• Lun - Ven dalle 9:00 a 19:00

  • Via Atto Vannucci, 13 - 50134 Firenze

  • 348 6936286 

Rimodellare il corpo: uno studio con le proteine del siero del latte.

Lo scopo di questo studio portoghese era di valutare l’associazione tra l’integrazione di proteine ​​del siero del latte, la composizione corporea e la forza muscolare, in individui addestrati alla resistenza.

Quarantanove maschi sani, di età compresa tra i 18 ei 35 anni che si sono impegnati in un allenamento di resistenza per almeno un anno, sono stati divisi in due gruppi in base all’assunzione di proteine ​​del siero di latte.

Utilizzando un disegno dello studio in sezione trasversale, è stata eseguita una valutazione al mattino della massa grassa corporea (FM) e della forza.

La valutazione nutrizionale è stata eseguita da diari alimentari di 3 giorni. Per quanto riguarda le abitudini alimentari, sono state osservate differenze tra l’apporto energetico totale (kcal) e il fabbisogno energetico stimato (kcal).

I risultati, provenienti sia dai dati grezzi che dal controllo per l’assunzione di energia, il fabbisogno energetico stimato o la percentuale raggiunta di fabbisogno energetico, hanno dimostrato che l’integrazione di proteine ​​del siero era inversamente correlata con FM. Non è stata trovata nessuna correlazione tra i risultati della forza muscolare e l’integrazione di proteine ​​del siero del latte.

I dati attuali suggeriscono che l’assunzione di proteine ​​del siero di latte si associ inversamente con FM di tutto il corpo e regionale (tronco e androide).

Insomma, più proteine, meno pancia!

 

 

Autori: Batista A, Monteiro CP, Borrego R, Matias CN, Teixeira FJ, Valamatos MJ, Oliveira AC, Reis JF, Mendes L, Sardinha LB.

Fonte: Appl Physiol Nutr Metab. 2018 Jun 15. doi: 10.1139/apnm-2018-0143.

link della fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29906403

Tags:
Categories:

Obesità e disbiosi.

Fat Cells from adipose tissue. adipocytes. 3d render

Correggere il microbioma aiuta a perdere peso

L’uso degli integratori probiotici contenenti componenti prebiotici che ha come target il microbiota sta emergendo come un intervento promettente nell’approccio nutrizionale globale per ridurre l’obesità.

La perdita di peso risultante da diete a bassi carboidrati e ad alto contenuto proteico può essere significativa ma è stata anche collegata a effetti potenzialmente negativi sulla salute dovuti all’aumento della fermentazione batterica delle proteine ​​non digerite nel colon e ai successivi cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale. Probabilmente una situazione di disbiosi da correggere.

 

Lo ha verificato uno studio clinico di intervento controllato con placebo valutando gli effetti di un integratore sinbiotico sulla composizione, la ricchezza e la diversità del microbiota intestinale e le associazioni delle specie microbiche con parametri di composizione corporea e biomarcatori dell’obesità in 20 partecipanti a un programma per perdere peso (10 con integratore, 10 controlli).

Il componente probiotico del sinbiotico utilizzato nello studio conteneva Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium lactis, Bifidobacterium longum e Bifidobacterium bifidum e il componente prebiotico era una miscela di galattooligosaccaride.

 

I risultati non hanno mostrato differenze statisticamente significative nella composizione corporea (massa corporea, BMI, massa grassa corporea, percentuale di grasso corporeo, massa magra corporea e contenuto minerale osseo) tra il gruppo placebo e il gruppo con l’integratore alla fine della sperimentazione clinica (3 mesi).

 

La supplementazione di simbiotici ha aumentato l’abbondanza di batteri intestinali associati a effetti positivi sulla salute, in particolare Bifidobacterium e Lactobacillus, e ha anche aumentato la ricchezza del microbiota intestinale.

