con urine torbide e disuria, cistite: decotto di orzo con succo di zenzero (azione diuretica, rinfrescante, drena il calore e la torpidità delle urine, rafforza la capacità di trasformazione della Milza). Si fanno bollire 100 g di orzo, si filtra il liquido e si aggiunge del succo di zenzero, un cucchiaio di miele e si mescola bene. Si beve 3 volte al dì prima dei pasti.

Miglio
La provenienza di questo cereale è piuttosto incerta, alcuni lo fanno risalire al continente asiatico, altri all’Africa. Il miglio è molto ricco di lecitina, fosforo, ferro, silicio, in quantità minore fluoro, manganese, vitamina A e B, unico cereale alcalino. È il cibo base di molte popolazione africane e dei russi. Il tenore di proteine è intorno all’11%, più del mais e dell’orzo.
È consumato in chicchi decorticati perché il sottile tegumento che copre il seme è inattaccabile dai succhi digestivi, la sua eliminazione non comporta grandi perdite nutrizionali come succede per frumento, riso e orzo.

Il miglio diminuisce e neutralizza l’acidità, combatte l’anemia, cura disfunzioni di pancreas e fegato, rinforza la memoria grazie al contenuto in lecitina e fosforo, e ha un effetto positivo su unghie, capelli e pelle per il contenuto in silicio.
Dal punto di vista energetico questo cereale è di natura fresca, il sapore è dolce, salato, leggermente piccante. I meridiani destinatari sono: Milza, Stomaco, Polmone, Intestino. Tonifica il Qi, attiva la Milza, nutre lo Stomaco regolandone l’attività discendente, promuove la diuresi, purifica il calore, ha azione sedativa ed un effetto antitossico, elimina l’umidità e i catarri (tan). Ha proprietà tonica, digestiva, antiemetica, antidiarroica, diuretica, rinfrescante, sedativa sul Cuore.

Impieghi clinici:
– Astenia, vomito, diarrea: miglio bollito (tonifica la Milza e rafforza la sua capacità di trasformazione).
Cuocere 80 g di miglio in poca acqua finché non si sia ben asciugato e cominci a formarsi una crosticina attorno al tegame. Mangiare spesso, anche durante i pasti;
– Calore e fuoco di Stomaco con sete eccessiva, irrequietezza, apprensività, afte orali, diabete (miglio bollito);
– Accumulo di calore in Vescica con disuria, stranguria e dolore alla minzione, cistite: zuppa di miglio (drena il calore e la torpidità della vescica con effetto diuretico).
Cuocere 80 g di miglio in acqua fino ad ottenere una zuppa morbida. Per potenziarne l’azione cuocere a parte della soia verde e aggiungerla al miglio facendo ulteriormente cuocere il tutto sino ad ottenere una zuppa omogenea.

Frumento

Il frumento è il cereale base della nostra alimentazione, il suo progenitore è il farro. Ha un alto contenuto di proteine: 13-14% il grano duro, 12% il grano tenero (la carne, per fare un confronto, ne contiene circa il 20%), sono però proteine incomplete, in particolare è carente di lisina. Con il grano duro si ottengono la pasta, il cuscus e il semolino. La farina di grano tenero è la base per pane, dolci e molte altre preparazioni.
Dal punto di vista energetico è fresco, più dell’orzo, di sapore dolce. I meridiani destinatari sono Milza, Cuore, Rene. Nutre il Cuore e la Milza, ha azione sedativa, purifica il calore e il fuoco di Fegato, calma la sete, promuove la diuresi, arresta la sudorazione. Indicato per diarrea e disturbi gastrici se tostato, diabete, ansia, agitazione, eccesso di calore con irrequietezza, sete e gola secca, disurie degli anziani.

Mais o granoturco

Il mais è un cereale originario del centro America. È ricco di fosforo, ferro, potassio e grassi, soprattutto acidi grassi insaturi contenuti soprattutto nel germe da cui si estrae l’olio. È carente in vitamina PP e triptofano. Il contenuto proteico è intorno al 9-10%, è l’unico cereale che contiene pro-vitamina A. È rinfrescante nei periodi caldi, ha un’azione moderatrice sulla tiroide, utile per disturbi dei surreni. Dal punto di vista energetico ha natura neutra, sapore dolce, acido. I meridiani destinatari sono Stomaco e Intestino crasso. Regolarizza le funzioni di Stomaco e Milza, promuove la diuresi quindi è adatto negli edemi e nelle disurie, abbassa il colesterolo. Indicato per anoressia, dispepsia, disuria, ritenzione di umidità, edemi, ritenzione di liquidi, dislipidemia, ipercolesterolemia, coronaropatia.

Avena

Coltivata soprattutto nel Nord Europa e in parte dell’Asia, l’avena è uno tra i cereali più nutrienti, sicuramente quello con il potere calorico più elevato. L’avena è ricca di lipidi, minerali, sostanze stimolanti e tonificanti. Il contenuto proteico è poco più basso di quello del frumento (13%) ed è, tra i cereali, quello con il più alto contenuto di lisina, l’aminoacido più carente nei cereali. Sotto forma di fiocchi è utilizzata per minestre e creme, ma soprattutto per la preparazione del muesli. È ideale per i bambini, i convalescenti, le donne che allattano.
Dal punto di vista energetico ha natura tiepida, sapore dolce, insipido e salato. Tonifica la Milza, mobilizza il Qi dirigendolo verso il basso, consolida tendini e ossa, purifica il calore, promuove la diuresi eliminando l’umidità. Indicata per anoressia, astenia, gonfiore addominale, dispepsia, diarrea, diabete, dolori articolari da deficit, ipotiroidismo, patologie dell’apparato locomotore, dolori articolari.

Farro

La coltivazione del farro si diffuse in epoca romana; è una varietà di grano duro adottato come base dell’alimentazione del popolo e dei legionari. Il farro è ricco di proteine, contiene tutti gli aminoacidi essenziali, i sali minerali principali (sodio, calcio, magnesio, silicio, fosforo, zolfo, ferro), molte vitamine (B1, B2, D, E, K, PP) e oligoelementi (zinco, rame, manganese, iodio, ecc.).
Dal punto di vista energetico è tiepido, di sapore dolce. Ha azione analoga al frumento ma rispetto a questo non crea umidità, dunque è più adatto ai soggetti che soffrono di allergie e patologie cutanee.

Segale

La segale è una pianta robusta e adattabile a qualsiasi tipo di clima e di latitudine. È ricca di calcio, sodio, potassio, iodio, fluoro, contiene vitamina D. Rispetto al frumento è leggermente più povera di proteine e sali. Ha un effetto depurativo, rivitalizza la muscolatura, dà energia e resistenza, utile in caso di ipertensione e arteriosclerosi, per le malattie cardiovascolari.

Grano saraceno

Il grano saraceno non è propriamente un cereale, poiché non appartiene alla famiglia delle Graminacee, bensì a quella delle Poliganacee, tuttavia è affine ai cereali in virtù dei suoi principi nutritivi e degli usi cui viene destinato. Popolare soprattutto in Russia, è coltivato in alcune regioni italiane di montagna. È ricco di calcio, sodio, magnesio, fosforo, ferro, vitamina B-P-E, molti aminoacidi. Il contenuto proteico è intorno all’11% con un contenuto discreto di lisina, rispetto alla media degli altri cereali.
Dal punto di vista energetico ha natura fresca, sapore dolce. I meridiani destinatari sono Stomaco, Milza, Intestino crasso. Sostiene le funzioni della Milza, drena l’umidità, elimina la stasi di cibo, regola il Qi mantenendone il flusso verso il basso, regolarizza l’intestino, ha azione antiipertensiva. Indicato per astenia, diarrea da umidità-calore, gonfiore e dolore addominale da stasi del Qi, dispepsia da stasi di cibo, emorroidi e fragilità capillare, ipertensione, leucorrea.

