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Evviva i cibi detox

 Esistono alcuni alimenti che possono migliorare i meccanismi fisiologici di depurazione e disintossicazione dell’organismo

Però, al fine di mantenere  il nostro corpo sano e libero da tossine non basta consumare alimenti detox;  è necessario, infatti, seguire uno stile di vita attivo e una dieta sana,scansando tutte quelle sostanze che concorrono a “intossicare” l’organismo: alcol, fumo di sigarette, cibo spazzatura.

 

Alimenti detox

Uno dei più noti rimedi per disintossicare l’organismo consiste nel bere un bicchiere di  acqua tiepida con succo di limone, al mattino, a digiuno.

Il limone, infatti, ha proprietà diuretiche che aiutano i processi di detossificazione di fegato e intestino facilitando, inoltre, il dimagrimento. L’azione dell’acqua calda con il succo di limone stimola la peristalsi intestinale e aiuta l’evacuazione, liberando l’intestino. Per assicurarsi il massimo beneficio i limoni devono essere maturi e vanno consumati subito dopo averli spremuti;  Tuttavia l’assunzione di acqua e limone al mattino dovrebbe essere periodica e collegata alle specifiche esigenze del periodo.

Le  verdure a foglia verde sono ricchissime di clorofilla, fibra alimentare, acqua e vitamine; tutte sostanze che favoriscono la depurazione dell’organismo.

Introdurle  nella dieta è facilissimo: basta presentarle  come contorno a pranzo o a cena, crude e condite semplicemente con un cucchiaino di olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale, aceto di mele o succo di limone.

È, però, importante scegliere verdure di stagione e provenienti da agricoltura biologica per evitare l’eventuale presenza di pesticidi.

I carciofi contengono cinarina, una sostanza che aiuta la diuresi e la secrezione biliare; sono, inoltre, ricchi di fibre e quindi utili per la regolarità intestinale.

L’ uva contiene molta acqua’oltre a zuccheri e a una buona quota di sali minerali e vitamine; ha proprietà depurative, disintossicanti, tonificanti e antiossidanti. Per beneficiare a pieno delle sue qualità, andrebbe consumata quando è ben matura e senza eliminare la buccia, né i semi.

I  semi di lino  forniscono acidi grassi e nutrienti utili alla disintossicazione dell’organismo;

Il  cardo mariano aiuta a liberare il fegato dalla tossine;

Alcune tisane e tè, per esempio il the bianco il  o una tisana a base di tarassaco , stimolano i meccanismi di depurazione dell’organismo;

i cerali integrali sono sempre preferibili a quelli raffinati perché più ricchi di fibre e di minerali;

I germogli aiutano a ripulire l’intestino e il fegato;

Le  mele ricchissime di pectina e di acqua aiutano a mantenere l’intestino pulito e a regolare il passaggio del glucosio dall’intestino al sangue.

In generale, un’alimentazione ricca di frutta, verdura e cereali integrali aiuta l’organismo e mantenersi sano e libero da sostanze dannose.

 

L’acqua per depurare

La depurazione dell’organismo non può escludere da un apporto sufficiente di acqua che deve essere scelta in base alle proprie necessità.

È rilevante anche il sistema in cui si spartisce l’acqua nel corso della giornata: bisognerebbe bere al mattino, a digiuno, e possibilmente lontano dai pasti nel corso di tutta la giornata.

 

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I semi della salute

I semi racchiudono al loro interno la massima concentrazione di valori nutrizionali di una pianta, perché devono essere in grado di garantire la sopravvivenza della specie. Per questo motivo al loro interno è presente tutto il codice genetico e i primi nutrienti per far crescere la nuova piantina.

 

Numerosi tipi di semi vengono usati da millenni nell’alimentazione umana, come quelli dei cereali. Frumento, riso, segale e molti altri sono presenti praticamente in ogni pasto, e anche le leguminose come piselli, soia, fagioli e simili compaiono spesso sulle nostre tavole.

 

Quelli forse che trascuriamo di più sono i semi oleosi, come mandorle, noci, nocciole, semi di girasole, semi di sesamo e simili. Le caratteristiche dei semi sono piuttosto diverse: i cereali forniscono prevalentemente carboidrati; le leguminose apportano proteine in quantità anche maggiori rispetto alla carne; i semi oleosi, come fa capire il nome, sono particolarmente ricchi di lipidi, anche se in composizione e percentuale diversa.

 

Un altro particolare importante: i semi oleosi si possono mangiare anche crudi! Essi costituiscono uno spuntino ideale, e ne bastano pochi per dare un piacevole senso di sazietà ed una carica di energia, senza la pesantezza spesso trasmessa da altri cibi confezionati. Sono indicati soprattutto per bambini e sportivi.

 

 

Valori nutrizionali

I semi oleosi sono sicuramente calorici, ma si tratta di un falso problema. Infatti è necessario tenere in considerazione il rapporto tra i vari nutrienti, soprattutto di quelli più preziosi come vitamine, sali minerali, oligoelementi, enzimi, acidi grassi, flavonoidi. Tenendo conto di questi aspetti, è migliore un alimento con un numero maggiore di calorie ma molto ricco in micronutrienti e con buon effetto saziante, rispetto ad uno ipocalorico ma con “calorie vuote”, cioè scarso apporto di elementi indispensabili all’organismo e magari, per giunta, poco gratificante. Oltre tutto, uno studio americano di qualche anno fa ha dimostrato come la percentuale di obesità fosse minore tra la popolazione che mangiava abitualmente delle noci.

 

I semi oleosi sono anche importanti fonti di vitamina E (antiossidante) e di vitamine del gruppo B: in particolare, ricordiamo la B6 fondamentale per il sistema nervoso e la digestione, la B1, che assicura la salute del cuore, la B3 che contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. I semi ci assicurano anche buone quantità di zinco e selenio, due minerali noti per la loro efficace azione antiossidante in grado di contrastare l’invecchiamento delle cellule.

 

Contengono anche una quantità di fibre tali da favorire un ottimo bilancio finale tra entrate e uscite. Bastano poche mandorle o noci oppure un cucchiaio di semi di girasole o di sesamo per darci un piacevole e abbastanza duraturo senso di sazietà e una sferzata di energia.

 

Ultimo ma non meno importante, sono una buona fonte di acidi grassi insaturi “omega”, protettivi a livello vasale e cardiaco. Contribuiscono anche a ridurre il tasso di colesterolo totale, soprattutto quello LDL (“cattivo”), alzando invece l’HDL, considerato protettore delle arterie.

 

Per chi sono indicati

Il consumo di semi è utile per i bambini, che ne traggono vantaggio per la crescita del corpo e lo sviluppo della mente; per gli adulti, in quanto rappresentano un’importante fonte di energia, oltre a migliorare l’umore ed evitare carenze di principi fondamentali per la salute; per le persone di una certa età, per potenziare la memoria, ridurre i livelli di colesterolo e migliorare la fluidità del sangue.

 

Per le donne, che ne traggono beneficio in caso di sindrome premestruale, e in gravidanza per avere a disposizione le sostanze che aiutano il feto a svilupparsi regolarmente.

 

di Michele Toffolon

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Le bacche della fortuna

Sono quelle del vischio  (Viscum album) naturalmente ,pianta benefica fin  dall’antichità, affonda le sue radici nei miti più misteriosi Per i Celti il vischio era il simbolo della resurrezione, della sopravvivenza della vita alla morte, affascinati dalla sua vita completamente aerea, credevano fosse l’emanazione della divinità sulla Terra, panacea che cura tutti i mali.Per raccogliere ed usare il Vischio si attuavano una serie di cerimonie volte a celebrare la sopravvivenza dello spirito alla morte fisica. Per i druidi il rito che onorava l’immortalità dell’anima era in grado di associare il potere della medicina a quello della magia. Il fatto che il Vischio sia una pianta che non cresce a terra ma sugli alberi suscitava nella popolazione celtica un interesse, una curiosità ed un’adorazione del tutto particolari. Il ciclo vitale di questa pianta non tocca mai il terreno perché gli uccelli si cibano delle sue bacche e poi le trasportano da un albero all’altro. Germogliano solo i semi dei frutti che cadono sui rami mentre ciò non accade per quelli che cadono a terra. Tutto questo veniva interpretato dai druidi come una sorta di benedizione degli dei scesa sui primi mentre i secondi non godevano del consenso divino .Oggi il vischio è una pianta beneagurale utilizzata per decorare le porte e i vani di passaggio, è prassi scambiarsi un bacio se una coppia si trova sotto i suoi rami la mezzanotte del 31 dicembre; un tempo bruciare il vischio dell’anno vecchio significava propiziare i raccolti e tenere lontano la malasorte.La pianta è inoltre molto decorativa anche a feste passate, piano piano nel suo disseccarsi prende un bellissimo colore dorato!Tutte le parti della pianta sono tossiche; quindi bisogna fare attenzione ai bambini che, attirati dalla lucentezza perlacea delle bacche, potrebbero avere la tentazione di mangiarle!