 

Alla fine della sperimentazione è stata osservata una tendenza decrescente nella diversità del microbiota intestinale tra il gruppo placebo e i sinbiotici, che può implicare l’effetto della dieta ricca di proteine ​​a basso contenuto di carboidrati utilizzata nel programma di perdita di peso.

L’analisi di regressione eseguita per correlare l’abbondanza di specie dopo l’integrazione con i parametri della composizione corporea e i biomarcatori dell’obesità ha trovato un’associazione tra una diminuzione nel tempo della glicemia e un aumento dell’abbondanza di Lactobacillus, in particolare nel gruppo sinbiotico. La riduzione nel tempo della massa corporea, dell’IMC, della circonferenza vita e della massa grassa è stata associata a una diminuzione dell’abbondanza di Bifidobacterium.

 

I risultati ottenuti supportano la conclusione che il supplemento simbiotico utilizzato in questo studio clinico modula il microbiota intestinale umano aumentando l’abbondanza di microbici potenzialmente benefici.

 

 

Autori: Igor N Sergeev, Thamer Aljutaily, Gemma Walton, Eduardo Huarte

Fonte:  Nutrients, 12 (1) 2020 Jan 15 PMID: 31952249 DOI: 10.3390/nu12010222

Link della fonte: https://www.mdpi.com/2072-6643/12/1/222

 

Tags:
Categories:

Salute dell’osso con la BIA in multifrequenza!

Si può predire l’osteoporosi attraverso la riduzione della massa cellulare? Risponde uno studio trasversale giapponese

Ricerca Clinica e di Base

Il miglioramento dello stato nutrizionale, che può aiutare a prevenire l’osteoporosi, può essere valutato utilizzando l’indice di massa cellulare corporea (BCM), misurato mediante il metodo dell’impedenza bioelettrica (BIA).

Un recente studio trasversale condotto in Giappone ha studiato l’associazione tra osteoporosi e quattro componenti della composizione corporea, inclusa la BCM.

Lo studio ha incluso 600 partecipanti sottoposti a misurazioni dello stato osseo mediante ultrasuoni quantitativi e composizione corporea con la BIA a un controllo sanitario annuale.

I ricercatori hanno poi confrontato i pazienti con parametri ossei normali e quelli con osteoporosi.

C’erano 414 normali e 186 partecipanti con osteoporosi.

Le differenze significative tra i due gruppi sono state:

– età

– sesso

– altezza

– peso

– BCM

– contenuto di acqua extracellulare (ECW)

– minerali

anche dopo aggiustamento per età e sesso.

 

All’analisi di regressione logistica, BCM, età e ECW erano fattori di rischio significativi per l’osteoporosi.

BCM ed ECW nei maschi e BCM e età nelle femmine erano fattori di rischio significativi per l’osteoporosi.

Dei quattro componenti della composizione corporea misurati con BIA, la BCM era un fattore di rischio significativo in entrambi i sessi per l’osteoporosi. La BCM può essere facilmente misurata con l’impedenziometria in multifrequenza e può essere utile nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi.

 

 

Autori: Tanaka S, Ando K, Kobayashi K, Seki T, Hamada T, Machino M, Ota K, Morozumi M, Kanbara S, Ito S, Ishiguro N, Hasegawa Y, Imagama S.

Fonte: Mod Rheumatol. 2019 Mar 5:1-17. doi: 10.1080/14397595.2019.1589911

Link della fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30836039

Tags:
Categories:

Integrazione proteica di genere: le proteine del siero del latte sono più efficaci nelle donne.

Le indagini scientifiche sulla fase post-prandiale possono svelare i meccanismi biologici e gli effetti particolari dei nutrienti e, quindi, anche degli integratori.

Per quanto riguarda l’integrazione proteica, alte dosi di proteine ​​del siero di latte consumate come pre-carico prima dei singoli pasti ad alto carico glicemico hanno dimostrato di migliorare la glicemia post-prandiale nel diabete di tipo 2, di stimolare il rilascio di insulina e aumentare la sazietà negli uomini con diabete di tipo 2. Pare però che un intervento dietetico con una dieta fortemente ipocalorica abbia effetti diversi sul dimagrimento di uomini e donne. Qui i dettagli. In pratica il grasso va via da dove si è accumulato, ovvero a livello dei fianchi per le donne e a livello del tronco negli uomini. Lo studio ha però rilevato che le donne hanno anche perso il doppio della massa magra degli uomini!

Nell’ambito di diete fortemente ipocaloriche, l’integrazione proteica permette il mantenimento della massa muscolare, in gran parte regolato dall’aumento postprandiale dei tassi di sintesi delle proteine ​​muscolari. Chissà se questo processo avviene in modo diverso tra uomini e donne?La risposta arriva da un articolo appena pubblicato sul Journal of Clinical  Endocrinology & Metabolism. Si tratta di uno studio olandese in cui uomini e donne sani di mezza età, non sovrappeso (BMI 23,4 e 21,3 rispettivamente) hanno ricevuto infusioni continue di fenilalanina e tirosina marcate e hanno ingerito 25 g di proteina del siero di latte con fenilalanina marcata. Sono stati raccolti campioni di sangue e biopsie muscolari per valutare la digestione delle proteine ​​alimentari e la cinetica di assorbimento degli amminoacidi, nonché i tassi di sintesi delle fibre miofibrillari basali e postprandiali.

Risultati interessanti: le concentrazioni plasmatiche di fenilalanina e leucina aumentano rapidamente dopo l’ingestione di proteine, senza differenze tra donne e uomini, dimostrando pari digestione e assorbimento. La frazione di fenilalanina derivata dalle proteine ​​alimentari che è apparsa in circolo nel periodo postprandiale a 5 ore in media era di 56 ± 1 e 53 ± 1% nelle donne e negli uomini, rispettivamente.

Anche i tassi di sintesi delle proteine ​​miofibrillari sono aumentati sia nelle donne che negli uomini, ma la sintesi delle proteine ​​miofibrillari postprandiali era più elevata nelle donne. Le donne hanno mostrato una maggiore sintesi delle proteine ​​miofibrillari già durante il periodo precoce (0-2 h) postprandiale rispetto agli uomini.

Quindi uomini e donne assorbono le proteine del siero di latte allo stesso modo, ma le donne le utilizzano meglio per la sintesi delle proteine muscolari.

Nelle donne è quindi molto utile integrare una dieta fortemente ipocalorica con le proteine del siero del latte!

 

 

Autori: Horstman  AMH, Kouw IWK, van Dijk JW, Hamer HM, Groen BBL, van Kranenburg J, Gorissen SHM, van Loon LJC

Fonte: J Clin Endocrinol Metab. 2018 Nov 12. doi: 10.1210/jc.2018-01734.

Tags:
Categories:

Con l’età più proteine e meno carboidrati e le proteine, meglio se vegetali e marine!

Il processo di invecchiamento per tutti, donne e uomini, sta nel perdere muscolo, acqua corporea ed accumulare grasso per lo più localizzato nell’addome.
Mantenere la massa magra muscolare ad ogni età è una scelta di medicina preventiva.
Con il passare degli anni la dose giornaliera di carboidrati, in particolare pasta-riso-pane-pizza-alimenti composti con farina, prodotto da forno, dolci, va diminuita.
Mentre va sostenuta la dose giornaliera delle proteine, meglio se vegetali e marine.
Molte persone con il passare degli anni avvertono un netto calo di energia e si sentono molto stanchi, privi di energia, in uno stato di continua debolezza.
Gran parte di questa sensazione di stanchezza e di privazione di energia vitale è causata dalla perdita di muscolo, del patrimonio proteico corporeo, in particolare si perdono enzimi, cioè proteine essenziali per avere un vitale metabolismo.
Possiamo stare meglio con una intelligente alimentazione ad ogni età.

CARBOIDRATI e PROTEINE
La perdita di muscolo con il passare degli anni e la scarsa attività motoria causa una minore entrata di glucosio (derivato dai carboidrati) nelle cellule muscolari. Avere meno muscolo e mangiare una maggiore dose di carboidrati pasta-riso-pane-pizza-alimenti composti con farina, prodotti da forno, dolci, è un grave errore compiuto da molte persone avanti con l’età.
Significa accumulare grasso addominale, aumentare di continuo il peso corporeo, significa venire colpiti da steatosi epatica, aumento di trigliceridi e colesterolo nel sangue, da lipotossicità e obesità cellulare (eccesso di acidi grassi saturi all’interno delle cellule).
Il motivo: il glucosio (carboidrati:pane-pasta-riso) non entra nel muscolo, va nel fegato dove viene trasformato in grasso.
Questo processo biochimico si chiama lipogenesi epatica.
Si verifica sopratutto nelle donne, che hanno un minore patrimonio muscolare rispetto all’uomo ad ogni età. Si verifica anche negli uomini che non fanno alcuna attività motoria (esercizi di resistenza) e che continuano a mangiare dosi eccessive di carboidrati.
LA CUCINA DEI CEREALI
Con il passare degli anni, ma va bene ad ogni età, consiglio di ridurre gli alimenti composti con farina e realizzare la cucina dei cereali integrali.
Cioè scegliere di mangiare: farro, orzo, avena, grano saraceno, quinoa, kamut, miglio, mais, amaranto… Mangiare i cereali come semi integrali cotti, non ridotti a farina.
Il peso dei cereali integrali triplica durante la cottura.
Esempio 50 g di farro crudo diventano 150 g cotti. Una persona si “riempie” senza avere un carico eccessivo di carboidrati.
Io e la mia famiglia ci comportiamo così: quando mangiano una porzione di alimento proteico, un pesce, in un contenitore abbiamo un cereale cotto, come alimento di complemento, al posto del pane.
Un pugno di farina messo nell’acqua forma un impasto colloso.
Un pugno di cereali integrali messi nell’acqua, germogliano!
I cereali sono più nutrienti della farina.
La farina è un alimento morto.
Dai cereali integrali nasce una nuova pianta. I cereali sono alimenti vivi!
PROTEINE VEGETALI
Con il passare degli anni occorre incrementare la dose delle proteine, meglio se vegetali: lenticchie, ceci, fagioli, soia… e marine: pesce.
> 100 grammi di lenticchie contengono 27 grammi di proteine.
> 100 grammi di carne rossa contengono 18 grammi di proteine.
Le proteine delle lenticchie contengono aminoacidi essenziali come la carne rossa e bianca.
Le lenticchie non causano disturbi intestinali tipici invece dei fagioli. Dopo le lenticchie per una sana ripresa alimentare dei legumi si può scegliere i ceci e poi i fagioli. Anche la soia è ricca di proteine vegetali, anche se può risultare difficile una sua completa digestione.
Ottima scelta è abbinare cereali integrali e con legumi.
Il mio consiglio: scegliere prima le lenticchie, più tollerate dall’intestino, poi i ceci perché creano meno disagi intestinali.
Piano con la soia. Meglio scegliere i semi di soia verde o rossa o gialle e cuocerli come gli altri legumi.
Piano con il latte di soia dove sono aggiunti olii vegetali come l’olio di girasole, troppo ricco di omega 6. Consiglio di leggere l’etichetta del latte di soia per verificare l’aggiunta di olio di girasole.
Consiglio di eseguire in casa propria la produzione di latti vegetali come latte di riso, di farro, di miglio o di altro cereale o di soia, senza acquistarli in commercio. Sono più salutari e possiamo evitare di assumere l’olio di semi di girasole o altri.
Accanto ad una sana scelta di alimenti proteici vegetali e marini occorre realizzare esercizio di resistenza (elastici, pesi, resistenze meccaniche…) per contrastare la perdita di massa muscolare (sarcopenia) per prevenire e invertire la perdita di muscolo e l’aumento della massa grassa.
Prof. Pier Luigi Rossi

Tags:
Categories: