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Microbiota a dieta vegana. Per perdere peso e non solo…

L’alimentazione modula il microbiota intestinale e svolge un ruolo importante nella salute umana.

Qual è l’effetto di una dieta vegana a basso contenuto di grassi sul microbiota intestinale e la sua associazione con il peso, la composizione corporea e la resistenza all’insulina negli uomini e nelle donne in sovrappeso?

Lo ha indagato uno studio statunitense attraverso l’arruolamento di 168 partecipanti, assegnati in modo casuale a una dieta vegana (n = 84) o un gruppo di controllo (n = 84) per 16 settimane.

Di questi, 115 hanno restituito tutti i campioni di microbioma intestinale.

Il peso corporeo è diminuito nel gruppo vegano (effetto del trattamento -5,9 kg [95% CI, da -7,0 a -4,9 kg]; , principalmente a causa di una riduzione della massa grassa (-3,9 kg [95% CI, -4,6 a -3,1 kg]; p <0,001) e nel grasso viscerale (-240 cm3 [95% CI, da -345 a -135 kg]; p <0,001).

L’indice di sensibilità all’insulina è aumentato nel gruppo vegano (effetto del trattamento +0,83 [IC 95%, da +0,48 a +1,2].

L’abbondanza relativa di Faecalibacterium prausnitzii è aumentata nel gruppo vegano ed è correlata negativamente con le variazioni di peso, massa grassa e grasso viscerale.

L’abbondanza relativa di Bacteroides fragilis è diminuita in entrambi i gruppi, ma meno nel gruppo vegano, rendendo l’effetto del trattamento positivo, correlato negativamente con i cambiamenti in peso, massa grassa e grasso viscerale. Quindi una minore riduzione di Bacteroides fragilis è stata associata a una maggiore perdita di peso corporeo, massa grassa, grasso viscerale e un maggiore aumento della sensibilità all’insulina.

Una dieta vegana a basso contenuto di grassi ha indotto cambiamenti significativi nel microbiota intestinale, correlati a cambiamenti di peso, composizione corporea e sensibilità all’insulina negli adulti in sovrappeso, suggerendo un potenziale utilizzo nella pratica clinica.

 

 

Autori: Hana Kahleova, Emilie Rembert, Jihad Alwarith et Al.

Fonte: Nutrients. 2020 Sep 24;12(10):E2917. doi: 10.3390/nu12102917

Link della fonte: https://www.mdpi.com/2072-6643/12/10/2917/htm

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Farina di grano saraceno, una farina tutta da scoprire.

L’uso alimentare della farina di grano saraceno è molteplice: come addensante per le minestre, per la polenta saracena (detta anche Taragna se mischiata alla farina di mais), per le crespelle e per la pasta come per esempio i pizzoccheri ed ora anche nei dolci!!!

 

Secondo alcuni studiosi che hanno effettuato delle ricerche sulle proteine del grano saraceno esso consentirebbe di ridurre significativamente l’assorbimento intestinale del colesterolo.

Altri test di laboratorio stanno valutando l’impiego del grano saraceno come prodotto coadiuvante i medicinali contro le patologie reumatiche. Inoltre, il grano saraceno possiede attività galattogoghe, quindi sarebbe utilissimo alle mamme in fase di allattamento.

 

Le origini di questa pianta sono ancora oggi molto incerte, secondo alcuni ricercatori il luogo da cui si è diffuso potrebbe essere l’Himalya orientale ma attraverso documenti sappiamo essere arrivato in Europa attraverso le coste del Mar Nero a partire dal tardo Medioevo.

Passando dalla Germania dove nel XV secolo era riconosciuto con il nome di Heenisch (grano dei pagani), arriva un secolo e mezzo dopo in Italia dove, a quanto pare, fu introdotto dalla famiglia Besta in Valtellina e dal 1621 nel Ducato di Modena dal commerciante di origine ebraica Donato Donati.

 

Oggi il grano saraceno, nome scientifico Fagopyrum esculentum, è erroneamente definito un cereale nonostante non appartenga alla famiglia delle Graminacee.

 

Esteticamente si presenta con un fusto lungo, che varia dai 60 ai 120 centimetri, all’estremità del quale vi è un’infiorescenza; il colore varia a seconda del ciclo biologico che si aggira intorno agli 80-120 giorni e che va dal verde all’inizio del ciclo per poi virare verso il rosso al momento della maturazione e della morte della pianta. I fiori possono essere di colore bianco o rosa a seconda della varietà.

Ricco di sali minerali come ferro, zinco e selenio, è altrettanto generoso di amido (fino al 90%) di cui il 25% di amilosio e il restante 75% di amilopectina.

Le proteine sono presenti per il 18% con un valore di bioassorbibilità superiore al 90%, questo si spiega con un’elevata concentrazione di tutti gli aminoacidi essenziali, specialmente lisina, treonina, triptofano e gli aminoacidi contenenti zolfo.

Inoltre sono assenti nella composizione proteica le gliadine del glutine, questo significa che può essere impiegato in tutti gli alimenti gluten-free adatti alle persone affette da celiachia. I lipidi presenti nel grano saraceno sono composti sia da acidi grassi saturi che da mono e polinsaturi. I salicilaldeide, il decanale e l’esanale contribuiscono a fornire al grano saraceno quell’aroma particolare che lo distingue da tutti gli altri tipi di “cereali”.

 

Chiara Zoppei

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Evviva i fichi !

Durante tutti i mesi estivi l’albero del fico regala dei frutti gustosissimi, ricchi di benefici e dalle mille proprietà nutritive.

 

I fichi che vengono raccolti nel mese di maggio chiamati anche fioroni, sono più grandi di quelli raccolti nel mese di settembre, chiamati fichi veri. Esistono oltre 150 varietà di fichi, bianchi, marroni, viola, verdi e neri, ma dal punto di vista commerciale i più importanti sono: Fico nero Fico piuttosto asciutto e zuccherino, risulta essere il meno delicato. Fico viola Il più succoso, dolce, molto delicato. Fico verde Il più comune, è succoso e ha buccia sottile. In Italia la regione con la maggiore produzione di fichi è la Puglia.

 

I fichi sono frutti dagli effetti lassativi, ricchi di acqua, fibre e sali minerali, oltre ad essere una buona fonte di vitamine: soprattutto vitamina B, vitamina A e vitamina C. Inoltre, le mucillagini contenute al suo interno, li rendono digeribili oltre a favorire l’assorbimento dei nutrienti.

 

Proprietà nutritive dei fichi

Un valido aiuto per l’intestino: chi soffre di stipsi o intestino pigro può fare ricorso ai fichi, dalle proprietà lassative dovute alle fibre, alla lignina e alle mucillagini che lo compongono. L’ideale sarebbe mangiarne uno al mattino prima di colazione.

Apportano energia:per questo sono consigliati anche a bambini, anziani e donne incinte. Donano molta energia grazie agli zuccheri che contengono e che sono facilmente assimilabili, dando un effetto energizzante immediato.

Benefici per l’apparato cardiocircolatorio: i fichi sono frutti ricchi di potassio che aiuta a tenere sotto controllo la pressione arteriosa, inoltre sono poveri di sodio che, al contrario può essere dannoso, e favorire l’ipertensione. Ciò apporta anche benefici al cuore.

Utili contro le infiammazioni: mangiare il frutto aiuta a lenire le infiammazioni delle vie urinarie, e quelle legate a gastriti e infiammazioni polmonari

Aiutano la digestione: i fichi contengono degli enzimi che favoriscono la digestione aiutandoci ad assimilare meglio i cibi. Inoltre, il contenuto di prebiotici aiuta anche il benessere dell’intestino combattendo il gonfiore addominale, soprattutto i i fichi fioroni che maturano all’inizio dell’estate che hanno proprietà drenanti e aiutano in caso di stipsi.

Benefici per le ossa: i fichi contengono molto calcio che, unito ad altri minerali come magnesio e potassio, è utile a prevenire l’osteoporosi e anche a mantenere sani e forti i denti. vitamina A ed i minerali apportano benefici alle ossa.

Consigliati in gravidanza: forse molti non lo sanno ma, i fichi freschi, possono essere mangiati in gravidanza grazie all’apporto di calcio che donano alla mamma, ma che aiuta anche a rafforzare la spina dorsale del piccolo che dovrà nascere.

Pelle e vista: i fichi hanno proprietà benefiche anche per la nostra pelle e per la vista grazie soprattutto alla vitamina A, ma anche ad alcuni minerali come ferro, calcio e potassio.

Antiossidanti: contengono polifenoli che conferiscono ai fichi proprietà antiossidanti proteggendo le cellule dai danni dei radicali liberi e aiutando anche a prevenire

Proprietà nutrizionali: anche se i fichi sono molto dolci hanno un contenuto calorico non troppo eccessivo: 74 calorie per 100 grammi. Ma le calorie salgono per i fichi secchi: 227 per 100 grammi.

Controindicazioni

I fichi devono essere consumati con moderazione dalle persone obese e da chi soffre di diabete a causa degli zuccheri contenuti nel frutto che possono favorire l’aumento di peso e, nei diabetici, della glicemia. Inoltre i fichi contengono ossalati che lo rendono un frutto non consigliato a chi soffre di calcoli ai reni o alla cistifellea

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Estate :pomodori per la salute della pelle

I pomodori contengono sostanze preziose per la salute della nostra pelle e, in particolare, in grado di proteggerla dai dannosi raggi UV. A sostenerlo è una ricerca dell’Università di Newcastle (Gran Bretagna), diretta dal professor Mark Birch-Machin e recentemente presentata alla Royal Society of Medicine di Londra.

Prezioso alleato per la salute della nostra pelle  è il Licopene, potente sostanza antiossidante contenuta nel pomodoro, soprattutto quando questi è concentrato sotto forma di salsa, succo. Il Licopene, oltre a proteggere la pelle dagli attacchi esterni come i raggi nocivi, previene le malattie legate all’invecchiamento e quelle dell’apparato cardiovascolare.

Dalla ricerca è emerso che il gruppo di volontarie che ha assunto la passata di pomodoro ha riscontrato il 33 percento di maggiore protezione contro le  scottature solari. Inoltre le analisi di alcuni campioni di pelle delle partecipanti che erano stati prelevati prima e dopo la prova hanno mostrato un aumento dei livelli di procollagene. Questo enzima è il precursore del collagene,  sostanza che dà alla pelle la sua struttura e la cui perdita porta all’invecchiamento e alla tipica mancanza di elasticità.

Gli scienziati hanno comunque sottolineato che la dose assunta dalle volontarie era pari a quella che si potrebbe trovare mangiando molti piatti a base di pomodoro. “Mangiare pomodori – affermano gli studiosi – non vi renderà invincibili sotto il Sole, ma può essere un’utile aggiunta protettiva, insieme alle  protezioni solari, l’ombra e l’abbigliamento.

L’ effetto protettivo del mangiare pomodori sui nostri mitocondri è importante in quanto sono i produttori di energia in tutte le cellule del nostro corpo, compresa la pelle. Quindi essere gentili con i nostri mitocondri può contribuire a migliorare la salute della pelle, che a sua volta può avere un effetto antinvecchiamento”.

fonte redazione Informasalus.it

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Caldo: ecco gli alimenti ideali in estate.

Con il caldo arrivano anche spossatezza, debolezza e fiacchezza. Per combattere questi sintomi è importante prestare attenzione a cosa portiamo in tavola, seguendo un’apposita dieta anti-caldo. Ecco quindi gli alimenti che possono aiutarci ad affrontare al meglio l’estate.

Alimenti freschi e crudi

In estate è meglio dare la preferenza agli alimenti crudi rispetto a quelli cotti. Gli alimenti freschi come frutta e verdura, ricchi di acqua e sali minerali, permettono una reidratazione più veloce del nostro corpo e ci assicurano un buon apporto di sali minerali persi durante la sudorazione. Gli alimenti freddi, inoltre, abbassano la temperatura interna del corpo mentre la verdura cotta aumenta la sensazione di caldo e possiede meno sali minerali e le vitamine preziosi durante l’estate. Per fare incetta di omega 3 e proteine l’ideale è una tartare di pesce crudo.

Anguria
L’anguria è ricca di potassio, ha tanta acqua e poche calorie, è remineralizzante, idrata le cellule e abbassa la temperatura corporea e può essere consumata anche a metà mattina o pomeriggio come spuntino.

Pomodori
Ricco di licopene, acqua e sali minerali, il suo caratteristico colore rosso assicura la presenza di beta-carotene. Inoltre può essere consumato anche crudo nelle insalate e questo favorisce la nostra idratazione, ma anche leggermente scottato in padella con olio extravergine d’oliva: la sua cottura porta all’aumento della biodisponibilità di licopene e beta-carotene.

Carote
Le carote rappresentano un’ottima fonte di beta-carotene, composto antiossidante che contrasta la produzione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare. Le carote, inoltre, sono anche una fonte eccellente di vitamina K, vitamina B6, biotina, vitamina C, ma anche di sali minerali come potassio, rame e manganese. Oltre che nelle insalate, la carota può essere consumata anche come spuntino salutare a metà mattina o metà pomeriggio in risposta allo stimolo della fame.

Insalata
L’insalata è la scelta migliore quando vogliamo stare leggeri. Pur apportando pochissime calorie, è molto ricca di vitamine come la A, B1, B2, B3, B9, C, E e la K, sostanze come la pectina e la lactucina e minerali come il ferro che contrasta l’anemia. Inoltre, aiuta a mantenere la linea, favorendo il senso di sazietà.

Zucchine
Le zucchine sono ricche di potassio, acqua, acido folico, sali minerali e clorofilla, una molecola che ci aiuta a rimanere giovani e combatte i radicali liberi.

Cetriolo
Il cetriolo, ricchissimo di acqua, aiuta a idratare e anche a combattere gli inestetismi della cellulite perché è diuretico e drenante.

Pesca
La pesca è ricca di beta-carotene, vitamine del gruppo B, sali minerali e flavonoidi.

Peperoni
I peperoni sono ricchi di vitamina C, antociani e beta-carotene. Il consiglio degli esperti è quello di consumarli crudi per assumere più vitamina C, una vitamina idrosolubile che si perde durante la cottura. Un’idea è quella di tagliare i peperoni a julienne e aggiungerli nell’ insalata.

Fonte:Redazione Informasalus-it

 

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