Quinoa

Come il grano saraceno, nemmeno la quinoa può dirsi a regola un cereale. Si tratta di una Chenopodiacea che cresce in Perù, sugli altopiani in quanto predilige i climi freschi. Dopo il mais era il secondo cereale conosciuto e coltivato dagli Atzechi. Ancor oggi rappresenta l’alimento base per le popolazioni rurali delle Ande. La quinoa non contiene glutine, è un alimento molto equilibrato e ricco di proteine, contiene tutti gli aminoacidi essenziali. È ottima per la crescita.

I cereali botanicamente fanno parte della famiglia delle Graminacee, sono piante erbacee che hanno un fusto eretto, tubulare, diviso da nodi da cui partono le foglie, l’abbondanza in silicio dà la caratteristica della forza e della robustezza. Sebbene le pareti del fusto siano sottili, la sua resistenza ed elasticità reggono il confronto con le più ardite costruzioni dell’uomo. Il fiore è poco appariscente, il frutto è la cariosside, il seme è una sostanza altamente nutritiva (germe), è l’embrione di una nuova pianta. Il tempo di maturazione è molto lungo (dai 5 ai 9 mesi).

Il cereale è un seme e come tale ha la proprietà di ridare vita a un’altra pianta. La spiga presenta una forma d’ordine e d’equilibrio, le forze elettromagnetiche del cielo sono raccolte dalle lunghe reste del seme del cereale e sono trasmesse all’uomo che se ne nutre. Il cereale cresce verso l’alto rivolgendosi al sole, all’aria, alla luce.

Osservando attentamente la pianta di cui ci nutriamo possiamo scoprire particolari e caratteristiche che diventeranno esattamente la forma energetica che plasma colui che se ne nutre. Il chicco resta sotto la terra dove marcisce e produce la nuova spiga dopo un lungo tempo di maturazione. Il chicco può mantenersi vitale per tempi lunghissimi e a distanza di millenni può di nuovo riprodurre la pianta, contiene in qualche modo un messaggio di grande energia a lungo, lunghissimo termine, quasi un messaggio d’eternità.

Il cereale nutre in particolare la vita mentale, la scioltezza e la flessibilità del pensiero, la lenta maturazione delle idee. Rallenta l’impulsività e gli eccessi emozionali per portare alla riflessione, all’organizzazione, a una sorta d’ordine che consente una migliore comprensione. Un’alimentazione che utilizzi i cereali come alimento base sarà particolarmente utile per chi studia, o per chi ha bisogno di un buon carburante per la mente.

I cereali contengono carboidrati, proteine, fibre, enzimi, oli, vitamine, sali minerali. I carboidrati dei cereali (amidi) sono a lento assorbimento pertanto forniscono energia continua, in questo modo il bisogno di glucidi da parte dell’organismo è mantenuto in modo costante. L’assimilazione è favorita dalla presenza di vitamine B che essi contengono. I carboidrati raffinati esauriscono le riserve minerali dell’organismo, soprattutto di calcio e scompensano la flora batterica per la carenza di vitamine ed enzimi.

Le proteine sono contenute nei cereali integrali in una buona quantità ma non sono complete.I grassi sono contenuti in particolare nel germe che contiene un olio ricco di fosfati naturali e di vitamina E. Nei cereali raffinati il germe è eliminato. I sali minerali contenuti sono numerosi: calcio, fosforo, magnesio, silicio, manganese, rame, ferro. Le vitamine contenute nei cereali integrali sono: la provitamina A, diverse vitamine del gruppo B, le vitamine C, D, E, K, PP.


È importante che i cereali siano integrali, biologici, non ossidati. La raffinazione conserva solo l’amido ed elimina tutti i nutrienti, d’altra parte eliminando le parti esterne del chicco riduce la tossicità dovuta ai moderni metodi di coltivazione. Inoltre l’uso di concimi chimici fa sì che i cereali contengano fino a quattro volte di più la normale quantità di potassio, due volte di più di acido fosforico, la metà della quantità di magnesio, sei volte di meno di sodio, tre volte di meno di rame, ecc.

Considerando i vari livelli dell’uomo: fisico, emotivo, mentale e spirituale, i cereali in generale nutrono l’intero essere e danno particolarmente energia alla mente. Ognuno di essi poi nutre un particolare livello della mente che a sua volta può essere distinta in un piano più fisico o materiale, emotivo, mentale e spirituale.

Procedendo lungo i diversi piani dal basso verso l’alto troveremo al livello più materiale la quinoa, il farro, poi il grano e l’avena nel passaggio tra fisico ed emotivo. Quindi il saraceno, il mais e la segale che sono colorati; con il suo giallo il mais è l’estremo emozionale che già si riduce leggermente con la segale. In seguito sul piano razionale avremo il miglio, poi l’orzo ed il riso integrale. Sul piano più alto avremo il riso basmati bianco col suo chicco allungato e sottile. Riassumendo:
– Spirituale: riso basmati bianco;

– Mentale: riso basmati integrale, riso integrale, orzo, miglio;

– Emotivo: saraceno, segale, mais;

– Fisico: avena, grano, farro e quinoa.

Attraverso questa chiave di comprensione è possibile alimentarsi in funzione della parte di noi che abbiamo bisogno di sviluppare o di limitare per un nostro equilibrio, per guarire o semplicemente per il raggiungimento di un obiettivo. È possibile inoltre individuare in base alla fisiognomica e ai temperamenti quali sono i cibi più graditi o sgraditi alle persone, quali alimenti attenuano un eccesso e quali lo portano all’esasperazione.

Dal punto di vista della dietetica cinese i cereali sono alla base del Qi, essi rappresentano la base del nutrimento, tutti agiscono sul sistema Milza-Pancreas e Stomaco con delle piccole differenze nella loro azione. Rispetto ai sapori si distinguono:

– Dolce: riso;

– Piccante: miglio;

– Salato: orzo e avena;

– Acido: mais;

– amaro: trigonella (fieno greco).

I cereali hanno una natura equilibrata essendo neutri, appena tiepidi o leggermente freschi. Essendo tutti dolci di base hanno effetto tonificante, ognuno poi ha una sfumatura d’azione, il riso è solo dolce, il miglio è dolce e piccante, ecc. Dire che il miglio è piccante significa che è in grado di mobilizzare l’energia pertanto può essere utile per trattare il gonfiore addominale che si presenta dopo i pasti per un deficit della Milza.

Riso

Il riso è il cereale più consumato al mondo, contiene vitamina B, in particolare B1. Il suo contenuto proteico è il più basso tra i cereali (7,5%), in compenso la qualità nutrizionale è superiore a quella delle proteine del frumento.

Il riso integrale ha il nome commerciale di sbramato di risone perché al riso raccolto (risone) vengono tolte solo le bucce più esterne (lolla). Resta comunque molto ricco di proteine, vitamine e sali.
Il riso raffinato può essere “brillato” o “camolino” a seconda che, alla fine delle operazioni di raffinazione, venga trattato con talco o con olio di vaselina. Queste aggiunte si rendono necessarie per evitare la degradazione del seme non più protetto dai suoi tegumenti. Al talco si imputa un’azione irritante sulle mucose, l’olio di vaselina è di derivazione chimica.

