• Lun - Ven dalle 9:00 a 19:00

  • Via Atto Vannucci, 13 - 50134 Firenze

  • 348 6936286 - 055 241106

Albicocche: proprietà, valori nutrizionali, calorie.

Le albicocche (frutto di Prunus armeniaca), ricche di betacarotene e licopene, sono utili per la pelle e contro colesterolo e radicali liberi. Quando pensate alle albicocche, immaginatele come una potente miscela compatta di sostanze benefiche. I principi nutritivi che nobilitano queste sferette dolci e vellutate sono soprattutto betacarotene e licopene. Queste sostanze ostacolano il processo mediante cui si formano le lipoproteine a bassa densità o colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”).Tre albicocche contengono 3 grammi di fibra, pari al 12% del fabbisogno giornaliero, in cambio di un apporto calorico minimo: 51 calorie in totale. Le albicocche sono inoltre alimenti ad alto contenuto di fibre, utili per dimagrire e tenere sotto controllo l’iperglicemia.  Hanno inoltre un forte potere antiossidante, dovuto alla vitamina A, che contribuisce ad arginare gli effetti dei radicali liberi. Dai noccioli delle albicocche si ricava un olio molto usato per la cosmesi naturale. Calorie e valori nutrizionali delle albicocche100 g di albicocche contengono 48 calorie. Inoltre, per 100 g di prodotto abbiamo:

Lipidi 0,4 g,Colesterolo 0 mg,Sodio 1 mg,Potassio 259 mg,Glucidi 11 g,Fibra alimentare 2 g,Zucchero 9 g,Proteine 1,4 g,Vitamina A 1.926 IU,Vitamina C 10 mg,Calcio 13 mg,Ferro 0,4 mg,Magnesio 10 mg

Un tempo le donne cinesi mangiavano albicocche per favorire la fertilità. L’intuito femminile ha preceduto ciò che la scienza avrebbe successivamente confermato: le albicocche sono ricche di minerali indispensabili per la produzione degli ormoni sessuali.

Alessandro Magno scoprì le albicocche in Armenia, ma furono gli Arabi a portarla nel bacino del Mediterraneo, sino a noi.

Quando si lasciano diventare troppo molli, le albicocche perdono le sostanze che hanno la massima capacità nutritiva nel momento in cui il frutto è maturo; è quindi indicato mangiarle quando sono ancora sode. Le albicocche andrebbero tenute al fresco, e separate da altri alimenti, dato che possono facilmente assorbire gli odori, specie quelli di frutta.

 

Margherita Russo

 

Categories:

Il pesce azzurro e le sue qualita’

Il pesce azzurro è un alimento prezioso che non deve mai mancare sulle nostre tavole, ricco di proprietà nutrizionali benefiche per la nostra salute. Con il termine pesce azzurro si intende classificare una specie marina con determinate caratteristiche: colorazione blu/verde del dorso e argentea del ventre, tra questi troviamo lo sgombro, le sardine, le alici, il tonno e non solo. Si tratta di solito di pesci di piccole dimensioni le cui carni sono molto digeribili e molto ricche dal punto di vista nutrizionale. Ma scopriamo di più su questo alimento così importante per la nostra dieta.

Quali sono le specie di pesce azzurro?

Il pesce azzurro è quello pescato nel Mar Mediterraneo, una tipologia di pesce che, come abbiamo visto, ha particolari caratteristiche: dorso dalle striature verdi/azzurre, ventre argenteo e senza squame. Ecco quali sono i pesci che fanno parte di questa categoria.

Alici e acciughe: pesci molto economici ricchi di sali minerali dal dorso tra l’azzurro e il grigio scuro. Ottimi se consumati marinati.

Aguglia: la sua carne contiene pochissimi grassi e molte proteine ed è caratterizzata dal colore verde attorno alla lisca.

Aringa: un pesce che contiene molti sali minerali e che di solito si consuma affumicato.

Merluzzo: ricco di vitamine, soprattutto vitamina B6, B12 e vitamina D indispensabile per la salute delle ossa.

Sgombro: pesce ricco di proteine e sali minerali e vitamina D. Tra il pesce azzurro è quello più ricco di Omega 3, e il più energetico anche se a volte può risultare indigesto.

Sardina: spesso viene confusa con l’acciuga o con l’alice ma si tratta di un pesce ancora più economico ma ricco di sostanze nutritive. Viene di solito utilizzata come condimento della pasta.

Tonno: è un pesce molto ricco di Omega 3 ma anche di importanti minerali come selenio, fosforo e potassio. Contiene inoltre proteine e vitamina B12.

Pesce spada: si tratta di un pesce di grandi dimensioni, che di solito si vende in tranci, e che è riconoscibile dalla caratteristica spina dorsale a X.

Altri pesci che fanno parte della categoria del pesce azzurro sono anche l’allaccia, simile alla sardina, la ricciola, i bianchetti, la palamita, il sauro e il lanzardo.

Il salmone viene considerato un pesce azzurro, anche se non lo è, per il fatto di essere ricco di Omega 3.

Proprietà benefiche e nutritive del pesce azzurro

Il pesce azzurro è importante per la nostra salute perché ricco di acidi grassi buoni, gli Omega 3, oltre ai sali minerali tra cui calcio, zinco, selenio, potassio, iodio e fosforo, e alle vitamine, in particolare vitamina A, vitamine del gruppo B e vitamina D. È povero invece di grassi saturi, nocivi per la nostra salute e che troviamo in alimenti come insaccati e carne. Ma ecco le proprietà del pesce azzurro:

Aiuta il sistema cardiovascolare e riduce il colesterolo cattivo: gli Omega 3 sono indispensabili per la salute del cuore, delle arterie e per il sistema circolatorio in generale. Ciò perché, a differenza dei grassi saturi, gli acidi grassi di cui è composto il pesce azzurro non ostruiscono le arterie contrastando così il colesterolo cattivo (LDL) e i trigliceridi, evitando il rischio di trombi e coaguli e mantenendo il sangue fluido. Il pesce azzurro aiuta quindi anche a prevenire l’aterosclerosi, un’infiammazione cronica delle arterie causata da un alto livello di colesterolo nel sangue, evitando così danni vascolari.

Alimento dietetico: i grassi buoni del pesce azzurro lo rendono anche un alimento poco calorico: contiene infatti non più di 120 calorie per 100 gr, tranne lo sgombro che ne contiene 170, inoltre questi acidi grassi non si trasformano in adipe, aiutando così a mantenere la linea. Il pesce azzurro è anche un ottimo sostituto di carne e legumi in quanto molto ricco di proteine.

Ottimo per chi soffre di diabete: chi soffre di diabete deve evitare gli zuccheri semplici e limitare molto il consumo di grassi saturi. Consumare regolarmente pesce azzurro fornisce all’organismo il giusto apporto di proteine e grassi buoni senza rischi per la salute del soggetto diabetico. Utile contro l’osteoporosi: il pesce azzurro è importante anche per la salute delle ossa, contiene infatti calcio e ne potenzia l’assorbimento grazie alla vitamina D. Per questo aiuta a prevenire l’osteoporosi, soprattutto in pre e post menopausa. Un alimento da assumere in modo costante e prolungato per usufruire di tutti i suoi benefici e avere ossa più forti.

Come consumare il pesce azzurro

Il pesce azzurro è buono, salutare e ha un prezzo basso. Fino a qualche tempo fa era considerato un alimento povero tipico della dieta dei pescatori. Si tratta di un alimento che si deteriora in fretta a causa dei grassi di cui è composto, per questo va consumato in tempi brevi. Il pesce azzurro però non va mai consumato crudo, appena pescato: può infatti contenere batteri e parassiti pericolosi per la nostra salute come il clostridium perfrigens, per questo è obbligatorio il congelamento prima del consumo. Alcuni tipi di pesce azzurro possono essere affumicati, come ad esempio le aringhe, in questo modo si conservano per molto tempo mantenendo intatte le proprietà nutritive.

