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Dieta prova costume!

L’estate è alle porte e con essa anche la famigerata e temuta prova costume.

Perdere peso e ritrovare la forma fisica in breve tempo è possibile, naturalmente con un buon mix di ingredienti: la dieta giusta, attività fisica e una buona idratazione.

La soluzione per perdere peso in tempi brevi, andando a bruciare esclusivamente massa magra e tenendo intatta la massa muscolare c’è ed è alla portata di tutti.

Altra caratteristica fondamentale della dieta è l’assenza di fame e notevoli energie fisiche e mentali.

Di cosa si tratta?

Il protocollo dietetico medico VLCKD (Very Low Calory Ketogenic Diet), è un regime alimentare normoproteico, dal momento che l’apporto di proteine giornaliero è in linea con il fabbisogno fisiologico, ed è anche ipocalorico per via del ridotto apporto di glucidi e lipidi. Si tratta di una terapia dietetica, tesa al rapido raggiungimento dell’equilibrio ponderale, attraverso tre fasi: dimagrimento, transizione, mantenimento.

Nel tempo, l’efficacia del protocollo ne ha favorito la diffusione a livello mondiale, diventando una dieta di riferimento per moltissimi specialisti che si occupano di sovrappeso e obesità.

 

LE FASI DELLA DIETA

Il protocollo prevede tre fasi fondamentali: una prima fase di vero e proprio dimagrimento. Una seconda fase di transizione, che consiste nella graduale reintroduzione di alimenti a maggior contenuto glucidico. Infine, un’ultima fase di mantenimento, finalizzata al raggiungimento dell’equilibrio alimentare.

L’Associazione Italiana di dietetica e Nutrizione clinica (ADI) afferma che “la dieta chetogenica si pone come un’interessante alternativa ad altri percorsi terapeutici ed è da considerare soprattutto laddove sia richiesto un calo ponderale rapido, che aiuti al contenimento del rischio globale di salute e alla motivazione del paziente.”

È importante sottolineare che il successo della dieta VLCKD è dato dal fatto che ogni fase della dieta viene seguita in maniera attenta e scrupolosa da un medico esperto, che costruisce la dieta in base alle esigenze del singolo paziente e del suo stato di salute, controlla i valori metabolici durante il periodo di dimagrimento e guida sia la fase di stabilizzazione che quella di ritorno alla normale alimentazione.

DIMAGRIMENTO

Il dimagrimento è la prima fase della dieta. Avviene grazie alla completa eliminazione dei carboidrati dall’alimentazione, e alla restrizione calorica. Durante questa prima fase si assiste all’instaurarsi della chetosi controllata, processo metabolico fisiologico che determina l’assenza della fame e il consumo del tessuto adiposo come fonte energetica. Ciò permette l’aderenza al protocollo senza difficoltà e senza l’impiego di farmaci.

TRANSIZIONE

La fase di transizione consiste nella graduale reintroduzione, qualitativa e quantitativa di tutti gli alimenti. In questo modo è possibile mantenere nel tempo gli importanti risultati raggiunti, abituandosi gradualmente ad una alimentazione sana, varia e completa.

MANTENIMENTO

Il mantenimento è la terza e ultima fase in cui, una volta raggiunto il peso desiderato, si ritorna a un equilibrio alimentare ponderato. In questa fase, si promuove l’abbinamento di una dieta mediterranea con un’attività sportiva personalizzata.

Sovrappeso e obesità costituiscono un importante fattore di rischio per le malattie metaboliche quali infarto, ipertensione, ictus e diabete, oltre a rappresentare, ovviamente, una fonte di disagio estetico e psicologico nella vita di relazione e nei rapporti interpersonali. Dimagrire con le diete classiche è spesso un’impresa difficile: il calo del peso avviene molto lentamente, è necessario dosare tutti gli alimenti e diventa impossibile seguire le norme dietetiche nei pasti fuori casa.

Spesso, tutte queste difficoltà compromettono e ritardano l’arrivo dei risultati, quindi si abbandona la dieta e si riacquisiscono i chili persi.

Questa dieta permette di raggiungere il peso desiderato in poco tempo, senza fatica e con la certezza di mantenere nel tempo i risultati raggiunti. Nel 2014 l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) indica la dieta chetogenica “laddove occorre un calo ponderale rapido, che aiuti al contenimento del rischio globale di salute e alla motivazione del paziente”.

Il principio è semplice: il ridotto contributo calorico degli zuccheri, nella dieta, obbliga l’organismo a utilizzare i propri grassi come fonte di energia, mentre l’introduzione con la dieta di proteine ad alta qualità biologica permette di proteggere la massa magra (muscoli, ossa, pelle, organi). Si assiste, quindi, ad un vero dimagrimento dove la perdita di peso è determinata dal consumo del tessuto adiposo accumulato nel tempo. La massa magra invece viene preservata evitando la perdita di tono che si può verificare durante le diete tradizionali.

I 5 PRINCIPI ALLA BASE DELLA DIETA PROTEICA

1 .Apporto normoproteico a base di proteine di alto valore biologico

Apporto di zuccheri e grassi in quantità ridotta

Apporto di sali minerali e vitamine equilibrato, secondo le dosi giornaliere consigliate o RDA (Recommended Daily Allowance)

Buona idratazione

Apporto di verdure consentite a volontà.

I BENEFICI

La dieta ipocalorica e normoproteica è un programma dietetico completo che assiste la persona durante tutte le fasi del trattamento: dalla perdita di peso all’equilibrio alimentare.

CON LA DIETA POTRAI

Perdere peso velocemente, stabilmente ed in modo duraturo;

Rimodellare la silhouette corporea;

Ridurre la massa grassa in eccesso, senza intaccare la massa muscolare, che continua a mantenere la sua tonicità;

Sentirti nuovamente a tuo agio con il tuo corpo.

E CON QUESTO AVVIENE:

Senza perdere motivazione nel percorso, perché la significativa perdita di peso (dagli 1.3 agli 1.8 kg a settimana) incentiva a proseguire;

Senza alcuna sensazione di fame e di stanchezza che una restrizione calorica generalmente comporta;

Senza sbalzi d’umore;

In pieno benessere e sicurezza grazie al supporto e al controllo di un medico specializzato

Tutto questo permetterà di portare a termine il percorso dietetico, raggiungendo gli obiettivi di peso prefissati, migliorando l’autostima, e ottenendo risultati costanti nel tempo e in modo sicuro.

Fonte Medica Medea

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Le guaine dimagranti bruciano i grassi in eccesso ?

Eliminare i chili in eccesso, snellire i fianchi e il girovita sono un desiderio comune a molte donne e uomini che, per raggiungere l’obiettivo, si affidano spesso a guaine “dimagranti” .Si tratta di fasce addominali ,panciere o pantacollant di varia lunghezza realizzati generalmente in materiale elastico, come poliestere , nylon o gomma sintetica , che, avvolgendo la zona del corpo interessata, fanno sudare e perdere molti liquidi, promettendo un effetto dimagrante o brucia grassi. Il nostro corpo è composto principalmente da acqua (circa il 60-70%), è perciò indubbio che la perdita di liquidi favorisce il calo di peso, si arrivano a perdere anche 1 o 2 chili a settimana, che poi però riprendiamo con la normale reidratazione. Tuttavia, nei casi di sovrappeso od obesità ciò che è necessario ridurre è la astenia, crampi muscolari che non si riducono affatto perdendo liquidi. Pertanto, la convinzione che usare guaine dimagranti sia un buon metodo per dimagrire e bruciare i grassi in eccesso è priva di basi scientifiche.

 

La verità scientifica:

 

Sudore e perdita di peso

Come detto, il peso certamente diminuisce se togliamo acqua al nostro organismo, ma questa condizione è solo momentanea: il nostro corpo reintegrerà la perdita di peso trattenendo i liquidi che torneremo successivamente ad introdurre con l’equilibrata alimentazione, bevendo acqua o mangiando frutta e verdura. Se così non fosse, la sudorazione produrrebbe una cospicua perdita di minerali elettroliti , causando una grave disidratazione . Sudare in modo eccessivo non conduce ad alcuna diminuzione di grasso, ma può invece provocare astenia, crampi muscolari e cali di pressione improvvisi che possono anche indurre lo svenimento. Dopo un’eccessiva sudorazione è buona regola bere abbondante acqua e mangiare alimenti idratanti, come frutta e verdura, per reintrodurre correttamente tutti i liquidi e i micronutrienti essenziali persi.

Bruciare i grassi in eccesso

Per perdere i chili di troppo in modo sano e funzionale bisogna agire sul tessuto adiposo . È quindi opportuno conoscere la propria percentuale di massa grassa . Per bruciare il grasso superfluo occorre non introdurre più calorie di quelle che effettivamente consumiamo, ridurre gli zuccheri in eccesso (zucchero aggiunto a cibi e bevande, dolci, etc.) che, se non utilizzati dal corpo, si trasformano in grassi , oltre che svolgere una regolare attività fisica (ottimali 300 minuti a settimana, minimo 150 minuti ), alternando esercizi aerobici e anaerobici  . Unendo l’esercizio fisico costante a una dieta sana, varia ed equilibrata in nutrienti e calorie sarà più facile raggiungere il proprio peso forma e bruciare i grassi in eccesso.

Ricorda:

La perdita di liquidi non equivale alla perdita di grassi in eccesso.

 

Fonte : Educazione Nutrizionale Grana Padano

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Aspettando l’estate…..

Festeggiamo l’arrivo dell’ estate  , aprite il frigorifero e iniziate a curare il vostro corpo con tutti gli ingredienti adatti a una giornata di sole, ma state attenti alle scottature: il primo sole  è già molto intenso ed esporre il proprio corpo ai raggi solari, senza adeguata preparazione, può essere pericoloso. Riempite quindi il vostro carrello della spesa con legumi, verdura e un po’ di gelato, meglio se a base di frutta, e le basse temperature primaverili saranno solo un ricordo.Mangiate anche pesce fresco e buoni formaggi: mozzarella, crescenza e stracchino sono l’ideale per affrontare le temperature stagionali,ma non eliminate zuppe e minestre: la temperatura, anche se estiva, potrebbe cambiare facilmente, il segreto è servire in tavola le passate più fredde, asciutte e senza esagerare con il condimento Apportano più liquidi e sono maggiormente in linea con un’estate “pazza”, che potrebbe serbare ancora qualche sorpresa Ricordate di bere sempre molta acqua, sino dalle prime ore del mattino: cercate di bere almeno 2 litri al giorno, spremute fresche, e integratori di sali minerali in caso di eccessiva sudorazione. Da evitare invece alcolici e bibite gassate. E per tutti quelli che si stanno già preparando alla fatidica “prova costume” questo tipo di alimentazione permette anche di diminuire il peso corporeo, merito delle numerose fibre che causano l’eliminazione di zuccheri e grassi dal nostro organismo, e consente di abbronzarsi più facilmente. Introducete alimenti color arancione, contengono vitamina  A,stimola la formazione di melanina e rigenera la pelle; non dimenticate poi la vitamina E, presente nell’olio extravergine d’oliva, molto importante per ritardare il processo di invecchiamento. Cercate di assumere vitamina C con peperoni, ribes, broccoli, Kiwi e arance e non dimenticate di mangiare almeno 3 volte la settimana il pesce ,contiene vitamina D ,essenziale per una bel colorito estivo. Infine dividete il cibo in 4-5 piccoli pasti al giorno. A questo punto aspettate l’occasione ideale per abbronzarvi sulla spiaggia !

 

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Modulare il metabolismo

Qual è il meccanismo di sinergia tra i corpi chetonici e il metabolismo, l’infiammazione, la capacità cognitiva e in generale, lo stato di salute? Una review aggiorna sulle ultime scoperte.

La dieta a basso contenuto di carboidrati, conosciuta anche come dieta chetogenica, è stata per decenni considerata come un programma terapeutico per trattare la sindrome metabolica, la gestione del peso e i disturbi complessi resistenti ai farmaci come epilessia, cancro, demenza e depressione, con ricercatori a favore e molte critiche da parte di altri. Nonostante i benefici di questa dieta, gli operatori sanitari mettono ancora in discussione la sua sicurezza a causa degli elevati chetoni sierici che induce e della limitata fibra alimentare che apporta.

Il grasso dietetico pare abbia svolto un ruolo fondamentale nell’evoluzione del cervello umano poiché il cervello ha bisogno di un carico calorico denso per sostenersi energeticamente. Questo dogma continua certamente oggi sulla base di ricerche che dimostrano che l’acido docosaesaenoico (DHA) e altri grassi svolgono un ruolo cruciale nella crescita e nella funzione del tessuto neurale. Anomalie nel metabolismo dei grassi o carenze di grassi nella dieta possono interferire con lo sviluppo e la funzione del cervello.

La revisione statistica del consumo di macronutrienti negli Stati Uniti rivela oggi un aumento dell’incidenza dell’obesità correlata alla riduzione del grasso nella dieta, che si traduce di conseguenza in un maggiore consumo di alimenti a base di carboidrati.

Esiste da qualche parte, vicino al basso contenuto di carboidrati della dieta, un apporto di macronutrienti equilibrato e sano dove le fonti di carboidrati trasformati sono limitate e il grasso sano è utilizzato correttamente, con una buona scorta di verdure fresche (basso indice glicemico di carboidrati) che comprende ancora una componente significativa della dieta.

È ben noto che la restrizione dietetica sotto forma di deprivazione di calorie e carboidrati è favorevole alla chetogenesi e all’elevazione dei chetoni serici. La dieta chetogenica a basso contenuto di carboidrati ha dimostrato per il morbo di Alzheimer di down regolare la proteina amiloide oltre alla attivazione della attività di disaccoppiamento della proteina per la termogenesi e al suo ruolo nella perdita di peso. La dieta chetogenica può ridurre efficacemente la frequenza delle crisi epilettiche e aiutare a trattare anche l’epilessia resistente ai farmaci, effetto dimostrato già nel 1920.

Una recente revisione evidenzia il beneficio della dieta ad alto contenuto di grassi e basso contenuto di carboidrati e fornisce prove convincenti della sua sicurezza ed efficacia.

Fornisce inoltre il supporto scientifico e razionale per la somministrazione di corpi chetonici esogeni e altre fonti chetoniche di vario tipo come complemento del protocollo dietetico restrittivo o come alternativa alla dieta. I ricercatori presentano un protocollo specifico che prevede la somministrazione di un chetone esogeno, il β-idrossibutirrato (BHB), accompagnato dall’acido grasso a catena corta, butirrato (BA), che dimostrano sinergia nel contesto della segnalazione cellulare, del controllo infiammatorio e come substrato per la generazione di ATP attraverso il ciclo TCA.

 

L’integrazione esogena di BHB-BA potrebbe essere una strategia funzionale che induce la β-ossidazione e aiuta ad aumentare i livelli di chetone sierico indicativi di chetosi (> 0,2 mmol) con o senza dover impegnarsi in una rigorosa privazione di macronutrienti e conseguenti limiti di micronutrienti.

La somministrazione concomitante di BHB con la relativa molecola di BA potrebbe sembrare un modo efficace per raggiungere questo obiettivo utilizzando dosi orali estremamente basse e sicure. Di conseguenza, una dieta restrittiva di carboidrati o di calorie potrebbe non essere necessaria per poter beneficiare del valore terapeutico associato all’attività di segnalazione da parte di questa supplementazione esogena di BHB-BA. Tuttavia, si prevede che le pratiche dietetiche chetogeniche applicate in concomitanza con l’integrazione esogena di BHB-BA raggiungeranno l’obiettivo terapeutico in modo più efficace specialmente nel caso di disturbi cognitivi e gestione del peso.

 

 

 

Autori: Cavaleri F, Bashar E.

Fonte: J Nutr Metab. 2018 Apr 1;2018:7195760. doi: 10.1155/2018/7195760. eCollection 2018.

Link della fonte: https://www.hindawi.com/journals/jnme/2018/7195760/

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Rimodellare il corpo: uno studio con le proteine del siero del latte.

Lo scopo di questo studio portoghese era di valutare l’associazione tra l’integrazione di proteine ​​del siero del latte, la composizione corporea e la forza muscolare, in individui addestrati alla resistenza.

Quarantanove maschi sani, di età compresa tra i 18 ei 35 anni che si sono impegnati in un allenamento di resistenza per almeno un anno, sono stati divisi in due gruppi in base all’assunzione di proteine ​​del siero di latte.

Utilizzando un disegno dello studio in sezione trasversale, è stata eseguita una valutazione al mattino della massa grassa corporea (FM) e della forza.

La valutazione nutrizionale è stata eseguita da diari alimentari di 3 giorni. Per quanto riguarda le abitudini alimentari, sono state osservate differenze tra l’apporto energetico totale (kcal) e il fabbisogno energetico stimato (kcal).

I risultati, provenienti sia dai dati grezzi che dal controllo per l’assunzione di energia, il fabbisogno energetico stimato o la percentuale raggiunta di fabbisogno energetico, hanno dimostrato che l’integrazione di proteine ​​del siero era inversamente correlata con FM. Non è stata trovata nessuna correlazione tra i risultati della forza muscolare e l’integrazione di proteine ​​del siero del latte.

I dati attuali suggeriscono che l’assunzione di proteine ​​del siero di latte si associ inversamente con FM di tutto il corpo e regionale (tronco e androide).

Insomma, più proteine, meno pancia!

 

 

Autori: Batista A, Monteiro CP, Borrego R, Matias CN, Teixeira FJ, Valamatos MJ, Oliveira AC, Reis JF, Mendes L, Sardinha LB.

Fonte: Appl Physiol Nutr Metab. 2018 Jun 15. doi: 10.1139/apnm-2018-0143.

link della fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29906403

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