Dal punto di vista energetico il riso ha natura neutra, leggermente tiepida, sapore dolce, i meridiani destinatari sono Milza e Stomaco. Tonifica la Milza e il Triplice riscaldatore medio, armonizza lo Stomaco, tonifica il Qi e il sangue, purifica lievemente il calore, seda la sete, regola la produzione dei liquidi, è antidiarroico, regolarizza le attività dei cinque Organi. Ha dunque proprietà tonica, sedativa, dissetante, antidiarroica. Il riso glutinoso è tiepido ed è utile per l’iperidrosi.
Il riso è molto utile nelle condizioni da deficit in particolare di Stomaco e Milza; inoltre si consiglia nel calore da deficit post-febbrile (la febbre consuma il Qi e i liquidi dando astenia).

Impieghi clinici:

– Irritabilità, sete, sterilità, minzione difficoltosa da fuoco in eccesso che danneggia i fluidi: zuppa di riso non glutinoso (tonifica e nutre lo yin di stomaco e intestini, promuove la diuresi; non si utilizza in caso di freddo nello stomaco: diarrea acquosa, anoressia, lombalgia, estremità fredde).
Si fanno bollire 30-50 g di riso senza alzare il coperchio, a fine cottura si aggiunge un pizzico di zucchero di canna;
– Sterilità maschile, disordini urinari, costituzione debole: zuppa di riso salata (nutre lo yin dei 5 Organi, promuove la diuresi. Tonifica i fluidi e il Jing, beneficia le costituzioni deboli).
Si fanno bollire 250 g di riso in acqua fino a formare una zuppa morbida, una volta cotta si utilizza la schiumatura, si sala e si beve una volta al dì;
– Debolezza, sudorazione eccessiva per deficit di Milza e Stomaco, soprattutto nei bambini e nelle donne con facile irritabilità ed esaurimento nervoso: zuppa di riso e grano (effetto calmante e tonificante sul Cuore, astringente per l’ipersudorazione, tonificante per Stomaco e Intestini, ricostituente).
Far cuocere 500 g di riso e 600 g di grano fino ad ottenere una zuppa abbastanza fluida, ben cotta, a fine cottura aggiungere un po’ di zucchero di canna;
– Diarrea (da freddo).
Cuocere 100 g di riso fino ad ottenere una zuppa cremosa, poi aggiungere 30 g di aglio pestato, consumare caldo.

Orzo

L’orzo è una pianta erbacea a coltivazione annua destinata prevalentemente alla fabbricazione di malto per l’industria della birra. Viene consumato prevalentemente in chicchi e fiocchi. Ne esistono due varietà: l’orzo perlato, cui sono stati eliminati i tegumenti esterni per cui è stato impoverito di tutti i nutrienti principali, soprattutto vitamine e minerali, e l’orzo mondo o mondato o decorticato, completo dei tegumenti esterni. È ricco di magnesio, vitamina E, vitamina PP, vitamina B12 (solo nell’orzo mondo, non in quello perlato), contiene calcio, potassio, fosforo.
Dal punto di vista energetico l’orzo ha natura fresca, il sapore è dolce, leggermente salato, i meridiani destinatari sono Milza e Stomaco, ha proprietà rinfrescante, diuretica, depurativa. Rafforza la Milza, favorisce la digestione, promuove la diuresi, purifica il calore, disintossica, accelera la rimarginazione delle ulcere del tratto digerente. L’orzo germinato ha la proprietà di arrestare la lattazione.

Impieghi clinici:
– Gonfiore post-prandiale, pienezza gastrica: polvere d’orzo (azione digestiva). Si polverizza l’orzo e si utilizzano circa 6-9 g ogni volta. Si mette la polvere in acqua fredda, si porta a bollire e si lascia decuocere per 15-30 minuti;
– Diarrea, patologie infiammatorie croniche del digerente, morbo di Chron: zuppa di orzo (azione rinfrescante sul digerente, drena il calore tossico, rafforza la capacità di trasformazione della Milza).
Si cuociono 60 g di orzo in acqua fino ad ottenere una zuppa densa e cremosa, si suddivide in tre parti e si consuma durante la giornata;
– Itteri da eccesso di calore di Fegato e deficit di Milza: zuppa d’orzo;
– Disturbi urinari con urine torbide e disuria, cistite: decotto di orzo con succo di zenzero (azione diuretica, rinfrescante, drena il calore e la torpidità delle urine, rafforza la capacità di trasformazione della Milza). Si fanno bollire 100 g di orzo, si filtra il liquido e si aggiunge del succo di zenzero, un cucchiaio di miele e si mescola bene. Si beve 3 volte al dì prima dei pasti.

Miglio
La provenienza di questo cereale è piuttosto incerta, alcuni lo fanno risalire al continente asiatico, altri all’Africa. Il miglio è molto ricco di lecitina, fosforo, ferro, silicio, in quantità minore fluoro, manganese, vitamina A e B, unico cereale alcalino. È il cibo base di molte popolazione africane e dei russi. Il tenore di proteine è intorno all’11%, più del mais e dell’orzo.
È consumato in chicchi decorticati perché il sottile tegumento che copre il seme è inattaccabile dai succhi digestivi, la sua eliminazione non comporta grandi perdite nutrizionali come succede per frumento, riso e orzo.

Il miglio diminuisce e neutralizza l’acidità, combatte l’anemia, cura disfunzioni di pancreas e fegato, rinforza la memoria grazie al contenuto in lecitina e fosforo, e ha un effetto positivo su unghie, capelli e pelle per il contenuto in silicio.
Dal punto di vista energetico questo cereale è di natura fresca, il sapore è dolce, salato, leggermente piccante. I meridiani destinatari sono: Milza, Stomaco, Polmone, Intestino. Tonifica il Qi, attiva la Milza, nutre lo Stomaco regolandone l’attività discendente, promuove la diuresi, purifica il calore, ha azione sedativa ed un effetto antitossico, elimina l’umidità e i catarri (tan). Ha proprietà tonica, digestiva, antiemetica, antidiarroica, diuretica, rinfrescante, sedativa sul Cuore.

Impieghi clinici:
– Astenia, vomito, diarrea: miglio bollito (tonifica la Milza e rafforza la sua capacità di trasformazione).
Cuocere 80 g di miglio in poca acqua finché non si sia ben asciugato e cominci a formarsi una crosticina attorno al tegame. Mangiare spesso, anche durante i pasti;
– Calore e fuoco di Stomaco con sete eccessiva, irrequietezza, apprensività, afte orali, diabete (miglio bollito);
– Accumulo di calore in Vescica con disuria, stranguria e dolore alla minzione, cistite: zuppa di miglio (drena il calore e la torpidità della vescica con effetto diuretico).
Cuocere 80 g di miglio in acqua fino ad ottenere una zuppa morbida. Per potenziarne l’azione cuocere a parte della soia verde e aggiungerla al miglio facendo ulteriormente cuocere il tutto sino ad ottenere una zuppa omogenea.

Frumento

Il frumento è il cereale base della nostra alimentazione, il suo progenitore è il farro. Ha un alto contenuto di proteine: 13-14% il grano duro, 12% il grano tenero (la carne, per fare un confronto, ne contiene circa il 20%), sono però proteine incomplete, in particolare è carente di lisina. Con il grano duro si ottengono la pasta, il cuscus e il semolino. La farina di grano tenero è la base per pane, dolci e molte altre preparazioni.
Dal punto di vista energetico è fresco, più dell’orzo, di sapore dolce. I meridiani destinatari sono Milza, Cuore, Rene. Nutre il Cuore e la Milza, ha azione sedativa, purifica il calore e il fuoco di Fegato, calma la sete, promuove la diuresi, arresta la sudorazione. Indicato per diarrea e disturbi gastrici se tostato, diabete, ansia, agitazione, eccesso di calore con irrequietezza, sete e gola secca, disurie degli anziani.

Mais o granoturco

Il mais è un cereale originario del centro America. È ricco di fosforo, ferro, potassio e grassi, soprattutto acidi grassi insaturi contenuti soprattutto nel germe da cui si estrae l’olio. È carente in vitamina PP e triptofano. Il contenuto proteico è intorno al 9-10%, è l’unico cereale che contiene pro-vitamina A. È rinfrescante nei periodi caldi, ha un’azione moderatrice sulla tiroide, utile per disturbi dei surreni. Dal punto di vista energetico ha natura neutra, sapore dolce, acido. I meridiani destinatari sono Stomaco e Intestino crasso. Regolarizza le funzioni di Stomaco e Milza, promuove la diuresi quindi è adatto negli edemi e nelle disurie, abbassa il colesterolo. Indicato per anoressia, dispepsia, disuria, ritenzione di umidità, edemi, ritenzione di liquidi, dislipidemia, ipercolesterolemia, coronaropatia.

Avena

Coltivata soprattutto nel Nord Europa e in parte dell’Asia, l’avena è uno tra i cereali più nutrienti, sicuramente quello con il potere calorico più elevato. L’avena è ricca di lipidi, minerali, sostanze stimolanti e tonificanti. Il contenuto proteico è poco più basso di quello del frumento (13%) ed è, tra i cereali, quello con il più alto contenuto di lisina, l’aminoacido più carente nei cereali. Sotto forma di fiocchi è utilizzata per minestre e creme, ma soprattutto per la preparazione del muesli. È ideale per i bambini, i convalescenti, le donne che allattano.
Dal punto di vista energetico ha natura tiepida, sapore dolce, insipido e salato. Tonifica la Milza, mobilizza il Qi dirigendolo verso il basso, consolida tendini e ossa, purifica il calore, promuove la diuresi eliminando l’umidità. Indicata per anoressia, astenia, gonfiore addominale, dispepsia, diarrea, diabete, dolori articolari da deficit, ipotiroidismo, patologie dell’apparato locomotore, dolori articolari.

Farro

La coltivazione del farro si diffuse in epoca romana; è una varietà di grano duro adottato come base dell’alimentazione del popolo e dei legionari. Il farro è ricco di proteine, contiene tutti gli aminoacidi essenziali, i sali minerali principali (sodio, calcio, magnesio, silicio, fosforo, zolfo, ferro), molte vitamine (B1, B2, D, E, K, PP) e oligoelementi (zinco, rame, manganese, iodio, ecc.).
Dal punto di vista energetico è tiepido, di sapore dolce. Ha azione analoga al frumento ma rispetto a questo non crea umidità, dunque è più adatto ai soggetti che soffrono di allergie e patologie cutanee.

Segale

La segale è una pianta robusta e adattabile a qualsiasi tipo di clima e di latitudine. È ricca di calcio, sodio, potassio, iodio, fluoro, contiene vitamina D. Rispetto al frumento è leggermente più povera di proteine e sali. Ha un effetto depurativo, rivitalizza la muscolatura, dà energia e resistenza, utile in caso di ipertensione e arteriosclerosi, per le malattie cardiovascolari.

Grano saraceno

Il grano saraceno non è propriamente un cereale, poiché non appartiene alla famiglia delle Graminacee, bensì a quella delle Poliganacee, tuttavia è affine ai cereali in virtù dei suoi principi nutritivi e degli usi cui viene destinato. Popolare soprattutto in Russia, è coltivato in alcune regioni italiane di montagna. È ricco di calcio, sodio, magnesio, fosforo, ferro, vitamina B-P-E, molti aminoacidi. Il contenuto proteico è intorno all’11% con un contenuto discreto di lisina, rispetto alla media degli altri cereali.
Dal punto di vista energetico ha natura fresca, sapore dolce. I meridiani destinatari sono Stomaco, Milza, Intestino crasso. Sostiene le funzioni della Milza, drena l’umidità, elimina la stasi di cibo, regola il Qi mantenendone il flusso verso il basso, regolarizza l’intestino, ha azione antiipertensiva. Indicato per astenia, diarrea da umidità-calore, gonfiore e dolore addominale da stasi del Qi, dispepsia da stasi di cibo, emorroidi e fragilità capillare, ipertensione, leucorrea.

Quinoa

Come il grano saraceno, nemmeno la quinoa può dirsi a regola un cereale. Si tratta di una Chenopodiacea che cresce in Perù, sugli altopiani in quanto predilige i climi freschi. Dopo il mais era il secondo cereale conosciuto e coltivato dagli Atzechi. Ancor oggi rappresenta l’alimento base per le popolazioni rurali delle Ande. La quinoa non contiene glutine, è un alimento molto equilibrato e ricco di proteine, contiene tutti gli aminoacidi essenziali. È ottima per la crescita.

Fonte :Fondamenti di nutrizione .Aspetti chimici,energetici e simboli degli alimenti di Catia Trevisani

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Celiachia ,qualche informazione in piu’

glutineIn Italia si stima che una persona ogni 100-150 individui sia affetta da celiachia (o morbo celiaco). I celiaci sarebbero quindi circa 400.000, anche se ne sono stati diagnosticati solo 85.000. Ogni anno vengono effettuate 5.000 nuove diagnosi e ogni anno nascono 2.800 nuovi celiaci!
Chi è celiaco deve escludere dalla dieta pane, pasta, biscotti, pizza ecc. contenenti glutine (una proteina vegetale presente in grano/frumento, farro, kamut, orzo, segale, avena – secondo il Ministero della Salute nella Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia, settembre 2010, le evidenze sperimentali indicano che la stragrande maggioranza dei celiaci può tollerare l’avena, tuttavia si preferisce precauzionalmente non includerla nella dieta priva di glutine soprattutto per il rischio di contaminazione –, spelta, triticale), ed eliminare anche le più piccole tracce di glutine da ogni alimento (il glutine purtroppo è presente in numerosi cibi come ingrediente aggiunto, per esempio prosciutto, piatti pronti, cioccolate da bar ecc.), perché questa è l’unica terapia efficace.
Conoscere i cibi vietati e quelli permessi è quindi il primo passo per vivere bene la celiachia. All’inizio può sembrare difficile, ma con un po’ di pazienza si possono scoprire nuovi modi per soddisfare il palato e seguire una dieta sana, gustosa e nutriente, ma non ingrassante. In queste pagine potrai quindi trovare tutti i suggerimenti utili per evitare il glutine e mangiare bene. Ma vediamo di conoscere meglio questo problema per affrontarlo serenamente e senza sacrificare il piacere del palato.

CHE COS’È L’INTOLLERANZA AL GLUTINE
La celiachia viene nominata per la prima volta nel 250 d.C. ma si deve arrivare al 1888 per avere una prima descrizione dettagliata dei sintomi di questa condizione. Lo fece Samuel Gee, il quale intuì che l’unico trattamento era una dieta adeguata, con pochi alimenti derivati dalla farina. Solo a metà del XX secolo però fu chiarito che la celiachia si manifesta in alcune persone in seguito all’ingestione di proteine del grano, che danneggiano la mucosa intestinale. Oggi, la scienza ha stabilito che la celiachia è una malattia digestiva di origine genetica. I celiaci reagiscono all’introduzione di alimenti ricchi di glutine, un termine utilizzato genericamente per indicare alcune proteine del grano, dell’orzo e di altri cereali. Occorre poi ricordare che alcuni eventi possono favorirne lo sviluppo, come la gravidanza, un intervento chirurgico, un’infezione virale, lo stress acuto. Altri fattori sono relativi al tipo di alimentazione e alla quantità di glutine introdotto nella dieta.

I SINTOMI A CUI FARE ATTENZIONE
Dolori addominali ricorrenti, diarrea cronica, perdita di peso (ma anche aumento ingiustificato), feci chiare, anemia, gas intestinali, dolori alle ossa, crampi muscolari, stanchezza, dolori articolari, insensibilità agli arti, ulcere dolorose nella bocca, irritazioni della pelle, danneggiamento dello smalto e del colore dei denti, irregolarità dei cicli mestruali e cambiamenti nel comportamento sono i principali sintomi della celiachia.
Le persone celiache tendono anche a sviluppare altre malattie, come quelle autoimmuni (psoriasi, dermatite herpetiforme, tiroidite autoimmune, lupus sistemico eritematoso), malattie del fegato, vascolari ecc. La connessione tra queste malattie e la celiachia può anche avere una natura genetica. Nei bambini, l’irritabilità è un sintomo molto comune, così come i ritardi nella crescita.

CHE COSA FARE PER DIAGNOSTICARE LA CELIACHIA
Risalire alla celiachia dai soli sintomi non è facile, proprio perché questi sono simili ai sintomi di altre malattie, come quelle che interessano l’intestino, e a forme di stanchezza cronica e di depressione. Inoltre, in una percentuale non piccola dei casi, la celiachia non ha sintomi evidenti, pur comportando un danneggiamento dei tessuti intestinali.
La diagnosi passa quindi per esami del sangue che valutino la presenza di una coppia di anticorpi specifici: gli AGA e gli EMA. Se i risultati dei due test sono positivi (se cioè gli anticorpi sono presenti), per una conferma definitiva occorre fare un’endoscopia, il prelievo di una porzione di tessuto intestinale. Tale prelievo sarà utile per valutare tramite esame istologico lo stato di danneggiamento e atrofia dei villi.

IL GLUTINE PUÒ AGGRAVARE LA PSORIASI
Due milioni e mezzo sono gli italiani affetti dalla psoriasi, una malattia che può creare non pochi problemi, anche di autostima, in chi ne soffre. Questo disturbo della pelle si presenta infatti con chiazze di pelle ispessita, arrossata e infiammata, spesso coperte da scagliette argentee, che possono presentarsi anche su zone molto visibili del corpo (mani, cuoio capelluto e gomiti) creando disagi nella persona affetta da psoriasi. Ecco perché è importante prevenire gli attacchi, e per farlo è necessario seguire anche una dieta adeguata.

I SINTOMI E LE CAUSE DELLA PSORIASI
La psoriasi è una malattia della pelle cronica non contagiosa le cui origini sono ancora sconosciute. È caratterizzata da zone di pelle arrossata, ispessita, ricoperta da squame argentee. L’estensione delle lesioni può variare da piccole aree localizzate a tutta la superficie corporea. Possono essere colpite anche le articolazioni, le unghie e le mucose. Alla base della psoriasi vi è l’aumento del turnover cellulare (l’organismo è indotto a un’abnorme produzione delle cellule cutanee, che si rinnovano troppo rapidamente: ogni 3-4 giorni anziché ogni 28 come sarebbe naturale). L’evoluzione è imprevedibile: ci possono essere riacutizzazioni, così come miglioramenti notevoli e, a volte, anche lunghi periodi in cui il disturbo non si presenta (fasi di remissione).

Vi sono vari fattori in grado di provocare le manifestazioni cutanee tipiche della malattia. Ecco i principali: traumi meccanici, chimici, allergici o di altra natura (lesioni della cute come abrasioni, escoriazioni, grattamenti, iniezioni endovenose, sfregamenti, tatuaggi, punture d’insetto, ustioni ecc.); infezioni da streptococchi, specialmente delle alte vie respiratorie nei bambini; spesso il morbillo precede una manifestazione cutanea di psoriasi, ma può anche migliorare il decorso della malattia; farmaci quali litio, beta-bloccanti usati come ipotensivi, antimalarici, l’indometacina, salicilati, composti iodati; steroidi; fattori emotivi (variabili da persona a persona); alcol e fumo; cause ormonali (si sono osservati peggioramenti e comparsa di psoriasi in corrispondenza di pubertà e menopausa); sovrappeso e magrezza (non di rado la malattia compare a seguito di un repentino aumento di peso o dimagrimento).

Infine, occorre ricordare che, anche se in genere sole e caldo migliorano la psoriasi, talvolta però si assiste a peggioramenti in seguito all’esposizione ai raggi solari o a lampade a raggi ultravioletti (questo capita soprattutto ai soggetti con la pelle chiara, che al sole si scottano facilmente essendo fotosensibili).

PSORIASI, GLUTINE E ALTRI ALIMENTI
In presenza di psoriasi, è bene ridurre o eliminare il glutine almeno per un mese o due. Numerose ricerche hanno infatti dimostrato che la psoriasi spesso si presenta in persone che, anche senza saperlo, soffrono di celiachia (intolleranza al glutine). E, quand’anche così non fosse, si è potuto osservare che la riduzione o l’eliminazione del glutine dalla dieta per un certo periodo dà sempre ottimi risultati.
Sono inoltre controindicati zucchero e cibi che lo contengono; cereali e derivati raffi nati; carni rosse; insaccati e salumi; latte e derivati (lo yogurt può essere tollerato); fast-food, cibi fritti, in scatola, con additivi e/o con grassi idrogenati; spezie (consentite zenzero e cannella); aceto; alcolici. In alcuni casi possono dare problemi pomodori crudi, melanzane, peperoni, carciofi, funghi, patate, legumi, mele crude, mirtilli e frutti di bosco, melone, anguria, agrumi, cachi, uvetta, frutta oleosa tranne le mandorle.

Ricordiamo che un altro consiglio alimentare utile in presenza di questa malattia della pelle è quello di assumere 3-4 volte a settimana il pesce, soprattutto quello di mare, ricco di Omega 3 antinfiammatori e rigeneranti della pelle. Indicate anche le carni bianche (pollo, tacchino, vitello, coniglio), i legumi e il tofu ma solo se tollerati. Sono infine particolarmente utili i cibi ricchi di vitamina B5 (yogurt, riso integrale, pesce, mandorle) poiché necessaria per l’elasticità della pelle.

SOVRAPPESO E SENSIBILITÀ AL GLUTINE
Non esiste un test ufficiale per individuare la sensibilità al glutine (che non è la celiachia!) o “gluten sensitivity”. I suoi sintomi sono molto variabili, da gonfi ori e/o dolori addominali, stipsi e diarrea alternate a emicrania, stanchezza, sovrappeso o difficoltà a dimagrire ecc. Tutti sintomi che – secondo i soggetti che ne sono affetti – migliorano con una dieta senza glutine.
La recente definizione e lo studio della “gluten sensitivity” (una forma di intolleranza al glutine che provoca gli stessi sintomi della celiachia e che pare interessi il 20% della popolazione sana) ha consentito di comprendere meglio i fenomeni infiammatori da cibo.
La reazione al glutine è dovuta all’attivazione dei recettori che svolgono nell’organismo la funzione di segnalare un pericolo (in quel caso il superamento di un livello di soglia dell’assunzione di un certo cibo) e manifestano la reazione infiammatoria come fosse un “segnale di allarme” affinché si cambi il comportamento alimentare.

Ricordiamo che l’infiammazione può provocare insulino-resistenza delle cellule: queste ultime non riescono a utilizzare gli zuccheri, che si accumulano, quindi, sotto forma di grasso causando sovrappeso difficile da eliminare e, soprattutto, accumuli di grasso sulla pancia.
L’eliminazione del glutine dalla dieta, o la sua riduzione (per esempio, potrebbe essere una buona scelta mangiare cibi che contengono questa proteina solo a colazione ed eliminarli dagli altri pasti, oppure mangiarli una volta ogni tre giorni) in questi casi si manifesta con rapidi miglioramenti a livello di perdita di peso e di miglioramento della diuresi.
Attenzione, però, i cibi senza glutine non sono necessariamente dimagranti. L’azione snellente di una dieta senza glutine si realizza infatti con un programma mirato che preveda pasti completi e bilanciati adatti a far bruciare più calorie ed eliminare il grasso superfluo. Se volete saperne di più e avere un programma anti adipe super efficace, potete provare quello proposto alle pagine 147-157. Ecco qui di seguito una guida pratica per mangiare senza glutine adatta a tutti.

GUIDA ALLA SCELTA DEL CIBO QUOTIDIANO
Gli alimenti consentiti
Riso: privo di glutine, non favorisce i gonfi ori addominali. Ottimi l’integrale, il semintegrale e il parboiled. Da mangiare anche tutti i giorni.
Miglio: privo di glutine, rigenera capelli e unghie. Ottimo lessato, miscelato a uova e verdure, poi passato in forno. Ideale per polpette vegetali e nella dieta vegetariana.
Mais: privo di glutine, è diuretico e depurativo. Usalo per la polenta, da accompagnare con verdure e cibi proteici.
Amaranto: privo di glutine, è anti gonfi ori. Da lessare e poi saltare in padella con verdure e un cibo proteico. Puoi usarlo come il miglio.
Quinoa: priva di glutine, è antigonfiori e particolarmente indicata per chi vuol perdere peso. Ottima anche per polpette vegetali e tortini da cuocere in forno.
Grano saraceno: privo di glutine, con la sua farina puoi fare pane, piadine e pasta molto buoni. Ottima la zuppa.
Carne: la più indicata è la carne bianca non conservata (pollo, tacchino, vitello e, più raramente, coniglio). Da cucinare in padella, alla griglia o in forno.
Prosciutto crudo: va tolta la sugna, cioè quell’impasto bianco-giallo presente dove non c’è cotenna. È l’unico salume senza rischi.
Pesce e molluschi: la materia prima di questi prodotti è naturalmente priva di glutine e le procedure di preparazione e conservazione non comportano rischi di contaminazione accidentale.
Uova: per le uova il consumo accettabile è da 1 a 3 uova a settimana, da abbinare a verdure e a un cereale consentito.
Frutta fresca: è tutta consentita, ma meglio mangiarla lontano dai pasti, con qualche frutto oleoso, per evitare gonfiori addominali.
Verdura fresca: è tutta consentita ma, se l’intestino ha avuto problemi, meglio consumarla cotta, anche brevemente.
Legumi: sono consentiti, tuttavia i legumi secchi possono essere venuti in contatto con cereali contenenti glutine durante il confezionamento (vedi sempre l’etichetta).
Soia: è consentita (anche come farina), ma occhio all’etichetta, perché come i legumi potrebbe essere venuta in contatto con cereali contenenti glutine.
Latte senza additivi: è consentito, ma occorre sempre leggere l’etichetta, soprattutto se contiene additivi. Da non usare nella fase iniziale della dieta, quando l’intestino è ancora sofferente.
Yogurt naturale: è consentito. Da evitare invece gli yogurt con creme, cereali ecc.
Panna fresca o senza additivi: è consentita, ma occorre sempre leggere l’etichetta. Da non usare nella fase iniziale della dieta, quando l’intestino è ancora sofferente.
Caffè e tè: sono consentiti, ma anche in questo caso è bene leggere l’etichetta.
Bevande gassate: sono consentite, ma occasionalmente e non nella fase iniziale del percorso anti celiachia, perché irritano l’intestino.
Succhi di frutta senza additivi: possono essere consumati liberamente tutti i succhi di frutta e tutti i nettari di frutta di qualsiasi marca non addizionati di vitamine o altre sostanze.
Vino: è consentito. Da non usare nella fase iniziale della dieta, quando l’intestino è ancora sofferente.
Grappa e rum: sono consentiti. Da non usare nella fase iniziale della dieta, quando l’intestino è ancora sofferente.
Prodotti da forno senza glutine: sono consentiti (accertarsi che riportino la scritta “senza glutine” sulla confezione).
Zucchero e miele: sono consentiti.
Oli (d’oliva, di mais): sono consentiti.
Aceti: quelli di vino non aromatizzati, di mele, il balsamico tradizionale DOP e il balsamico di Modena IGP sono consentiti.

Gli alimenti vietati
Orzo, avena, segale, kamut, farro, grano/frumento, spelta, triticale e tutti gli alimenti che li possono contenere: per esempio, pane, pizza, focaccia, piadina, lievito madre (pasta acida), snack, merendine, biscotti, torte, ravioli, gnocchi, couscous, muesli, malto, besciamella, crema pasticcera, panature, minestre pronte, seitan, yogurt ai cereali, birra, whisky, gin, vodka e, per i celiaci, anche i prodotti che riportano “può contenere tracce di glutine”.

Gli alimenti a rischio
Formaggi fusi e sottilette: talvolta possono essere addizionati con farine di cereali contenenti glutine (o con il solo glutine) per un maggior effetto addensante. Leggere bene l’etichetta.
Latte in polvere e panna montata: sono considerati a rischio perché potrebbero contenere glutine o essere a rischio di contaminazione. Leggere bene l’etichetta.
Yogurt alla frutta: sono considerati a rischio perché potrebbero contenere glutine o essere a rischio di contaminazione. Leggere bene l’etichetta.
Maionese, senape e salsa di soia: possono contenere glutine o essere a rischio di contaminazione. Leggere bene l’etichetta.
Oli di semi vari: sono a rischio contaminazione.
Cioccolato: può contenere glutine o essere a rischio di contaminazione. Leggere bene l’etichetta.
Gomme da masticare: anche se molte sono ammesse, alcune possono contenere glutine.
Dadi e risotti pronti: spesso contengono glutine e/o farine con glutine, usate per lo più come addensanti.
Omogeneizzati: possono contenere glutine. Meglio preparare omogeneizzati casalinghi: basta avere un omogeneizzatore (è un attrezzo piccolo e dal prezzo contenuto), metterci dentro carne o pesce già cotti a pezzetti, aggiungere un cucchiaio scarso di brodo e azionare.
Mousse di frutta: possono contenere glutine. Leggere bene l’etichetta.

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Fonte: 10 giorni senza glutine di Maria Fiorella Coccolo

 

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Quando eliminare il glutine

glutineIn Italia si stima che una persona ogni 100-150 individui sia affetta da celiachia (o morbo celiaco). I celiaci sarebbero quindi circa 400.000, anche se ne sono stati diagnosticati solo 85.000. Ogni anno vengono effettuate 5.000 nuove diagnosi e ogni anno nascono 2.800 nuovi celiaci!
Chi è celiaco deve escludere dalla dieta pane, pasta, biscotti, pizza ecc. contenenti glutine (una proteina vegetale presente in grano/frumento, farro, kamut, orzo, segale, avena – secondo il Ministero della Salute nella Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia, settembre 2010, le evidenze sperimentali indicano che la stragrande maggioranza dei celiaci può tollerare l’avena, tuttavia si preferisce precauzionalmente non includerla nella dieta priva di glutine soprattutto per il rischio di contaminazione –, spelta, triticale), ed eliminare anche le più piccole tracce di glutine da ogni alimento (il glutine purtroppo è presente in numerosi cibi come ingrediente aggiunto, per esempio prosciutto, piatti pronti, cioccolate da bar ecc.), perché questa è l’unica terapia efficace.
Conoscere i cibi vietati e quelli permessi è quindi il primo passo per vivere bene la celiachia. All’inizio può sembrare difficile, ma con un po’ di pazienza si possono scoprire nuovi modi per soddisfare il palato e seguire una dieta sana, gustosa e nutriente, ma non ingrassante. In queste pagine potrai quindi trovare tutti i suggerimenti utili per evitare il glutine e mangiare bene. Ma vediamo di conoscere meglio questo problema per affrontarlo serenamente e senza sacrificare il piacere del palato.

CHE COS’È L’INTOLLERANZA AL GLUTINE
La celiachia viene nominata per la prima volta nel 250 d.C. ma si deve arrivare al 1888 per avere una prima descrizione dettagliata dei sintomi di questa condizione. Lo fece Samuel Gee, il quale intuì che l’unico trattamento era una dieta adeguata, con pochi alimenti derivati dalla farina. Solo a metà del XX secolo però fu chiarito che la celiachia si manifesta in alcune persone in seguito all’ingestione di proteine del grano, che danneggiano la mucosa intestinale. Oggi, la scienza ha stabilito che la celiachia è una malattia digestiva di origine genetica. I celiaci reagiscono all’introduzione di alimenti ricchi di glutine, un termine utilizzato genericamente per indicare alcune proteine del grano, dell’orzo e di altri cereali. Occorre poi ricordare che alcuni eventi possono favorirne lo sviluppo, come la gravidanza, un intervento chirurgico, un’infezione virale, lo stress acuto. Altri fattori sono relativi al tipo di alimentazione e alla quantità di glutine introdotto nella dieta.

I SINTOMI A CUI FARE ATTENZIONE
Dolori addominali ricorrenti, diarrea cronica, perdita di peso (ma anche aumento ingiustificato), feci chiare, anemia, gas intestinali, dolori alle ossa, crampi muscolari, stanchezza, dolori articolari, insensibilità agli arti, ulcere dolorose nella bocca, irritazioni della pelle, danneggiamento dello smalto e del colore dei denti, irregolarità dei cicli mestruali e cambiamenti nel comportamento sono i principali sintomi della celiachia.
Le persone celiache tendono anche a sviluppare altre malattie, come quelle autoimmuni (psoriasi, dermatite herpetiforme, tiroidite autoimmune, lupus sistemico eritematoso), malattie del fegato, vascolari ecc. La connessione tra queste malattie e la celiachia può anche avere una natura genetica. Nei bambini, l’irritabilità è un sintomo molto comune, così come i ritardi nella crescita.

CHE COSA FARE PER DIAGNOSTICARE LA CELIACHIA
Risalire alla celiachia dai soli sintomi non è facile, proprio perché questi sono simili ai sintomi di altre malattie, come quelle che interessano l’intestino, e a forme di stanchezza cronica e di depressione. Inoltre, in una percentuale non piccola dei casi, la celiachia non ha sintomi evidenti, pur comportando un danneggiamento dei tessuti intestinali.
La diagnosi passa quindi per esami del sangue che valutino la presenza di una coppia di anticorpi specifici: gli AGA e gli EMA. Se i risultati dei due test sono positivi (se cioè gli anticorpi sono presenti), per una conferma definitiva occorre fare un’endoscopia, il prelievo di una porzione di tessuto intestinale. Tale prelievo sarà utile per valutare tramite esame istologico lo stato di danneggiamento e atrofia dei villi.

IL GLUTINE PUÒ AGGRAVARE LA PSORIASI
Due milioni e mezzo sono gli italiani affetti dalla psoriasi, una malattia che può creare non pochi problemi, anche di autostima, in chi ne soffre. Questo disturbo della pelle si presenta infatti con chiazze di pelle ispessita, arrossata e infiammata, spesso coperte da scagliette argentee, che possono presentarsi anche su zone molto visibili del corpo (mani, cuoio capelluto e gomiti) creando disagi nella persona affetta da psoriasi. Ecco perché è importante prevenire gli attacchi, e per farlo è necessario seguire anche una dieta adeguata.

I SINTOMI E LE CAUSE DELLA PSORIASI
La psoriasi è una malattia della pelle cronica non contagiosa le cui origini sono ancora sconosciute. È caratterizzata da zone di pelle arrossata, ispessita, ricoperta da squame argentee. L’estensione delle lesioni può variare da piccole aree localizzate a tutta la superficie corporea. Possono essere colpite anche le articolazioni, le unghie e le mucose. Alla base della psoriasi vi è l’aumento del turnover cellulare (l’organismo è indotto a un’abnorme produzione delle cellule cutanee, che si rinnovano troppo rapidamente: ogni 3-4 giorni anziché ogni 28 come sarebbe naturale). L’evoluzione è imprevedibile: ci possono essere riacutizzazioni, così come miglioramenti notevoli e, a volte, anche lunghi periodi in cui il disturbo non si presenta (fasi di remissione).

Vi sono vari fattori in grado di provocare le manifestazioni cutanee tipiche della malattia. Ecco i principali: traumi meccanici, chimici, allergici o di altra natura (lesioni della cute come abrasioni, escoriazioni, grattamenti, iniezioni endovenose, sfregamenti, tatuaggi, punture d’insetto, ustioni ecc.); infezioni da streptococchi, specialmente delle alte vie respiratorie nei bambini; spesso il morbillo precede una manifestazione cutanea di psoriasi, ma può anche migliorare il decorso della malattia; farmaci quali litio, beta-bloccanti usati come ipotensivi, antimalarici, l’indometacina, salicilati, composti iodati; steroidi; fattori emotivi (variabili da persona a persona); alcol e fumo; cause ormonali (si sono osservati peggioramenti e comparsa di psoriasi in corrispondenza di pubertà e menopausa); sovrappeso e magrezza (non di rado la malattia compare a seguito di un repentino aumento di peso o dimagrimento).

Infine, occorre ricordare che, anche se in genere sole e caldo migliorano la psoriasi, talvolta però si assiste a peggioramenti in seguito all’esposizione ai raggi solari o a lampade a raggi ultravioletti (questo capita soprattutto ai soggetti con la pelle chiara, che al sole si scottano facilmente essendo fotosensibili).

PSORIASI, GLUTINE E ALTRI ALIMENTI
In presenza di psoriasi, è bene ridurre o eliminare il glutine almeno per un mese o due. Numerose ricerche hanno infatti dimostrato che la psoriasi spesso si presenta in persone che, anche senza saperlo, soffrono di celiachia (intolleranza al glutine). E, quand’anche così non fosse, si è potuto osservare che la riduzione o l’eliminazione del glutine dalla dieta per un certo periodo dà sempre ottimi risultati.
Sono inoltre controindicati zucchero e cibi che lo contengono; cereali e derivati raffi nati; carni rosse; insaccati e salumi; latte e derivati (lo yogurt può essere tollerato); fast-food, cibi fritti, in scatola, con additivi e/o con grassi idrogenati; spezie (consentite zenzero e cannella); aceto; alcolici. In alcuni casi possono dare problemi pomodori crudi, melanzane, peperoni, carciofi, funghi, patate, legumi, mele crude, mirtilli e frutti di bosco, melone, anguria, agrumi, cachi, uvetta, frutta oleosa tranne le mandorle.

Ricordiamo che un altro consiglio alimentare utile in presenza di questa malattia della pelle è quello di assumere 3-4 volte a settimana il pesce, soprattutto quello di mare, ricco di Omega 3 antinfiammatori e rigeneranti della pelle. Indicate anche le carni bianche (pollo, tacchino, vitello, coniglio), i legumi e il tofu ma solo se tollerati. Sono infine particolarmente utili i cibi ricchi di vitamina B5 (yogurt, riso integrale, pesce, mandorle) poiché necessaria per l’elasticità della pelle.

SOVRAPPESO E SENSIBILITÀ AL GLUTINE
Non esiste un test ufficiale per individuare la sensibilità al glutine (che non è la celiachia!) o “gluten sensitivity”. I suoi sintomi sono molto variabili, da gonfi ori e/o dolori addominali, stipsi e diarrea alternate a emicrania, stanchezza, sovrappeso o difficoltà a dimagrire ecc. Tutti sintomi che – secondo i soggetti che ne sono affetti – migliorano con una dieta senza glutine.
La recente definizione e lo studio della “gluten sensitivity” (una forma di intolleranza al glutine che provoca gli stessi sintomi della celiachia e che pare interessi il 20% della popolazione sana) ha consentito di comprendere meglio i fenomeni infiammatori da cibo.
La reazione al glutine è dovuta all’attivazione dei recettori che svolgono nell’organismo la funzione di segnalare un pericolo (in quel caso il superamento di un livello di soglia dell’assunzione di un certo cibo) e manifestano la reazione infiammatoria come fosse un “segnale di allarme” affinché si cambi il comportamento alimentare.

Ricordiamo che l’infiammazione può provocare insulino-resistenza delle cellule: queste ultime non riescono a utilizzare gli zuccheri, che si accumulano, quindi, sotto forma di grasso causando sovrappeso difficile da eliminare e, soprattutto, accumuli di grasso sulla pancia.
L’eliminazione del glutine dalla dieta, o la sua riduzione (per esempio, potrebbe essere una buona scelta mangiare cibi che contengono questa proteina solo a colazione ed eliminarli dagli altri pasti, oppure mangiarli una volta ogni tre giorni) in questi casi si manifesta con rapidi miglioramenti a livello di perdita di peso e di miglioramento della diuresi.
Attenzione, però, i cibi senza glutine non sono necessariamente dimagranti. L’azione snellente di una dieta senza glutine si realizza infatti con un programma mirato che preveda pasti completi e bilanciati adatti a far bruciare più calorie ed eliminare il grasso superfluo. Se volete saperne di più e avere un programma anti adipe super efficace, potete provare quello proposto alle pagine 147-157. Ecco qui di seguito una guida pratica per mangiare senza glutine adatta a tutti.

GUIDA ALLA SCELTA DEL CIBO QUOTIDIANO
Gli alimenti consentiti
Riso: privo di glutine, non favorisce i gonfi ori addominali. Ottimi l’integrale, il semintegrale e il parboiled. Da mangiare anche tutti i giorni.
Miglio: privo di glutine, rigenera capelli e unghie. Ottimo lessato, miscelato a uova e verdure, poi passato in forno. Ideale per polpette vegetali e nella dieta vegetariana.
Mais: privo di glutine, è diuretico e depurativo. Usalo per la polenta, da accompagnare con verdure e cibi proteici.
Amaranto: privo di glutine, è anti gonfi ori. Da lessare e poi saltare in padella con verdure e un cibo proteico. Puoi usarlo come il miglio.
Quinoa: priva di glutine, è antigonfiori e particolarmente indicata per chi vuol perdere peso. Ottima anche per polpette vegetali e tortini da cuocere in forno.
Grano saraceno: privo di glutine, con la sua farina puoi fare pane, piadine e pasta molto buoni. Ottima la zuppa.
Carne: la più indicata è la carne bianca non conservata (pollo, tacchino, vitello e, più raramente, coniglio). Da cucinare in padella, alla griglia o in forno.
Prosciutto crudo: va tolta la sugna, cioè quell’impasto bianco-giallo presente dove non c’è cotenna. È l’unico salume senza rischi.
Pesce e molluschi: la materia prima di questi prodotti è naturalmente priva di glutine e le procedure di preparazione e conservazione non comportano rischi di contaminazione accidentale.
Uova: per le uova il consumo accettabile è da 1 a 3 uova a settimana, da abbinare a verdure e a un cereale consentito.
Frutta fresca: è tutta consentita, ma meglio mangiarla lontano dai pasti, con qualche frutto oleoso, per evitare gonfiori addominali.
Verdura fresca: è tutta consentita ma, se l’intestino ha avuto problemi, meglio consumarla cotta, anche brevemente.
Legumi: sono consentiti, tuttavia i legumi secchi possono essere venuti in contatto con cereali contenenti glutine durante il confezionamento (vedi sempre l’etichetta).
Soia: è consentita (anche come farina), ma occhio all’etichetta, perché come i legumi potrebbe essere venuta in contatto con cereali contenenti glutine.
Latte senza additivi: è consentito, ma occorre sempre leggere l’etichetta, soprattutto se contiene additivi. Da non usare nella fase iniziale della dieta, quando l’intestino è ancora sofferente.
Yogurt naturale: è consentito. Da evitare invece gli yogurt con creme, cereali ecc.
Panna fresca o senza additivi: è consentita, ma occorre sempre leggere l’etichetta. Da non usare nella fase iniziale della dieta, quando l’intestino è ancora sofferente.
Caffè e tè: sono consentiti, ma anche in questo caso è bene leggere l’etichetta.
Bevande gassate: sono consentite, ma occasionalmente e non nella fase iniziale del percorso anti celiachia, perché irritano l’intestino.
Succhi di frutta senza additivi: possono essere consumati liberamente tutti i succhi di frutta e tutti i nettari di frutta di qualsiasi marca non addizionati di vitamine o altre sostanze.
Vino: è consentito. Da non usare nella fase iniziale della dieta, quando l’intestino è ancora sofferente.
Grappa e rum: sono consentiti. Da non usare nella fase iniziale della dieta, quando l’intestino è ancora sofferente.
Prodotti da forno senza glutine: sono consentiti (accertarsi che riportino la scritta “senza glutine” sulla confezione).
Zucchero e miele: sono consentiti.
Oli (d’oliva, di mais): sono consentiti.
Aceti: quelli di vino non aromatizzati, di mele, il balsamico tradizionale DOP e il balsamico di Modena IGP sono consentiti.

Gli alimenti vietati
Orzo, avena, segale, kamut, farro, grano/frumento, spelta, triticale e tutti gli alimenti che li possono contenere: per esempio, pane, pizza, focaccia, piadina, lievito madre (pasta acida), snack, merendine, biscotti, torte, ravioli, gnocchi, couscous, muesli, malto, besciamella, crema pasticcera, panature, minestre pronte, seitan, yogurt ai cereali, birra, whisky, gin, vodka e, per i celiaci, anche i prodotti che riportano “può contenere tracce di glutine”.

Gli alimenti a rischio
Formaggi fusi e sottilette: talvolta possono essere addizionati con farine di cereali contenenti glutine (o con il solo glutine) per un maggior effetto addensante. Leggere bene l’etichetta.
Latte in polvere e panna montata: sono considerati a rischio perché potrebbero contenere glutine o essere a rischio di contaminazione. Leggere bene l’etichetta.
Yogurt alla frutta: sono considerati a rischio perché potrebbero contenere glutine o essere a rischio di contaminazione. Leggere bene l’etichetta.
Maionese, senape e salsa di soia: possono contenere glutine o essere a rischio di contaminazione. Leggere bene l’etichetta.
Oli di semi vari: sono a rischio contaminazione.
Cioccolato: può contenere glutine o essere a rischio di contaminazione. Leggere bene l’etichetta.
Gomme da masticare: anche se molte sono ammesse, alcune possono contenere glutine.
Dadi e risotti pronti: spesso contengono glutine e/o farine con glutine, usate per lo più come addensanti.
Omogeneizzati: possono contenere glutine. Meglio preparare omogeneizzati casalinghi: basta avere un omogeneizzatore (è un attrezzo piccolo e dal prezzo contenuto), metterci dentro carne o pesce già cotti a pezzetti, aggiungere un cucchiaio scarso di brodo e azionare.
Mousse di frutta: possono contenere glutine. Leggere bene l’etichetta.

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Fonte: 10 giorni senza glutine di Maria Fiorella Coccolo

 

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