I dati diffusi in questi giorni dall’Istituto Superiore di Sanità riportano l’attenzione su un problema che riguarda sempre più da vicino la salute dei nostri bambini: l’eccesso di peso in età pediatrica.
Secondo i dati della sorveglianza nazionale OKkio alla SALUTE, oggi in Italia circa un bambino di 8-9 anni su cinque è in sovrappeso e uno su dieci è obeso. Il 2,6% presenta inoltre una condizione di obesità grave. Sono numeri che, pur mostrando un lieve miglioramento rispetto al passato, mantengono l’Italia tra i Paesi europei con i livelli più elevati di sovrappeso e obesità infantile.
Ma dietro questi numeri non ci sono soltanto “bambini che mangiano troppo”.
L’obesità infantile è un fenomeno complesso, nel quale entrano in gioco alimentazione, movimento, sonno, ambiente familiare, condizioni socioeconomiche, fattori biologici e genetici. Per questo non ha senso cercare un unico colpevole e, soprattutto, non è utile far sentire un bambino “sbagliato” per il suo peso.
Perché sta succedendo?
- Troppi alimenti ad alta densità calorica
Merendine, snack, bevande zuccherate, dolci e prodotti ultraprocessati possono entrare facilmente nella quotidianità dei bambini, spesso anche attraverso merende e spuntini. Il problema non è il singolo alimento consumato occasionalmente, ma la frequenza con cui questi prodotti sostituiscono alimenti più nutrienti. - Meno frutta, verdura e alimenti semplici
La dieta mediterranea continua a essere un modello prezioso, ma non sempre le abitudini quotidiane delle famiglie le assomigliano. Frutta, verdura, legumi, cereali, pesce, uova e altri alimenti semplici dovrebbero trovare spazio regolarmente nell’alimentazione dei bambini. -
Troppo tempo sedentario
Tablet, smartphone, videogiochi, televisione e computer hanno aumentato il tempo trascorso seduti. Il problema non è soltanto lo schermo in sé: più tempo sedentario significa spesso meno tempo dedicato al movimento, al gioco all’aperto e allo sport. -
Si dorme poco
Anche il sonno fa parte dello stile di vita. Una routine irregolare e un sonno insufficiente possono associarsi a peggiori abitudini alimentari e a una maggiore sedentarietà. Per questo, quando si parla di prevenzione dell’obesità infantile, non bisogna occuparsi soltanto di ciò che c’è nel piatto. -
L’ambiente familiare conta
I bambini imparano soprattutto attraverso l’esempio. Se in casa si mangia regolarmente davanti alla televisione, si consumano spesso bevande zuccherate o snack e il movimento è poco presente nella quotidianità, sarà più difficile costruire abitudini diverse.
Ma attenzione: non significa che la responsabilità sia dei genitori. Le scelte familiari sono influenzate anche dal tempo disponibile, dal costo degli alimenti, dall’ambiente in cui si vive, dalla scuola e dalle opportunità di fare attività fisica. L’ISS sottolinea infatti il ruolo dei fattori ambientali e socioeconomici nell’obesità infantile.
5 consigli per i genitori
- NON METTERE UN BAMBINO “A DIETA” DA SOLO
Il bambino è in crescita e ha esigenze nutrizionali specifiche. Meglio evitare diete improvvisate, digiuni, eliminazioni drastiche di carboidrati o restrizioni fai-da-te. Se il peso desta preoccupazione, è importante parlarne con il pediatra e, quando necessario, con un professionista della nutrizione che lavori in ambito pediatrico. - CAMBIA LE ABITUDINI DI TUTTA LA FAMIGLIA
Non preparare un “menù dietetico” per il bambino mentre il resto della famiglia mangia diversamente. È molto più efficace migliorare le abitudini di tutti: più alimenti semplici, più frutta e verdura, acqua come bevanda principale e meno prodotti ultraprocessati nella quotidianità. - FATE MOVIMENTO INSIEME
Non deve necessariamente essere uno sport organizzato. Camminare, andare in bicicletta, giocare al parco, ballare, fare una passeggiata con il cane: anche il movimento quotidiano conta. L’obiettivo non è “bruciare le calorie”, ma rendere il movimento una parte naturale della vita. -
CREATE MOMENTI SENZA SCHERMI
Stabilire alcuni momenti della giornata senza smartphone, tablet e televisione può aiutare a recuperare spazio per il movimento, il gioco, il sonno e anche per mangiare con maggiore attenzione. Un’abitudine semplice? Niente schermi durante i pasti. -
PARLATE DI SALUTE, NON DI PESO
Questo è forse il consiglio più importante. Evitate frasi come: “Sei ingrassato.”, “Devi dimagrire.”, “Non mangiare quello che fa ingrassare.”
Il bambino non deve crescere pensando che il proprio corpo sia un problema da correggere. Meglio parlare di energia, forza, salute, movimento, sonno e alimentazione. E soprattutto: niente sensi di colpa.
Il vero obiettivo? Crescere bene.
Prevenire l’obesità infantile non significa mettere i bambini a dieta.
Significa creare intorno a loro un ambiente nel quale mangiare bene, muoversi, dormire e prendersi cura di sé siano comportamenti normali e condivisi.
L’ISS ricorda che l’obesità in età infantile e adolescenziale può accompagnarsi nel tempo a un maggiore rischio di diabete di tipo 2, ipertensione, alterazioni dei lipidi e malattie cardiovascolari. Per questo intervenire precocemente significa soprattutto proteggere la salute futura, non inseguire un numero sulla bilancia.
Un bambino non ha bisogno di una dieta perfetta. Ha bisogno di adulti che gli insegnino, con l’esempio, a prendersi cura di sé.
Se hai bisogno di aiuto per iniziare o per creare un piano alimentare su misura, non esitare a contattare la Dott.ssa Amelia La Malfa al numero 348 693 6286 o alla mail info@studionutrizionelamalfa.it