Per gustare al meglio il pesce azzurro potete prepararlo al cartoccio o al vapore, preferite comunque cotture brevi, anche in padella con poco condimento, alla griglia o al forno, evitate invece la frittura che rende il pesce azzurro meno salutare. Il pesce azzurro crudo mantiene intatti tutti i suoi valori nutritivi, ma assicuriamoci di consumarlo in luoghi sicuri, soprattutto quando decidiamo di mangiare sushi. Alcune tipologie di pesce azzurro le troviamo poi in scatoletta: sardine, sgombro, tonno, alici, in questi casi preferite quelli al naturali oppure in olio d’oliva.

Come capire se il pesce azzurro è fresco?

Prima di acquistare il pesce azzurro imparate a riconoscerne la freschezza: l’occhio del pesce deve essere vivido e dal colore brillante, la superficie deve essere tra il verde e il blu, le branchie di un rosso vivo e il ventre intatto e gonfio. Se il pesce risulta invece opaco, flaccido e con l’occhio velato, oltre ad avere un cattivo odore, allora è meglio non acquistarlo. Se acquistate il pesce a tranci, assicuratevi che la carne aderisca perfettamente alla lisca.

Ad Alberto,mio figlio,che ama e rispetta il mare.

fonte :donna.fanpage.it

 

Tags:
Categories:

Birra ….e tempo di grigliate .

Secondo una recente ricerca scientifica, la formazione di sostanze potenzialmente nocive che si formano in seguito alla cottura della carne sulla griglia potrebbe essere diminuita con la marinatura della carne nella birra. L’eccessivo consumo di carne rossa grigliata sembra infatti legato ad una maggiore incidenza di tumore colon -rettale: tutto ciò, probabilmente, è dovuto alla formazione di sostanze aromatiche policicliche che si formano in seguito alla cottura della carne ad elevate temperature. L’associazione tra queste sostanze cancerogene e la formazione di tumori, comunque, è provato negli animali da laboratorio mentre è ancora in dubbio nell’uomo. Nello studio in questione, la carne di maiale è stata fatta marinare, per quattro ore, in tre tipi di birre (scura, chiara e chiara senza alcool). I risultati hanno evidenziato una diminuzione del 53% della formazione di un composto aromatico (PAH8) nella carne marinata con la birra scura rispetto alla carne non marinata. A seguire, il maggior effetto protettivo è stato quello della birra analcolica (25%) e, infine, della birra con alcool (13%).

Viegas et al. Effect of beer marinades on formation of polycyclic aromatic hydrocarbons in charcoal –grilled pork . Journal of Agricultural and Food Chemistry. 2014; 62(12):2638-43.

http://pubs.acs.org./doi/abs/10.1021/jf404966w

Tags:
Categories:

Bye bye pancia gonfia: stop ai cibi che fermentano.

Quello che è un problema quotidiano per almeno il 20% della popolazione italiana, circa 12 milioni di persone, arrivando a comprometterne la qualità di vita, può essere risolto con una dieta personalizzata in cui si eliminano i cibi che fermentano troppo nell’organismo di cui fanno parte quelli contenenti oligosaccaridi, tipo i legumi, alcune verdure (come carciofi, broccoli, aglio), frutta (come cachi e anguria) e cereali (frumento e segale), alcuni elementi come fruttosio (come mela, pere, pesche, mango), lattosio (latte e formaggi morbidi e freschi), e infine ciliegie, susine), polioli contenuti in frutta (come ciliegie, susine), verdura (come cavolfiori, funghi) e dolcificanti (mannitolo, sorbitolo e xilitolo). A dimostrarlo è una ricerca tutta italiana, in cui per la prima volta una dieta è sottoposta a uno studio scientifico come quelli per valutare i farmaci, che ha dimostrato che un regime alimentare personalizzato permette dei miglioramenti sulla salute complessiva dei pazienti, evitando alimenti ad alta capacità fermentativa.

 

Dalla ricerca è emerso il 40% in meno di giorni di pancia gonfia dopo un mese in chi ha seguito la dieta, una diminuzione del gonfiore del 50% che, dopo 16 mesi, raggiunge il 66% e il dolore addominale che diminuisce del 40% già dopo un mese e la sua percezione è più che dimezzata anche dopo 16 mesi (-56,6%, contro il -10% della dieta dei controlli).

I dati sono stati già oggetto di discussione alla ‘Digestive Disease Week’ di Washington. “La fermentazione dei cibi, in certe persone predisposte può determinare un accumulo di gas che, insieme a un concomitante maggior afflusso di acqua, causano una distensione del lume intestinale. Questo, complice l’ipersensibilità che caratterizza tali soggetti, causa distensione e dolore addominale”. La creazione di una dieta tanto complessa richiede l’esperienza di un medico competente in materia.

 

C’è però qualche consiglio immediato alla portata di tutti che arriva dagli esperti: 1) Scegliere tra i cereali, il farro e i prodotti senza glutine; 2) Preferire i formaggi duri e stagionati, e il latte delattosato, di soia o di riso; 3) Mettere nel piatto sempre la frutta e in particolare la banana, il mirtillo, il pompelmo, il kiwi, il mandarino, il limone, l’arancia, l’uva, il lampone, la fragola; 4)Spazio alla verdura in particolare il sedano, i peperoni, le melanzane, la lattuga, i fagiolini e la zucca; 5) Mangiare il pomodoro ricco di licopene; 6) Come dolcificanti preferire saccarosio, glucosio, sciroppo d’acero e dolcificanti che non terminano in ‘-olo’. Tra i cereali, invece, meglio limitare il consumo di frumento e segale (pane, pasta, couscous, crackers, biscotti), per la frutta meglio evitare mele, pere, albicocche, ciliegie, pesche, mango, anguria, cachi, susine, prugna. Per quanto riguarda i dolcificanti limitare miele, fruttosio e sciroppo di mais, sorbitolo, mannitolo, xilitolo; tra latte e formaggi evitare quelli morbidi e freschi (come la ricotta), tra le verdure carciofi, asparagi, barbabietole, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolo, cavolfiore, finocchio, aglio, scalogno, funghi, piselli. Tra i legumi ceci, lenticchie, fagioli, fave.

fonte :Nutri & Previeni

 

Tags:
Categories:

Panzanella,friselle ,frutta e gelato :consigli per un pranzo perfetto in riva al mare

Finalmente è arrivata la stagione perfetta per concedersi un po’ di relax al mare. Nulla di più piacevole che consumare un buon gelato. Qual è il più adatto alla vita da spiaggia?

Considerato il caldo, in spiaggia è consigliabile un gelato ad alto contenuto di acqua. Il ghiacciolo o la granita, per il contenuto di acqua e di zuccheri e per l’assenza di grassi, rappresentano quindi la scelta preferenziale. Garantiscono un piccolo apporto di liquidi e contribuiscono ad evitare situazioni di disidratazione, a prevenire l’accumulo di calore nel corpo, detto ipertermia, e possono contribuire ad evitare anche situazioni di lieve ipoglicemia, che può presentarsi quando non ci sia un sufficiente apporto alimentare.

Infatti, scegliere una bibita al limone o all’arancia o consumare un ghiacciolo o una granita sono sostanzialmente scelte di gusto, che apportano comunque sollievo.

Questo comportamento è ancora più consigliabile per chi trascorre molte ore sotto al sole e oltre al relax si dedica ad attività fisica come beach volley o beach soccer. Ovviamente, un ghiacciolo contribuisce ma non basta: bisogna sempre ricordarsi di bere molta acqua.

Per le altre tipologie di gelato: sempre tenendo in grande considerazione il gusto personale di ciascuno di noi, i gelati alla frutta, dove solitamente sono assenti i grassi e le proteine presenti nel latte, rappresentano un’ottima scelta da tenere in considerazione. L’esposizione al caldo costituisce un rischio per l’organismo in generale e, soprattutto nei climi più torridi,   anche per i processi digestivi.

Attenzione poi, se ci si vuole tuffare in mare, o fare una doccia fredda, tutto ciò che non impegna particolarmente i processi digestivi rappresenta una soluzione da privilegiare.

Nell’arco della giornata, il gelato può costituire un buon completamento di un pasto (perché da solo non basta a sostituire un intero pasto), oppure può essere una merenda consigliabile per adulti e bambini, magari aggiungendo un po’ di frutta. In questo caso, possiamo tranquillamente adottare anche la soluzione del gelato col biscotto, che ha il pregio di una componente glucidica con una base di carboidrati complessi, soprattutto in caso di attività fisica un po’ più impegnativa.

E dopo il gelato? Quanto dobbiamo aspettare prima di fare il bagno?

Abbiamo detto che consumare un ghiacciolo o una granita è come bere una bibita. Per gli altri alimenti, i tempi di digestione non sono mai certi; mi piacerebbe poter consigliare e dare una risposta sicura, ma questo non è possibile: i tempi infatti sono molto variabili e dipendono sia dalla composizione degli alimenti, perché aumentano all’aumentare della quota lipidica e proteica, sia dalle caratteristiche individuali del soggetto, variano a seconda della quantità di alimento ingerito e in base alla temperatura.

Se noi infatti introduciamo una bevanda o un alimento fresco, favoriamo il tempo di svuotamento gastrico e ne aumentiamo la “digeribilità”. Le variabili sono molteplici ed è difficile dare un’indicazione netta e precisa.

In generale, possiamo affermare che un gelato di medie dimensioni, anche un cornetto,  generalmente non crea problemi dopo tre quarti d’ora.

A coloro che non volessero allontanarsi troppo da sdraio e ombrellone, possiamo consigliare un pasto da consumare in spiaggia?

Cerchiamo di non imitare i personaggi classici immortalati nelle commedie all’italiana, che portano in spiaggia lasagne o trippa!  Piuttosto privilegiamo alimenti semplici, ricchi di acqua e facili da digerire.

Rifacendoci alla migliore tradizione italiana, possiamo attrezzarci con una borsa termica e portare in spiaggia un ottimo pasto, leggero e nutriente, con alcune varianti possibili:

Una porzione di “panzanella o acquasala”, il pane secco, o le “freselle-frise”, bagnato condito con pezzetti di pomodoro, olio evo e sale, con eventuale aggiunta di basilico: è una soluzione che può sostituire egregiamente un piatto di pasta. Aggiungiamo un piccolo gelato alle creme e frutta (ricordiamoci che una porzione è costituita da circa 150/200 grammi, l’equivalente cioè di un frutto medio, ma che può essere maggiore nel caso si tratti di cocomero) e concludiamo così il nostro pasto;

Un’insalata di riso, condita prevalentemente con olio e e verdure, cui può seguire un piccolo gelato alla frutta e una porzione di frutta fresca;

Via libera anche al classico panino farcito, senza esagerare, da abbinarsi ad una insalata semplice e a frutta e gelato;

Un’insalatona mista, arricchita da gamberetti e mais, oppure da uova o da mozzarella-formaggio, un piccolo gelato e la nostra porzione di frutta  apportano la giusta quantità di grassi, zuccheri, proteine e vitamine.

Fonte :Istituto del Gelato

Tags:
Categories: