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I benefici degli antiossidanti e dove possiamo trovarli

Sono molecole in grado di difendere l’organismo dall’azione dei radicali liberi, ovvero le particelle formate durante il metabolismo cellulare nella trasformazione dei nutrienti in energia, ma possono essere generate anche da:una prolungata esposizione ai raggi Uv ,fumo di sigaretta, inquinamento atmosferico,additivi e sostanze tossiche presenti negli alimenti o sviluppate durante la loro cottura.

I radicali liberi:

accelerano i processi di invecchiamento cellulare (un esempio su tutti, la pelle frequentemente esposta al sole);

agiscono negativamente sul corretto funzionamento del sistema immunitario;

favoriscono l’insorgenza di numerose malattie comuni, ma anche patologie neurodegenerative (malattia di Parkinson, Alzheimer), cardiovascolari (aterosclerosi) e tumorali.

Assumere una buona dose di antiossidanti è uno dei metodi migliori per fare prevenzione e combattere lo stress ossidativo. La concentrazione degli antiossidanti varia da cibo a cibo, anche in funzione di come vengono cotti e conservati.

 

Quantità necessarie di antiossidanti

Per soddisfare il fabbisogno di antiossidanti di una persona, con un contributo d’energia che rispetta il bilancio energetico, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di assumere quotidianamente 2 porzioni di frutta e almeno 3 di verdura di colori diversi, visto che gli antiossidanti sono i diretti responsabili della colorazione dei vegetali.

La necessità di antiossidanti aumenta in caso di attività fisica intensa e frequente o sport, in particolare quello agonistico, perché la maggiore richiesta di energia aumenta lo stress ossidativo.

Dove si trovano gli antiossidanti

limoni, mandarini, arance, pompelmi, melone, albicocche, pesche, nespole, zucca, carote, peperoni (flavonoidi, carotenoidi e vitamina C).

peperoni, pomodori, rape, ravanelli, barbabietole, anguria, arance rosse, ciliegie, fragole (licopene e antocianine).

aglio, cavolfiore, cipolla, finocchio, mele, pere, porri, sedano (  polifenoli, flavonoidi, potassio, vitamina C, selenio.)

melanzane, radicchio, fichi, frutti di bosco, susine, uva nera, (antocianine, carotenoidi, vitamina C, potassio e magnesio).

asparagi, agretti, basilico, bieta, broccoli, cavoli, carciofi, cetrioli, cicoria, lattuga, rucola, prezzemolo, spinaci, zucchine, kiwi, (clorofilla, carotenoidi, magnesio, vitamina C, acido folico e luteina).

Oltre a frutta e verdura, gli alimenti che apportano più antiossidanti, in rapporto al peso, sono le erbe aromatiche (origano, rosmarino, timo, salvia e basilico), le spezie (cannella, curcuma, bacche di vaniglia essiccate, pepe e noce moscata, curry), la rosa canina, il cacao amaro e il cioccolato fondente. Ricca di antiossidanti è anche la frutta secca, soprattutto le noci pecan. Considerando invece la frutta fresca, i frutti di bosco, la melagrana, le mele, le ciliegie e i fichi apportano ottime quantità di antiossidanti. Tra la verdura, i vegetali che ne sono più ricchi sono i carciofi e la famiglia delle Crucifere: broccoli, cavoli.  Non indifferente è il valore delle leguminose, soprattutto i fagioli rossi (azuki). Antiossidanti essenziali come zinco, selenio e vitamina A si trovano anche in alimenti di origine animale come il latte.

Dal momento in cui la frutta e la verdura vengono raccolte inizia la deperibilità degli antiossidanti, in particolare di alcune vitamine idrosolubili come la C, che è fotosensibile e termosensibile. C’è una sostanziale differenza tra una verdura raccolta nell’orto e una comprata al supermercato: si consiglia di quindi di preferire sempre frutta e verdura di stagione, possibilmente a chilometro zero. La maggior quantità di antiossidanti è disponibile quando il vegetale è maturo.

L’industria alimentare che prepara la verdura e la frutta segue logiche industriali che spesso non favoriscono la presenza dei nutrienti, che viene dispersa. La stessa cosa avviene quando prepariamo gli alimenti in casa. La bollitura dissolve nell’acqua gran parte dei minerali e delle vitamine idrosolubili, le temperature del forno o del fritto possono far deteriorare alcuni antiossidanti ed anche formare sostanze tossiche che daranno radicali liberi. Per cui privilegiare cotture rapide, a vapore o con pentola a pressione, e possibilmente utilizzare anche l’acqua di cottura nel caso di minestroni o risotti. La frutta è preferibile mangiarla cruda, con la buccia ben lavata, o tagliata, e consumata subito. Le spremute di arancia o i frullati a base di altri frutti che contengono molta vitamina C, come kiwi e fragole, è bene berli subito dopo averli preparati per evitare che la luce e l’acqua deteriorino la vitamina.

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Uova si, ma…

Un uovo al giorno non aumenta il rischio CV (cardiovascolare)

Gli autori della revisione sistematica hanno analizzato i dati di 3 studi: il Nurses ‘Health Study (NHS, 1980-2012), NHS II (1991-2013), Health Professionals’ Follow-Up Study (HPFS, 1986-2012).

 

I partecipanti includevano 83 349 donne del NHS, 90 214 donne del NHS II e 42.055 uomini di HPFS che erano liberi da malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e cancro al basale.

Inoltre 32 anni di follow-up (> 5,54 milioni di anni-persona), sono stati identificati 14 806 partecipanti con malattia cardiovascolare incidente nelle tre coorti (infarto miocardico non fatale, cardiopatia coronarica fatale e ictus).

I partecipanti con un più alto consumo di uova avevano un indice di massa corporea più elevato, avevano meno probabilità di essere trattati con statine e consumavano più carni rosse. La maggior parte delle persone consumava tra una e meno di cinque uova a settimana.

 

Nell’analisi raggruppata multivariata, il consumo di almeno un uovo al giorno non era associato al rischio di malattia cardiovascolare incidente dopo aggiustamento per stile di vita aggiornato e fattori dietetici associati all’assunzione di uova.

 

Nella meta-analisi aggiornata degli studi di coorte prospettici (33 stime di rischio, 1 720 108 partecipanti, 139 195 eventi di malattie cardiovascolari), un aumento di un uovo al giorno non era associato al rischio di malattie cardiovascolari (risultati simili per malattia cardiaca e cerebrovascolare).

In analisi stratificate per posizione geografica, non è stata trovata alcuna associazione tra consumo di uova e rischio di malattie cardiovascolari tra le coorti statunitensi o le coorti europee, ma è stata osservata un’associazione inversa nelle coorti asiatiche.

 

I risultati delle tre coorti e della meta-analisi aggiornata mostrano che un consumo moderato di uova (fino a un uovo al giorno) non è associato al rischio complessivo di malattie cardiovascolari ed è associato a un rischio potenzialmente inferiore di malattie cardiovascolari nelle popolazioni asiatiche.

 

 

Autori: Jean-Philippe Drouin-Chartier, Siyu Chen, Yanping Li et Al.

Fonte: BMJ, 368, m513 2020 Mar 4 DOI: 10.1136/bmj.m513

Link della fonte: https://www.bmj.com/content/368/bmj.m513.long

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Passa la quarantena…. e i chili restano.

Passa la quarantena, ma i chili presi rimangono….

Niente paura però, in aiuto ecco qualche consiglio….

Per impedire lo sfalsamento dei ritmi sonno-veglia  è meglio fare esercizi fisici nelle prime ore del mattino, non solo per consumare le calorie assunte in eccesso, ma anche per incrementare l’attività del cortisolo, l’ormone dello stress che può essere implicato nell’aumento di peso. La proposta è quindi di alzarsi presto e praticare un’attività aerobica tra le 7 e le 10 del mattino.

Per disintossicare il fegato, rinunciamo all’alcol e facciamo una dieta a base di frutta verdura, latte e latticini, uova, pesce, con aggiunta di legumi e cereali integrali. Molti studi, hanno dimostrato che questo tipo di alimentazione aiuta a ridurre il colesterolo e la glicemia perché alleggerisce il carico di acidi grassi saturi .

Altra parola d’ordine è riequilibrare la flora intestinale con fermenti probiotici. E’ sufficiente una settimana di cattiva alimentazione con surplus calorico, per modificare il ‘microbiota’ intestinale e creare una disbiosi, un aumento dei cosiddetti batteri ‘cattivi’, responsabile di un male assorbimento dei nutrienti e del rischio di sovrappeso”. Oltre all’acqua, si possono consumare tisane e ad esempio tè verde bancha, una bevanda priva di caffeina ed è ricchissima di antiossidanti che aiutano a ridurre i livelli di radicali liberi formati duranti gli stravizi di questo periodo.

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Covid-19: dal latte al rosmarino, le fake news smascherate dal Ministero della salute.

I

 

ll latte ha un’azione protettiva o curativa nei confronti dell’infezione da Sars-CoV-2 come anche il peperoncino? Tutto falso, non c’è alcun fondamento scientifico che bere latte o mangiare peperoncino abbia un qualche effetto sulla malattia Covid-19. A dirlo con forza è il Ministero della Salute che prosegue la sua battaglia con le tante fake news che purtroppo circolano sul web.Tra le notizie non veritiere anche il fatto che il nuovo coronavirus si curi con acqua e bicarbonato. Neppure le piante aromatiche come basilico, rosmarino, origano e gli oli essenziali derivanti risulta che proteggano dal nuovo coronavirus. Smentite anche due fake news su mosche e zecche come possibili vettori o diffusori dell’infezione: in entrambi i casi non è così.

Per quanto riguarda le zecche il ministero della Salute ricorda che “ad oggi non c’è alcuna evidenza, scientifica di una trasmissione attraverso artropodi vettori, quali zecche, zanzare o altri insetti che invece possono veicolare altri tipi di virus (detti arbovirus ), responsabili di malattie completamente diverse dalla COVID-19, come ad esempio la dengue e la febbre gialla”.

Inoltre, viene anche evidenziato che “le lampade a raggi ultravioletti non devono essere utilizzate per disinfettare le mani o altre aree della pelle”. Ozono per sterilizzare l’aria e gli ambienti e non infettarsi? Anche in questo caso la risposta è che si tratta di una fake news.  Così come quella sull’utilizzo del vapore per pulire pavimenti e superfici e così sterilizzarle. “Le azioni più efficaci per la pulizia – conclude il ministero – sono lavare pavimenti e altre superfici prima con acqua e sapone o altri detergenti per rimuovere lo sporco e poi disinfettarle con una soluzione di cloro attivo allo 0,1% .

Per la pulizia dei servizi igienici e delle superfici toccate più frequentemente, come maniglie, cellulari, la percentuale di cloro attivo sale allo 0,5%. Per la decontaminazione delle superfici che potrebbero essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, dopo la pulizia con un detergente neutro, è possibile utilizzare un disinfettante a base di alcol. Sia durante che dopo è necessario arieggiare gli ambienti”.

 

 

Fonte: Nutri&Previeni

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Disintossicarsi …perche’ no ?

Depurare e disintossicare ,vuol dire rimuovere le tossine, cioè tutte quelle sostanze dannose per il nostro corpo che provengono dagli alimenti o che si generano nei processi digestivi. Molti pensano che sia necessario depurare il corpo solo quando si manifestano gravi disturbi. La conservazione di un corpo sano e disintossicato è di importante proprio per scongiurare l’accumulo di tossine che conducono immancabilmente alla’comparsa delle malattie.

Tutto procede bene fino a che la dose di tossine introdotta è pari a quella eliminata. Quando le tossine inserite anche con un’alimentazione carente, sbagliata o smisurata diventano maggiori di quelle espulse, queste sostanze di depositano nei tessuti e liberano radicali liberi che portano ad uno stress ossidativo. Questa situazione è indubbiamente la più difficile per il nostro organismo.

È possibile quantificare lo stato di intossicazione del nostro corpo attraverso un test di  nutrigenetica. E’ per questo motivo preferibile avere una giusta alimentazione cambiando le nostre abitudini quotidiane.

Tutto questo si trasformerà in un cambiamento favorevole, interno ed esterno; la peristalsi intestinale migliorerà e ci sarà una abbassamento dello stress ossidativo indice della diminuzione dei radicali liberi, l’eliminazione dei liquidi in eccesso ecc.. con relativo calo del peso corporeo e diminuzione della circonferenza vita e quindi della taglia.

L’organismo si fortificherà perché non sarà più gravato dalla funzione di allontanare tossine in eccesso e sarà meno ricettivo nei confronti delle patologie.

Al principio ,prediligeremo  una cura disintossicante, dimagrante e ipocalorica per migliorare il funzionamento dell’organismo per mantenere poi i risultati ottenuti.

Quindi possiamo dire che si mangia per vivere e disintossicarsi significa rimanere in salute. Cambiare piano piano il nostro regime alimentare è necessario per sentirsi più leggeri, più forti e più felici.

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