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Colesterolo: c’è differenza tra carne rossa e bianca?

A differenza di quanto sinora creduto, la carne bianca (ad esempio il pollame) potrebbe non essere più salutare per il cuore della carne rossa. È quanto emerge, perlomeno, da uno studio svolto presso la University of California, San Francisco e pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition.

La ricerca clinica ha coinvolto 100 individui di età compresa tra i 22 ed i 65 anni ai quali sono state fatta seguire, a rotazione, tre tipi di diete: una dieta con carne rossa, una dieta con carne bianca e una senza carne. Per una maggiore affidabilità dello studio, dopo ogni 4 settimane i partecipanti dovevano ‘disintossicarsi’ da ciascuna dieta ritornando per alcuni giorni alla loro alimentazione abituale.

Alla fine di ciascuna dieta gli esperti hanno misurato il colesterolo nel sangue dei partecipanti ed hanno riscontrato che i livelli sono simili dopo aver mangiato per 4 settimane carne rossa o carne bianca. L’unica dieta che si mostra vantaggiosa contro il colesterolo nel sangue è risultata quella priva di carne.

Quando abbiamo pianificato questo studio, ci aspettavamo che la carne rossa avesse un effetto peggiore sui livelli di colesterolo nel sangue rispetto alle carne bianca, ma siamo rimasti sorpresi che non fosse così: i loro effetti sul colesterolo sono identici quando i livelli di grassi saturi sono equivalenti”, ha spiegato Ronald Krauss, tra gli autori dello studio.

Commentando i risultati, gli studiosi sottolineano che vanno eseguite ulteriori ricerche per svelare se altri fattori sono in gioco oltre al colesterolo nel far sì che pollame e carni simili siano comunque più salutari.

Fonte:Redazione Informasalus

 

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Rischio infarto con le carni rosse: ecco perchè.

Uno studio dimostra come il consumo di carne rossa sia associato alla produzione di una sostanza dannosa per il cuore

Mangiare troppa carne rossa fa male al cuore perché provoca l’aumento di concentrazione di una pericolosa sostanza chiamata TMAO. E’ quanto rivela un esperimento condotto da un gruppo di volontari presso la Cleveland Clinic e presentato dall’European Heart Journal.

 

Lo studio prende le mosse da anni di ricerca diretta da Stanley Hazen che ha scoperto dapprima che TMAO si forma dalla “digestione” di tre nutrienti di cui è ricca la carne rossa (colina, lecitina e carnitina) e poi che TNAO è direttamente collegata al rischio di eventi cardiovascolari come infarto e ictus.

 

Gli studiosi americani hanno quindi coinvolto 113 persone che a rotazione hanno seguito per un mese una dieta ricca di carne rossa (per una quantità equivalente al 25% del fabbisogno calorico giornaliero), una ricca di carne bianca e una povera di proteine di origine animale. Le diete sono state intervallate da periodi alimentari di disintossicazione.

 

È così emerso che quando gli individui consumavano quotidianamente carne rossa, i livelli di TMAO nel sangue e nelle urine salivano drasticamente, aumentando anche di 13 volte; inoltre con il consumo di carne rossa diminuisce la capacità dei reni di espellere TMAO.

 

La buona notizia è che gli esperti hanno osservato che il processo è reversibile e che eliminando la carne rossa dalla dieta anche TMAO si riduce. Come rileva Stanley Hazen, lo studio è importante perché suggerisce ancora una volta che interventi sull’alimentazione possono avere un enorme impatto contro il rischio cardiovascolare.

 

Alla luce dei risultati della ricerca medica pubblicata sull’European Heart Journal mi sembra evidente che non si possa più mettere in dubbio la pericolosità del consumo di carne per la salute umana. Pericoli, questi, legati non soltanto a una più elevata incidenza della patologie tumorali, come segnalato dall’OMS, ma, ora, anche da un accresciuto rischio cardiocircolatorio”. Così la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, ha commentato lo studio condotto alla Cleveland Clinici che ha dimostrato come il consumo di carne rossa sia associato alla produzione di una sostanza dannosa per il cuore.

 

“La situazione è paradossale: ogni anno in tutto il mondo si allevano, si uccidono e si macellano innumerevoli animali per alimentare un meccanismo perverso. Perverso – prosegue Rocchi – non solo perché costringe miliardi di esseri viventi non umani a una vita di dolore e sofferenza, non degna di essere vissuta, ma perché tale costrizione viene imposta per assecondare uno stile di vita e di consumo dannoso per la nostra salute e per il nostro pianeta”.

 

“Per questo – conclude la presidente di Enpa – è giunto il momento di adottare etichette intelligenti che, come accade per le sigarette, informino i consumatori circa i pericoli, reali e ormai evidenti, associati al consumo di carne”.

Fonte:Redazione Informasalus.it

 

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Rughe? Frutta e verdura fresca meglio di creme

Creme costose e ricercate, sieri antirughe e filler vari addio. Il segreto per una pelle più giovane dopo i 50 anni non è custodito in barattolo, ma in una dieta ricca di frutta e verdura fresca con l’aggiunta di pesce. Niente effetti positivi per l’uomo narciso però: questi cibi agiscono solo sulle donne che rispetto all’altro sesso hanno una pelle più sottile e con meno densità di collagene e quindi più soggetta alle tante odiate rughe.

Secondo la ricerca, condotta dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam e pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology, le donne che consumano con regolarità questi alimenti, ricchi di vitamine e flavonoidi che proteggono dall’invecchiamento e stimolano la produzione di collagene, hanno meno segni del tempo dopo i 50 anni. Per arrivare a questa conclusione gli studiosi hanno condotto un sondaggio su 2.700 uomini e donne over 50 sulle loro abitudini alimentari. Ognuno di loro è stato poi sottoposto a una scansione facciale 3D per misurare il numero di rughe.

I risultati hanno mostrato che le donne che avevano il più alto apporto di frutta fresca, verdura e pesce avevano il minor numero di segni del tempo sul volto. Al contrario, quelle che mangiavano regolarmente grandi quantità di carne rossa, pane e dolci ne avevano di più. L’alcol, poi, risultava essere un elemento essenziale di cui tenere conto, perché bastavano uno o due drink con cadenza giornaliera per ‘cancellare’ parte dei benefici derivanti dal mangiare i cibi giusti.

“Oltre a non fumare e a proteggere la pelle dal sole – spiega una delle ricercatrici, Selma Mekic – questo lavoro suggerisce che le donne che desiderano sembrare più giovani più a lungo possibile possono ora avere un altro modo per ritardare lo sviluppo delle rughe. Le donne con punteggi alti per frutta, verdura e pesce e bassi per carni, zuccheri, grassi saturi e alcol – conclude – hanno mostrato significativamente meno rughe”.

Marzia Caposio

 

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Alimentazione e sport

nutCi sono degli errori comuni nell’alimentazione dedicata allo sport, che potrebbero essere evitati. L’attività fisica è fondamentale per restare in forma e per garantirti un adeguato benessere psicofisico. Facendo sport, però, è importante anche alimentarsi correttamente. Alcuni sportivi sono portati a sottovalutare ciò che mangiano prima, durante e dopo gli allenamenti. Facendo in questo modo si rischia che l’esercizio fisico non porti a quei vantaggi per la salute che si ricercano praticandolo. Vediamo quali sono questi sbagli e come è possibile risolverli.

  1. Non bere abbastanza

Molti sportivi sottovalutano quanti liquidi perdono , non bevono a sufficienza mentre svolgono l’esercizio fisico e dopo che hanno finito. Il risultato è quello di soffrire di disidratazione, che non solo mette a rischio le loro performances, ma può essere pericolosa per lo stato di salute in generale. E’ sempre bene assicurarsi di rimanere idratati, bevendo prima, durante e dopo l’attività fisica.

  1. Non consumare abbastanza proteine

Un altro errore comune che si può commettere è quello di non fare abbastanza attenzione alle proteine consumate. Queste ultime dovrebbero costituire circa il 15% delle sostanze nutritive da mangiare ogni giorno. Sono molto importanti, perché forniscono energia e permettono di riparare i tessuti che eventualmente si possono danneggiare durante l’allenamento. La soluzione consiste nell’affidarsi al pesce, alla carne magra, ai legumi, ai cereali integrali, al latte e al formaggio magro.

  1. Non mangiare correttamente prima di un allenamento

Alcuni sportivi non vogliono mangiare prima di compiere un allenamento. In realtà basterebbe fare un piccolo spuntino leggero o un pasto un’ora e mezza o due ore prima di una corsa. Tutto ciò è importante per ottenere il carburante da spendere durante l’attività fisica.

  1. Non avere abbastanza ferro

Non potendo contare su una quantità sufficiente di ferro ricavata dall’alimentazione, si incorre più facilmente nella stanchezza e nella riduzione delle prestazioni. Per aiutare a prevenire l’anemia, ci si dovrebbe assicurare che la dieta comprenda carne rossa, cereali, salmone, tonno,legumi. E’ importante includere anche la vitamina C, perché favorisce l’assorbimento del ferro, quindi via libera ad arance, pomodori, frutti di bosco e broccoli.

  1. Non mangiare correttamente dopo un allenamento

Anche mangiare dopo un allenamento è importante per recuperare l’energia spesa, anche se si pratica uno sport per dimagrire. Alcune ricerche hanno dimostrato che, mangiando subito dopo l’attività fisica, è possibile ridurre la rigidità muscolare. La soluzione giusta è quella di bilanciare bene carboidrati e proteine.

Fonte :www.tantasalute.it

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Consumo di carne e cancro al colon-retto ,quale legame?

carneDiversi studi epidemiologici e sperimentali, anche se non tutti, suggeriscono come un elevato consumo di carne, specialmente rossa e lavorata a livello industriale, sia associato ad un aumento del rischio di cancro al colon-retto”. È quanto sostiene uno studio pubblicato su Nutrition Research che rileva come l’incidenza di cancro al colon-retto sta rapidamente aumentando nei Paesi sviluppati, in particolare tra la popolazione che ha adottato le abitudini alimentari occidentali.
All’origine della correlazione tra consumo di carne e aumento del rischio di cancro al colon-retto potrebbe esserci, spiegano gli studiosi, la composizione della carne e i composti che si generano con le modalità di cottura. “Tali fattori – proseguono gli studiosi – possono avere effetti sulla mucosa intestinale e indurre genotossicità e disturbi metabolici.
Una maggiore fermentazione batterica (putrefazione) di proteine non digerite e produzione di metaboliti batterici derivati dagli amminoacidi possono avere effetti sull’omestoasi e sulla rigenerazione dell’epitelio del colon. Ciò si correla al fatto che la maggior parte dei cancri al colon sono individuati nel colon distale e nel retto dove avviene la fermentazione delle proteine. Sulla correlazione tra consumo di carne rossa e cancro al colon-retto persistono comunque forti controversie”.

fonte :redazione Informasalus

P.s ho pubblicato questo articolo per  nel gennaio 2014 …

 

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