• Lun - Ven dalle 9:00 a 19:00

  • Via Atto Vannucci, 13 - 50134 Firenze

  • 055241106 - 348 6936286 

Disintossicarsi …perche’ no ?

Depurare e disintossicare ,vuol dire rimuovere le tossine, cioè tutte quelle sostanze dannose per il nostro corpo che provengono dagli alimenti o che si generano nei processi digestivi. Molti pensano che sia necessario depurare il corpo solo quando si manifestano gravi disturbi. La conservazione di un corpo sano e disintossicato è di importante proprio per scongiurare l’accumulo di tossine che conducono immancabilmente alla’comparsa delle malattie.

Tutto procede bene fino a che la dose di tossine introdotta è pari a quella eliminata. Quando le tossine inserite anche con un’alimentazione carente, sbagliata o smisurata diventano maggiori di quelle espulse, queste sostanze di depositano nei tessuti e liberano radicali liberi che portano ad uno stress ossidativo. Questa situazione è indubbiamente la più difficile per il nostro organismo.

È possibile quantificare lo stato di intossicazione del nostro corpo attraverso un test di  nutrigenetica. E’ per questo motivo preferibile avere una giusta alimentazione cambiando le nostre abitudini quotidiane.

Tutto questo si trasformerà in un cambiamento favorevole, interno ed esterno; la peristalsi intestinale migliorerà e ci sarà una abbassamento dello stress ossidativo indice della diminuzione dei radicali liberi, l’eliminazione dei liquidi in eccesso ecc.. con relativo calo del peso corporeo e diminuzione della circonferenza vita e quindi della taglia.

L’organismo si fortificherà perché non sarà più gravato dalla funzione di allontanare tossine in eccesso e sarà meno ricettivo nei confronti delle patologie.

Al principio ,prediligeremo  una cura disintossicante, dimagrante e ipocalorica per migliorare il funzionamento dell’organismo per mantenere poi i risultati ottenuti.

Quindi possiamo dire che si mangia per vivere e disintossicarsi significa rimanere in salute. Cambiare piano piano il nostro regime alimentare è necessario per sentirsi più leggeri, più forti e più felici.

Tags:
Categories:

LE UNDICI COSE INSOSPETTABILI CHE FANNO INGRASSARE

Mangiare troppo e non praticare abbastanza attività fisica sono le principali cause di obesità e sovrappeso, ma ad esse vanno aggiunte altre undici insospettabili cause. Ecco quali sono i colpevoli.

 

1. INFEZIONE DA VIRUS. I bambini esposti all’infezione di un particolare virus dell’influenza, l’adenovirus 36, da grandi saranno maggiormente esposti al rischio di obesità. Lo dimostra uno studio americano pubblicato sulla prestigiosa rivista medico-scientifica Pediatrics.

2. AVERE UNA MAMMA NON PIÙ GIOVANE. Chi diventa mamma in là con gli anni (in genere sopra ai 35) tende a generare figli obesi, e questo è stato dimostrato da numerosi studi scientifici.

3. TOGLIERE LE TONSILLE. Chi da bambino ha dovuto subire un’operazione di rimozione delle tonsille, da grande sarà più predisposto a sovrappeso ed obesità. Come affermano i ricercatori dell’Università di St Louis (Missouri), ad innescare il fenomeno è il notevole aumento dell’appetito.

4. DORMIRE CON LA LUCE ACCESA. Uno studio condotto sui ratti ha dimostrato che dormire in un ambiente illuminato fa ingrassare del 50% in più rispetto al buio totale, a parità di esercizio fisico e di calorie introdotte con l’alimentazione. Molto probabilmente i risultati possono essere estesi anche all’uomo, secondo uno studio pubblicato sul Proceedings of the National Academy of Sciences.

5. IL VOSTRO DNA. Ben 31 marcatori genetici presenti nel DNA della specie umana sono coinvolti nella predisposizione all’obesità. Alcuni di essi, in particolare, stabiliscono che l’accumulo dei grassi avvenga nelle diverse zone del corpo (fianchi, glutei, pancia…).

6. DORMIRE POCO. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Archives of Disease in Childhood dimostra che in chi dorme poco aumenta il rischio di ingrassare. A causare l’aumento di peso sono squilibri ormonali causati dalla scarsità di sonno e un maggior stimolo dell’appetito.

7. TERAPIE FARMACOLOGICHE. Alcuni medicinali comunemente impiegati per la cura o il controllo di diabete, depressione e ipertensione possono causare l’aumento del peso corporeo. Ad essere sotto accusa sono principalmente i betabloccanti (antidepressivi) e le medicine usate per curare il diabete di tipo II.