 

BUON ANNO  !

 

 

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Semaforo delle festivita’

LA TAVOLA A NATALE DEVE ESSERE RICCA:
UN DIARIO PER LIMITARE I DANNI, COMUNQUE INFERIORI A QUANTO SI CREDE.

Un detto insegna che  “Non si ingrassa da Natale a Capodanno, bensì da Capodanno a Natale”.
Giusto ricordarlo a chi si appresta a far penitenza proprio quando amici e parenti moltiplicheranno i loro attacchi: “almeno oggi, metti da parte la tua dieta e mangia”.

Non è improvviso buonismo, ma solo il ribadire a chiunque debba seguire delle restrizioni alimentari, magari per lunghi periodi, che il pericolo non viene da qualche festività o ricorrenza familiare. Ciò che conta davvero è aver accettato di modificare definitivamente e in meglio il proprio stile di vita di cui l’alimentazione è solo un aspetto, sia pure importante.
L’altro aspetto fondamentale, è quello di aumentare tutti i giorni (festività comprese) la propria attività fisica. Si deve cercare di conservare un minimo di coerenza nelle scelte alimentari, in modo da non moltiplicare le eccezioni o il sovraccarico, soprattutto nell’ambito dei cibi più ricchi di grasso e di zuccheri. In termini semplici, vuol dire che se è in programma lo zampone con le lenticchie non sarà il caso di buttarsi fin dall’inizio sugli antipasti di salumi e sul pane, altrimenti si raddoppieranno da un lato i grassi saturi e dall’altro i carboidrati che già figureranno in abbondanza tra i primi piatti e dolci di ogni tipo.
La frutta fresca o in macedonia è un rifugio dietetico, non altrettanto la frutta secca che ha molti pregi nutrizionali, ma è una miniera di calorie.
Tra i dolci si possono fare scelte che non offendono la tradizione, ma neppure il buon senso di chi ha già più che raddoppiato le usuali calorie dei giorni lavorativi.
La preferenza andrà alle composizioni più semplici. Ad esempio, il panettone ha meno grassi  di un analoga porzione di pandoro; non sarà un gran risparmio, ma in accordo con altre scelte “al ribasso” si potranno risparmiare diverse calorie senza veri sacrifici alimentari onorando le feste.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come si fa per le previsioni del traffico,si sono individuate giornate molto (semaforo  rosso), mediamente (giallo) e poco a rischio (verde) sia per gli introiti alimentari, che per l’attività motoria. Provate a convertire qualcuna delle tipiche giornate rosse in gialle o gialle in verdi: ne avrete beneficio.

 

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Mandarino: un frutto invernale dalle mille proprietà.

Unico frutto dolce della famiglia degli agrumi, il mandarino ha molteplici proprietà benefiche per la nostra salute. Il periodo ideale per gustarlo è quello che va da novembre a febbraio. Durante i mesi invernali con il loro contenuto vitaminico (vitamina C, vitamina A e vitamine del gruppo B, oltre a magnesio, ferro e acido folico) i mandarini contribuiscono a proteggerci da disturbi tipici del periodo, come il raffreddore.

Facilmente digeribile, il mandarino è utile per il corretto funzionamento dell’intestino grazie al suo contenuto di fibre, potassio e calcio. Inoltre regola la pressione arteriosa, favorisce la diuresi e può essere in grado di contrastare la ritenzione idrica.

Il consumo di mandarini contribuisce anche a migliorare le funzioni visive, abbassare il livello di colesterolo nel sangue e rinforzare il sistema immunitario, in particolare nei bambini. I mandarini sono ricchi di antiossidanti e svolgono una funzione purificante dell’organismo, lo rafforzano e proteggono dalle infezioni e dalle malattie. Il consumo di succo di mandarino è inoltre particolarmente consigliato in caso di asma o bronchite.

Alcuni studi scientifici hanno attribuito ai mandarini proprietà antitumorali, soprattutto per quanto riguarda il fegato. Il consumo di questo frutto è stato legato sia ad una riduzione del rischio di cancro all’apparato digerente, sia del rischio di ictus.

I mandarini sono poi utilizzati in ambito cosmetico: dalla buccia viene estratto un olio essenziale impiegato per la preparazione di prodotti adatti a contrastare la cellulite, ad eseguire massaggi e a combattere la ritenzione idrica.

 

Alessandra Profilio

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