Dalle verdure contro il parkinsonismo alle uova contro il diabete, dal caffè alleato del fegato ai latticini magri e fermentati contro il cancro del colon retto. Una serie di studi presentati al congresso Nutrition 2018, a Boston, evidenzia gli effetti protettivi di alcuni alimenti per la salute.

 

Ridurre il rischio cardiovascolare con una noce (pecan) al giorno

Dopo quattro settimane di assunzione giornaliera di una piccola manciata di noci pecan intere, un gruppo di adulti in sovrappeso di età pari o superiore a 45 anni ha mostrato cambiamenti favorevoli di una serie di fattori di rischio cardiometabolico, tra cui livelli di zucchero nel sangue, l’insulino-resistenza e la funzione cellulare che produce insulina.Questi primi risultati sono incoraggianti, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per determinare se una piccola porzione giornaliera di noci pecan può contribuire ad abbassare il rischio di malattie cardiovascolari e di diabete di tipo 2 per gli adulti di mezza età e per gli anziani che sono in sovrappeso o obesi. La ricerca è presentata da Diane L. McKay, Friedman School of Nutrition Science and Policy presso la Tufts University.

Le uova contro il diabete

Le uova possono ridurre l’impatto dei fattori di rischio collegati al diabete. È quanto dimostra uno studio di 12 settimane effettuato da Shirin Pourafshar, dell’Università della Virginia, su individui obesi o in sovrappeso con diabete di tipo 2. I partecipanti alla ricerca che hanno mangiato un uovo ogni giorno hanno mostrato miglioramenti nei livelli di zucchero nel sangue (a digiuno) e per quanto riguarda l’insulino-resistenza. Mangiare uova, inoltre, non ha modificato in modo significativo i livelli di colesterolo.

Verdure e bacche riducono di parkinsonismo

Uno studio presentato da presentato da Puja Agarwal, Rush University Medical Center, ha coinvolto 706 persone che sono state seguite per una media di 4,6 anni per capire se il consumo di frutta e verdura può essere specificamente associato a un rischio ridotto di parkinsonismo (un gruppo di disturbi neurologici che causano problemi di movimento simili a quelli osservati nel morbo di Parkinson). La ricerca ha mostrato che mangiare più verdure (in particolare verdure a foglia verde) e bacche, ma non altri frutti, può ridurre il rischio di Parkinsonismo e rallentarne la progressione negli anziani

Il caffè è alleato del fegato

Diversi studi hanno associato il consumo di caffè ad una riduzione della mortalità per tutte le cause e di mortalità per patologie specifiche, tra le quali quelle epatiche. Pochi studi, tuttavia, hanno sinora studiato la relazione tra consumo di caffè e ricoveri per patologie del fegato. Tra questi, uno studio condotto su oltre 14 mila persone (i partecipanti allo studio ARIC, AtherosclerosisRisk in Communities) di età compresa tra i 45 e i 64 anni, ha dimostrato che i consumatori di 3 o più tazze di caffè al giorno, presentano un minor rischio di ricoveri collegati a patologie del fegato ( la riduzione è del 21%), ma non di mortalità per problemi epatici, rispetto a chi non beve caffè.

I latticini riducono il rischio di cancro al colon retto

Non tutti i prodotti lattiero-caseari sono uguali quando si tratta di ridurre il rischio di cancro del colon-retto. Uno studio, che ha coinvolto 101.677 persone di età compresa tra 54 e 83 anni, ha scoperto che i partecipanti alla ricerca che hanno consumato prodotti lattiero-caseari a bassa percentuale di grassi o fermentati come lo yogurt hanno mostrato un più basso rischio di sviluppare il cancro del colon-retto. La ricerca è di Yumie Takata, Oregon State University.

Funghi contro l’infiammazione

Due polisaccaridi, il PPEP-1 e il PPEP-2, contenuti nel fungo commestibilePleurotuseryngii (il cardoncello o carderello o ferlengo, dal caratteristico profumo di pasta di pane), possono inibire le risposte infiammatorie indotte da lipopolisaccaridi (LPS). E’ la prima volta che vengono dimostrate le proprietà anti-infiammatorie di questi polisaccaridi e ciò suggerisce la possibilità di usarli come supplementi dietetici per combattere le reazioni infiammatorie.

Fonte: Redazione Informasalus