8. ESPOSIZIONE ALL’INQUINAMENTO. Alcune sostanze chimiche presenti nell’ambiente, come ad esempio il bisfenolo A contenuto in molte materie plastiche, sono associate all’aumento del peso negli esseri umani. Questi composti chimici infatti interferiscono con gli ormoni coinvolti nell’accumulo di grasso corporeo.

9. ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA. Una donna incinta che segue un’alimentazione ricca di grassi metterà alla luce un figlio che da grande sarà maggiormente propenso all’obesità.

10. AVERE UNA MAMMA CHE LAVORA. I bambini che trascorrono molto tempo in casa da soli, o comunque senza la supervisione della mamma, tendono ad assumere comportamenti alimentari sbagliati che si ripercuotono su un aumento del peso corporeo.

11. ARIA CONDIZIONATA. In un articolo pubblicato sull’International Journal of Obesity è stato dimostrato che le persone che trascorrono molto tempo in ambienti condizionati tendono ad ingrassare. I meccanismi di regolazione della temperatura del corpo, infatti, bruciano energie sia quando fa caldo che quando fa freddo.

Fonte. www.scoop.it

Tags:
Categories:

Recettori ormonali potrebbero rappresentare l’anello di congiunzione tra restrizione calorica e aumento dell’aspettativa di vita

bilanciaUn ridotto apporto calorico aumenta l’aspettativa di vita in molte specie. Ma in che modo la dieta allunghi la vita di organismi utilizzati quali modelli sperimentali (essenzialmente moscerini della frutta e nematodi) è rimasto un mistero fino a poco tempo fa. Gli scienziati dell’Istituto Max Planck per la biologia dell’invecchiamento di Colonia hanno scoperto che un recettore ormonale costituisce un importante link tra nutrizione e aspettativa di vita nei nematodi.

La proteina recettrice NHR-62 sembra aumentare la durata della vita di questi animali di circa un venti per cento quando il loro apporto calorico è ridotto. Inoltre, un altro studio ha dimostrato che il recettore ormonale NHR-8 influenza lo sviluppo nell’età adulta nonché la durata massima di questi invertebrati. Potrebbe essere possibile che gli ormoni legati a questi recettori siano anche competenti per regolamentare l’aspettativa di vita negli esseri umani.

Il nematode Caenorhabditis elegans vive solo circa 20 giorni. Ciò lo rende un soggetto di ricerca ideale, in quanto l’intero ciclo di vita dell’invertebrato può essere studiato in breve tempo. Inoltre, questo nematode e’ formato da un numero di cellule inferiore a  mille, la sua genetica è stata ampiamente analizzata, e contiene molti geni simili a quelli degli esseri umani. Gli scienziati dell’equipe di Adam Antebi presso l’Istituto Max Planck per la biologia dell’Invecchiamento hanno quindi deciso di utilizzare il Caenorhabditis elegans per scoprire come gli ormoni possano influenzare l’invecchiamento. Essi sono particolarmente interessati a recettori ormonali che si trovano nel nucleo delle cellule, che regolano l’attività dei geni metabolici.

I loro risultati indicano che il recettore NHR-62 deve essere attivo a seguito di un ridotto apporto dietetico per prolungare la vita di questi organismi. Se NHR-62 è attivo, Caenorhabditis elegans vivranno il 25% più a lungo sotto restrizione dietetica che se questo recettore è inattivo. Di conseguenza sembrerebbe che ci sia un ormone ancora sconosciuto, in grado di regolare la durata della vita attraverso il recettore NHR-62. Se si riuscisse ad identificare questo ormone e a somministrarlo al nematode, sarebbe possibile prolungare la sua vita, senza dover cambiare il suo apporto calorico.

Una dieta ristretta colpisce anche l’espressione dei geni in modo massiccio: dei circa 20.000 geni dell’invertebrato, 3.000 cambiano la loro attività, e 600 di questi mostrano una dipendenza dal recettore NHR-62. Ne consegue che ci sono molti altri candidati per migliorare la speranza di vita. Dal momento che gli esseri umani hanno recettori simili a NHR-62, i cosiddetti HNF-4α, gli scienziati del Max Planck sospettano che i recettori ormonali possano non solo controllare la durata massima di vita dei nematodi, ma anche  influenzare gli esseri umani.

Tuttavia, la nutrizione influisce sulla durata della vita in vari altri modi. Un altro studio da parte degli scienziati ha dimostrato che i vermi privi del recettore dell’ormone NHR-8 rimangono più a lungo in una fase pre-puberale prima di raggiungere l’età adulta. Inoltre essi tendono a morire prima rispetto agli animali presentanti questo recettore. NHR-8 è un recettore nucleare, responsabile della regolazione del metabolismo del colesterolo. In assenza di questo recettore, il microrganismo non può produrre abbastanza ormoni steroidei dal colesterolo e raggiunge quindi la maturità sessuale più tardi. Inoltre, il suo metabolismo relativo agli acidi grassi varia in maniera da contribuire, anch’ esso alla riduzione dell’aspettativa di vita.

Recettori simili all’NHR-8 sono stati rintracciati anche negli esseri umani. In teoria il metabolismo del colesterolo potrebbe, anche negli esseri umani, regolare lo sviluppo fisico e influenzare l’aspettativa di vita.

Giacomo Pagliaro Fonte Funiber

Tags:
Categories:

IL FINOCCHIO

finocchioPoche calorie e tante proprietà benefiche. Il finocchio aiuta a mantenersi in forma e fa bene alla salute. Una porzione di finocchio crudo da circa 200 grammi contiene 70 calorie, tracce di grassi e 0 milligrammi di colesterolo, oltre a 1,7 grammi di carboidrati.
Tra le vitamine contenute in questo ortaggio, la vitamina C è quella maggiormente rappresentata, seguita dalla A (6% del fabbisogno giornaliero in 200 grammi di finocchio) e al 5% di vitamina B 6, oltre all’acido folico e alla vitamina K.
Le vitamine A e C hanno entrambe potere antiossidante in grado di preservare le cellule dai danni dei radicali liberi; la vitamina B 6 è importante per l’integrità del sistema nervoso e indispensabile per la sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore “del benessere”; l’acido folico è fondamentale per la salute del nascituro e svolge un ruolo di primaria importanza nella sintesi e nella riparazione del Dna cellulare; la vitamina K è essenziale per la salute delle ossa.
Tra i minerali sono il potassio, il calcio, il magnesio e il ferro quelli presenti in maggiori quantità.
Il potassio svolge un ruolo cruciale nel bilancio idrico, nel mantenimento della pressione sanguigna e nel regolare l’eccitabilità neuromuscolare e la ritmicità del cuore; il calcio è essenziale per la salute di denti e ossa, ma anche per il buon funzionamento del cuore e del sistema nervoso; il magnesio è importante per le attività e l’equilibrio del sistema nervoso;  il ferro favorisce la produzione di emoglobina e di globuli rossi, assicurando una corretta ossigenazione di tutti i tessuti dell’organismo.

fonte :redazione Informasalus.it

Tags:
Categories:

Dieta e telomeri

dietaE’ stata recentemente pubblicata su Lancet Oncology la ricerca condotta presso l’Università della California, dal nutrizionista D Ornish in collaborazione con il premio Nobel per la medicina 2009 la dottoressa E Blackburn. Lo studio è stato condotto su un gruppo di uomini affetti da neoplasia prostatica e l’attenzione è stata posta sui telomeri o meglio sulla loro lunghezza. I telomeri sono la regione terminale del cromosoma composta da sequenza ripetute di DNA la cui funzione principale è quella di proteggere le terminazioni dei cromosomi e proteggere dall’invecchiamento e dal cancro. Sappiamo inoltre che la loro lunghezza è collegata alla longevità e all’incidenza di patologie cronico-degenerative o del benessere quali tumori e patologie cardio-vascolari.

I partecipanti allo studio sono stati suddivisi in due gruppi. Ad un gruppo è stato chiesto di adottare i programma  Ornish che prevede di seguire una dieta vegana oltre ad altre piccole modifiche dello stile di vita quali ad esempio camminare 30 minuti ogni giorno, praticare yoga e adottare tecniche di gestione dello stress. All’altro gruppo invece è stato chiesto di non apportare modifiche al loro consueto stile di vita ed alimentazione.I risultati dello studio scientifico americano, ottenuti dopo 5 anni di follow-up e appena pubblicati, hanno evidenziato che la lunghezza dei telomeri nei soggetti del primo gruppo è aumentata in media del 10%  vs la diminuzione del 3%registrata in coloro che non avevano apportato modifiche.Dunque per la prima volta è stato evidenziato il potere di un regime alimentare corretto ed un sano stile di vita sul DNA umano. Le implicazioni di questo studio pilota possono andare ben oltre della patologia considerata.D Ornish con soddisfazione conclude che se convalidato da studi controllati randomizzati su larga scala, i cambiamenti dell’alimentazione e dello stile di vita possono ridurre significativamente il rischio di una ampia gamma di malattie nonché la mortalità prematura.

I risultati ci dicono dunque che i nostri geni sono la predisposizione ,ma NON sono il nostro destino.

 

Fonte  :BBC-health  NBC news Letizia Saturni

Tags:
Categories: